Rally Estonia, Pajari vede il traguardo: sabato da leader, Solberg si arrende. Hyundai accende la sfida per il podio

Tartu. Sami Pajari è sempre più vicino alla prima vittoria della sua carriera nel Campionato del Mondo Rally. Il finlandese della Toyota Gazoo Racing ha chiuso al comando anche la seconda e decisiva giornata del Rally di Estonia, mantenendo i nervi saldi nonostante il ritorno di Oliver Solberg e presentandosi all'ultima tappa con 25 secondi di vantaggio. Una dote importante, costruita con velocità, lucidità e una gestione impeccabile delle situazioni più delicate. Le 12 prove speciali vinte contro le tre di Solberg e una di Neuville sono la migliore sintesi di due giornate di gara e della supremazia di Pajari.
La tappa del sabato, la più lunga dell'intero rally con 149,60 chilometri cronometrati, rappresentava il banco di prova più severo dopo il dominio assoluto mostrato da Pajari nella giornata inaugurale, quando aveva conquistato tutte le sette prove speciali disputate. Il giovane finlandese è ripartito da leader con 14"7 di margine e ha immediatamente confermato il proprio stato di grazia imponendosi anche nelle prime due speciali della mattinata, SS8 e SS9, portando a nove la striscia consecutiva di successi parziali.
La risposta di Oliver Solberg non si è però fatta attendere. Lo svedese, sempre più a suo agio al volante della Toyota GR Yaris Rally1, ha finalmente spezzato l'egemonia del compagno di marca aggiudicandosi la SS10 e la SS11. Due affermazioni consecutive che gli hanno consentito di recuperare terreno prezioso e ridurre il ritardo fino a 14"1 all'ingresso del parco assistenza di Tartu, riaprendo una sfida che sembrava ormai indirizzata.
Nel pomeriggio Pajari ha però dimostrato perché, oggi, è lui il riferimento del rally. Il finlandese ha risposto da campione, tornando immediatamente al comando delle operazioni con tre successi consecutivi nelle prove successive e ristabilendo un margine di sicurezza nei confronti di Solberg.
L'unico vero brivido della sua giornata è arrivato nella SS14, quando un contatto con una roccia ha rischiato di compromettere il lavoro svolto fino a quel momento. La Toyota ha accusato il colpo e Pajari è stato protagonista di un principio di testacoda nelle battute finali della speciale. Un episodio che ha convinto il ventiquattrenne finlandese ad affrontare con maggiore prudenza le ultime prove della giornata, anche considerando il progressivo deterioramento del fondo.
La scelta si è rivelata quella giusta. Pajari ha rinunciato ad attaccare oltre il limite, ha controllato il vantaggio e ha concluso il sabato in testa con un margine di 25 secondi su Solberg, mettendo una seria ipoteca sul primo successo iridato della carriera.
"Non è facile e non doveva esserlo", ha commentato il leader della corsa. "Siamo abbastanza tranquilli con il vantaggio, ma domani ci sono ancora parecchi chilometri. Durante il trasferimento ho visto un tifoso con un cartello bellissimo: 'Sami, non ascoltare Marko, continua ad attaccare'. Cercherò di seguire il consiglio".
Dall'altra parte Oliver Solberg ha riconosciuto la superiorità del rivale. Dopo aver dato l'impressione di poter rimettere tutto in discussione a metà giornata, lo svedese ha dovuto fare i conti con una scelta di pneumatici non perfetta per il giro pomeridiano e con un Pajari semplicemente impeccabile.
"Sono stato un po' troppo ottimista con le gomme questo pomeriggio", ha ammesso Solberg. "La macchina va bene, ma Sami ha un feeling incredibile. Devo ancora trovare qualcosa in più, mentre lui sta facendo davvero un lavoro eccezionale."
Se la lotta per la vittoria sembra ormai indirizzata verso Toyota, resta apertissima quella per il terzo gradino del podio. Adrien Fourmaux continua infatti a occupare la terza posizione con la Hyundai i20 N Rally1, ma il margine sul compagno di squadra Thierry Neuville si è ridotto ad appena 1"9. Per il francese è stata una giornata tutt'altro che semplice. Nella SS10 ha urtato violentemente un dispositivo anti-taglio con l'anteriore destra della vettura, danneggiando parte della carrozzeria senza però compromettere la meccanica. Poco dopo ha dovuto convivere con una lenta foratura nella SS11 e, nel pomeriggio, è stato protagonista anche di un vistoso traverso nella SS13 che gli è costato ulteriore tempo. Neuville ha saputo approfittarne con grande esperienza. Il campione del mondo ha aumentato progressivamente il ritmo nella seconda parte della giornata, firmando il miglior tempo nella SS15 – primo acuto Hyundai dopo il dominio Toyota – e chiudendo la SS16 con lo stesso identico tempo di Fourmaux. Il belga si presenterà così alla domenica praticamente incollato al compagno di squadra.
Più staccato Sébastien Ogier, autore di una giornata senza particolari squilli. Il francese della Toyota ha definito il suo sabato "niente di speciale", limitandosi a consolidare la quinta posizione assoluta davanti al leader del Mondiale Elfyn Evans. Il gallese ha invece disputato una giornata di rimonta. Partito nono, Evans ha beneficiato del ritiro di Josh McErlean per un problema tecnico e della foratura accusata da Martins Sesks nella SS9, risalendo progressivamente fino al sesto posto assoluto. Il pilota Toyota ha poi aumentato il margine sul lettone anche grazie ai problemi di gestione degli pneumatici accusati dal rivale nelle prove successive.
Sesks conserva comunque una positiva settima posizione, nonostante debba ancora scontare la penalità di venti secondi ricevuta dopo essere uscito con due minuti di ritardo dall'assistenza nella giornata di venerdì. Ottavo conclude Esapekka Lappi, bravo a evitare conseguenze peggiori dopo un violento sbandamento nella SS12, mentre Jon Armstrong porta la Ford Puma Rally1 al nono posto assoluto.
Completa la top ten il beniamino di casa Robert Virves, leader della classifica WRC2 al volante della Škoda Fabia RS Rally2.
La domenica proporrà soltanto due passaggi sulla lunga Kääriku di 24,39 chilometri, che nell'ultimo passaggio assegnerà anche i punti della Wolf Power Stage. Poco meno di cinquanta chilometri contro il cronometro separano Pajari dalla vittoria più importante della sua giovane carriera.
Dopo due giornate praticamente perfette, il finlandese ha dimostrato di possedere non solo la velocità ma anche quella maturità nella gestione della gara che distingue i grandi campioni. Solberg proverà fino all'ultimo a riaprire la partita, Hyundai si giocherà il podio nel duello Fourmaux-Neuville, ma il Rally di Estonia 2026 sembra ormai avere un uomo solo al comando: Sami Pajari. (Marc Canone)
Classifica dopo SS16:
1 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota 2h.08’34”0
2 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota +25.0
3 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai + 52.1
4 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai + 54.0
5 - Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota + 1’32.8
6 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) – Toyota +2’02.9
7 - Sesks-Francis (Ford Puma Rally1) - M-Sport + 2’16.3
8 - Lappi-Mälkönen (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai + 2’42.0
9 - Armstrong-Byrne (Ford Puma Rally1) - M-Sport + 3’03.2
10 - Virves-Viilo (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport + 7’07.2
11 - Korhonen-Viinikka (Toyota GR Yaris Rally2) – Rautio + 7’17.3
12- Suninen-Hussi (Toyota GR Yaris Rally2) - Suninen + 7’18.1
13 - Lindholm-Morales (Škoda Fabia RS Rally2) – Toksport + 7’43.8
14 – Heikkila-Temonen (Škoda Fabia RS Rally2) +7’55.2
13 - Johansson- Gronvall (Škoda Fabia RS Rally2) +8’36.3