09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

50° successo come Ari Vatanen e Peterhansel, Nasser Attiyah (Dacia Sandrider) è a 108 km. dalla sua sesta Dakar

Yanbu. Dopo la tappa Marathon di mercoledì Al-Attiyah aveva messo tutti in fila e aveva fatto valere la sua, ancora una volta, perfetta strategia, nella tappa successiva il piazzamento fuori dalla top ten aveva rianimato le speranze di qualche concorrente (Nani Roma in primis) e allora nella tappa 12, la penultima di questa tutt’altro che facile edizione della Dakar, il principe qatariota, nonché campione olimpico di tiro a volo, ha pensato bene di mettere il suo sigillo  definitivo sulla gara aggiudicandosi la tappa che arrivava a Yanbu dopo 311 chilometri di prova speciale con il risultato che il secondo in classifica, sempre Nani Roma, ora è a oltre 15 minuti.

Un successo di tappa che per Nasser porta il numero 50 proprio come Ari Vatanen e soprattutto come Stephane Peterhansel, conosciuto come Monsieur Dakar avendone vinte ben 14.

Se per il primo posto il discorso è chiuso, il terzo posto se lo giocheranno nella tappa finale Ekstrom che precede Loeb di 29” mentre per il sesto posto, alle spalle di Sainz sarà guerra tra Mathieu Serradori e Luca Moraes separati da 18 secondi.  La Dakar per tanti finirà solo dopo l’ultimo chilometro e non farà sconti, come sempre, a nessuno.

La dodicesima e penultima tappa è stata il crocevia decisivo per il titolo moto. Lungo i 311 km di speciale, Ricky Brabec (Honda) ha sferrato l'attacco finale, sfruttando una posizione di partenza favorevole (sesto) per recuperare tempo prezioso sui rivali. L'americano ha spinto al massimo su un terreno misto di pietre e canyon, vincendo la tappa con autorità.Il suo diretto avversario, Luciano Benavides (KTM), partito più avanti, ha tentato di difendersi ma ha dovuto cedere 3 minuti e 43 secondi al traguardo, non riuscendo a contenere il ritmo forsennato del pilota Honda. Una prestazione solida ma insufficiente per mantenere il contatto ravvicinato sperato.

Con questo risultato, Brabec consolida la leadership nella generale, portando il suo vantaggio a 3'20" su Benavides proprio alla vigilia dell'ultima passerella. Tosha Schareina ha chiuso terzo di tappa e blinda il podio virtuale, seppur staccato di quasi mezz'ora.

 Sabato 17 gennaio, la Dakar 2026 emetterà i suoi verdetti definitivi al termine della tappa 13, un anello "sprint" attorno a Yanbu che ha tutto l'aspetto di una trappola finale per chi avrà i nervi fragili.

Il percorso è breve (141 km totali), ma infido, caratterizzato da piste sabbiose che corrono parallele alla costa e tratti rocciosi che non perdonano le gomme sgonfie. Quando i piloti vedranno l'azzurro del mare, sapranno che l'inferno è finito. Yanbu è pronta a festeggiare, ma la Dakar, crudele per natura, ci ha insegnato che non è finita finché l'ultimo granello di sabbia non è stato superato.

Auto: Al-Attiyah verso la storia, bagarre per il podio Sulle quattro ruote, il "Principe del Deserto" sembra aver già scritto il finale. Nasser Al-Attiyah si presenta al via con un margine di sicurezza di circa un quarto d'ora su Nani Roma. Per il qatariota e la sua Dacia, la tappa sarà un esercizio di stile e controllo: evitare le pietre nascoste di Yanbu, non forzare il ritmo e portare la vettura integra sulla rampa d'arrivo per regalare al marchio una vittoria storica.

Dietro è guerra aperta. La Ford vuole piazzare due auto sul podio con Roma ed Ekström, ma Sébastien Loeb non è tipo da arrendersi finché non vede la bandiera a scacchi. La lotta per l'argento e il bronzo sarà il vero spettacolo della categoria auto, con distacchi che potrebbero ribaltarsi per una semplice foratura.

Moto: se nelle auto la situazione appare delineata, tra le due ruote l'aria è elettrica. I 105 chilometri di prova speciale non saranno una passerella, ma un ring. Ricky Brabec scenderà in pista con la consapevolezza di avere una mano sul trofeo: il vantaggio di 3 minuti e 20 secondi su Luciano Benavides è un tesoretto prezioso, ma pericolosamente sottile. Non c'è spazio per la tattica conservativa pura: se l'americano della Honda rallenta troppo, l'argentino della KTM è pronto a sbranare il cronometro. Benavides non ha scelta: deve guidare "alla morte", in una modalità time-attack da motocross, sperando che la pressione induca il rivale all'errore. Per Brabec, la sfida sarà mentale: ignorare la polvere, gestire il polso destro e ascoltare ogni singolo rumore del motore. Tosha Schareina, terzo incomodo, osserverà da lontano, pronto ad approfittare di ogni passo falso, ma con il podio ormai cucito sulla tuta.

Hanno detto

Nasser Al-Attiyah: «Ci sono tante cose che vorrei dire. Grazie alla squadra, grazie a Fabian. Abbiamo vissuto 12 giorni fantastici. Manca ancora un giorno, ma oggi, controllare e vincere la tappa ed eguagliare il record di 50 tappe vinte è stato incredibile e sono contentissimo. Cercheremo di continuare così, sarà molto importante per noi. Oggi avevamo una buona posizione di partenza e ci siamo detti: 'okay, proviamo a spingere un po' senza correre rischi', niente forature, niente. Ci troviamo proprio bene e Fabian fa un ottimo lavoro di navigazione. Il record e il podio sono entrambi importanti, è per questo che stiamo lavorando. Domani ci aspettano 100 chilometri, dobbiamo dare il massimo come facciamo ogni giorno e siamo pronti. Basta svegliarsi in forma, stringersi la mano e farlo».

Sebastien Loeb: «Non è stata una giornata eccezionale, ma nemmeno negativa. Abbiamo mantenuto complessivamente un buon ritmo per tutta la tappa, ma il fatto di aver forato due volte ci ha penalizzato un po'. Verso la fine abbiamo anche commesso un errore di navigazione. Nel complesso, non è andata male, Mattias Ekström ha fatto un'ottima tappa ed è ora terzo in classifica generale, così stanno le cose. In una tappa come questa, con molte pietre, era facile perdere molto di più, ma alla fine siamo arrivati al traguardo. Il distacco è di 29 secondi e possiamo sicuramente fare ancora qualcosa, ma sappiamo che Ekström è molto veloce e non sarà facile».

Luca Moraes:«È stata una giornata da Dakar. Ho forato due volte, all'inizio e poi a 100 chilometri dal traguardo, per cui siamo passati in modalità sopravvivenza per cercare di finire la gara e riportare indietro la nostra Dacia Sandrider. È quello che abbiamo fatto, ma ovviamente è stata una Dakar molto dura, non come avremmo voluto. Almeno per il team sta andando molto bene e domani cercheremo di vincere con Nasser e di portare Seb sul podio. Noi invece cercheremo di arrivare sesti».

Cristina Gutierrez: «È stata una buona giornata, ce la siamo presa con comodo tra le rocce perché sapevamo che Nasser stava davanti. Nel caso avesse avuto bisogno di pneumatici, noi eravamo dietro. Abbiamo mantenuto un buon ritmo e abbiamo finito senza problemi. Abbiamo completato la tappa e siamo felici di aver visto Nasser vincere la gara e di vedere la squadra andare così bene. Spero che domani finiremo in bellezza, per cui non vedo l'ora».

Nani Roma: “Questo è stato il giorno più duro della mia carriera. Non credo nei miracoli, ma oggi forse sì, perché è stato tutto così folle. A 50 metri dalla fine ho commesso un errore. Ho perso la concentrazione e la traiettoria in una curva sinistra-destra. Ho colpito una grossa buca e rotto tutto. Romain Dumas e Martin Prokop si sono fermati per aiutarmi. Senza il loro aiuto non avrei finito. Poi, a sette chilometri dal bivacco, ho finito la benzina. È stato incredibile che proprio in quel momento passasse Laia Sanz. Mi ha trainato per il resto della strada. Normalmente sarebbe stato impossibile tornare al bivacco. Sono dovute accadere molte cose per aiutarmi. Chiedo scusa al mio team per il mio errore. Forse è l'unico errore che ho commesso in tutta questa Dakar. Spero in una giornata facile domani.”

Mattias Ekström: “Abbiamo fatto una buona tappa. Sono rimasto impressionato dal mio co-pilota Emil perché volevo spingere anche se non avevamo tracce da seguire. Emil ha navigato davvero bene oggi. Anche l'auto funzionava molto bene. Stiamo ancora facendo del nostro meglio in ogni tappa. Amo questo sport e il miglior allenamento per diventare campione della Dakar è prendere ogni giorno sul serio.”

Carlos Sainz: “È stata una tappa interessante. Molte pietre, quindi il rischio di foratura era alto. Non ho idea di come siano i tempi dietro di noi, ma oggi ci sentivamo piuttosto veloci.”

Mitch Guthrie Jr.: “Oggi abbiamo spinto forte perché volevamo un'altra vittoria di tappa. Abbiamo combattuto contro la polvere tutto il giorno. C'è molta gente qui che non si sposta. Questo ha finito per costarci tempo. Abbiamo avuto alti e bassi in questa Dakar. So che abbiamo il passo per essere lì davanti.”

Toby Price: “Avrei dovuto iniziare il rally così! Non ho avuto una giornata veramente buona neanche una volta in queste ultime due settimane, quindi volevo solo portarne a casa una oggi. Abbiamo preso più rischi di quanto faremmo normalmente sulle pietre e le cose sono andate bene.”

Henk Lategan: “Ieri è stato un disastro e la fine della nostra Dakar competitiva. Non sappiamo se abbia ceduto prima il cuscinetto della ruota o l'albero di trasmissione, ma in ogni caso uno ha causato il guasto dell'altro. Abbiamo provato a continuare con sole tre ruote, ma c'erano troppe pietre e non è stato possibile. Oggi è stata una tappa davvero bella, ma siamo partiti dal fondo quindi abbiamo preso tantissima polvere.”

Seth Quintero: “Abbiamo forato proprio alla fine. Nel complesso, non è stata né una brutta né una bella giornata. Volevamo spingere oggi e non sarebbe mai stato facile perché partivamo davanti. Dal nostro grosso problema nella prima settimana, puntiamo alla Top 10.”

Guillaume De Mévius: “A metà tappa abbiamo perso il servosterzo, quindi abbiamo dovuto finire così. Era una tappa molto stretta con molte rocce, il che ha reso le cose complicate. Domani guideremo nella tappa finale. Non è il modo in cui volevamo che andasse la nostra Dakar. Ma accadono anche cose belle, domani è il compleanno di Mathieu e la sua famiglia è arrivata qui per festeggiare con noi. Penso che con Mathieu abbiamo mostrato qualcosa di importante in questa Dakar e lui ha fatto un ottimo lavoro.”

Luciano Benavides: “È stata una giornata dura e ho fatto del mio meglio. Ho spinto dall'inizio e ho superato Edgar abbastanza presto. Dal chilometro 150 aprivo la tappa. Non era una tappa facile da aprire, quindi abbiamo ceduto un po' di tempo. Sono felice di aver dato il 100%. Ovviamente manteniamo viva la speranza fino all'ultimo chilometro.”

Edgar Canet: “Nella prima parte mi sono perso un po' e poi Luciano mi ha passato. Sono felice di essere arrivato alla fine di questa tappa dura. Ora abbiamo solo un'altra tappa davanti a noi per finire questa Dakar. Ho imparato di più in questa Dakar che nei due anni precedenti in cui ho corso nei rally.”

Daniel Sanders: “Questa è una tortura. È così difficile guidare con un braccio solo! Tutto era peggio di ieri. Il terreno era più impegnativo con molte rocce smosse e letti di fiumi. Roba davvero difficile e tecnica. Sono caduto una volta e ho cercato di non atterrare sul mio lato sinistro perché è già così danneggiato. Il mio lato destro ora è davvero dolorante perché sto sovracompensando tantissimo da quella parte. Dovevamo solo arrivare al traguardo. Non mi importa dei tempi o cose del genere. Ora manca solo un giorno. Sarò molto felice quando vedrò quel traguardo. Farò tutto il necessario per ottenere un risultato per questo team.”

Rokas Baciuška: “Ci era stato detto di aspettarci il 23 percento di pietre nella tappa di oggi, ma penso fosse l'83 percento! L'auto funziona bene e ora ci resta solo una tappa da guidare. Portiamo il Defender al traguardo.”

Stéphane Peterhansel: “La tappa era di soli 310 chilometri, ma c'erano molte rocce e non era facile raggiungere la velocità massima. Noi ce la siamo presa con molta calma perché era molto impegnativa per le gomme. Abbiamo gestito bene senza forature, nonostante il tempo passato nella polvere.”

Kevin Benavides: “Mi sono davvero goduto la Tappa 12, è stata una vera tappa Dakar con un mix di terreni. C'erano tantissime pietre. Solo 10 km prima della fine abbiamo forato, quindi avremmo potuto essere ancora più veloci. Questo è il luogo dove ho vinto la mia prima Dakar, quindi ho sentito quell'aura mentre guidavo.” (John Sturm)

Così all’arrivo della tappa 12

ULTIMATE

1.Al-Attiyah-Lurquin (Dacia Sandrider T1+) - Dacia - 3h.21'52"

  1. Guthrie-Walch (Ford Raptor T1+) - Ford - 1'04"

3.Price-Monleon (Toyota GR Hilux T1+) - Toyota - 1'25"

4.Ekström-Bergkvist (Ford Raptor T1+) - Ford - 1'49"

5.E.Goczal-Gospodarczyk (Toyota GR Hilux T1+) - Energylandia - 3'55"

6.M.Goczal-Marton (Toyota GR Hilux T1+) - Energylandia - 5'03"

7.Loeb-Boulanger (Dacia Sandrider T1+) - Dacia - 5'13"

8.Roma-Haro (Ford Raptor T1+) - Ford - 6'22"

9.Lategan-Cummings (Toyota GR Hilux T1+) - Toyota - 7'33"

10.Sainz-Cruz (Ford Raptor T1+) - Ford - 7'45"

11.S. Quintero (USA) / A. Short (USA) – Toyota +09:07

12.C. Gutiérrez (ESP) / P. Moreno (ESP) – Dacia +09:33

16.L. Moraes (BRA) / D. Zenz (GER) – Dacia +16:34

18.L. Sanz (ESP) / M. Gerini (ITA) – Ebro +20:56

39.G. De Mévius (BEL) / M. Baumel (FRA) – MINI +46:15

BIKE RallyGP

1.R. Brabec (USA) – Honda 3h.19:01

2.L. Benavides (ARG) – KTM +03:43

3.T. Schareina (ESP) – Honda +12:58

11.E. Canet (ESP) – KTM +27:43

15.D. Sanders (AUS) – KTM +35:22

STOCK

1.S. Price (USA) S. Berriman (USA) / – Defender 4h.17:35

2.S. Peterhansel (FRA) / M. Metge (FRA) – Defender +1:25

3.R. Baciuška (LTU) / O. Vidal (ESP) – Defender +2:10

CHALLENGER

1.K. Benavides (ARG) / L. Sisterna (ARG) – Taurus 3h.44:52


2.D. Akeel (KSA) / S. Delaunay (FRA) – Taurus +2:15

3.D. Zille (AR) / S. Cesana (ARG) – Taurus +3:37

SSV

  1. J. Gonzalez Ferioli (ARG) / G. Rinaldi (ARG) – Can-Am 3h.51:36
  2. J. Monteiro (POR) / N. Morais (POR) – Can-Am +06:55
  3. H. Miller (USA) / J. Gray (USA) – Taurus +07:39
  4. J. Krisstoffersson (SWE) / O. Floene (NOR) – Polaris +48:01
  5. F. López (CHI) / A. León (CHI) – Can-Am +1h.16:10

 CLASSIFICHE DOPO LA TAPPA 12:

ULTIMATE

1.Al-Attiyah-Lurquin (Dacia Sandrider T1+) – Dacia – 48h.01'51"

2.Roma-Haro (Ford Raptor T1+) – Ford – 15'02"

3.Ekström-Bergkvist (Ford Raptor T1+) – Ford – 23'21"

4.Loeb-Boulanger (Dacia Sandrider T1+) – Dacia – 23'50"

5.Sainz-Cruz (Ford Raptor T1+) – Ford – 36'33"

6.Serradori-Minaudier (Century CR7 T1+) – Century – 53'17"

7.Moraes-Zenz (Dacia Sandrider T1+) – Dacia – 53'35"

8.Price-Monleon (Toyota GR Hilux T1+) – Toyota – 58'24"

9.Quintero-Short (Toyota GR Hilux T1+) – Toyota – 1h.19'10"

10.Guthrie-Walch (Ford Raptor T1+) – Ford – 1h.27'27"

BIKE RallyGP

1.R. Brabec (USA) – Honda 48h.08:12

2.L. Benavides (ARG) – KTM +03:20

3.T. Schareina (ESP) – Honda +27:51

4.S. Howes (USA) – Honda +58:21

5.D. Sanders (AUS) – KTM +58:31

STOCK

1.R. Baciuška (LTU) / O. Vidal (ESP) – Defender 57h.13:54


2.S. Price (USA) S. Berriman (USA) / – Defender +03:56:59


3.R. Basso (FRA) / J Menard (FRA) – Toyota +08:29:53


4.S. Peterhansel (FRA) / M. Metge (FRA) – Defender +38h.:15:38

5.A. Miura (JPN) / J. Polato (FRA) – Toyota +87h.37:20

CHALLENGER

1.P. Navarro (ESP) / J. Rosa (ESP) – Taurus 53h.49:52


2.Y. Seaidan (KSA) / X. Flick (FRA) – Taurus +25:53


3.N. Cavigliasso (ARG) / V. Pertegarini (ARG) – Taurus +37:45

4.L. Del Rio (CHI) / B. Jacomy (ARG) – Taurus +39:53


5.P. Klaassen (NED) / A. Sanz (ARG) – KTM +54:47

SSV

1.B. Heger (USA) / M.Eddy (USA) – Polaris 54h.:14:13

2.K. Chaney (USA) / J. Argubright (USA) – Can-Am +1:03:46

3.X. De Soultrait (FRA) / M. Bonnet (FRA) – Polaris +1:24:25

4.J. Monteiro (POR) / N. Morais (POR) – Can-Am +2:29:59

5.J. Gonzalez Ferioli (ARG) / G. Rinaldi (ARG) – Can-Am +2:52:58