MotoGP: in una domenica da sopravvissuti trionfa Fabio Di Giannantonio tra bandiere rosse e cadute eccellenti

Montmelò. Se la MotoGP cercava un copione da thriller, il circuito di Barcellona ha offerto ben oltre le aspettative. Il Gran Premio di Catalogna 2026 passa direttamente agli archivi come una delle domeniche più caotiche, spigolose e imprevedibili. A spuntarla, al termine di una vera e propria maratona di sopravvivenza, è stato un monumentale Fabio Di Giannantonio, glaciale nel mantenere la concentrazione mentre, attorno a lui, favoriti per il titolo e certezze andavano in frantumi.
Il clima nel paddock era già elettrico dopo una Sprint Race del sabato risolta al fotofinish. Ma la gara domenicale ha subito mostrato il suo volto peggiore, trasformandosi in un calvario logistico e sportivo.
Al primo spegnersi dei semafori, la competizione è durata lo spazio di undici giri. Mentre i piloti si trovavano in pieno rettilineo (in prossimità di curva 10), la KTM di Pedro Acosta ha accusato un improvviso problema meccanico, perdendo potenza e rallentando di colpo la sua corsa. Gli era in scia a circa 300 km/h Alex Marquez che non ha avuto né il tempo né lo spazio fisico per schivarlo. Lo spagnolo della Gresini ha tamponato la moto di Acosta. Nell'impatto, la Ducati di Marquez è andata letteralmente in pezzi. La ruota anteriore, staccatasi dalla forcella, è volata in pista andando a colpire in pieno Fabio Di Giannantonio. Il pilota romano è miracolosamente riuscito a rimanere in sella e a rientrare in pit-lane dolorante al braccio, per poi rimettersi in gioco e andare a vincere la gara. La Direzione Gara non ha esitato, esponendo immediatamente la prima bandiera rossa. I minuti di gelo in sala stampa sono stati interrotti solo dalle rassicurazioni del team manager Gresini: pilota cosciente, ma trasferito d'urgenza al centro medico e poi in ospedale per gli accertamenti.
Gara azzerata e nervi da ritrovare. Ma la seconda procedura di partenza si è rivelata una fotocopia amara della precedente. Alla prima staccata il dramma si ripete: Johann Zarco perde il controllo in una dinamica complessa che finisce per trascinare nella via di fuga anche Bagnaia e Marini. Se i due italiani riescono a rialzare le moto, per il francese della LCR l'impatto è severo. Sventola la seconda bandiera rossa di giornata. Anche per Zarco si rende necessario il trasporto in ospedale per controlli precauzionali.
Quando le moto si riallineano per il terzo via, la griglia assomiglia a un campo di battaglia. I giri da percorrere sono rimasti 12 ma la tensione fa brutti scherzi e la corsa per il titolo subisce uno scossone tellurico. Jorge Martín, leader della classifica iridata, forza una staccata al limite, entra in rotta di collisione con l'Aprilia di Raúl Fernández e finisce malamente nella ghiaia catalana. Uno "zero" pesantissimo per lo spagnolo, un errore di valutazione che rimette clamorosamente in discussione l'intera stagione.
È in questa terra di nessuno che emerge il carattere e la classe di Di Giannantonio che prende la testa della corsa con un sorpasso chirurgico e impone un ritmo insostenibile per la concorrenza. Nessuna sbavatura, solo una marcia trionfale fino al traguardo. Dietro di lui, la selezione naturale premia la costanza di Joan Mir e la freschezza di Fermín Aldeguer, capace di agguantare un incredibile podio in classe regina.
Se il vincitore ha potuto godersi gli ultimi chilometri in solitaria, la battaglia per i punti caldi si è trasformata in un ring. L'ultimo giro ha visto andare in scena il duello rusticano tra Pedro Acosta e Ai Ogura. Alla staccata finale, un'entrata oltre il limite del giapponese ha spedito lo spagnolo largo, estromettendolo dalla lotta di vertice e scatenando la furia di Acosta ai box. La sanzione dei commissari è stata immediata: 3 secondi di penalità per Ogura, retrocesso d'ufficio. Ringraziano Bagnaia, che dopo aver evitato il disastro alla seconda partenza chiude quarto con una gara di puro contenimento, e Marco Bezzecchi, quinto e ora sempre più saldo nelle posizioni alte della classifica generale.
Ma l'ordine d'arrivo è, a tutti gli effetti, un pezzo di carta scritto a matita. A motori spenti, la scure dei commissari si è abbattuta sul paddock: ben sei piloti sono finiti sotto investigazione per pressione irregolare degli pneumatici. Tra i nomi figurano lo stesso Bagnaia, Mir (che rischierebbe il podio), Raúl Fernández, Rins e Razgatlıoğlu. Un dettaglio tecnico e regolamentare che potrebbe riscrivere non solo le classifiche di oggi, ma gli equilibri di un intero campionato.
Joan Mir è stato penalizzato di 16 secondi per bassa pressione delle gomme e chiude al 17° posto. Tutti i piloti originariamente alle sue spalle guadagnano una posizione: Bagnaia diventa terzo e sale sul podio, Bezzecchi diventa quarto e guadagna ulteriori due punti su Martin in classifica generale. Anche Raul Fernandez è stato penalizzato di 16 secondi, da 15° passa a 19°.
Hanno commentato:
Massimo Rivola, CEO Aprilia Racing: “Non ci siamo fatti mancare niente. Quando vedi l’incidente di Alex Marquez passa tutto in secondo piano. Non mi ero accorto di quanto fosse spaventoso anche quello di Johann Zarco. Spero che entrambi possano tornare il prima possibile. Una giornata come quella di oggi ci fa capire ancora una volta cosa fanno questi ragazzi in pista, noi lo diamo per scontato. Sono dei fenomeni che rischiano la vita ogni curva e noi ce ne dimentichiamo. Da un punto di vista di regolamento dovremo dare un giro di vite. Quando molli questi ragazzi loro vanno a tutta. Dopo un incidente ripartire in quel modo…, pensavo tutti partissero cauti. Spero che la direzione gara intervenga per il bene dei piloti. Un pilota che riparte per giocarsi la gara dopo una caduta non va bene. Sono cose che bisogna rivedere. Non critico la direzione gara, questa è la direzione che noi abbiamo voluto dare alla MotoGP. Alcuni incidenti nascono dalla foga di andare in testa subito. Acosta ha fatto nascere la bandiera rossa per un problema tecnico, credo che alcune cose vanno riviste”.
Fabio Di Giannantonio: “È stata una giornata tostissima, piena di alti e bassi. Sono contentissimo di questa vittoria, anche se siamo stati fortunati per quello che è accaduto. Siamo tutti un po’ acciaccati, ma la cosa più importante è che stiamo bene. È un grande giorno proprio per questo. Mi sentivo abbastanza bene e ho voluto provarci. La squadra mi ha dato una mano e mi ha convinto che potevo continuare. Ho cercato di fare quel clic mentale necessario per restare concentrato. Non sapevo nemmeno in che condizioni fossero gli altri piloti, ma tra noi c’è grande rispetto e situazioni del genere non sono mai facili da gestire. Se parliamo della gara in sé, i tecnici hanno fatto un lavoro straordinario. Avevamo una moto molto competitiva e già dal warm-up mi sentivo davvero bene. Sapevamo di avere una grande opportunità e siamo riusciti a sfruttarla“.
Marco Bezzecchi: “È stata una giornata tosta, spero che stiano tutti bene. L’incidente di Marquez è stato spaventoso, con i pezzi che volavano e che hanno colpito anche me. Ho visto da vicino anche quello di Zarco: non è stata una gran giornata. È stato un weekend di sofferenza, ma siamo riusciti comunque a portare a casa il risultato. È stato un problema mio. Jorge era più veloce, così come Raul Fernandez e Ogura. Ero io a soffrire: venerdì mi sentivo bene, ma poi non sono riuscito a migliorarmi. Giravo sempre sull’1’40” basso. Ho provato a fare di più, ma mancava qualcosa. Domani, nei test, cercheremo di fare meglio. Ieri ho faticato nella Sprint, facendo un po’ il gambero. Oggi, all’inizio, stavo gestendo, poi ho avuto un inconveniente con la leva del freno e ho fatto un paio di lunghi. Non ne avevo tantissimo, anche se forse avrei sofferto meno il degrado delle gomme. Più di così non potevo fare.“
Jorge Martin: Se ho parlato con Fernandez? La mia storia oggi è secondaria, l’importante è sapere che Alex e Joann stiano in qualche modo bene, quelle cadute sono state brutte. Sono dispiaciuto per come sono rientrato: ho spinto Paolo Bonora, questo mi dispiace, lo volevo dire pubblicamente. Mi sentivo sempre meglio durante la giornata ed ero pronto a lottare al termine di un weekend complicato. Non voglio commentare l’incidente, non ha senso, ieri è stato lo stesso. Oggi si è ripetuto. Siamo forti, questo è importante. Ci rifaremo. Prendo il positivo. Ero quarto, potevo lottare per il podio. Nella seconda ripartenza ero terzo, nella terza ero secondo. Era un circuito difficile per noi, questo mi fa capire che la strada la possiamo trovare. Sono felice di questo”.
Fermin Aldeguer: “Giornata difficile, è stato duro gareggiare quando il tuo compagno di squadra è in ospedale. Una caduta molto brutta, l’ambiente dentro il box era difficile da gestire. Siamo rimasti concentrati, spero tutti stiano bene”.
Joan Mir: “Oggi difficile, quando vedi che ci mettono tanto tempo a soccorrere i piloti, ci preoccupa. La cosa importante è che Alex e Johann stiano bene. io sono contento per la gara, gestione della gomma ottima, mi sentivo meglio con la soft perché con la media non posso spingere. Un podio qui è una cosa importantissima, è tanto che non finiamo la gara, oggi volevo assicurarmi il podio. Con questo motore non abbiamo la moto più veloce in griglia, ci manca il grip, accelerazione in curva e per questo devo prendere il rischio in entrata di curva perché so che in uscita siamo più lenti. Quando lasci i freni, con la soft ho un grip migliore ma con la media spingo troppo veloce” (Jorge Caceres)
Classifica della gara dopo penalizzazioni:
1.Fabio Di Giannantonio VR46 (Ducati) 20’ 06’243
2.Fermín Aldeguer Gresini Racing (Ducati) +1.466
3.Francesco Bagnaia Ducati Lenovo Team+ 4.320
4.Marco Bezzecchi Aprilia Racing +4.679
5.Fabio Quartararo Monster Energy Yamaha +4.876
6.Luca Marini Honda HRC Castrol +4.971
7.Brad Binder Red Bull KTM Factory +5.137
8.Ai OguraTrackhouse (Aprilia) +5.377+3" per contatto con Acosta
9.Diogo Moreira LCR Honda +6.839
10.Franco Morbidelli VR46 Ducati +7.160
11.Maverick Viñales Red Bull KTM Tech3 +10.147
12.Augusto Fernández Prima Pramac Yamaha +16.245
13.Joan Mir Honda HRC Castrol +17.250+16" pressione gomme
14.Álex Rins Monster Energy Yamaha +22.916+16" pressione gomme
15J.ack Miller Prima Pramac Yamaha +26.452+16" pressione gomme
16.Toprak Razgatlıoğlu Prima Pramac Yamaha +27.808+16" pressione gomme
17.Raúl FernándezT rackhouse (Aprilia) +31.066+16" pressione gomme
Classifica piloti (top 15):
1 Marco Bezzecchi Aprilia 142, 2 Jorge Martin Aprilia 127, 3 Fabio Di Giannantonio Ducati 116, 4 Pedro Acosta KTM 92, 5 Ai Ogura Aprilia 77, 6 Raul Fernandez Aprilia 68, 7 Alex Marquez Ducati 67, 8 Francesco Bagnaia Ducati 63, 9 Marc Marquez Ducati 57, 10 Fermin Aldeguer Ducati 47, 11 Luca Marini Honda 43, 12 Enea Bastianini KTM 39, 13 Fabio Quartararo Yamaha 37, 14 Brad Binder KTM 37, 15 Franco Morbidelli Ducati 36