09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Jorge Martin, dopo la Sprint, concede il bis al Gran Premio di Francia, podio tutto Aprilia, Bagnaia spreca una grande occasione

Le Mans. Il tracciato Bugatti di Le Mans ha consegnato agli archivi del Motomondiale 2026 una delle domeniche più intense e degli ultimi anni. La gara è partita subito con un'assenza pesantissima che ha mutato gli equilibri: la casella di Marc Márquez è rimasta inesorabilmente vuota. L'otto volte campione del mondo è volato in mattinata a Madrid per sottoporsi a un duplice e delicato intervento chirurgico. La frattura del quinto metatarso del piede destro, rimediata nella rovinosa caduta a un giro dal termine della Sprint di sabato, lo ha costretto al forfait. Insieme al piede, lo spagnolo ha deciso di farsi operare d'urgenza anche alla spalla destra, da tempo tormentata dai noti problemi

Quello di Martin in Francia è un vero capolavoro che lo rilancia anche per la classifica del Mondiale. Lo spagnolo spezza un digiuno di vittorie durato 588 giorni: è un successo quasi inaspettato perché partiva dalla terza fila e prima d'ora non era mai riuscito a compiere un'impresa del genere. È stato costante, ha costruito la sua risalita ed è stato aiutato anche dalla caduta di Bagnaia che si era piazzato al secondo posto, intenzionato a superare Bezzecchi.

Allo spegnersi dei semafori, è stato Marco Bezzecchi a far esplodere tutta la potenza della sua Aprilia. L'attuale leader del mondiale ha bruciato tutti allo scatto, infilando la prima velocissima variante con una staccata perfetta. Alle sue spalle si è piazzato subito Francesco Bagnaia, partito dalla pole position ma risultato meno reattivo del connazionale.

Nei primi quindici giri, la gara è sembrata un duello privato e tesissimo sul filo dei trecento all'ora tra questi due grandi protagonisti. Bezzecchi guidava pulito, pennellando le traiettorie e cercando di imporre un ritmo martellante per sfiancare la resistenza della Ducati. Bagnaia, dal canto suo, non ha mai mollato la presa, rimanendo incollato agli scarichi dell'Aprilia, studiando ogni minimo punto debole.

Ma la pressione e la tensione agonistica, si sa, possono giocare brutti scherzi anche ai bi-campioni del mondo. Al sedicesimo giro si è consumato il colpo di scena che ha ammutolito il box Ducati e cambiato le sorti di questo campionato. Alla staccata della "Garage Vert", nel disperato tentativo di non perdere il contatto dalla ruota di Bezzecchi, Bagnaia ha osato troppo. L'anteriore della sua Desmosedici ufficiale lo ha tradito, chiudendosi di colpo e spedendo l'italiano a rotolare pesantemente nella via di fuga in ghiaia. Un ritiro amaro, uno "zero" pesantissimo in classifica che brucia ancora di più in una domenica che, per lui, doveva essere di assoluto rilancio. Rimane per il pilota italiano autore di una bella prova  con fior di sorpassi l’amarezza e la delusione di aver buttato alle ortiche  una grande occasione una volta liberatosi della pesante presenza, dell’ombra di Marc Marquez.

Con Bagnaia fuori dai giochi, la corsa ha cambiato improvvisamente volto, trasformandosi in una cavalcata trionfale per la casa di Noale. Jorge Martín, che fino a quel momento aveva gestito saggiamente le gomme rimanendo sornione in terza posizione, ha letteralmente cambiato marcia. Galvanizzato dal successo ottenuto nella Sprint del sabato e fiutando l'occasione irripetibile per il Mondiale, lo spagnolo ha iniziato a inanellare giri record. Decimo dopo decimo, "Martinator" ha ricucito inesorabilmente il gap che lo separava dal compagno di marca Bezzecchi.

La spietata rincorsa si è conclusa a soli tre giri dalla bandiera a scacchi, nel punto più iconico di tutto il circuito francese. Alla celebre "S Dunlop", Martín ha tirato una staccata chirurgica, infilando Bezzecchi all'interno senza lasciargli alcuna possibilità di incrocio. Da quel momento, il madrileno ha inserito il pilota automatico, involandosi in solitaria e in totale controllo verso un trionfo meritatissimo.

Era dal Gran Premio di Mandalika del lontano 2024 che Martín non assaporava la gioia di una vittoria domenicale: lo ha fatto oggi nel modo più autorevole. Mentre Martín tagliava il traguardo in trionfo e Bezzecchi metteva in cassaforte una seconda posizione fondamentale, dietro succedeva la storia. Ai Ogura, in sella alla moto del team satellite Trackhouse Aprilia, ha disputato con freddezza glaciale la gara della vita. Il pilota giapponese ha lottato con le unghie e con i denti, resistendo agli assalti feroci e continui del rookie Pedro Acosta. Dopo aver piegato la resistenza dello spagnolo e aver superato anche l'ottimo Fabio Di Giannantonio, Ogura si è preso di forza il terzo posto.

Un risultato epocale sotto due punti di vista: in primis, sigilla una clamorosa e storica tripletta tutta Aprilia sul podio transalpino. In secondo luogo, riporta finalmente la bandiera del Giappone su un podio della classe regina, spezzando un tabù che durava da ben 14 anni.

Completano la top sei un solido Fabio Di Giannantonio (quarto su VR46 Ducati) e Acosta, quinto con la sua Red Bull KTM. Sesta piazza per l'idolo di casa Fabio Quartararo: il francese della Yamaha, spinto dal boato incessante dei centomila di Le Mans, ha dato spettacolo.

La domenica francese si chiude così con un bilancio di puro dominio per il marchio italiano di Noale. Il Mondiale 2026, orfano temporaneamente di un pezzo da novanta come Márquez e con un Bagnaia chiamato a leccarsi in fretta le ferite, è roba loro.

La classifica generale fotografa una situazione di tensione agonistica pazzesca: Marco Bezzecchi guida ancora il gruppo con 128 punti iridati. Ma l'ombra di Jorge Martín è ormai gigantesca: con l'en plein di questo weekend perfetto, il madrileno è salito a quota 127. Un solo, microscopico punto divide i due battistrada. La stagione europea della MotoGP è ufficialmente ed esplosivamente entrata nel vivo.

Le Voci dal Parco Chiuso:

Massimo Rivola, CEO Aprilia Racing: “Onestamente è stato in prima battuta abbastanza emozionante; un anno fa Martin ci voleva abbandonare, oggi siamo qua felici a festeggiare questo weekend pazzesco.  Lui qui va molto forte, ma è stato un segnale evidente. Credo che questo risultato gli farà bene anche per i prossimi fine settimana, specie in qualifica. Gli manca ancora qualcosa, conoscendo le sue potenzialità. Oggi direi che è l’ennesima conferma che la scelta di restare è stata giusta. È servito un po’ il bastone e un po’ la carota. Io sono arrivato un po’ a gamba tesa all’inizio perché non potevo accettare che lui potesse pensare che non fossimo abbastanza forti per lui. E poi la carota, perché comunque ha passato dei momenti molto duri. Le emozioni che ha provato tagliando il traguardo sono anche le nostre. Credo, a costo di sembrare un disco rotto, che comunque sia ancora troppo presto. Se guardiamo i distacchi, Acosta e Diggia erano a due secondi, quindi nel giro di una gara è niente. In qualifica non c’erano tre Aprilia davanti, quindi io sinceramente starei ancora parecchio con i piedi per terra. Poi è vero, le prime tre sono Aprilia e questo ti fa pensare che siamo tecnicamente il punto di riferimento”.

Davide Tardozzi, team manager Ducati: ““Noi vogliamo prenderla in maniera positiva. Bagnaia ha fatto pole, era veloce in pista, ha fatto anche un giro veloce. Voglio fare i complimenti ad Aprilia perché se fai tripletta significa che hai lavorato bene: sta a noi chiudere adesso le gare la domenica, ma Pecco ha dimostrato di avere la velocità, siamo stati sempre sicuri di questo. Marquez? E’ stato già operato al piede e alle spalle, al piede nello specifico al quinto e quarto metatarso; l’intervento alla spalla è andato bene, hanno tolto i due pin che gli creavano problemi e hanno sistemato il nervo radiale, siamo tutti fiduciosi che l’operazione sia riuscita bene. Adesso dobbiamo aspettare la riabilitazione”:

Jorge Martín: "Era da Mandalika 2024 che aspettavo di salire sul gradino più alto la domenica, e farlo qui a Le Mans, dopo aver vinto anche la Sprint, ha un sapore indescrivibile. Sapevo di avere un passo eccellente, ma all'inizio ho preferito gestire le gomme per non rischiare il surriscaldamento. Quando ho visto che Pecco era fuori, ho capito che era il momento di spingere. Alla S Dunlop ho visto lo spiraglio e mi sono buttato. Il Mondiale? Ora siamo a un solo punto da Marco, la moto è perfetta e io mi sento nella forma migliore della mia vita. Sarà una battaglia stupenda."

Marco Bezzecchi: "Oggi Jorge ne aveva semplicemente di più nella seconda metà di gara, bisogna fargli i complimenti. Ho provato a imporre il mio ritmo fin dalla prima curva e la moto rispondeva benissimo, ma negli ultimi cinque giri la gomma posteriore ha iniziato a calare drasticamente. Quando mi ha passato, ho preferito non prendere rischi inutili. Portare a casa un secondo posto oggi, considerando la caduta di Bagnaia e l'assenza di Marc, è oro colato per il campionato. L'importante era mantenere la leadership e ci siamo riusciti."

Ai Ogura: "Non ho parole, davvero. Salire sul podio in MotoGP è il sogno di una vita, e riportare la bandiera giapponese qui dopo 14 anni è un onore immenso. La gara è stata durissima, Pedro (Acosta) non mollava un centimetro e abbiamo lottato ferocemente. Devo ringraziare il team Trackhouse e Aprilia per avermi dato una moto semplicemente favolosa. Vedere tre Aprilia sul podio è qualcosa di storico, e io sono orgoglioso di farne parte."

Francesco Bagnaia:"Fa male, inutile negarlo. È un errore che mi assumo al cento per cento. Ero al limite per non far scappare Marco, sentivo che l'anteriore era un po' critico a causa delle temperature alte, ma ho comunque forzato la staccata alla Garage Vert e mi si è chiuso lo sterzo. Mi dispiace moltissimo per la squadra perché avevamo il potenziale per giocarci la vittoria fino alla fine. Ora dobbiamo resettare e pensare a Barcellona; il campionato è lungo, ma regalare punti così non ce lo possiamo più permettere." (Jorge Caceres)

 ORDINE DI ARRIVO GRAN PREMIO DI FRANCIA:

  1. Jorge Martin (Aprilia) 27 giri
  2. Marco Bezzecchi (Aprilia) +0.477
  3. Ai Ogura (Aprilia) +0.874
  4. Fabio Di Giannantonio (Ducati) +2.851
  5. Pedro Acosta (KTM) +2.991
  6. Fabio Quartararo (Yamaha) +7.756
  7. Enea Bastianini (KTM) +8.615
  8. 8.Raul Fernandez (Aprilia) +12.497
  9. Fermin Aldeguer (Ducati) +14.903
  10. Luca Marini (Honda) +15.016
  11. Johann Zarco (Honda) +16.549
  12. Alex Rins (Yamaha) +32.343
  13. Toprak Razgatlioglu (Yamaha) +32.476
  14. Franco Morbidelli (Ducati) +32.774
  15. Jack Miller (Yamaha) +36.059
  16. Jonas Folger (KTM) +1’13.142

Classifica piloti (top 15):

1 Marco Bezzecchi 128, 2 Jorge Martin 127, 3 Fabio Di Giannantonio 84, 4 Pedro Acosta 83, 5 Ai Ogura 67, 6 Raul Fernandez 62, 7 Marc Marquez 57, 8 Alex Marquez 55, 9 Francesco Bagnaia 43, 10 Enea Bastianini 39, 11 Luca Marini 33, 12 Johann Zarco 29, 13 Brad Binder 28, 14 Fermin Aldeguer 27, 15 Franco Morbidelli 27