09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

A SILVERSTONE LORENZO E’ UN FULMINE MARQUEZ 2°, ROSSI-CRISI: 10° A 1” DA JORGE

Silverstone. Per fortuna la gara è domenica. Perché se si dovessero tenere per buoni i tempi e la classifica della prove libere di oggi, Valentino Rossi dovrebbe davvero preoccuparsi molto di più di quanto non lo sia adesso, dopo aver visto Jorge Lorenzo volare al comando con la bellezza di un secondo (per la precisione 0, 989 millesimi) sul suo tempo.

Lorenzo gongola: “Anche se non sappiamo bene quale gomma usare al posteriore, perché non sappiamo quanto durerà. Il fin settimana è iniziato bene, mi sono sorpreso di quanto sono andato veloce e difatti non l’ho più eguagliato. La Honda? Va forte, sarà dura lottare con Marquez e con Dani ma sappiamo che possiamo ancora migliorare il nostro passo gara”.

Tornando a Valentino, che non viene neppure considerato nelle dichiarazioni di Jorge (ma questo fa parte della battaglia psicologica pre gara) quel che è grave è che il Dottore si ritrova addirittura 10°, cioè a un passo dall’essere fuori dalla Top Ten. Una sensazione sgradevole di sicuro per un campione che va alla ricerca del decimo titolo mondiale.

Se lo conosciamo bene (e su questo non ci sono dubbi), Valentino passerà le prossime ore nel box e vorrà vedere, passo dopo passo, tutti i dati racimolati nelle prove per cercare di vedere che cosa fare, cosa cambiare, dove intervenire per cercare di essere il più vicino ai migliori. La cosa gli era riuscita al mattino, nel primo turno di prove.

Poi però sia Lorenzo che Marquez e quel diavolo di Smith, fresco di rinnovo e che per di più gioca in casa hanno rovinato i piani di Rossi nel turno pomeridiano. I risultati non sono arrivati e per Valentino riaffiorano i fantasmi che lo hanno frenato sin dall’inizio di stagione quando, partendo sempre troppo indietro, si stressa lui, stressa le gomme, vede gli avversari scappare via e dover recuperare lo manda in crisi. Alla vigilia aveva detto di dover fare qualcosa per essere pronto e non farsi prendere in contropiede.

Per il momento non gli è riuscito, ci sono ancora due giorni per rimediare. Speriamo bene, anche se per il momento bisogna parlare di crisi nera. “Stamattina avevamo iniziato bene. Nel pomeriggio abbiamo visto che il degrado della gomma posteriore era importante e per questo motivo avevamo fatto un setting un po’ meno aggressivo ma abbiamo sbagliato direzione.

Questo perché stiamo lavorando anche sul freno motore e sulla frizione ma non abbiamo trovato un buon setting. Quindi sono indietro, molto indietro e non sono per nulla contento. Abbiamo provato tante cose, speriamo di trovare il setting giusto in vista della gara. E poi c’è anche l’incognita maltempo. Se domani dovesse piovere sono nei primi 10 di un soffio. Ma ci sono”.

Per quanto riguarda le Ducati, non male le cose portate a Silverstone dopo i test di Misano. Comunque dice bene Dovizioso, oggi 5° “Non c’è dubbio che noi siamo veloci, però se gli altri lo sono di più siamo di nuovo daccapo. Insomma, noi non stiamo fermi, ma neppure gli altri… Non ci tocca altro che lavorare, lavorare e lavorare sodo, anche perché non siamo lontani, a parte Lorenzo che da queste parti va come un matto e fermarlo sarà davvero un problema”.

Su Marquez niente da dire: restare incollato a 33 millesimi da Lorenzo vuol dire sentire la moto a posto, sentirsi in gran forma e probabilmente desideroso di giocare brutti scherzi a Lorenzo, cosa che, detto tra noi, farebbe estremamente comodo a Valentino.

FP1. La grande paura che ha preso tutti i team nel primo giorno di lavoro a Silverstone è che domenica piova a dirotto durante la gara. E questo vorrebbe dire buttare due giorni di prove, per potersi concentrare su una gara bagnata che cambierebbe la situazione in gara e, forse, nel campionato.

Per questo motivo tecnici e meccanici si sono messi a provare tutti i pneumatici che la Bridgestone ha portato a Silverstone, giusto per capire su quali coperture potranno contare. Ovviamente tutte meno quelle da bagnato, perché il tempo, oggi, è di quelli splendenti che mai e poi mai ti farebbero dire che nel giro di 48 ore potrebbe cambiare in modo radicale.

Ma questa è la Gran Bretagna, signori: stamane è così, dopo 2 ore piove, poi magari si mette anche a grandinare e alla fine torna a risplendere il sole. Non c’è nazione al mondo che possa cambiare il proprio clima così tante volte in un giorno solo.

Ma torniamo alle prove della MotoGp. La Ducati, reduce dai test di Misano, monta due motori “vecchi” con un setup particolarmente evoluto. Nel corso delle prove Borgo Panigale avrà modo di montare un motore nuovo evoluzione con il medesimo setup di prima per fare le giuste comparazioni. La temperatura è ancora bassa, siamo sui 13,5°, dopo i primi 3/4 giri il più veloce in pista è, manco a dirlo, Marquez seguito da presso da Pedrosa lontano circa 8 decimi, seguono Lorenzo e Rossi Dovizioso e Iannone, ma i tempi si abbassano molto velocemente giro dopo giro.

Dopo 5 giri è già tempo di tornare ai box per quasi tutti, regolazioni a go-go e ancora tutti in pista, a capire circuito, usura gomme e setup da verificare. Rossi e Marquez sono i primi a rientrare: Valentino per il momento è 5° a poco meno di un secondo dallo spagnolo campione del mondo, che è al comando davanti a Lorenzo, un sempre più bravo Iannone e poi Pedrosa. Dovizioso per il momento è 8° alle spalle di Pol Espargarò e Smith. Entrambi i piloti Yamaha hanno subito denunciato mancanza di grip, pista poco gommata e freddo: insomma, niente di nuovo sotto il pallido sole, dove però temperatura e pneumatici giocheranno un ruolo importantissimo in questa sfida nella terra di Albione.

Quando mancano 20’ alla fine delle prove, Marquez è l’unico che gira sotto il muro dei 2’03”, tempo lontanissimo da quello dello scorso anno di Marquez che girò sul 2’00”.

Ma è già tempo di fare sul serio: Marquez scende a 2’01”111 e lascia Lorenzo a 767 millesimi anche se il mallorchino è l’unico a scendere sotto il 2’04”. Al 3° posto sale la Yamaha di Pol Espargarò ma è lontano 1”3 e precede Pedrosa, Rossi e Iannone (a 1”4). Altro giro e Iannone riporta la Ducati in prima fila, ma è sempre lontano 1”2 da Marquez e a 7 decimi da Lorenzo, che è secondo a poco più di mezzo secondo.

Tredici minuti alla fine e i piloti tornano ai box: tutti a guardare i pneumatici che si deteriorano alla velocità sul fulmine, un problema in vista delle qualifiche e dell’assetto per la gara, sempre che non piova. A stupire sono i tempi: Marquez e Lorenzo sono gli unici sotto i 2’4”, Iannone, Espargarò Pedrosa, Rossi e Dovizioso hanno mediamente tempi molto più alti. Questione di assetti di sicuro, troppo presto per capire, anche perché tutti sembrano montare motori “vecchi” o quantomeno stanchi, ragion per cui si vedrà nelle secondo libere di giornata il reale distacco dai primi due. Sorprende in positivo Petrucci, 8° con la Ducati Gp14.1 che andrà in pensione domenica sera e all’italiano verrà consegnata la 14.2 con un avantreno più morbido.

Tre minuti alla fine e Rossi, finalmente, sale al 3° posto: 2’03”967, a 856 millesimi da Marquez ma a mezzo secondo da Lorenzo. Il che non vuol dire nulla in assoluto, ma riavere i tre contendenti al titolo in prima fila fa sempre un bell’effetto. Bene anche Dovizioso, che sale 5° proprio dietro a Iannone che all’ultimo giro utile spinge come un forsennato ma perde troppo nel T3 e si accontenta di essere ai piedi del podio davanti a Dovizioso, Redding, Smith, Pedrosa, P. Espargarò e Crutchlow a chiudere la top ten. E Petrucci, 11°, appena fuori.

FP2. Al termine della prime prove e prima dell’inizio delle secondo libere di giornata, lo sport praticato dai campioni della MotoGp era una solo: fa freddo e la pista è uno schifo assoluto, tutta colpa della Formula1 che ha ridotto l’asfalto a una groviera e che guidarci con due ruote senza cadere sarà un’impresa titanica. L’unico che ha provato a dire una cosa diversa è stato il “saggio” Iannone che con una flemma incredibile ha detto: “Sì, è vero. E allora? Per caso possiamo fare qualcosa? No. E allora pensiamo a fare le cose per bene e magari per il prossimo anno mandiamo dei segnali a chi deve decidere di farci correre in queste condizioni”. Bravo Andrea, così si fa e si dice.

Si apre la pista e tutti si fiondano sul tracciato: la temperatura è esattamente doppia rispetto al mattino (24,5), ragion per cui si iniziano a vedere mescole medie. I tempi ovviamente scendono a vista d’occhio: il più veloce dopo tre soli giri è Lorenzo: il mallorchino stampa un 12’02”525 che si mette davanti a Redding di 759 millesimi e di Valentino, terzo a 825, Marquez è quarto ad appena 43 millesimi da Rossi seguito da Dovizioso, Pol Espargarò, Iannone, Pedrosa e Petrucci.

Lorenzo fa dannatamente sul serio, al punto che al secondo giro utile, Lorenzo scende a 2’02”338 e lascia Redding a 946 mentre Pedrosa sale 3° a 1”12, stesso tempo di Rossi.

Marquez ovviamente non ci sta: apre il gas come non ci fosse un domani e sale 2° a 179 millesimi da Lorenzo. All’appello manca per il momento Rossi che non si schioda dal 5° tempo. Dopo 4 giri tutti ai box per i cambi necessari. Dopo il primo step, le prime considerazioni dicono che ci sono tre piloti che vanno forte, Lorenzo, Marquez e Pedrosa, gli altri, cioè Redding Rossi, Smith, Dovizioso Petrucci, P. Espargarò e Iannone per restare nei primi 10, hanno tutti distacchi importanti. Vero è che la Ducati ha usato finora gomme e motori vecchi, ma adesso tutti sono rientrati con i motori evoluzione, quindi se le cose andranno per il verso giusto, anche le rosse si avvicineranno ai primi.

Il primo a dare un segnale è Iannone, che da 15° sale 4°, alle spalle di Pedrosa e da 1”5 scende a 0,896. Insomma, un bel passo avanti. Peccato che Iannone, il giro dopo, finisca per terra causa la chiusura dell’anteriore finito in una buca del tracciato, con la forcella che non ti asseconda più.

Dai box Yamaha intanto arrivano messaggi discordanti: Lorenzo passa sul traguardo e fa strani gesti come a dire: “Ho la moto nervosa” mentre a Valentino hanno cambiato forcella e rifatto l’assetto perché si lamenta che non riesce a fermare la moto in curva come vuole lui: Valentino si migliora di poco, scende sotto il secondo (0,989) ma scende anche in classifica al 7° posto, davanti a Dovizioso, Petrucci e P. Espargarò.

Mana un quarto d’ora alla fine e Marquez lima ancora il suo divario da Lorenzo, portandosi a soli 33 millesimi da Jorge e continua a guidare con pneumatici usati. A Iannone nel frattempo hanno rimesso in sesto la moto2 (con un motore evoluzione) e si ributta nella mischia con le stesse gomme usate della moto incidentata. Pedrosa abortisce il suo giro, torna ai box per sostituire il disco dei freni posteriori rimasto bloccato pericolosamente nel giro lanciato.

Ultimi 10’ e inizia per tutti il time attack, per i primi 10 posti nell’ipotetica griglia se il tempo dovesse peggiorare. L’unico che esce con gomme usate è Rossi e la cosa stupisce un po’. Smith comincia a spingere forte, talmente forte che spodesta Pedrosa es si mette 3°. Bravissimo. Mancano 3’ e Dovizioso fa sul serio: casco rosso al primo e al 3° intertempo ed eccolo sul traguardo strappare il 5° posto a 0,423 millesimi da Lorenzo.

Ma è Marquez che fa il Fenomeno: primo casco rosso a -104 millesimi, perde nel secondo, 134 di ritardo al 3° e Dovizioso tiene il 5° posto. A 30” dalla fine, Rossi scende al 9° posto, non prende la bandiera a scacchi per un solo secondo, ma scende 10° per colpa di P. Espargarò. Rossi non ha grandi tempi non riesce a migliorarsi è chiude al 10° posto, dannatamente lontano 989 millesimi da Lorenzo. Un po’ troppo anche se Rossi non ha mai usato una gomma nuova.

La classifica finale dice che Lorenzo è primo, seguito da Marquez a 33 millesimi, e Smith a 193. Seconda fila per Pedrosa, Dovizioso e A. Espargarò, Terza per P. Espargarò, Iannone e Redding e decimo, e ultimo, il Dottore che immaginiamo per nulla contento della situazione. (Enrico Biondi)

I tempi di venerdì

Jorge LORENZO

Movistar Yamaha

Yamaha

316.9

2'02.338

 

Marc MARQUEZ

Repsol Honda

Honda

320.6

2'02.371

0.033

Bradley SMITH

Yamaha Tech 3

Yamaha

319.6

2'02.531

0.193

Dani PEDROSA

Repsol Honda

Honda

323.4

2'02.573

0.235

Andrea DOVIZIOSO

Ducati Team

Ducati

325.3

2'02.761

0.423

Aleix ESPARGARO

Team Suzuki

Suzuki

310.7

2'02.872

0.534

Pol ESPARGARO

Yamaha Tech 3

Yamaha

320.5

2'02.972

0.634

Andrea IANNONE

Ducati Team

Ducati

324.6

2'03.219

0.881

Scott REDDING

EG 0,0 Marc VDS

Honda

319.1

2'03.284

0.946

Valentino ROSSI

Movistar Yamaha

Yamaha

316.4

2'03.327

0.989

Danilo PETRUCCI

Octo Pramac

Ducati

320.3

2'03.339

1.001

Maverick VIÑALES

Team Suzuki

Suzuki

315.1

2'03.391

1.053

Hector BARBERA

Avintia Racing

Ducati

319.4

2'03.618

1.280

Jack MILLER

LCR Honda

Honda

313.1

2'03.656

1.318

Cal CRUTCHLOW

LCR Honda

Honda

320.9

2'03.748

1.410

Eugene LAVERTY

Aspar MotoGP

Honda

309.7

2'03.877

1.539

Yonny HERNANDEZ

Octo Pramac

Ducati

320.5

2'03.878

1.540

Loris BAZ

Forward Racing

Yamaha F.

308.2

2'03.977

1.639

Mike DI MEGLIO

Avintia Racing

Ducati

316.8

2'04.216

1.878

Stefan BRADL

Aprilia Team Gresini

Aprilia

315.6

2'04.416

2.078

Alvaro BAUTISTA

Aprilia Team Gresini

Aprilia

313.9

2'04.885

2.547

Nicky HAYDEN

Aspar MotoGP Team

Honda

310.9

2'05.295

2.957

Karel ABRAHAM

AB Motoracing

Honda

309.6

2'05.396

3.058

Alex DE ANGELIS

E-Motion IodaRacing

ART

305.9

2'05.820

3.482

Claudio CORTI

Forward Racing

Yamaha F.

313.5

2'06.275

3.937