09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

A SILVERSTONE POLE SPAZIALE DI MARQUEZ, LORENZO 2°, ROSSI 4°, E' CRISI DUCATI

Silverstone. Passano gli anni e credevamo di aver visto ormai di tutto nel mondo del motomondiale: piloti lenti, piloti veloci, onesti lavoratori dei manubri e gente che tira a campare per evitare di finire nel dimenticatoio.

Credevamo tutto questo, finché ci siamo dovuti ricredere perché dopo i grandi campioni, adesso siamo alla presenza di una nuova razza di piloti. Quelli spaziali. O siderali, se volete. Saranno aiutati da bolidi sempre più eccezionali, ma è certo che stampare tempi incredibili come ieri ha fatto Marc Marquez vuol dire possedere quel qualcosa in più che fa, appunto, di un grande campione, un campione siderale.

Marc Marquez ci ha voluto stupire con un sabato incredibile e con effetti speciali: un giro incredibile, con il quale ha letteralmente fatto a pezzi il record del circuito e che lui, bontà sua, ha voluto classificare come “un buon giro, dove però ho fatto anche alcuni errorini, perché potevo abbattere anche il muro dei 2’”.

Marquez però, ci ha stupito anche prima, durante le FP4, quando si schierano le moto in assetto da gara. Ebbene. Lui ha inanellato tutti gli 11 giri sotto il 2’02”, unico tra i piloti in pista. Tutti, nessuno escluso. E questo vuol dire che se domani si mette in testa di fare una fuga solitaria, magari la cosa gli riesce subito e per gli altri non c’è match.

Però, come sempre accade, c’è un ma in ogni discorso. E la variabile potrebbe essere il tempo: da più parti si è detto che domenica pioverà durante la gara. E questo, oltre che mandare a monte tutto il lavoro dei team, potrebbe rivoluzionare le carte. Rossi, ad esempio, che ieri ha chiuso 4°, primo della seconda fila e per nulla felice del tempo fatto perché è ancora troppo distante da Lorenzo (2° e in forma splendida che ha ammesso: “Ancora una volta hanno fatto tutti dei tempi incredibili in qualifica. Sembravano tutti disposti a dare di più per prendere decimi, e serviva un giro quasi perfetto per stare in prima fila. La Honda era esplosiva, con la nostra moto era complicato fare la pole ma sono orgoglioso del nostro risultato” , potrebbe limitare i danni, nella speranza che Marquez finisca comunque la gara davanti al mallorchino, in modo da arrivare a Misano con il minimo scarto rispetto al rivale per il titolo mondiale.

E poi, a sperare nel maltempo, ci sono anche le Ducati, che non hanno affatto brillato: se Iannone ha chiuso 9° senza infamia e senza lode, peggio di lui ha fatto Dovizioso, 12° e con problemi sin dal primo giro delle prove libere 4:

“Mi hanno sostituito la frizione completamente, un guaio grosso che non doveva capitare e che mi ha impedito di fare i tempi e cercare l’assetto migliore. Poi è andata sempre peggio e questo è il risultato. Non doveva capitare ed è capitato”, ha chiuso sbuffando come una locomotiva e con un diavolo per capello.

Eppure in caso di pioggia, anche Dovizioso potrebbe rientrare in gara: lui sull’acqua non solo ci sguazza, ma va veloce ed è preciso. Potrebbe tornare a divertirsi sempre che la Ducati la smetta di fare le bizze e ritorni ad essere quella gran moto vista a inizio stagione. E poi ci sono altri pretendenti al podio, come Pedrosa, 3° a chiudere la prima fila, che sembra finalmente rinato dopo i guai di questa stagione: “Sono contento per la prima fila, qui è molto importante perché Marquez e Lorenzo partono sempre forte e dobbiamo restare con loro oltre la prima curva. Hanno un passo molto veloce, io ho migliorato ma mi manca ancora qualcosa. Vedremo anche il meteo. Se cambiasse, sarà importante essere pronti” e lo stesso Iannone, che sotto la pioggia non è uno che va piano.

Insomma, domenica non ci resta che metterci sul divano ed assistere a una delle gare più interessanti della stagione, con un occhio al video e uno alla classifica, pensando che tra due settimane, questi magnifici funamboli li potremo vedere in gara a casa nostra, sul circuito di Misano. Per una nuova esaltante sfida. Ed ora ecco il riassunto della giornata.

FP3. Splende il sole, ma fa freddo quando entrano in pista i giganti della MotoGp. Prima osservazione: se Valentino Rossi si augurava la pioggia (“se fa brutto, almeno il 10° tempo l’ho fatto e non dovrò affrontare la Q1”), adesso dovrà dare il massimo per vedere di recuperare posizioni, perché alle sue spalle ci sono gli “assatanati” di turno, i Petrucci, i Vinales, i Crutchlow e per ultimo il colombiano Hernandez, capaci di giocare scherzetti a qualsiasi pilota. Silverstone ha 18 curve, basta sbagliarne una per perdere decimi importanti e ritrovarsi fuori dalla Top Ten.

Ecco perché Valentino dovrà prima di tutto mantenere i nervi saldi: lui ci è abituato, ma non sempre quest’anno la sua Yamaha lo ha assecondato a dovere. La speranza è che abbia trovato una soluzione al freno motore che continua a spingere troppo sull’anteriore, lo sbilancia e gli fa perdere le linee ideali. In casa Ducati soluzioni diverse: Iannone con la moto standard, Dovizioso con le moto evoluzione. Questione di feeling, ovviamente, segno che le differenze non sono poi così determinanti.

Prima notizia riguarda Petrucci, torna subito ai box dopo appena un giro, scende e prende la seconda moto, c’è qualcosa che non gli quadra sulla prima quindi preferisce continuare la Fp3 con quella di riserva.

Terzo giro utile e il signor Marc Marquez dà a tutti il buongiorno, spodesta Lorenzo e di mette primo con un semplice 2’01”888, cioè mezzo secondo meglio di Jorge. Gli altri? Non stanno a guardare anche se vedere il nome di Marquez davanti può rallegrare pochi piloti. Lorenzo prova a rispondere e la cosa gli riesce abbastanza bene: scende a 2’01”972, cioè 84 millesimi da Marquez.

Si migliorano anche Redding e Valentino Rossi che toglie qualche decimo al suo tempo di ieri ma rimane ancorato al decimo posto. Altro giro e finalmente Rossi sale al 7° posto e si porta a 905 millesimi da Marquez. Insomma, non è il massimo ma almeno rimane nella top ten. Cosa che riesce anche a Iannone anche se il pilota di Vasto è 10° e alle spalle adesso Hernandez si mette in mostra.

Mezz’ora al termine e tutti ai box, per cambiare pneumatici e fare le prime scelte importanti: la temperatura sale ma è ancora troppo presto per scegliere tra gomme extra soft o soft al posteriore. Tutto dipenderà dal meteo del pomeriggio, nel momento delle qualifiche.

Iannone torna in pista con molle più rigide perché vuole più grip all’anteriore: sarà la scelta giusta? Lo scopriremo presto. Pedrosa, invece, opta per la extra soft all’anteriore e una gomma media al posteriore.

Mancano 20 minuti alla fine ed è arrivato il momento di spingere: ci riesce Crutchlow che si mette 11° alle spalle di Iannone spodestando Vinales e Petrucci. Intanto Aleix Espargarò chiede troppo alla sua Suzuki che lo sbatte per terra mettendo nei guai i suoi meccanici.

Rossi continua il suo apprendistato ma senza costrutto: l’ultimo tratto cronometrato, il T4 proprio non lo digerisce e riesce a perdere anche un secondo, segno che c’è ancora molto da lavorare per poter levare il gap tra lui e Lorenzo.

Sei minuti alla fine e non c’è più tempo da perdere: soprattutto Iannone deve togliersi da quello scomodo decimo posto che piace a troppi: Crutchlow comincia subito a spingere e sale al 3° posto spodestando Iannone dai 10, si migliora anche Hernandez che fa scendere Iannone al 12°. Dovizioso stupisce: tre caschi rossi e secondo tempo finale.

Grande. Lorenzo invece è un siluro: mezzo secondo di vantaggio al T3, fluido, bello da vedere, eccezionale nel tempo: 2’01”429 che si lascia Marquez a quasi mezzo secondo e chiude anche davanti a un bravissimo Dovizioso, lontano solo 81 millesimi da Marquez. Iannone chiude nei 10 perché Redding fa il fenomeno e con il quinto tempo fa scalare anche Rossi che chiude settimo a 774 da Lorenzo (mica poco…).

Ottavo chiude Crutchlow e nono Pol Espargarò. Ciò vuol dire che fuori dai top ten e costretti alle forche caudine della Q1, ci sono nell’ordine Maverick Vinales e Aleix Espargarò con le due Suzuki, Petrucci e Hernandez con le due Ducati Pramac. Nella sfida tra questi 4 troveremo gli altri due piloti che andranno a far compagnia ai primi dieci.

FP4. Scendono tutti in pista i piloti MotoGP per vedere di fare gli ultimi assetti definitivi per la gara di domani e poi dedicarsi anima e corpo, i primi 12, alla ricerca della griglia migliore. Valentino Rossi, nonostante gli oltre 7 decimi di distacco da Lorenzo, ha sentenziato ai box di aver risolto finalmente il problema del freno motore. Su quali basi abbia preso una decisione del genere non è dato sapere, ma se lui dice di sentire meglio la moto, allora c’è da crederci. Vedremo.

Pronti via e Iannone si incolla subito a Lorenzo, per vedere da vicino come si comporta la Honda del campione spagnolo, mentre Smith fa lo stesso con Marquez. Al primo giro utile, Marquez guida davanti a Lorenzo, Iannone e Rossi. Mentre Dovizioso ancora deve entrare nella lotta, Marquez continua a martellare tempi incredibili: 2’01”491, cioè 1”263 meglio di Lorenzo. Incredibile. Iannone nel frattempo, piazza un buon 2’02”724 che gli vale il secondo posto anche se a 1”233 da Marquez che nel frattempo è l’unico a scendere sotto il muro dei 2’02”. Mentre Dovizioso è fermo ai box con problemi alla sua Desmo, Iannone martellare si riporta 2° a 8547 millesimi e precede Pedrosa 3° a 893 che a sua volta precede Lorenzo, Pol Espargarò e Rossi tutti oltre il secondo di distacco da Marquez.

A -14’ dalla fine Rossi come sempre veloce nel T1, poi perde sistematicamente anche se si porta al 5° posto superando P. Espargarò ma il suo distacco è sempre oltre il secondo. Dovizioso torna finalmente in pista e al primo giro utile si issa all’8° posto ma sulla sua moto1 ai box gli stanno cambiando mono ammortizzatore e forcellone: lavoro radicale ma evidentemente necessario.

Marquez intanto inanella giri su giri sotto il 2’02” ed è l’unico a farlo, Iannone gli si incolla al codone e lo segue come un’ombra per chiudere la sessione al 2° posto a 847 millesimi da un Marquez siderale, co tutti, ripetiamo tutti, i tempi sotto il 2’02”. Terzo tempo per Pedrosa che precede Lorenzo stranamente a 931 millesimi, poi Pol Espargarò, Dovizioso e 7° Rossi a 1”086. Se questo è il ritmo che Marquez può tenere, domani (pioggia a parte) non ce n’è per nessuno. E adesso via alla lotteria della Q1 e Q2.

Q1. C’è chi gioca a fare il Fenomeno e tra questi ci sono i due piloti della Suzuki Factory: prima Vinales e poi Aleix Espargarò stampano tempi davvero veloci mentre alle loro spalle, si profila il pericolo Baz seguito da Miller, Bradl, Hernandez , Laverty e un Petrucci molto distanti dai primi, cosa che probabilmente non permetterà loro di competere con il binomio Suzuki.

Dopo la sosta ai box, a 5’ dalla fine tutti in pista e ultimo assalto ai due posti utili per la Q2. Hernandez ci prova subito: due caschi rossi al T1 e T2, poi al T3 perde 87 millesimi e al T4 si trova il traffico davanti che però non lo fermano, al punto che recupera 3d decimi e si mette 1° in 2’01”888, STILE Marquez, per intenderci. Bandiera a scacchi ed Hernandez e Aleix Espargarò vanno in Q2, Vinales resta fuori, così come, nell’ordine, Bradl, Baz, Miller, Barberà e Petrucci.

Q2. E’ arrivato il momento decisivo: mentre Valentino per la sua Yamaha scarta decisamente quella più dura al posteriore, Marquez ha fatto il tempone proprio con quel pneumatico anche se sceglie una mescola media per il gran finale. E questa la dice tutta sulla differenza tra Honda e Yamaha mentre i piloti scendono in pista per il time attack.

Marquez fa una cosa incredibile al primo giro utile: 2’00”564, frantumato tutti i record . Lorenzo ci crede e chiude in 2’00”789 fermandosi a 2 decimi da Marc, grande ma non grandissimo.

Vanno tutti come dei matti, compreso Pedrosa che fa caschi rossi come se piovesse e si mette 2° davanti a Lorenzo e a 152 millesimi da Marquez. Rossi nel frattempo è 5°, dietro anche a Pol Espargarò, mentre mancano all’appello le Ducati con Dovizioso 9°, Iannone 11° ed Hernandez 12° prima dell’ultima assalto alle prime file.

Certo che Marquez e Pedrosa fanno davvero un altro mestiere e onestamente dobbiamo dire che, se finisse così sarebbe un bel regalo a Rossi: più gente si mette davanti a Lorenzo e più lui ha la possibilità di limitare i danni.

Tre minuti alla fine e siamo arrivati alla resa dei conti. Marquez altro casco rossi al T18-52 millesimi), casco rosso al T2 di tre decimi (!), ancora rosso al T3 addirittura di mezzo secondo (480) e arrivo sul traguardo in 2’00”234. Lorenzo va forte mentre Rossi abortisce il giro causa il traffico, Lorenzo è ad appena 8 millesimi sopra il tempo di Marquez poi sale a 258 e chiude 2° a 288 millesimi. Bravissimo.

Bandiera a scacchi ma ancora un giro utile per Rossi e Pedrosa. Dani è lontano, Rossi invece recupera ed è 4°! Bravissimo, anche se non sappiamo se Valentino abbia risolto tutti i suoi problemi. Il risultato finale dice che Marquez, il marziano, vola, Lorenzo è accanto a lui a 288 millesimi e Pedrosa a 482 millesimi. Seconda fila aperta da Rossi (a713) davanti a Pol Espargarò e Smith, terza fila per Redding, Crutchlow e Iannone, quarta fila per Aleix Espargarò, Hernandez e un Dovizioso in grande crisi, lontano 1”745 da Marquez. (Enrico Biondi)

La griglia domani

 

Pilota

Team

Km/h

Tempo

Gap

1

Marc MARQUEZ

Repsol Honda Team

322.0

2'00.234

 

2

Jorge LORENZO

Movistar Yamaha MotoGP

319.0

2'00.522

0.288

3

Dani PEDROSA

Repsol Honda Team

326.6

2'00.716

0.482

4

Valentino ROSSI

Movistar Yamaha MotoGP

323.2

2'00.947

0.713

5

Pol ESPARGARO

Monster Yamaha Tech 3

324.4

2'01.031

0.797

6

Bradley SMITH

Monster Yamaha Tech 3

319.6

2'01.140

0.906

7

Scott REDDING

EG 0,0 Marc VDS

320.1

2'01.329

1.095

8

Cal CRUTCHLOW

LCR Honda

323.3

2'01.376

1.142

9

Andrea IANNONE

Ducati Team

329.9

2'01.874

1.640

10

Aleix ESPARGARO

Team SUZUKI ECSTAR

317.2

2'01.880

1.646

11

Yonny HERNANDEZ

Octo Pramac Racing

322.8

2'01.894

1.660

12

Andrea DOVIZIOSO

Ducati Team

322.8

2'01.979

1.745

13

Maverick VIÑALES

Team SUZUKI ECSTAR

313.9

2'02.016

0.128

14

Stefan BRADL

Aprilia Racing Team Gresini

316.0

2'02.657

0.769

15

Loris BAZ

Forward Racing

312.4

2'02.677

0.789

16

Jack MILLER

LCR Honda

312.3

2'02.697

0.809

17

Hector BARBERA

Avintia Racing

320.0

2'02.784

0.896

18

Danilo PETRUCCI

Octo Pramac Racing

317.9

2'02.800

0.912

19

Eugene LAVERTY

Aspar MotoGP Team

315.6

2'02.894

1.006

20

Alvaro BAUTISTA

Aprilia Racing Team Gresini

315.1

2'02.908

1.020

21

Nicky HAYDEN

Aspar MotoGP Team

311.8

2'02.946

1.058

22

Mike DI MEGLIO

Avintia Racing

316.0

2'03.641

1.753

23

Claudio CORTI

Forward Racing

312.6

2'03.789

1.901

24

Karel ABRAHAM

AB Motoracing

311.9

2'04.133

2.245

25

Alex DE ANGELIS

E-Motion IodaRacing Team

307.8

2'04.304

2.416