ROSSI E LORENZO, SFIDA A SILVERSTONE :COMINCIA LA BATTAGLIA D’INGHILTERRA

Silverstone. Motomondiale 2015: mancano due giorni all’inizio di quella che pomposamente viene chiamata la battaglia d’Inghilterra. Perché di battaglia, piaccia o no, si tratterà. E per una serie di buoni motivi che andiamo a elencare.
LA CLASSIFICA
Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, la coppia d’oro della Yamaha, sono a pari punti in classifica quando mancano 7 gare al termine della stagione. Stagione che ha visto partire di gran carriera il Dottore che ha saputo approfittare benissimo di due situazioni impreviste: la crisi di Marc Marquez, vittima di un errore tecnico della Honda (il nuovo telaio non andava manco per niente) che lo ha innervosito a tal punto da segnare tre “0” nello score che lo ha praticamente fuori causa per il titolo.
E di un avvio di campionato zoppicante del suo compagno di squadra, che nelle prime tre gare ha preso delle grandi sberle da Valentino e dalla Ducati di Dovizioso. Poi le cose sono cambiate: la Ducati ha rallentato il ritmo mentre Marquez ha ricominciato a correre, Lorenzo ha ripreso a vincere riducendo sempre di più lo svantaggio da un Rossi che sul podio ci sale ma è sempre dannatamente distante dai primi quando ci si schiera in griglia. E l’ultima gara a Brno ha sancito l’aggancio, con Lorenzo 1°, Marquez 2° e Rossi 3°, con Jorge e Valentino a quota 211.
LE GARE RIMANENTI
Come detto sono 7: Silverstone, Misano, Aragon, Motegi, Phillip Island, Sepang e Valencia. I piloti sfogliano la margherita, per cercare di capire quali saranno i circuiti favorevoli a uno o all’altro, ma il problema non è di facile soluzione: troppe variabili, come clima, pneumatici, forma fisica, impegni ravvicinati fanno di questo finale di stagione uno dei più avvincenti degli ultimi anni.
ROSSI PREOCCUPATO
“Silverstone è la pista che più mi preoccupa fra quelle che restano”. Sono parole di Valentino subito dopo la (brutta) gara di Brno, chiusa sul podio ma 10” distante da Lorenzo. Rossi non ama Silverstone, la pista non gli è mai piaciuta. Ma dovrà farsene una ragione e cercare di andare più forte in prova, più veloce in qualifica e salire sul podio almeno davanti a Lorenzo, per riprendersi un po’ di vantaggio. Impresa non facile in assoluto.
LORENZO FAVORITO
A Silverstone si corre dal 2010 e su 5 edizioni Lorenzo ne ha vinte 3. E scusate se è poco: “L’aggancio a Valentino? La Yamaha è migliorata, le gomme mi piacciono e sono in grande forma fisica e mentale” Ecco, soprattutto quest’ultima parte della sua affermazione è quella che ci serve per capire in quale stato di grazia si trova adesso lo spagnolo. Se va in testa e impone il suo ritmo, allora non lo prende più nessuno. Se solo si fa raggiungere, allora le cose cambiano e Lorenzo può subire il ritorno degli avversari, Valentino in testa.
MARQUEZ, VARIABILE IMPAZZITA
Il campione del mondo è lontano 52 punti, quasi un’eternità. Però con un tipo simile non si può mai dire: basta un passo falso dei primi due e lui rientra in gioco. Ragion per cui l’obiettivo primario di Valentino e Lorenzo sarà quello di non far avvicinare Marquez.
Facile a dirsi, difficilissimo a farsi, visto che adesso Marc, con il telaio 2014 ha ripreso a divertirsi e non ha assolutamente più nulla da perdere quindi può togliere punti preziosi sia a uno che all’altro per il solo gusto di divertirsi e di…rompere le uova nel paniere:
”Silverstone non è una delle mie piste preferite ma mi piace andarci perché si sentono l’elettricità e la storia che circondando tutto il circuito e la zona. Negli ultimi tre anni in Gran Bretagna sono salito sul podio e nella scorsa stagione ho vinto, perciò spero nel bel tempo e lottare per un risultato simile a quelli del passato”.
PER YAMAHA L’IMPORTANTE E’ VINCERE
Lin Jarvis, direttore generale della Yamaha Factory, che vinca Lorenzo o che vinca Rossi poco importa: per lui è importante è che uno arrivi primo e l’altro secondo. E che la Honda sia sempre e costantemente lontano dai due piloti di Iwata:
”Questa situazione non può che farci piacere. E spero che duri così sino alla fine del campionato. La svolta è arrivata l’anno scorso: le dieci sconfitte consecutive dell’anno scorso che Marquez ci ha inflitto sono state piuttosto brutali, per questo abbiamo iniziato a lavorare duramente per migliorare la moto. Le migliorie si sono viste già nella seconda parte della scorsa stagione dove siamo riusciti ad ottenere più punti con la nostra coppia di piloti rispetto a quelli della HRC. Dopo le sconfitte abbiamo migliorato le parti più deboli: frenata, grip, entrata in curva e accelerazione. Gli ingegneri hanno fatto un ottimo lavoro”. E sul futuro non ha dubbi: “Tutto si deciderà a Valencia, nessuno al momento ha la forza di acquisire un distacco decisivo, perciò penso che a Valencia… ne vedremo delle belle!”.
DUCATI, SI TORNA ALL’ANTICO
I mezzi passi falsi negli ultimi Gp, hanno convinto la Ducati a fare prove comparative sul circuito di Misano. E Davide Tardozzi è stato chiaro: Con Dovizioso e Iannone abbiamo fatto test su tutti gli aggiornamenti che abbiamo portato in pista durante la stagione. Questo per capire meglio la strada che abbiamo seguito e valutare errori di percorso”.
Adesso le idee sono molto più chiare ed è assai probabile che Borgo Panigale torni all’antico, per recuperare il tempo perduto e dare a Dovizioso, ma soprattutto a Iannone moto competitive e in grado di tornare sul podio al più presto.
UNO SGUARDO AL MERCATO
E’ di ieri la notizia che Bradley Smith ha rinnovato il contratto con la Yamaha Tech3. Ma di tasselli da andare a posto ce ne sono ancora molti ed uno di questi riguarda la squadra satellite della Ducati, la Pramac di Paolo Campinoti, che per il 2016 ha deciso di puntare ancora su Petrucci, che quest’anno sta facendo benissimo, mentre la seconda moto sarà affidata all’inglese Scott Redding (magari l’annuncio ufficiale sarà dato proprio a Silverstone) che prenderà il posto del colombiano Hernandez che passerà alla Avintia. Redding è un talento vero, genuino, anche se quest’anno non ha avuto modo di mettersi in evidenza. Del resto Stoner alla prima stagione non è che brillò, anzi. Sta di fatto però che, come diceva il grande Kenny Roberts: “Posso insegnare a un pilota veloce e che cade a restare in sella ma non ha un pilota che va piano a essere veloce”. Buon divertimento. (Enrico Biondi)
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