09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

SMITH DAVANTI A LORENZO; LA DUCATI DI DOVIZIOSO E’ TERZA

Le Mans. Lo avevamo detto alla vigilia e lo confermiamo. Ci sono piloti, la maggior parte, che questo circuito Bugatti, proprio non lo amano e fanno fatica a digerirlo. Altri, invece, proprio quelli che meno ti aspetti di vedere protagonisti, che aprono il gas, allungano il passo e si piazzano davanti a tutti. E poi ci sono quelli che riescono a fare sempre la loro onesta figura.

La prova di quello che abbiamo scritto è che venerdì a Le Mans, il migliore in pista è stato Bradley Smith, con la Yamaha del Team Tech3, capace di mettersi alle spalle la Yamaha ufficiale di Jorge Lorenzo e la Ducati dei sogni di Dovizioso. I tre sono separati da 3 decimi abbondanti, mentre nella ipotetica seconda fila troviamo la prima Honda, non ufficiale, di Cal Crutchlow che precede Marquez e Rossi.

Sorprendente Pedrosa, settimo, dopo un primo turno sofferto. Intendiamoci: sul giro Dani va veramente bene, resta da capire se riuscirà in gara a ripetere questo exploit.

Fuori dai primi 10 Andrea Iannone e la cosa non fa piacere a nessuno. Il dolore alla spalla si è ripresentato puntuale tra il primo turno e il secondo, speriamo i medici possano fare un mezzo miracolo. “Uno dei miei peggiori weekend. Ho tanto dolore – dice Andrea - Sono preoccupato, perché antidolorifici e infiltrazioni per il momento non servono. La gara? Debbo correre, non c’è storia. Ho deciso così, voglio portare a casa punti. Speravo di abbassare la mia soglia del dolore, vediamo che succederà domani e soprattutto domenica”.

Chi invece è al settimo cielo (a differenza di Valentino cui non piace essere 5° a tre decimi dal suo compagno) è Andrea Dovizioso: un inizio meraviglioso, con una Ducati il cui setting è perfetto, veloce e capace di poter lottare per il podio domenica e forse qualcosa di più. I test del Mugello sono stati eccellenti e il lavoro si vede e fa morale.

“Penso proprio che siamo sulla strada buona. Lorenzo? Da quello che ho visto è quello che ha il ritmo uguale al nostro. Il podios ento che può essere alla nostra portata. Ho sempre corso da solo e le sensazioni sono state ottime. Bene così. Certo che il lavoro fatto al Mugello nei test di inizio settimana ha dell’incredibile? I tempi e le velocità? Non ve le dico neppure sotto tortura…” Ed è già tutto un programma.

Ma vediamo come sono andate le prove del pomeriggio, disputate con un tempo da lupi (grossi nuvoloni dopo il sole del primo turno). Semaforo verde, tutti scendono in pista con Lorenzo buon ultimo, come spesso accade. Al primo giro utile, il più veloce è Petrucci, seguito da Vinales e Iannone il quale è stato costretto a ricorrere a degli antidolorifici perché il dolore alla spalla lussata è molto forte e la sua condizione fisica a detta dei medici e, “poco meno che discreta”. Speriamo bene.

Terzo giro e Dovizioso stampa un 1’33”603 che lo porta al comando, alle sue spalle Lorenzo mentre Marquez continua a sbagliare la curva 13 e butta al vento i suoi tempi. Rossi, invece, è solo 8° a 1”3 da un Lorenzo che nel frattempo si porta in prima posizione.

Appena Marquez rimette le cose a posto, si concentra e spinge al massimo, i risultati si vedono: lo spagnolo è 3° dopo 10’ di prove e Rossi continua a migliorarsi, è 7° ma con distacco superiore al secondo.

Dopo un quarto d’ora di prove, mentre il cielo diventa sempre più nero e da un momento all’altro potrebbe cominciare a piovere, tutti i piloti tornano ai box per riposarsi mentre i meccanici sostituiscono pneumatici, regolano sospensioni, impostano mappature diverse per il motore.

Il primo a migliorarsi è Iannone che, dall’11° posto, sale in ottava, proprio davanti a Rossi. Al comando invece succede poco o nulla, con Lorenzo davanti a Dovizioso e la sorpresa Smith, che ha sempre amato molto questo tracciato. Marquez è 4° un po’ anonimo.

Continua intanto il calvario Aprilia: Bautista vola nella ghiaia, un ko spettacolare ma indolore se non per una moto che rotola e si rovina ancora di più. Bautista era 22°, Melandri invece 25°, a 2”6 da Lorenzo. Poco meno di un’eternità.

Ma a -13’ dalla fine ecco la bella notizia di giornata: Pedrosa, incurante del dolore all’avambraccio, lascia il 13° posto e sale, incredibilmente, in terza posizione. Eccellente. Anche se dopo l’exploit, Dani torna subito ai box. E a questo punto ci si chiede se avrà la forza di disputare il Gp, quando l’impegno sarà enormemente maggiore rispetto alle prove. Chi traccheggia un po’ e non si sente assolutamente a posto, è Valentino Rossi. Al momento ha il 10° tempo a 9’ dalla fine e rientra in pista con una gomma nuova, ma a 6’ dalla fine non va oltre il 10° posto.

Ora si fa veramente sul serio, tutti spingono al massimo. Smith chiude 1° ma si stende a un minuto dalla fine, così come entrambi i fratelli Espargarò. Risultato strano e interlocutorio per quasi tutti con qualche bella notizia (Pedrosa), una conferma (Dovizioso) e un risultato accettabile per oggi di Iannone, 11°, fuori dalla top ten, ma migliorabile domani. Nebbia fitta per gli altri italiani: Petrucci solo 16°, Melandri desolatamente ultimo con un’Aprilia che non vuol saperne di progredire.

Nelle prove del mattino la prima sorpresa è che brilla un sole fantastico su tutta la zona del circuito. Mica una cosa da poco, da queste parti, dove l’umidità gioca brutti scherzi. La seconda, e molto più attinente al motociclismo è che dopo un paio di minuto, la Honda di Marc Marquez procede a rilento, si ammutolisce nel passaggio davanti ai box e lo spagnolo è costretto a rientrare con una inversione a U.

Il problema? Mistero fitto anche perché i meccanici hanno subito copertto il tutto con i paraventi, ma dalle immagini “rubate”, sembra che sia un problema dovuto a un pacchetto batteria finito ko, anche se i tecnici impiegano circa 17’ prima di rimandarlo in pista e di sicuro avranno voluto vederci chiaro riguardo l’elettronica in generale.

Davanti a tutti, nel frattempo (mentre Marquez dopo appena un giro sale 15° e poi migliorerà ancora), si mettono i fratelli Espargarò con Yamaha e Suzuki. Poi, a metà turno, ecco Dovizioso cominciare a far scendere i tempi (si giro circa 4” più lenti del record).

Se Marquez non ride, anche Valentino Rossi non è contento. Per un “problemino” alla sua Yamaha (sono parole del team manager Meregalli) perde un po’ di tempo, cambia moto e si ributta in pista.

L’attenzione però è tutto per due piloti: Iannone e Pedrosa, osservati speciali. Andrea non ha voluto prendere antidolorifici, si è gettato nel lavoro di routine e a metà turno era addirittua 8°. Al suo rientro ai box, aveva il viso “tirato”, ma Andrea è un combattente, stringe i denti e corre sopra ai problemi che la spalla lussata gli può procurare.

Personalmente pensiamo che il problema Honda sia piuttosto Pedrosa. E’ vero che i grandi capi lo hanno lasciato libero di provare a suo piacimento, ma si vede chiaramente che Dani non spinge, il timore che l’avambraccio liberato dalla guaina con l’ultimo intervento chirurgico non sia ancora perfettamente a posto è evidente. Dopo solo 11 tornate, lo spagnolo si è seduto ai box per riposarsi, per il momento si trova 19° a 1”7 da Dovizioso e rientra a 5’ dalla fine delle prove, dopo altri 10’ di riposo assoluto.

Mentre il Dovi tiene testa a tutti, ecco che Marquez si mette 2°, a 355 millesimi dalla Ducati, Lorenzo è 4°, Iannone è 9° e Rossi 10°. Passano due minuti e Lorenzo sale al 2° posto (a 0,197) da Dovizioso). Poi però ecco Marquez che per 34 millesimi si porta al comando.

Ma è tutto un fiorire di caschi rossi nell’ultimo minuto di prove libere e la bella notizia, per noi italiani, è vedere che la Ducati di Dovizioso viaggia già velocissima. Andrea si piazza in testa, seguito da Marquez a 246 millesimi e poi Jorge Lorenzo a chiudere la prima fila. Dietro ai 3, la Honda di Crutchlow, la Suzuki di Pol Espargarò e la Honda di Redding. Rossi 7° a poco più di mezzo secondo, apre la terza fila con a fianco le Ducati di Hernandez e Iannone (bravo). Pedrosa nel finale risale al 13° posto, un buon risultato ma il problema sulla tenuta resta.

Gli altri italiani? In ombra Petrucci 16°, Melandri ultimo (25°) come al solito con una Aprilia che si spera possa portare novità al Mugello. Il sammarinese De Angelis, infine, è soltanto 20° dopo una brutta scivolata. (Enrico Biondi)

 

Team

Moto

Km/h

Tempo

Gap

Bradley SMITH

Yamaha Tech 3

Yamaha

306.8

1'33.179

 

Jorge LORENZO

Yamaha MotoGP

Yamaha

306.2

1'33.369

0.190

Andrea DOVIZIOSO

Ducati Team

Ducati

309.8

1'33.553

0.374

Cal CRUTCHLOW

LCR Honda

Honda

306.7

1'33.652

0.473

Marc MARQUEZ

Repsol Honda Team

Honda

308.8

1'33.670

0.491

Valentino ROSSI

Yamaha MotoGP

Yamaha

304.7

1'33.686

0.507

Dani PEDROSA

Repsol Honda Team

Honda

308.2

1'33.725

0.546

Pol ESPARGARO

Yamaha Tech 3

Yamaha

307.1

1'33.903

0.724

Aleix ESPARGARO

SUZUKI ECSTAR

Suzuki

295.6

1'33.944

0.765

Yonny HERNANDEZ

Pramac Racing

Ducati

305.2

1'33.953

0.774

Andrea IANNONE

Ducati Team

Ducati

308.5

1'34.092

0.913

Maverick VIÑALES

SUZUKI ECSTAR

Suzuki

301.4

1'34.110

0.931

Jack MILLER

LCR Honda

Honda

299.5

1'34.253

1.074

Scott REDDING

EG 0,0 Marc VDS

Honda

304.1

1'34.371

1.192

Stefan BRADL

Forward Racing

Yamaha F.

301.5

1'34.543

1.364

Danilo PETRUCCI

Pramac Racing

Ducati

299.0

1'34.568

1.389

Nicky HAYDEN

Aspar Team

Honda

296.1

1'34.663

1.484

Hector BARBERA

Avintia Racing

Ducati

310.1

1'34.745

1.566

Loris BAZ

Forward Racing

Yamaha F.

294.7

1'35.002

1.823

Mike DI MEGLIO

Avintia Racing

Ducati

305.1

1'35.067

1.888

Karel ABRAHAM

AB Motoracing

Honda

296.8

1'35.090

1.911

Alvaro BAUTISTA

Aprilia Racing Team

Aprilia

297.3

1'35.137

1.958

Eugene LAVERTY

Aspar MotoGP Team

Honda

296.1

1'35.182

2.003

Alex DE ANGELIS

IodaRacing Team

ART

290.1

1'35.938

2.759

Marco MELANDRI

Aprilia Racing Team i

Aprilia

296.1

1'36.056

2.877