09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

SOLTANTO MARQUEZ MEGLIO DI DOVIZIOSO, LORENZO 3°, ROSSI NEI GUAI: 7°

Le Mans. I casi sono due: o Marc Marquez ha trovato un altro modo per mettere del pepe alle corse, decidendo di prenderci tutti in giro, oppure la Honda è talmente avanti come moto, programmazione e tecnica da poter permettersi di fare tempi imbarazzanti al venerdì e nelle libere del sabato, per poi rimettere le cose a posto nel momento che conta, cioè quando è tempo di qualifiche.

Marquez davanti a tutti, quindi. Molto meglio di Lorenzo, che comunque continua ad avere il passo gara migliore di tutti ma che non è andato oltre il 3° posto, piuttosto seccato per come si sono messe le prove.

Chi invece continua a stupire, (ma è ancora il caso di dirlo?) è la Ducati. Da brutto anatroccolo lo scorso anno a oggetto meraviglioso made in Dall’Igna quest’anno. La Desmosedici è una meravigliosa realtà e soprattutto ha un interprete che sa portarla al limite in ogni occasione: Andrea Dovizioso.

A Borgo Panigale hanno scommesso (e vinto), puntando sul forlivese. Contro tutto e contro tutti quelli che pensavano non fosse all’altezza di guidare una moto così difficile. Il discorso che in molti hanno fatto in questi anno etra più o meno il seguente: se non ci è riuscito Valentino Rossi a domare la “rossa” di Borgo Panigale, come potrà riuscirci uno come il Dovi?

Nessuno aveva messo in conto un fattore importante: la volontà di crescere e migliorarsi che ha spinto Dovizioso sino a questi livelli. E oggi si può dire che l’accoppiata di lavoro Dall’Igna-Dovizioso sta portando risultati importanti e sorprendenti.

Detto della prima fila, la seconda dice che Crutchlow va forte con la Honda affidata a Lucio Cecchinello mentre un acciaccato Andrea Iannone strappa il quinto posto, stoico e capace di restare attaccato ai primi anche se per la gara il rebus è la tenuta.

La delusione ha un nome: Valentino Rossi: terza fila, settimo tempo ma lontano oltre 1” da Marquez e in crisi di identità. Sì, perché sia lui che i suoi tecnici non ci hanno capito ancora nulla su come assettare la moto.

Ma attenti, Valentino ci ha abituato cose incredibili in gara, ragion per cui vedremo domani che cosa succederà.

Per chiudere, un applauso anche per Dani Pedrosa, ottavo a 67 millesimi da Rossi anche lui in terza fila con un ottimo Petrucci, sempre più consistente con la Ducati dello scorso anno. Dani con il braccio destro che si ritrova, ha compiuto una impresa e per lui vale il discorso fatto per Iannone: il problema sarà resistere al doloro per tutti i 28 giri di un circuito brutto e nervoso, stop and go, come quello spagnolo.ciabatti

FP3. Il primo turno di libere del mattino ormai sono in tutto e per tutto una prequalifica. Non solo perché bisogna decidere chi saranno i top ten che si disputeranno i primi 10 posti in griglia, ma perché verificare se il lavoro svolto ai box nella serata di ieri porta benefici risultati in vista della sfida di domenica.

E le cose, nella mattinata senza sole di Le Mans, vanno subito nella giusta direzione per quanto riguarda la Ducati, che porta Dovizioso prima al comando e poi al secondo posto perché, nel frattempo, un assatanato Jorge Lorenzo, che sembra la copia del campione di Jerez, strappa la testa della classifica ad Andrea per soli 19 millesimi. Molto bene anche Iannone, che dall’11° sale al 4° posto.

Chi, per il momento, non dà segni di miglioramento è Marquez (quinto dopo 20’ di prove), seguito da presso da Rossi, settimo, preceduto da Crutchlow. Lo spagnolo continua a provare soluzioni sulla sua Honda, migliora di pochi decimi il suo tempo di ieri ma non si schioda dalla sua classifica.

Decisamente sfortunato Aleix Espargarò. Nel curvone veloce in discesa sinistra-destra, la sua Suzuki lo disarciona sparandolo in aria in un high side che ha lasciato tutti con il fiato sospeso. Caduta rovinosa per lo spagnolo che viene subito soccorso: rifiuta l’ambulanza, si fa portare ai box in motorino e poi, visibilmente sofferente, continua verso il centero medico e la clinica mobile per far luce sulle sue condizioni fisiche. Con la sua caduta, Aleix non può lottare per restare nei primi dieci, anche perché la Ducati di Hernandez gli porta via l’ultimo posto utile.

Mancano 6’ alla fine del turno e tutti i piloti rientrano in pista dopo aver cambiato coperture per cercare il tempo utile. Rossi si attarda a parlare con i tecnici Bridgestone, piuttosto infuriato per come funzionano il pneumatico anteriore. Non fidandosi della mescola media, Rossi entra con una extra soft mentre in pista Lorenzo fa il Fenomeno, girando su tempi incredibili, limando di 28 millesimi il suo miglior crono: 1’33”129.

Mentre Marquez non riesce mai ad avvicinarsi ai tempi di Lorenzo, è Iannone a fare una cosa davvero eccezionale: con pneumatici extrasoft, Andrea corre sopra il dolore alla spalla e riesce a compiere l’impresa della mattinata: è primo in 1’33”018 lasciandosi alle spalle Lorenzo per 89 millesimi. Incredibile!

Bandiera a scacchi e caschi rossi a profusione: se Iannone ha fatto il miracolo, il tempo di Lorenzo ha davvero dell’incredibile al punto che lo spagnolo adesso fa davvero paura per il suo passo gara e per la facilità con la quale riesce ad arrivare su tempi inavvicinabili per tutti gli altri. Veloce nel primo settore, velocissimo nel secondo, addirittura a oltre 3 decimi al terzo,

Lorenzo chiude il giro con uno stratosferica 1’32”647, primo ad abbattere il muro dell’1’33, rifilando 371 millesimi a Iannone e 479 a Crutchlow, il migliore delle Honda. Già, perché dietro all’inglese ecco subito Dovizioso, che precede Smith (con il tempo di ieri), un Marquez in tono minore, appena sopra un Pedrosa acciaccato incerottato ma reattivo ma in grado di tenersi alle spalle Hernandez e un Valentino Rossi che oltre ad essere 9°, ha un tempo di 1”039 superiore a quello di Lorenzo.

A dir poco imbarazzante, aggiungiamo noi, anche perché non ha neppure provato a migliorare il tempo del venerdì. Ultimo posto utile per evitare la Q1, quello di Pol Espargarò con la Yamaha Tech3. Per quanto riguarda il povero Aleix, le buone notizie che dai primi esami non risultano fratture, ma la botta è stata terribile e il ragazzo ha dolori dappertutto.

Gli altri italiani? Un po’ meglio di ieri Petrucci, che ha chiuso 12° mentre Melandri riesce a togliere altre 3 decimi dal tempo di ieri ma è sempre drammaticamente all’ultimo posto.

FP4. Le ultime prove libere della giornata si disputano con la più “stupida” delle situazioni per quanto riguarda l’asfalto. La pioggia che ha praticamente azzerato le prove della Moto3, ha continuato a scendere per alcuni minuti durante l’uscita delle MotoGp. Poi, piano piano, la pioggia ha smesso di cadere e l’asfalto ha iniziato ad asciugarsi sono negli ultimi giri, al punto che il francese Baz è stato lesto a mettere su le gomme slick ed ha…fregato tutta l’allegra compagnia piazzandosi al comando davanti a un Alex De Angelis che mai nella sua vita avrebbe mai pensato di essere così davanti con la IodaRacing. I big hanno girato tutti con gomme rain, e i risultati si sono visti. Pedrosa è arrivato 3° a 1”5 da Baz, Rossi 4° a 2”170, Marquez sesto dietro a Crutchlow e Lorenzo 7° a 2”5 dal primo. Dovizioso 11° mentre Iannone non è neppure sceso in pista per risparmiare le forze.

Q1. E veniamo alla lotteria che vede impegnati 15 piloti alla rierca degli unici due posti utili per fare la Q2 e la griglia. Tutti ovviamente con gomme slick. Subito in evidenza la Ducati di Petrucci che si mette davanti a un miracolato Aleix Espargarò, ancora “suonato” dalla caduta del mattino ma capace di guidare in modo efficace. A 5’ dalla fine è il momento di Vinales a mettersi al comando con la Suzuki, subito battuto dalla Honda di Redding. Ma non è finita: Aleix Espargarò balza al comando, guida sopra il dolore e abbassa un paio di volte il tempo. Ma a 1’20” dal termine, ecco il ritorno al comando di un grande Danilo Petrucci che con la supergomma soft strappa un tempo incredibile: 1’33”923 che lo porta diritto nella Q2 davanti a Aleix Espargarò.

Q1. Via ai 15’ decisivi per stabilire la griglia. Tutti in pista sin dai primi secondi, il cielo è grigio piombo, non dovrebbe piovere ma a Le Mans di certezze non ce ne sono, per cui meglio non correre rischi. Al primo giro utile Lorenzo spinge troppo e va lungo, abortendo il giro. Si cerca il ritmo e il più veloce è Crutchlow davanti a Aleix Espargarò Petrucci Hernandez Pol Espargarò con Iannone 6°, Dovizioso lontano.

A -10’ Marquez va a velocità fotonica, pennella le curve (che non aveva mai fatto prima) e chiude in 1’33”3 a cinque decimi su Pedrosa.

Cambia la classifica a ogni giro: Marquez è sull’1’32”, poi un grande Iannone, poi Lorenzo, Pedrosa, Con Dovi 7° e un imbarazzante ultimo postoper Rossi, solo 12° e in crisi evidente: affatto contento della gomma anteriore, cambia pneumatico scegli la verde supermorbida sperando di trovare il bandolo della matassa.

Si torna ai box, l’unico che resta in sella è Marquez che cambia i pneumatici e si rifionda in pista. Adesso, a 3’ dalla fine delle prove, tutto è possibile. Certo però che Marquez ha dato uno strattone incredibile a tutti i piloti. E’ lui che migliora decimo su decimo rispetto al tempo di se stesso, poi il traffico lo blocca al terzo intertempo. Lorenzo si mette terzo davanti a un Iannone che continua a migliorarsi. Marquez fa il fenomeno e al secondo intertempo strappa mezzo secondo al suo tempo e chiude addirittura con mezzo secondo di vantaggio su un redivivo Dovizioso e 6 decimi su Lorenzo. Jorge e Crutchlow hanno costretto a scendere Iannone in quinta posizione, bravo a chiudere davanti a Smith.

Incredibile, invece, la difficoltà incontrata da Valentino Rossi, che chiude in settima posizione, terza fila a oltre 1”1 da Marquez, un distacco imbarazzante, ma soprattutto con la consapevolezza di non averci capito molto sia della Yamaha sia del circuito. Un Rossi in difficoltà come mai quest’anno lo avevamo visto. Cercare di fare la differenza domani in gara non sarà semplice. (Enrico Biondi)

La qualifica a Le Mans

Pilota

Team

Moto

Km/h

Tempo

Gap

Marc MARQUEZ

Repsol Honda Team

Honda

313.1

1'32.246

 

Andrea DOVIZIOSO

Ducati Team

Ducati

312.6

1'32.749

0.503

Jorge LORENZO

Yamaha MotoGP

Yamaha

310.1

1'32.846

0.600

Cal CRUTCHLOW

CWM LCR Honda

Honda

310.0

1'32.897

0.651

Andrea IANNONE

Ducati Team

Ducati

316.0

1'33.001

0.755

Bradley SMITH

Yamaha Tech 3

Yamaha

309.3

1'33.299

1.053

Valentino ROSSI

Yamaha MotoGP

Yamaha

307.1

1'33.352

1.106

Dani PEDROSA

Repsol Honda Team

Honda

313.0

1'33.419

1.173

Danilo PETRUCCI

Pramac Racing

Ducati

309.8

1'33.556

1.310

Aleix ESPARGARO

SUZUKI ECSTAR

Suzuki

298.5

1'33.665

1.419

Yonny HERNANDEZ

Pramac Racing

Ducati

307.6

1'33.714

1.468

Pol ESPARGARO

Yamaha Tech 3

Yamaha

309.7

1'33.724

1.478

Maverick VIÑALES

SUZUKI ECSTAR

Suzuki

299.5

1'34.245

0.322

Nicky HAYDEN

Aspar MotoGP

Honda

298.3

1'34.267

0.344

Scott REDDING

EG 0,0 Marc VDS

Honda

304.3

1'34.551

0.628

Stefan BRADL

Forward Racing

Yamaha

306.5

1'34.575

0.652

Mike DI MEGLIO

Avintia Racing

Ducati

310.5

1'34.833

0.910

Jack MILLER

CWM LCR Honda

Honda

304.1

1'34.858

0.935

Hector BARBERA

Avintia Racing

Ducati

310.4

1'34.870

0.947

Karel ABRAHAM

AB Motoracing

Honda

301.7

1'34.940

1.017

Eugene LAVERTY

Aspar MotoGP

Honda

301.7

1'34.947

1.024

Loris BAZ

Forward Racing

Yamaha

297.9

1'35.456

1.533

Alvaro BAUTISTA

Aprilia Racing

Aprilia

298.2

1'35.458

1.535

Alex DE ANGELIS

Octo IodaRacing

ART

291.9

1'35.680

1.757

Marco MELANDRI

Aprilia Racing

Aprilia

298.3

1'37.522

3.599