10/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Ecco RaceBird: la Formula Uno dell’acqua….100% elettrica

Montecarlo. Dal lancio della prima immagine nello scorso giugno l’attesa è andata montando e di pari passo anche la curiosità di poter “toccare” la RaceBird che sarà protagonista del primo campionato riservato a  barche 100% elettriche.  Racebird è l’idea più recente di Alejandro Agag, il visionario di un mondo sempre più green  e di mezzi, anche da competizione, che utilizzano propulsori  di nuova generazione  totalmente elettrici sulle orme di quella che sono state, e sono, le monoposto che da otto anni  danno vita al Campionato del Mondo di Formula E che oramai è una realtà importante nel calendario internazionale  del motorsport.

Se la Formula E è nata, così si racconta, ad un tavolo di un ristorante parigino  quando Alejandro Agag con un pennarello disegnò su un tovagliolo il suo progetto a Jean Todt, il presidente della FIA, ora si dice che l’idea RaceBird  la si deve a una passeggiata sulle sponde del Tamigi, tanto per sfuggire al lockdown, lo scorso anno, con protagonisti Agag  e Rodi Basso, ingegnere napoletano con la passione per il mare e l'innovazione, con un notevole background in Formula 1 avendo lavorato in Ferrari per sei anni  e nove  Red Bull Racing per assumere la carica di amministratore delegato di McLaren Applied  Technologies nel 2016.

 La passeggiata fu …..galeotta  e dall’idea  in soli dodici mesi  si è passati ai fatti affidando la realizzazione del progetto alla SeaBird Technologies con alla guida Sophi Horne  la  designer norvegese cui si deve la realizzazione del prototipo RaceBird dopo aver  iniziato la sua carriera nel settore nautico progettando interni per super yacht.

 

“Il punto di partenza è la mobilità sul mare attorno alla quale gira un’industria enorme ,quella degli yacht, dei cargo, delle navi da crociera, delle petroliere che coinvolge decine di migliaia di posti di lavoro ma che inquina anche tanto. La grande sfida e l’imperativo per il mondo intero è la decarbonizzazione: una strada lunga, difficile molto costosa ma oramai tutti parlano di questo. E’ il momento giusto di un  campionato  per dare una piattaforma all’industria ,per spiegare cosa stiamo facendo e quale tecnologia può essere usata per le barche. Ovvero le batterie,  penso ad esempio ai tender , alle barche da un giorno  che solcano  le acque dei mari, dei fiumi e dei laghi, per le grandi navi  invece sarà necessaria una diversa tecnologia come ad esempio, forse, l’idrogeno.  Il primo passo importante, anche di immagine, è proprio la RaceBird;  non nascondo però che abbiamo in cantiere anche una prima barca da otto passeggeri ma ne riparleremo…”, parole di Alejandro Agag

 

 

 

Poi la parola a Rodi Basso: “Solo un anno fa eravamo in questa stessa location per annunciare il lancio del campionato. Adesso siamo qui davanti alla barca con cui i nostri piloti gareggeranno. C’è stato un duro lavoro dietro le quinte, non solo per lo sviluppo della RaceBird ma anche per espandere il team, identificare le città che ospiteranno i vari eventi, ma anche i partner, i team e i piloti. Sono felice della partnership con Mercury Racing e con Navico che si uniscono a noi per questa avventura nel mondo dell’elettrico.  L’obiettivo è anche coinvolgere i grandi cantieri  come team, credo sarebbe una grande opportunità anche per loro dal momento che entrerebbero in uno scambio di informazioni tecnologiche che poi potrebbero utilizzare nelle loro produzioni.  Il detto  “dalla pista alla strada” che vale  nel mondo dell’auto  è altrettanto valido nella mobilità sui mari. Monaco entrerà a far parte del calendario ufficiale di gara per la stagione inaugurale. Stiamo lavorando per aggiungere altre gare nei prossimi mesi e stanno  arrivando risposte positive e conferme da parte di Rotterdam e dall’Ungheria, dove gli studi di fattibilità inizieranno a breve.

Finalmente si è alzato il sipario……….

Un proiettile nella notte, tale ci è apparso il RaceBird svelato (purtroppo sotto una pioggia battente) sulla terraaza dello Yacht Club lo scorso 20 settembre, alla vigilia dell’apertura del Monaco Yacht Show 2021. Il primo esemplare della “barca” che darà vita, a partire dal 2023 alla  Formula E nautica (E1 Series il nome ufficiale)  si rivela futuristica tanto nella forma quanto nella propulsione, oltre che nelle tappe previste per il suo svolgimento, di cui ci parla il suo ideatore Alejandro Agag.

 RaceBird è lungo 7 metri e mezzo con una prua estremamente lunga e affilata. Solo la calottina della capsula di sicurezza del pilota interrompe la fantastica linea a freccia, insieme ai potenti foils “rigidi” (ce n’è però anche uno flessibile comandabile dal pilota,  un piccolo “alettone” sotto le eliche dei due motori elettrici Mercury)   che tengono Racebird ben sollevato sull’acqua.

Ad Agag abbiamo chiesto per quale tipo di condizioni meteo-marine siano stati studiati. In proposito, la risposta, ci dice,  si avrà solo fra qualche mese, quando in primavera si effettueranno i test in mare, forse nella baia di   Monaco  ma con molte probabilità in una località italiana”si lascia sfuggire Agag. Ma di più proprio nulla il manager spagnolo si è lasciato sfuggire e così pure Rodi Basso che del progetto globale è il braccio operativo che però ha  sottolineato  come le caratteristiche di base di RaceBird siano l’accelerazione e la grande agilità di manovra....."Ad andare forte sul dritto sono capaci tutti, bisogna però saper girare."

 I due potenti Mercury permettono al RaceBird di raggiungere i 93 km/h. In pratica delle vere proprie schegge, con una notevole accelerazione,  tipica dei propulsori elettrici. Ragione per la quale non tutti i contendenti scenderanno in gara contemporaneamente. Scopriamo, infatti, che per i primi due anni la barca sarà uguale per tutti: “si partirà con 24  RaceBird, divisi in due gruppi di 12 unità ovvero 12 presso i team per le gare europee e 12 sulla St. Helena. un'ex Royal Mail Ship ristrutturata che la serie utilizzerà come "paddock galleggiante" per le gare al di fuori dell'Europa. Le gare?. Ogni weekend di gara E1 comprenderà test e qualifiche e poi una serie di gare a 4 portare sino a una finale che sancirà un vincitore. Il successo sul campo di gara dipenderà non solo dalla velocità in condizioni variabili, ma dalla capacità di un pilota di preservare l'energia, con una ricarica illimitata consentita per i test e le qualifiche ogni fine settimana, ma una fornitura limitata per i quarti di finale, le semifinali e la finale.

I primi due anni serviranno soprattutto ai piloti, da cercare tra i partecipanti agli attuali campionati di motonautica, per prendere confidenza con questo mezzo altamente tecnologico  e allo stesso tempo, da parte degli ideatori della E1 Series di invogliare i cantieri a formare un  Team. Solo allora attraverso i successivi step dei regolamenti (un po’ come avviene oggi nella Formula E) i Team avranno modo di sviluppare dettagli, di idrodinamica piuttosto che di elettronica. Per quanto riguarda i campi di gara, è ancora tutto, o quasi, da definire.

Per il momento si parla delle località più conosciute, tipo appunto Monte Carlo, Dubai, Miami o comunque la Florida, e in Italia? Otre a Venezia si fa anche il nome di Genova e di Napoli . Non resta che seguire le novità fino alla prima gara, programmata per marzo-aprile 2023 mentre i primi test  in acqua di Racebird sono previsti in primavera, nel 2022, proprio nelle acque di Monaco sotto gli occhi  del Principe Alberto che  in occasione del battesimo della RaceBird  è stato nominato Presidente Onorario  della Federazione Internazionale di Motonautica. (Franco Liistro- - Rossella Dallò))