09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Rally del Paraguay, il venerdì dei sopravvissuti: Pajari (Toyota) in testa, Paddon (Hyundai) lo insegue. Fuori Ogier, Neuville e Katsuta

Encarnación. Il Rally del Paraguay 2026 ha trasformato il suo primo vero giorno di gara in una durissima prova di sopravvivenza. Sulle strade rosse dell’Itapúa, attorno a Encarnación, il venerdì ha regalato otto prove speciali e una quantità impressionante di colpi di scena. Più che una gara contro il cronometro, per molti equipaggi è sembrata una battaglia contro pneumatici, sospensioni e un fondo capace di cambiare rapidamente caratteristiche. Alla fine, a emergere è stato Sami Pajari, che ha chiuso la giornata al comando con 11,9 secondi di vantaggio su Hayden Paddon. Alle loro spalle Elfyn Evans è terzo a 56,3 secondi, mentre Adrien Fourmaux occupa la quarta posizione a 1’51,3”. Una classifica che, dopo quello che è successo durante la giornata, vale molto più dei semplici distacchi.

La mattina, del resto, aveva già fatto capire che il Rally del Paraguay sarebbe stato tutt’altro che normale. A partire fortissimo è stato Oliver Solberg, che con la Toyota GR Yaris Rally1 ha conquistato la Cambyreta, prima prova della giornata, rifilando 3,1 secondi ad Adrien Fourmaux. Lo svedese ha poi concesso il bis nella Nueva Alborada, aumentando il proprio margine e portandosi saldamente in testa. Per qualche chilometro Solberg sembrava il padrone assoluto del rally, ma proprio mentre la sua Toyota sembrava perfettamente a suo agio sul fondo paraguayano è arrivato il primo grande ribaltamento della giornata.

Takamoto Katsuta è stato infatti il primo dei big a pagare un prezzo altissimo. Il giapponese è uscito di strada appena due chilometri dopo il via della Cambyreta, mettendo fine immediatamente al proprio rally. Un ritiro pesante per Toyota, soprattutto considerando che Katsuta era stato il più veloce nello shakedown del giovedì e arrivava alla gara con ambizioni importanti. Poco dopo è toccato a Thierry Neuville. Il belga della Hyundai ha avuto un problema provocato da una gomma danneggiata, che ha finito per compromettere la sospensione posteriore sinistra. Neuville è riuscito a completare la prova, ma il danno alla vettura si è rivelato troppo grave e il suo rally è terminato praticamente all’inizio della giornata.

Anche Sébastien Ogier, vincitore dell’edizione 2025, ha iniziato subito a perdere terreno. Una foratura al posteriore sinistro gli è costata 24,4 secondi nella prima prova, prima che il francese colpisse un banco di terra nella Nueva Alborada, danneggiando la sospensione. Ogier ha tentato di riparare provvisoriamente la vettura per poter continuare, ma la soluzione non ha retto. Nella Yerbateras, la terza speciale della giornata e la più lunga con i suoi 33,88 chilometri, la sospensione ha ceduto nuovamente e il campione del mondo è stato costretto a fermarsi. Per il vincitore dello scorso anno, dunque, il ritorno in Paraguay si è trasformato in un amarissimo ritiro. Ed è un addio alle speranze iridate.

La Yerbateras è stata il vero spartiacque della mattinata. La prova ha iniziato a divorare pneumatici uno dopo l’altro e ha completamente riscritto la classifica. Anche Solberg, che sembrava destinato a dominare, è rimasto vittima di una situazione incredibile. La sua Toyota ha accusato un problema al motore durante una frenata e si è fermata. Per rimetterla in movimento sono dovuti intervenire alcuni spettatori, che hanno aiutato a spingere la vettura. Solberg è riuscito a ripartire, ma poco dopo ha subito anche una foratura lenta che lo ha costretto a fermarsi nuovamente per cambiare la ruota. Alla fine della prova aveva perso quasi quattro minuti, precipitando lontanissimo dalla testa.

Nella stessa speciale è arrivato il primo grande problema per Adrien Fourmaux. Il francese ha dovuto fermarsi per sostituire uno pneumatico anteriore che aveva iniziato a delaminarsi, perdendo circa un minuto e mezzo. Eppure la sua giornata, nonostante tutto, sarebbe rimasta quella di uno dei piloti più veloci in assoluto. Fourmaux ha infatti vinto quattro delle otto prove disputate, più di qualsiasi altro concorrente. Il problema è che in Paraguay la velocità da sola non basta: ogni pneumatico danneggiato può trasformare pochi secondi in un distacco di minuti.

Anche Elfyn Evans, leader del campionato, ha dovuto guidare con estrema prudenza. Il gallese ha avvertito una delaminazione al posteriore sinistro, ma è riuscito a completare la Yerbateras senza fermarsi. Stessa situazione per Sami Pajari, che ha dovuto gestire problemi agli pneumatici e una perdita d’acqua sulla propria Toyota. Il finlandese, però, ha avuto il grande merito di non forzare nei momenti peggiori e di rimanere sempre vicino alla testa.

A quel punto è emerso Hayden Paddon. Il neozelandese, al suo primo rally su terra nel massimo livello del WRC dopo otto anni, ha sfruttato alla perfezione la situazione. Sulla Yerbateras ha fatto segnare il miglior tempo con 17,2 secondi di vantaggio e si è ritrovato al comando. Era dal Rally del Portogallo 2018 che Paddon non guidava un appuntamento del Mondiale. Il suo ritorno, quindi, non avrebbe potuto essere più sorprendente.

Al termine del primo giro, Paddon era davanti a tutti con 23,9 secondi su Josh McErlean. Il pilota M-Sport aveva sfruttato bene la prima parte della gara e occupava una sorprendente seconda posizione. A soli 2,8 secondi da lui c’era Evans, mentre Pajari era quarto a 33,2 secondi. Ancora più sorprendente era la quinta posizione assoluta di Diego Domínguez, autentico idolo di casa e leader della WRC2. Un risultato straordinario per il paraguayano, capace di inserirsi davanti a diverse vetture Rally1.

Nel pomeriggio, però, la gara ha continuato a cambiare padrone. Fourmaux ha ripreso a spingere e ha conquistato la seconda Cambyreta e la seconda Nueva Alborada, confermando una velocità impressionante. Paddon, invece, è stato nuovamente rallentato da un problema agli pneumatici. La gomma anteriore destra ha iniziato a delaminarsi e il neozelandese ha perso terreno. Evans ne ha approfittato immediatamente, passando al comando con appena mezzo secondo di vantaggio. Per qualche istante il leader del campionato sembrava aver trovato il modo di raddrizzare una giornata complicata.

La seconda Yerbateras ha però nuovamente ribaltato tutto. Evans ha subito una delaminazione al posteriore destro e lo pneumatico si è progressivamente distrutto. Il gallese ha scelto di non fermarsi per sostituirlo e ha continuato fino al traguardo praticamente sul cerchio, riuscendo comunque a limitare la perdita a poco più di un minuto. Il problema gli è costato però la leadership e lo ha fatto scivolare al terzo posto.

Proprio in quel momento Pajari ha costruito la propria leadership. Il finlandese ha affrontato la Yerbateras senza gli stessi problemi dei rivali e ha fatto segnare il miglior tempo, precedendo di appena un decimo Oliver Solberg. Per Pajari è stato il momento decisivo della giornata: partito quarto e staccato di 33,2 secondi dalla testa dopo il primo giro, si è ritrovato davanti a tutti grazie soprattutto alla capacità di evitare i guai nei momenti decisivi.

Paddon ha invece vissuto un altro passaggio difficile, ma ancora una volta è riuscito a salvarsi. La sua gomma posteriore sinistra si è danneggiata e ha ceduto definitivamente soltanto negli ultimi chilometri della prova. Il neozelandese ha perso 20,8 secondi da Pajari, ma ha conservato la seconda posizione. È stata probabilmente la sua capacità di gestire i problemi senza farsi prendere dal panico a permettergli di rimanere in corsa per la vittoria.

Fourmaux ha avuto un'altra prova complicatissima. Entrambi gli pneumatici posteriori si sono sgonfiati e il francese ha perso 49,6 secondi rispetto a Pajari. Un altro episodio che sintetizza perfettamente il suo venerdì: velocissimo quando la macchina è integra, ma costantemente costretto a fare i conti con pneumatici che non gli permettono di esprimere tutto il proprio potenziale. Nonostante tutto, Fourmaux è riuscito a chiudere quarto e resta uno dei principali candidati a sfruttare qualsiasi problema dei primi tre. Anche McErlean ha visto sfumare una grande occasione. L’irlandese era stato secondo a metà giornata e, dopo la seconda Nueva Alborada, era ancora vicinissimo alla testa, appena 9,8 secondi dietro Pajari. Sulla seconda Yerbateras, però, è stato costretto a fermarsi per cambiare una ruota e ha perso oltre due minuti. È scivolato così al quinto posto, ma il suo venerdì resta comunque estremamente positivo per ritmo e competitività.

Alle sue spalle c'è Diego Domínguez, protagonista della giornata per il pubblico paraguayano. Il pilota di casa ha chiuso sesto assoluto e soprattutto al comando della WRC2 con 39,4 secondi di vantaggio su Gus Greensmith. Anche Domínguez non è riuscito a evitare completamente i problemi: una foratura all'anteriore sinistra nella seconda Nueva Alborada avrebbe potuto compromettere la sua corsa, ma il paraguayano è riuscito a mantenere un ritmo sufficiente per aumentare addirittura il proprio margine nella categoria.

Greensmith, settimo assoluto, ha scelto invece una tattica più prudente. In una giornata nella quale praticamente ogni pilota della Rally1 è stato colpito da una foratura o da una delaminazione, la costanza ha pagato. Il britannico ha evitato i problemi più gravi e si è ritrovato a chiudere il venerdì davanti a diversi equipaggi ufficiali.

Ottavo è Oliver Solberg. Il risultato potrebbe sembrare deludente dopo le due vittorie iniziali, ma racconta solo parzialmente la sua giornata. Lo svedese è passato dal dominio delle prime due prove alla perdita di quasi quattro minuti nella Yerbateras, tra il motore che si è spento e la successiva foratura. Nel pomeriggio, però, ha reagito con una guida pulita, tornando progressivamente verso le posizioni di vertice. Il distacco di 3’33,3” è enorme, ma la velocità mostrata nelle prime prove lascia ancora aperta la possibilità di una rimonta. Più indietro ha chiuso Jon Armstrong, ultimo dei Rally1 a completare il chilometraggio del venerdì. Il pilota M-Sport ha dovuto fare i conti con un importante lavoro di riparazione sulla parte anteriore della Ford Puma dopo i danni provocati da una foratura nella terza prova. Armstrong ha perso più di sei minuti dalla vetta, ma è riuscito almeno a portare la vettura al traguardo.

Tra le Rally2, oltre alla grande prestazione di Domínguez, si sono messi in evidenza Marco Bulacia e Romet Jürgenson, rispettivamente ottavo e nono assoluto. Robert Virves, leader del campionato WRC2, ha invece vissuto una giornata disastrosa, perdendo oltre un'ora dopo l'uscita di strada nella prima prova. È un risultato pesantissimo per la sua classifica iridata.

Il venerdì del Paraguay lascia quindi una classifica difficile da leggere e ancora più difficile da pronosticare. Pajari è davanti, ma il suo vantaggio su Paddon è inferiore ai dodici secondi. Evans è ancora abbastanza vicino da poter rientrare nella lotta, mentre Fourmaux ha dimostrato di possedere un ritmo sufficiente per vincere, se finalmente riuscirà a completare una prova senza problemi agli pneumatici. E soprattutto mancano due nomi pesantissimi: Sébastien Ogier e Thierry Neuville. Il francese, che lo scorso anno aveva conquistato proprio in Paraguay una delle sue vittorie più spettacolari, è stato fermato dal cedimento della sospensione dopo aver già subito una foratura e un impatto. Neuville, invece, ha visto il proprio rally terminare praticamente all'inizio a causa del danno alla sospensione posteriore sinistra. Anche Katsuta, protagonista dello shakedown, è uscito di scena dopo appena due chilometri. Tre nomi importanti fuori gara in una sola mattinata spiegano meglio di qualsiasi statistica quanto sia stato selettivo questo rally.

Il sabato promette di essere ancora più complicato. Sono previsti altri nove tratti cronometrati per complessivi 137,34 chilometri, compresa la nuova Bella Vista Sur e la prova spettacolo serale sulla Costanera di Encarnación. A rendere il quadro ancora più incerto ci sono le previsioni di pioggia, che potrebbero trasformare completamente il comportamento del fondo e rendere ancora più imprevedibile la gestione delle gomme.

Dopo un venerdì nel quale il Rally del Paraguay ha già eliminato tre protagonisti come Katsuta, Neuville e Ogier e ha costretto praticamente tutti gli altri a fare i conti con forature e delaminazioni, la sensazione è che la gara sia appena iniziata. Pajari ha il vantaggio, Paddon ha la fiducia, Evans ha l'esperienza e Fourmaux ha la velocità. Ma in Paraguay, almeno per ora, la qualità più importante sembra essere un'altra: riuscire semplicemente ad arrivare al traguardo.

La WRC2 parla paraguayano: Domínguez davanti a tutti ed è festival Toyota

Se la classe regina ha vissuto una giornata da autentico bollettino di guerra, la WRC2 ha regalato al pubblico paraguayano una delle storie più belle del venerdì. A guidare la categoria dopo le otto prove è infatti Diego Domínguez, e il suo risultato assume un valore ancora maggiore se si considera che il pilota di casa ha concluso la giornata addirittura al sesto posto assoluto. Con la Toyota GR Yaris Rally2 condivisa con Rogelio Peñate, Domínguez ha saputo sfruttare alla perfezione una giornata nella quale anche le Rally2 sono state sottoposte a uno stress enorme.

Il paraguayano non ha avuto una giornata perfetta. Nella seconda passata sulla Nueva Alborada è arrivata una foratura all’anteriore sinistra che avrebbe potuto compromettere il suo vantaggio, ma Domínguez è riuscito a gestire il problema senza perdere il controllo della gara. Anzi, proprio in quella fase il suo margine su Gus Greensmith è cresciuto fino a 31,6 secondi, per poi arrivare a 39,4 secondi al termine della giornata. È un dato che racconta bene la consistenza della sua prestazione: mentre molti degli avversari erano costretti a fermarsi o a rallentare per problemi di pneumatici e meccanici, Domínguez è riuscito a rimanere costantemente nel ritmo.

Alle sue spalle c’è Gus Greensmith, al volante della Toyota GR Yaris Rally2. Il britannico ha adottato una condotta estremamente accorta, fondamentale in un venerdì nel quale il confine tra una prova veloce e un disastro era sottilissimo. Greensmith ha chiuso la giornata secondo in WRC2 e settimo nella classifica generale, mantenendo comunque un distacco dal leader che gli permette di guardare con fiducia al prosieguo del rally.

La lotta per il podio di categoria vede quindi protagonisti Marco Bulacia e Romet Jürgenson, che hanno completato il venerdì nelle posizioni immediatamente successive. Le loro Rally2 hanno dimostrato una buona capacità di resistere alle condizioni estremamente impegnative delle prove paraguayane, in particolare alla Yerbateras, dove pneumatici e sospensioni sono stati messi a durissima prova.

Molto più pesante è invece il bilancio per Robert Virves. L’estone arrivava in Paraguay da leader della classifica WRC2 Challenger e con un ruolino di marcia praticamente perfetto nelle precedenti partecipazioni stagionali. Il suo venerdì, però, è stato compromesso da un’uscita di strada che gli ha fatto perdere un’enorme quantità di tempo. Per Virves non è soltanto una brutta giornata in termini di risultato: il distacco accumulato rischia di pesare anche sulla sua corsa al titolo.

Fau Zaldívar, altro pilota paraguayano molto atteso, ha vissuto una giornata decisamente più combattuta. Una foratura ha condizionato la prima parte del rally, ma nel pomeriggio è riuscito a reagire e a mostrare un ritmo molto competitivo, soprattutto sulla seconda Yerbateras, dove è risultato il più rapido tra le Rally2. Il suo recupero è uno degli elementi da tenere d’occhio in vista del sabato, perché con nove prove ancora da disputare la classifica di WRC2 è tutt’altro che congelata.

Per Domínguez, dunque, il vantaggio di 39,4 secondi non è soltanto un numero. È il risultato di una giornata nella quale il pilota paraguayano ha saputo leggere meglio degli altri una gara completamente imprevedibile. E con il sabato davanti, la pressione sarà enorme: il pubblico di casa sogna di vedere il proprio beniamino continuare a comandare la WRC2, mentre Greensmith, Bulacia, Jürgenson  e gli altri inseguitori, tra cui le due Lancia Ypsilon di Rossel (17°) e Gryazin (20°) ben al di sotto delle previsioni, proveranno ad approfittare di ogni minima difficoltà.

Il venerdì della categoria racconta quindi due storie opposte. Da una parte c’è Domínguez, che davanti al proprio pubblico ha trasformato una giornata piena di insidie in una straordinaria occasione, portandosi al comando della WRC2 e contemporaneamente dentro la top six assoluta. Dall’altra ci sono piloti come Virves, che hanno visto la loro gara complicarsi pesantemente proprio quando sembravano avere tutte le carte per giocarsi la vittoria.

E c’è un aspetto che rende ancora più interessante la situazione: la WRC2 non è stata risparmiata dal caos che ha investito le Rally1. Forature, delaminazioni e fondo estremamente aggressivo hanno imposto ai piloti un approccio molto diverso da quello di un normale rally su terra. In Paraguay non basta essere i più veloci: bisogna arrivare alla fine della prova con quattro gomme ancora utilizzabili e una vettura sufficientemente integra.(Marc Canone)

 Classifica dopo la SS8 (top 15)

1 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1h28'28"7

2 - Paddon-Kennard (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 11"9

3 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 56"3

4 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 1'51"3

5 - McErlean-Treacy (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 2'23"1

6 - Domínguez-Peñate (Toyota GR Yaris Rally2) - Domínguez - 2'36"0

7 - Greensmith-Andersson (Toyota GR Yaris Rally2) - Greensmith - 3'15"4

8 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 3'33"3

9 - Bulacia-Murado (Toyota GR Yaris Rally2) - Bulacia - 4'01"4

10 - Jürgenson-Oja (Ford Fiesta Rally2) - M-Sport - 4'36"9

11 - Zaldívar-Der Ohannesian (Škoda Fabia RS Rally2) - Zaldívar - 4'39"8

12 - Galanti-Toyotoshi (Toyota GR Yaris Rally2) - Galanti - 4'45"5

13 - Gill-Brkic (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 5'00"1

14 - Armstrong-Byrne (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 6'16"2

15 - Zaldívar-Allende (Škoda Fabia RS Rally2) - Zaldívar - 6'52"3