Rally Paraguay: il Mondiale torna sulla terra rossa, velocità, salti e una sfida lunga 359 chilometri

Encarnación. Il Mondiale Rally torna in Paraguay e trova una gara che, rispetto all’esordio dello scorso anno, ha alzato ancora l’asticella. Da oggi a domenica Encarnación e le strade dell’Itapúa diventano il teatro dell’undicesimo appuntamento della stagione, una sfida di 22 prove speciali e 358,99 chilometri cronometrati. È il rally più lungo del campionato 2026 e anche uno dei più imprevedibili, perché qui la velocità deve convivere con una terra rossa che cambia rapidamente sotto le ruote.
Il Paraguay è giovane nel calendario iridato, ma non è certo un territorio nuovo per il rally. La tradizione locale è forte e l’arrivo del WRC, nel 2025, ha portato questa passione su un palcoscenico internazionale. Dodici mesi dopo il Mondiale torna a Encarnación con un percorso ancora più impegnativo: oltre un terzo delle strade utilizzate quest’anno è inedito e soltanto due prove sono rimaste completamente identiche rispetto alla prima edizione.
La caratteristica del rally è già evidente a guardare il percorso. Ci sono tratti velocissimi, salti importanti e continui cambi di direzione, ma anche sezioni strette che attraversano la vegetazione e obbligano piloti e navigatori a lavorare con una precisione assoluta. Il fondo morbido può offrire un’aderenza sorprendente quando è asciutto, ma basta un acquazzone per trasformare la terra in una superficie scivolosa e difficile da interpretare. E quando arrivano i secondi passaggi, i solchi diventano profondi e la traiettoria ideale può cambiare completamente.
Il programma è iniziato oggi, giovedì 27 agosto, con lo shakedown di Carmen del Paraná, 5,60 chilometri per prendere confidenza con il fondo e mettere a punto le ultime regolazioni.
Da venerdì, però, non ci sarà più spazio per le prove generali. La prima giornata sarà subito una maratona: 153,38 chilometri cronometrati, il tratto più lungo dell’intero weekend. Si comincia con la Cambyreta, 24,65 chilometri, seguita dalla Nueva Alborada di 15,66. Poi arriva la Yerbatera, 33,88 chilometri: la speciale più lunga del rally e uno dei passaggi destinati a lasciare il segno nella classifica. Le tre prove torneranno nel pomeriggio, intervallate dalla breve speciale dell’Autodromo, trasformando il venerdì in un primo vero esame di resistenza.
Sabato il percorso si sposta su altre strade e il rally continua a cambiare volto. Bella Vista, Bella Vista Sur, Hohenau e Trinidad saranno tra i nomi da cerchiare sul programma, con i piloti costretti a confrontarsi ancora una volta con un fondo che, dopo il primo passaggio, sarà inevitabilmente più scavato. La giornata si chiude poi con la nuova super speciale sulla Costanera di Encarnación, un tratto su fondo misto pensato anche per portare il grande pubblico ancora più vicino allo spettacolo del WRC.
Domenica arriverà il momento della verità. Cinque prove separeranno gli equipaggi dal traguardo, con la Encarnación Wolf Power Stage di 10,26 chilometri a rappresentare l’ultimo appuntamento con il cronometro. Una speciale che potrà regalare gli ultimi punti bonus, ma soprattutto decidere definitivamente il podio di un rally nel quale le distanze possono cambiare in pochi chilometri.
E mentre il Paraguay prepara la sua seconda recita iridata, Toyota arriva con la possibilità concreta di trasformare questo appuntamento in una pagina di storia. La squadra giapponese ha vinto nove delle prime dieci gare della stagione e guida il campionato costruttori con 174 punti di vantaggio sulla Hyundai. Per conquistare matematicamente il sesto titolo consecutivo, il decimo della propria storia, le basterà guadagnare sei punti più della rivale. Il record della Lancia è in pericolo !!
La formazione Toyota è quella che fa più impressione sulla carta. Al via ci sono Elfyn Evans, Sami Pajari, Takamoto Katsuta, Oliver Solberg e Sébastien Ogier, tutti al volante della GR Yaris Rally1. Cinque uomini che occupano le prime cinque posizioni della classifica piloti e che hanno permesso alla squadra giapponese di costruire un dominio quasi totale nella prima parte della stagione. Tra loro, naturalmente, gli occhi saranno puntati anche su Ogier, tornato al volante con la solita capacità di trasformare esperienza e velocità in risultati pesanti. Per il pilota francese la vittoria è la sola speranza di poter lottare ancora per il titolo. Evans resta uno degli uomini chiave nella corsa iridata, mentre Katsuta arriva al weekend con un primo segnale incoraggiante dopo aver fatto segnare il miglior tempo nello shakedown. Solberg e Pajari rappresentano invece la nuova generazione Toyota, due piloti che stanno acquisendo sempre più peso all’interno della squadra.
Hyundai proverà a rimandare la festa. Thierry Neuville e Adrien Fourmaux conoscono già il potenziale di questo rally: lo scorso anno il belga conquistò il terzo posto e fece il pieno di punti nella domenica, mentre Fourmaux rimase in lotta per il podio fino a quando la pioggia dell’ultima prova cambiò completamente lo scenario. La novità più curiosa della formazione Hyundai è Hayden Paddon. Il neozelandese torna infatti a disputare una gara WRC di vertice sulla terra per la prima volta dal Rally Australia del 2018. Una pausa lunghissima dal massimo livello, ma con un dettaglio che invita a non sottovalutarlo: sette dei suoi nove podi nel Mondiale sono arrivati proprio su fondo sterrato.
M-Sport Ford completa il gruppo delle Rally1 con Joshua McErlean e Jon Armstrong, quest’ultimo alla sua prima esperienza in Paraguay.
Sono dieci in totale le vetture della classe regina, mentre in WRC2 la sfida promette di essere altrettanto interessante. Il nome da seguire è quello di Robert Virves. L’estone arriva in Paraguay con quattro vittorie WRC2 nelle quattro partecipazioni valide per il campionato e ha già messo insieme 100 punti. Una quinta vittoria gli consegnerebbe matematicamente anche il titolo WRC2 Challenger.
Alle sue spalle la concorrenza non manca, con Alejandro Cachón tra i principali rivali presenti e una nutrita schiera di equipaggi pronti a sfruttare ogni errore. Ma occhio alle due Lancia Ypsilon di Nikolay Gryazin e Yohan Rossel che potrebbero riuscire a inserirsi nei piani alti della classifica WRC2, forse più il pilota russo che il francese soprattutto se come previsto sabato sarà durissima per la pioggia e nel fango può succedere di tutto.
Alla fine, la vera regola del Paraguay: qui non basta essere veloci. Bisogna capire la strada prima degli altri, leggere il fondo, conservare le gomme e soprattutto non perdere la macchina quando il terreno comincia a cambiare. Il rally è lungo, la terra è infida e la pioggia può riscrivere una classifica in pochi minuti.
Encarnación aspetta dunque il secondo capitolo della sua storia nel Mondiale. La Toyota vuole chiudere la partita iridata, Hyundai vuole impedirglielo, Ogier ed Evans cercano un altro successo e Paddon vuole trasformare il suo ritorno in una storia da protagonista. In mezzo ci sono 22 prove, quasi 359 chilometri e una terra rossa che, da queste parti, non regala niente a nessuno.
Il Paraguay è pronto. Adesso tocca ai piloti.(Marc Canone)