09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Luca Martello: il ritorno della Lancia nei rally non é solo partecipazione e business, l’obiettivo é valorizzare giovani piloti italiani

Torino.  Luca Martello, il nuovo Direttore della Squadra Corse Lancia, dopo aver trascorso circa tre mesi  a studiare e approfondire  il mondo dei rally e il “fenomeno” Lancia, dopo aver avuto qualche sporadico contatto con i media forse per rendersi meglio conto di una realtà che continua ad avere milioni di appassionati nel mondo, ha deciso di compiere il primo passo per chiarire  situazioni e obiettivi del ritorno della Lancia nello sport che l’ha portata sul tetto del mondo.  E lo ha fatto in una sede, l’Heritage di Stellantis, in cui fanno bella mostra la 037, la Delta S4, e le Delta 4WD e Integrale quasi per riprendere quell filo e quella storia.

La parola a Luca Martello:

“Ci tengo a dire che non è mai stato  scontato che Lancia tornasse  nei rally. Spesso in Italia siamo abituati a dare tutte le cose per scontate, a dire che era normale che Lancia con una storia di questo genere dovesse assolutamente fare i rally. Come sapete dietro ci sono degli investimenti molto importanti che vengono dedicati ogni anno, che vengono pianificati per gli anni successivi, si poteva anche decidere di non investire questi soldi. Lancia lo sta facendo e lo sta facendo con con grande serietà.
Quello che abbiamo voluto fare è creare un vero e proprio ecosistema sportivo. Un ecosistema che va sì dalla realizzazione di vetture da rally, con una gamma completa, perché adesso sapete che abbiamo in gamma la Rally 6, la Rally 4 e la Rally 2 HF Integrale, ma allo stesso tempo anche ci concentriamo sulla valorizzazione dei giovani con il Trofeo Lancia. Anche questo si poteva decidere di non farlo, ma l'aspetto è duplice su cui ci vogliamo concentrare: da un lato il business, che è la vendita delle vetture da rally, dall'altro la valorizzazione dei giovani, appunto per valorizzare quello che è il patrimonio rilistico italiano e sperare di trovare il campione del futuro che possa correre su una Lancia Y.
A questo ovviamente si lega il concetto di portare visibilità al marchio Lancia per far sì che poi a livello commerciale le vendite delle vetture stradali alimentino questo processo e si crei un circolo virtuoso, in modo da poter ovviamente incrementare il budget a disposizione per migliorare negli anni successivi.
È un processo lungo, sappiamo che non abbiamo il budget di altri costruttori, questo significa che bisogna partire step-by-step, con umiltà, un passo  alla volta. Il Trofeo Lancia penso che sia la base giusta per crescere noi come struttura, noi come organizzazione, come comunicazione. Dovremmo tutti puntare un po' sull'orgoglio italiano, che dovremmo tutti avere per un marchio che ha deciso di rimettersi in gioco.

L''impatto che ha avuto il trofeo e ora la Rally 2 è stato imponente,  visto che  hai sottolineato che il business è quello di vendere le macchine, come stanno andando  le consegne e le vendite anche delle Rally 2?
Il  prodotto sta sta riscuotendo un buon successo. I piloti sono molto soddisfatti della vettura. All'interno del trofeo chiaramente dobbiamo garantire l'imparzialità della competizione, quindi le modifiche che possono essere effettuate alle vetture sono molto limitate, proprio perché la nostra prerogativa è prima di tutto ovviamente la sicurezza e secondo dobbiamo garantire che tutti i trofeisti siano messi nelle stesse condizioni per poter competere. Questo sappiamo che potrebbe non garantire di avere la vettura più veloce all'interno del panorama rallistico italiano, ma non è questo il nostro obiettivo, perché l'obiettivo primario è quello di far crescere i giovani talenti.
Lo stesso discorso me l'ha fatto Mabellini, lui è molto soddisfatto della vettura, ha notato grandi passi avanti, le performances sono molto buone, quindi dal punto di vista del prodotto i trofeisti sono molto contenti. E aggiungo che all'interno del trofeo trovano una struttura, un'organizzazione che consente di apprendere più velocemente l'utilizzo della vettura e soprattutto di effettuare regolazioni e setup in modo molto più rapido. Le vendite stanno andando molto bene, meglio del previsto, e questo ha generato spettative elevate da parte dei clienti che aspettano di ricevere la vettura. Abbiamo ricevuto circa 40 ordini il primo giorno. Gli ordini stanno incrementando ancora di più. Abbiamo un ritmo di produzione che è abbastanza costante, riusciamo a tenere il ritmo che ci eravamo prefissati. abbiamo deciso di fare un incremento della produzione, non è una cosa che si fa da un giorno all'alltro, serve uno stabilimento, serve che i fornitori vengano dietro, e poi alla fine si creano sempre colli di bottiglia per cui è possibile che sia messo tutto in piedi e c'è un fornitore che non riesce a stare dietro a quel pezzo. Quantomeno siamo a regime e quindi un po' alla volta riusciremo a smaltire tutti gli ordini. Poi è chiaro che se continuano a entrare gli ordini, come sta succedendo dovremmo cercare di fare il nostro meglio per mantenere se non incrementare ancora di più il ritmo della produzione.
40 vetture al pronti via non sono poche, ora siamo a 65 Rally 2 vendute e a 140 Rally 4. Quella che va un po' più a rilento, ma ce l'aspettavamo, è la Rally 6, che sappiamo avere un un ottimo riscontro in Francia, meno in Italia, anche se ci stiamo facendo conoscere perché abbiamo iniziato il trofeo Rally 6. L'auto ha bisogno di essere provata, stiamo pensando di prevedere alcune sessioni di test in futuro per far conoscere l'auto agli equipaggi. Non dico che un approccio sia giusto e l'altro non lo sia. In uno sport in cui è molto facile bruciarsi, perché una prestazione sbagliata, un incidente, causa danni economici rilevanti, fare uno step indietro consente innanzitutto di prendere dimestichezza con le gare, di prendere dimestichezza con la vettura, di imparare come ci si comporta in campo gara e dopodiché affinare la tecnica di guida per poi provare vetture più performanti.

Nella tua premessa c'è molta ambizione e  si deduce un percorso a lungo termine…….sul tappeto  c’ è la questione del kit WRC2  senza contare che le normative FIA dicono che dal 1° gennaio 2027 non sarà più possibile omologare aggiornamenti per le vetture Rally 2.

 La regolamentazione FIA è uscita in modo tardivo e questo lo hanno detto tutti i costruttori,   gli investimenti si decidono un anno per l'anno successivo, quindi andare a trovare oggi il budget per sviluppare un kit potrebbe non essere un problema, il vero problema non è tanto lo sviluppo del kit, ma il numero delle gare mondiali. La regolamentazione ne chiede 15 con due vetture.
Fare 15 gare con due vetture è sensibilmente diverso da farne 10 con una o due vetture, perché nel momento in cui si selezionano  quella decina di gare si può fare anche una scelta di dove andare a fare una gara. Fare un eventuale mondiale a Roma ha un costo diverso che andare a fare il Cile. I costi logistici sono significativamente diversi.
Ballano milioni di euro, è una questione di budget principalmente. Lo sviluppo della Rally 2 va avanti, questo è poco ma sicuro, il nostro obiettivo è garantire che tutti i clienti possano beneficiare di una vettura sicura, affidabile e competitiva. Che cosa succederà l'anno prossimo? Difficile da dire adesso, anche perché abbiamo visto che le regole cambiano. La questione è veramente complessa a livello sia di promoter, sia di FIA, sia di rapporti con gli altri costruttori, il risultato è che il bando della matassa non non è ancora stato sciolto.
Un conto è avere una visione al 2035, un conto è averla dopodomani. Al momento non c'è previsione di fare il kit. 15 gare con due equipaggi è escluso. 10 gare se ne può ragionare, ma anche senza kit, quindi potremmo anche decidere di rimanere sulle Rally 2 senza kit.
Le WRC 2027 potrebbero non essere così distanti come prestazioni rispetto alle Rally 2, anche a fronte di un'evoluzione Rally 2 non con il kit. Quindi potremmo aspettarci che una Rally 2 particolarmente in forma stia davanti alle WRC 2027?
La WRC 27 è all'inizio dello sviluppo, Toyota, probabilmente all'inizio dello sviluppo, fl’ha trovata più lenta della Yaris Rally 2. Non è neanche detto che una Rally 2 con il kit sia più veloce di una Rally 2 senza kit, visto che questo prevede solo  un paraurti anteriore diverso, uno spoiler diverso e una riduzione di 10 kg, tanto bisogna capire come ridurre 10 kg su una vettura che è già ridotta all'osso. Non è detto che questa vettura poi sia più veloce di una di una WRC 27 o di una Rally 2 col kit. Quindi non è escluso. A dirlo sarà solo una gara vera. Chi è l'auto più veloce? È meglio avere un WRC 27 in cui abbiamo Toyota che compete  con Ford o avere un WRC 2 dove invece si confrontano  Lancia, Skoda, Hyundai, Toyota stessa? Cosa diventa più divertente da guardare? Credo che stia alla FIA capire se il contesto che si va a creare sia quello che fa l'interesse del rally. Se per loro è la è la soluzione, allora non ci sarà una una revisione. Se non è la soluzione, ci saranno revisioni. E noi ogni volta, come sempre diciamo, ogni opportunità la prendiamo in considerazione.

Nelle riunioni FIA il problema del numero di gare è stato sollevato anche appunto da Skoda, piuttosto che da Ford, piuttosto che da Hyundai, c'è un diciamo un blocco comune, perché presumo che se c'è un blocco comune, siete più forti nei confronti del promoter. Qualche costruttore telaista ha chiesto alla vostra meccanica per fare un prototipo con la vostra meccanica. Prevedete qualche “liberizzazione” per le vetture del Trofeo?

  Il regolamento del trofeo viene definito a inizio anno e viene pubblicato largamente prima dell'inizio della stagione, in modo che chi volesse competere possa farlo con delle regole certe che sa non cambieranno salvo cause di forza maggiore per tutto l'arco del trofeo. E la chiarezza del regolamento è uno dei pilastri su cui si fonda il prestigio e anche la la fama che questo trofeo si sta facendo all'interno del panorama rallistico italiano. Quindi l'intenzione è quella di non cambiare il regolamento e di non liberalizzare queste vetture. Dobbiamo anche dire che la Y Rally 4 è stata l'ultima delle vetture, diciamo cugine quindi Opel Corsa e 208, ad essere stata omologata. Quindi questo ha fatto sì che recepisse gli ultimi regolamenti in materia di omologazione, il che, soprattutto in termini di sicurezza, ha posto dei vincoli che Opel Corsa e 208 non avevano. Dall'anno prossimo dovranno recepire anche loro queste modifiche e quindi, diciamo che, a livello di performance, questo vantaggio che potrebbe avere oggi una Opel o una Peugeot un po' più liberalizzata, l'anno prossimo potrà potrà venire meno. Quindi più che altro sono loro che si adegueranno al regolamento, piuttosto che noi liberalizzare la configurazione delle vetture per per il trofeo. Sul blocco comune non parlo degli altri perché non sono titolato a farlo. Parliamo con gli altri costruttori, ognuno porta al tavolo le proprie esigenze. Chiaramente si cerca di fare l'interesse proprio, ma se è necessario avere alleanze o confronti su determinati temi, questo lo facciamo. Siamo in buoni rapporti con gli altri costruttori, portiamo ognuno di noi indipendentemente la propria visione di quello che potrebbe essere aspettativa per per il futuro.
Crugnola vi soddisfa?  Dopo i primi mesi di attività  vi aspettavate qualcosa in più? "Il disclassamento di Lancia sotto il cappello di Fiat potrebbe creare delle difficoltà ai programmi rally o vive dell'autonomia propria?".
In Italia Crugnola ha, se vogliamo, la colpa di aver alzato l'asticella ad un livello elevatissimo, di essersi creato la fama del campione quasi imbattibile che a sua volta genera una cattiveria agonistica, in senso positivo, negli altri concorrenti che vogliono distruggere il campione Crugnola. Quante di queste mancate vittorie siano dovute ai piloti o quanto alla macchina è difficile da dire. La vettura ha dimostrato nel mondiale che è una vettura competitiva, le vittorie in Spagna, Croazia e Giappone lo hanno dimostrato. È una vettura che, per esprimere il suo massimo potenziale, ha bisogno di essere guidata in un certo modo, ha bisogno del del setup giusto. È una vettura al primo anno, serve pazienza come in tutti gli sport. Alla domanda "Siete contenti di quello che state facendo?" credo che l'ambizione stia nel non accontentarsi mai. Se ci si accontenta, allora va bene così, vinciamo qualche rally e basta. No. Non siamo contenti, ma non saremmo contenti neanche se vincessimo tutti i rally, perché non li avremmo vinti con abbastanza distacco. Se avessimo vinto tutti i rally con 30 secondi ogni rally di distacco, non sarebbe andato bene comunque, perché con quella macchina dovevamo avere un minuto. Quindi il segreto è non accontentarsi ed essere ambiziosi, e questa è la spinta giusta per continuare a migliorarsi passo dopo passo. (Franco Liistro)

La versione integrale dell’intervista nel video:

Luca Martello: programmi e prospettive della Lancia nei rally

https://youtu.be/qUs89mlHBZE