Alla scoperta della Dakar con il Team Dacia Sandriders …… quatto vetture al via

Milano. È per spingersi sempre oltre nella ricerca dell’essenziale che DACIA partecipa alla Dakar e ai rally-raid, i campi di prova outdoor più impegnativi del mondo. Sandrider è un veicolo inedito appositamente progettato per i rally-raid, che si avvale delle competenze sportive di Renault Group, potendo contare anche sull’appoggio della Prodrive,azienda tecnologica e scuderia automobilistica inglese, con sede a Banbury,fondata nel 1984 da David Richards e Ian Parry, che fin dalla sua nascita si occupa della progettazione e della costruzione di vetture da corsa per le case automobilistiche oltre che del “service” sui campi di garaFedele alla politica di DACIA, Sandrider è stato progettato per andare all’essenziale del motorsport: performance per la vittoria. Questo prototipo dall’innovativa progettazione sfrutta ingegnosamente tutte le possibilità offerte dal regolamento della categoria Ultimate T1+, punta sull’agilità e sulla leggerezza e risponde con precisione alle esigenze essenziali di piloti e copiloti di dall’inizio coinvolti nel progetto di cui sono anche testimonial come avvenuto nei giorni scorsi a Milano con protagonista Cristina Gutierrez a raccontare la sua esperienza di pilota e qualche segreto della prossima Dakar.
Gli obiettivi dei Dacia Sandriders diventano sempre più ambiziosi nel Campionato Mondiale Rally-Raid (W2RC) con l’arrivo di Lucas Moraes e del copilota Dennis Zenz, che entreranno a far parte del team dalla stagione 2026. L’aggiunta della coppia Moraes–Zenz rafforza gli obiettivi sportivi dei Dacia Sandriders nella disciplina top del rally-raid. Così con il loro arrivo salirà a quattro il numero degli equipaggi schierati dai Dacia Sandriders nel Campionato Mondiale Rally-Raid, insieme a Nasser Al-Attiyah / Fabian Lurquin, Sébastien Loeb / Édouard Boulanger e Cristina Gutiérrez / Pablo Moreno.
Il trentacinquenne brasiliano Lucas Moraes ha lasciato il segno fin dalla sua prima partecipazione alla Dakar nel 2023, salendo sul podio della gara. La stagione successiva ha concluso il Campionato Mondiale di Rally Raid al terzo posto in classifica generale. Tre volte campione del Brasile, si è aggiudicato il Rally-Raid Portugal 2025, prima sua vittoria nel Campionato Mondiale, e quest’anno si è distinto in varie manches concludendo la gara sul podio anche ad Abu Dhabi e in Sudafrica.
Il trentacinquenne tedesco Dennis Zenz, invece, ha portato Seth Quintero al secondo posto della categoria alla Dakar 2023, prima di conquistare altri due piazzamenti sul podio in classifica generale nell’Abu Dhabi Desert Challenge del 2024 e 2025.
Tiphanie Isnard, Team Principal dei Dacia Sandriders: «Il rally-raid si è molto evoluto negli ultimi anni, la competizione è diventata più serrata e intensa. Oggi le vittorie si giocano sui secondi e non più sui minuti, soprattutto grazie al sistema BoP (Balance of Performance) instaurato dalla FIA. Affinché Dacia possa lottare per la vittoria, era fondamentale poter contare su un dispositivo paragonabile a quello degli altri costruttori che schierano almeno quattro auto. Aggiungere un altro equipaggio alla nostra formazione era quindi un must. Bisognava solo trovare una coppia di piloti all’altezza delle nostre ambizioni. Quando è giunto il momento di decidere, Lucas si è imposto come una scelta ovvia, sia per le prestazioni che per la personalità, immediatamente apprezzata da tutti. Lo stesso discorso vale per Dennis. Mantenere lo spirito e la coesione che abbiamo costruito nei Dacia Sandriders era di fondamentale importanza ed entrambi si integrano perfettamente in questa dinamica di squadra che è il nostro punto di forza.»
Frank Marotte, Direttore Marketing, Vendite e Operazioni del brand Dacia: «La volontà di vincere la Dakar 2026 è parte integrante delle nostre ambizioni a lungo termine. Questa visione rientra nella strategia sportiva che abbiamo adottato: circondarci dei migliori compagni di squadra e dare al team tutte le possibilità di successo. Lucas e Dennis incarnano alla perfezione lo spirito Dacia: sono cool, pronti all’avventura e concentrati sull’essenziale La loro energia e stato d’animo sono perfettamente in linea con i valori del brand e la filosofia del team.»
Lucas Moraes, Pilota dei Dacia Sandriders: «Sono molto contento e orgoglioso di entrare a far parte dei Dacia Sandriders per la Dakar e il Campionato Mondiale FIA di Rally-Raid. È un nuovo, appassionante capitolo della mia carriera e sono molto motivato all’idea di far parte di un progetto tanto ambizioso. Sono convinto che con Dacia potremo fare grandi cose. Sono molto grato per quest’opportunità e non vedo l’ora di cominciare quest’avventura e lottare per ottenere buoni risultati insieme al team.»
Dennis Zenz, navigatore dei Dacia Sandriders: «Sono entusiasta all’idea di unirmi a Lucas Moraes e ai Dacia Sandriders a partire dal 2026. Avremo un’auto performante, un magnifico team e quattro equipaggi molto competitivi, chiaro segno degli obiettivi ambiziosi di Dacia. Lo scopo non è solo vincere la Dakar, ma anche lottare per conquistare i titoli Pilota, Navigatore e Costruttore nel 2026. Con le persone coinvolte e l’energia che permea questo progetto, sono convinto che riusciremo a realizzare qualcosa di speciale. Sono molto contento di far parte di una squadra come questa e di trovarmi in un ambiente di lavoro tanto stimolante. Non vedo l’ora di iniziare la Dakar 2026.»
LA DAKAR 2026…..

La 48^ edizione della Dakar si terrà dal 3 al 17 gennaio é stata presentata a Jeddah: 8.000 km di cui 4.900 km di settori cronometrati da percorrere, attraverso un enorme anello di cui Yanbu sarà il punto di partenza, prime e dopo la giornata di riposo a Riyadh, le difficoltà sono state equamente distribuite... ad alto livello.
L'elenco ufficiale degli iscritti prevede 325 veicoli: 118 moto e 207 auto (72 Ultimate, 37 Challenger, 43 SSV, 8 Stock e 47 camion).
I bivacchi saranno inoltre popolati da 97 veicoli storici (74 auto, 23 camion) per la 6^ edizione della Dakar Classic: una gara di regolarità di 7 tappe per 348 km... .
La cornice della partenza, con le onde del Mar Rosso che si incagliano ai margini del bivacco Yanbu, sarà infatti la stessa dell'arrivo finale due settimane dopo. Non c'era la volontà di ottenere una simmetria perfetta, ma una vera e propria ricerca di equilibrio nella realizzazione del percorso di gara , mantenendo intatto uno standard di difficoltà. Piste ondulate alternate a passaggi sabbiosi o rocciosi, dune a perdita d'occhio, tappe che metteranno alla prova le doti di resistenza di piloti e copiloti: gli ingredienti principali del menu non sono stati cambiati per il 2026.
A metà della prima settimana, i concorrenti scopriranno una variante delle tradizionali tappe della maratona, con una notte da trascorrere in un bivacco dalle condizioni spartane, dove sarà consentita solo l'assistenza tra i concorrenti. Prima di raggiungere il giorno di riposo a Riyadh, però, dovranno affrontare la tappa più lunga del rally (tappa 6 di 925 km) con 336 km cronometrati al 100% su sabbia e dune.
Dopo il riposo nella capitale saudita, il viaggio di ritorno offre poca tregua. Una seconda tappa, la 7, di maratona-rifugio, che presenta come la prima la particolarità di Vedere moto e auto su percorsi separati, metterà sotto pressione i contendenti al titolo così come coloro che puntano "semplicemente" al traguardo.
A questo punto, alcuni saranno tentati di pensare che l'essenziale sia superato invece ci sono ancora 1700 da percorrere, di cui 762 di prova speciale. Inoltre la complessità della navigazione potrebbe scuotere la classifica tra Bisha e Al Henakiyah (tappa 11). L’esperienza insegna che sarà necessario trattenere il respiro fino……. all'ultimo granello di sabbia. Il momento dei festeggiamenti arriverà solo a Yanbu!!!. (F.L.)