Il “Matador” Carlos Sainz firma il poker alla Dakar, la Audi saluta….e guarda al futuro in F.1

Yanbu al-Bahr. Alla terza,ed ultima, partecipazione della RS Q e-tron elettrica, la Audi ha centrato il bersaglio e posto la sua firma sulla Dakar, grazie a una prova perfetta di Carlos Sainz, 61 anni, che con una pazienza,quasi certosina, ha costruito giorno dopo giorno il successo e per la Casa degli Anelli è stato come vincere una scommessa a cui non ci sarebbe stato rimedio,in caso di insuccesso, dal momento che a Ingolstadt, oramai tutte le risorse sono concentrate sull'ingresso in Formula 1 nel 2026.
Obiettivo centrato grazie all’ennesimo capolavoro dei tecnici progettisti, dei meccanici ma soprattutto grazie al “Matador” che non ha non ha vinto nessuna tappa ma è stato il più costante e la sua vettura non ha mai dato problemi di alcun tipo, permettendogli di chiudere con un'ora e venti minuti di vantaggio sul secondo, il belga Guillaume De Mevius sulla Toyota, al terzo posto Sébastien Loeb sempre convinto di poter rovinare la festa in casa Audi prima della rottura di un braccetto con contorno di ben cinque forature nella penultima tappa.

Per Carlos Sainz è il quarto successo con quattro marchi diversi: il primo in Sud America nel 2010 su Volkswagen, il secondo nel 2018 con Peugeot e il terzo nel 2020 con Mini . L'ultima tappa intorno a Yanbu, da 175 km, è stata vinta da uno scatenato Sébastien Loeb, che ha provato a strappare il secondo posto all'ultimo, ma De Mevius ha perso solo cinque minuti . Per Sainz l'ultima speciale è stata una passerella coronata, all’arrivo, dall’abbraccio tutto in famiglia….moglie, figlia e a sorpresa anche di Carlos Sainz Jr. giunto a sorpresa e, all’insaputa di tutti, nella cittadina dell’Arabia Saudita ove ha sede una delle più grandi raffinerie petrolchimiche. E se la vittoria del padre gli aprisse le porte verso la monoposto tedesca?
Il nome "Dakar" è ormai indissolubilmente legato al mondo dei rally. La capitale del Senegal è diventata la destinazione finale della corsa più dura del mondo a partire dalla sua prima edizione, nel 1979, fino al 2007, poi il trasferimento in Sud America e infine , negli ultimi anni, in Arabia Saudita. A rendere leggendaria questa competizione sono stati numerosi fattori, tra cui la durata di oltre due settimane e le migliaia di chilometri di prove cronometrate.
Certo non è più la Dakar , la Parigi-Dakar del suo ideatore, Thierry Sabine. Non è più la Dakar in cui i concorrenti si muovevano con le mappe e la bussola, non è più la Dakar con i suoi bivacchi improvvisati e poche ore di sonno sotto tende improvvisate, non è più la Dakar in cui i concorrenti, anche i migliori, accusavano distacchi di ore se non di giorni (Ari Vatanen, navigato da Tiziano Siviero, con una Nissan, agli inizi degli anni 2000, si perse nel deserto arrivando a fine tappa con oltre 50 ore di ritardo) ma il fascino della grande corsa nel deserto è sempre quello della prima edizione. "Una sfida per quelli che partono. Un sogno per quelli che restano a casa" è stato un giorno il commento Thierry Sabine..
La Dakar 2024 ha preso il via il 5 gennaio con un menu di 14 giorni di corsa, per 7.891 km in totale, di cui 4.727 di prove speciali cronometrate. Partenza da Al Ula, nel Nord-Ovest del Paese, con arrivo a Yanbu sul Mar Rosso, in pratica un grande anello che ha coinvolto tutta l’Arabia Saudita attraversando anche l’immenso deserto dell’Empty Quarter, ai confini con gli Emirati, per risalire a Riyadh e proseguire verso le coste del Mar Rosso. Al via si sono presentate 137 moto, 153 auto, 46 camion, 10 quad, 80 veicoli classici e 10 veicoli della innovativa categoria Dakar Future.
La Audi godeva senza dubbio dei favori dei pronostici schierando tre piloti “super top”: Stéphane Peterhansel, “mister Dakar” grazie ai suoi 13 successi, il “matador” Carlos Sainz,uno tra i grandi piloti rally, sempre determinato e sereno, come quando nel 1987 vinse il suo primo titolo spagnolo con il supporto di gente del calibro di Carmelo Ezpeleta e Manolo Ortiz Tallo, e il quasi debuttante Mattias Ekstrom. Probabilmente in casa Audi avrebbero preferito un successo di Peterhansel ma il francese alla sesta tappa ha dovuto alzare bandiera bianca per un problema idraulico ed allora il testimone è passato al pilota spagnolo.
A rovinare le strategie Audi ci ha pensato nella prima settimana Yazeed Rajhi, pilota saudita di Toyota Overdrive, che però ha pagato lo scotto dell’alto ritmo ed anche per lui la sesta prova è stata fatale per via di un capottamento disastroso. La Toyota con il nuovo Hilux sperava di ripetere i successi del passato ma con poche chances di vittoria finale avendo come pilota di punta il sud africano Giniel de Villiers, che pur avendo vinto nel 2009 non ha il dna del campione, e sperando nelle doti di due giovani quali Lucas Moraes e Seth Quintero. Il “divorzio” da Nasser Al-Attiyah si è rivelato più pesante del previsto ma forse era già stato messo in preventivo anche se in futuro si dovrà sempre fare i conti con lo Xilux.
Allora il ruolo di contendente è passato nelle mani di Sebastien Loeb e Nasser Al-Attiyah in gara con gli Hunter della Prodrive di David Richards. Chi pensava che i due piloti avessero la testa altrove ovvero ai test Dacia che sarà in gara il prossimo anno ha clamorosamente sbagliato. Nasser Al-Attiyah non è stato fortunato mentre Loeb sino all’ultimo ha cercato di rovinare i sogni di gloria di Sainz.
Solo le ultime cinque forature e la rottura di un braccetto, nel corso della penultima tappa, hanno fermato il tentativo, forse disperato, di ribaltare il risultato finale. Ma onore all’ex campione del mondo che ancora una volta si è dimostrato un combattente nato. La carta di aver scelto per il 2025 la Dacia è apparentemente una audacia non da poco ma la grinta e la classe del francese e l’esperienza del principe saudita Nasser Al-Attiyah che ha vinto la Dakar nel 2011, 2015, 2019, 2022 e 2023 costituiscono un mix non da poco. E il prossimo anno ci sarà pure la Ford che con la M-Sport scenderà sulle sabbie del deserto saudita con la Raptor che da tempo è sottoposta a severi test. E già si parla della coppia di piloti: Peterhansel o Ekstrom e Sainz !!
La classifica auto finale :
1 - Sainz-Cruz (Audi E2) - Audi - 48h.15'18"
2 - De Mevius-Panseri (Toyota Hilux) - Overdrive - 1h.20'25"
3 - Loeb-Lurquin (Prodrive Hunter) - BRX - 1h.25'12"
4 - Chicherit-Winocq (Toyota Hilux) - Overdrive - 1h.35'59"
5 - Prokop-Chytka (Ford Raptor) - Orlen - 2h.16'43"
6 - Botteril-Cummings (Toyota Hilux) - Toyota - 2h.40'33"
7 - De Villiers-Murphy (Toyota Hilux) - Toyota - 2h.50'26"
8 - Vanagas-Sikk (Toyota Hilux) - Toyota - 2h.57'17"
9 - Moraes-Monleon (Toyota Hilux) - Toyota - 3h.03'12"
10 - Serradori-Minaudier (Century CR6-T) - Century - 3h.04'12"
Audi e la tecnologia elettrica: all’avanguardia della tecnica
Da oltre 40 anni, Audi sviluppa soluzioni avanguardistiche nelle competizioni per destinarle alla produzione di serie. Un approccio condiviso dalla trazione quattro, icona tecnologica del Brand divenuta famosa in tutto il mondo grazie ai successi nel Mondiale Rally negli Anni ’80, dal motore TFSI, al debutto in pista nel 2001 a Le Mans e oggi adottato da pressoché tutte le gamme dei quattro anelli, e ancora dalla tecnologia TDI. Una strategia estesa alla costruzione con materiali leggeri, ai gruppi ottici a LED, ai proiettori con tecnologia laser e a molteplici innovazioni e la Casa dei quattro anelli conferma il successo di questa vision portando la tecnologia e-tron alla vittoria della Dakar 2024, il rally raid più difficile al mondo, e favorendo il travaso di soluzioni hi-tech a vantaggio della gamma full electric.
Audi fa la storia: per la prima volta, un prototipo a propulsione elettrica ha vinto la Dakar con gli spagnoli Carlos Sainz/Lucas Cruz dopo 7.900 chilometri di sabbia, dune, pietre, guadi e passaggi tanto di stampo trialistico quanto ad alta velocità, con un vantaggio di 1 ora e 20 minuti sui secondi classificati.
“Congratulazioni al Team Audi Sport”, ha dichiarato Gernot Döllner, CEO di Audi. “Ancora una volta, l’avanguardia Audi costituisce una pietra miliare del motorsport. Conquistare il rally raid più duro al mondo con una vettura a propulsione elettrica è la concretizzazione del claim 'Vorsprung durch Technik' (All’avanguardia della tecnica) e consolida la strada verso il nostro futuro elettrico”.
La Casa dei quattro anelli è pioniere della rivoluzione energetica nei rally raid. Il range extender del prototipo elettrico Audi RS Q e-tron è infatti alimentato mediante un carburante rinnovabile in grado di ridurre del 60% le emissioni di CO2 rispetto al combustibile da competizione tradizionale. La ricerca sui carburanti alternativi costituisce un fil rouge con la futura sfida sportiva Audi: la Formula 1.
“In solo tre anni, il nostro avanguardistico concept ha superato una delle prove più estreme nel panorama del motorsport. Desidero ringraziare l'intero team”, ha dichiarato Oliver Hoffmann, Membro del Board per lo sviluppo tecnico di AUDI. Alla Dakar, Audi si è battuta con Toyota e Ford oltre che con gli esperti avversari di Prodrive, tutti al via con veicoli termici tradizionali.
Carlos Sainz/Lucas Cruz si sono assicurati un grande vantaggio dopo essere stati in testa ininterrottamente dalla sesta tappa. Una vittoria tutt’altro che scontata dato che Sébastien Loeb e Fabian Lurquin del Team BRX hanno lottato sino alle battute finali, quando la loro auto ha riportato dei danni. “È stata una prestazione di squadra straordinaria", ha dichiarato Rolf Michl, Managing Director di Audi Sport e Responsabile delle attività sportive internazionali del Brand. “Tutti hanno apportato un contributo prezioso per rendere possibile questo storico risultato. Oggi abbiamo scritto un nuovo capitolo nel grande libro della storia Audi e della Dakar”.
Gara d’attacco anche per gli altri equipaggi Audi. Mattias Ekström ha vinto il prologo e dopo sei tappe si è issato sul secondo gradino del podio dietro Sainz. Un problema all'assale posteriore nel corso della settima frazione ha spento i sogni di gloria chiudendo la gara al 48 posto. Stéphane Peterhansel occupava la sesta posizione assoluta quando un inconveniente al sistema idraulico lo hanno fatto retrocedere lui al 22esimo posto con una classifica finale al 54esimo posto. A Peterhansel resta la soddisfazione di aver conquistato la 50esima vittoria di tappa a bordo di un’auto e l'83esima in carriera.
Ora Audi guarda già al futuro. Dal 2026, la Casa dei quattro anelli parteciperà al Campionato mondiale di Formula 1 con una power unit appositamente sviluppata, caratterizzata da un elevato livello di elettrificazione e dall’alimentazione mediante carburanti sostenibili. (John Sturm, Franco Liistro, Jorge Caceres)