Rally Safari: Thierry Neuville (Hyundai i20) chiude in testa la prima tappa

Nairobi. La legge del Safari è inesorabile e senza appello !! Chi pensava che il nuovo format che ha cancellato, in pratica le strade aperte e le prove chilometrate di decine di migliaia di chilometri insidiosi per le insidie e per i trabocchetti della natura e le sorprese di incrociare sul percorso all’improvviso animali con le zebre vittime predestinate all’impatto, è stato completamente smentito. La scelta di correre all’interno di tenute private o di parchi naturali non è stata certo meno selettiva e già al termine della prima tappa sono in tanti i piloti che hanno fatto mestamente ritorno in hotel.
Sono state sufficienti la prima prova di giovedì conclusa con le tre Toyota al comando e le sei prove della prima tappa per fare una selezione che di certo non si vede nelle altre gare del Mondiale: forature e rotture sono state all’ordine del giorno, un po’ come ai vecchi tempi.
A pagare il conto più salato è stata la Toyota che non puo’ più contare su Rovanpera ed Evans mentre la Hyundai dovrà fare a meno di Sordo e di Solberg.
A fine tappa si contano infatti già ben cinque ritiri illustri , quelli di Sordo, Solberg e Evans che hanno piegato una sospensione rimanendo bloccati in prova speciale,poi quello di Lorenzo Bertelli (Ford) fermato dalla rottura di un manicotto e rimasto senz’acqua, ed infine quello della grande sorpresa Kalle Rovanpera, che al volante della sua Yaris è stato anche leader dopo la quinta prova ma ha poi pagato il troppo ardire fermandosi nella savana della sesta prova, di poco più di 18 chilometri, disputatasi all’interno della tenuta di Oserian.
Così al termine della prima tappa, ovvero dopo sette prove, c’è la Hyundai di Neuville che ha dominato vincendo tre prove , Chui Lodge 1 e le due di Kedong . Nonostante due forature nell’ultima speciale della giornata ha chiuso la prima tappa al comando della classifica davanti alla Tpoyota della sorpresa di giornata, il giapponese Katsuta che segue a 18”8, terzo è Tanak a 55”8 mentre più attardato a 1’49”4 quarto è Ogier, che ha recuperato secondi preziosi nella prova finale dopo aver perso molto tempo a inizio tappa per la rottura di un ammortizzatore. Seguono al quinto e sesto posto le due Ford Fiesta della MSport di Greensmith e Fourmaux che hanno già fatto meglio del previsto mantenendo un ritmo contenuto e guidando con estrema attenzione. Magari la Ford potrebbe riservarci anche qualche sorpresa.
La seconda tappa, quella di sabato, prevede altri 132,08 km cronometrati suddivisi in 6 prove speciali: Elmenteita (14,67 km), Soysambu (20,33 km) e Sleeping Warrior (31,04 km) da ripetere due volte, tutti ospitati vicino al lago di Elementatita nelle tenute di Lord Delamaire, il padre fondatore del Kenya .
E’ presumibile che i team manager faranno un minimo lavaggio del cervello ai propri piloti chiedendo loro di correre più con la testa che con il…piede e ricordando che in anni oramai lontani un certo Shekhar Metha ha vinto per ben cinque volte il Safari …non era certo un top driver ma si prese il lusso di battere più volte piloti come Mikkola, Vatanen, Andersson, Waldegaard , Nicolas. Munari….non certo piloti scarsi.
CLASSIFICA DOPO PRIMA TAPPA:
1 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20) - 1h23'19"1
2 - Katsuta-Barritt (Toyota Yaris) - 18"8
3 - Tanak-Jarveoja (Hyundai i20) - 55"8
4 - Ogier-Ingrassia (Toyota Yaris) - 1'49"4
5 - Greensmith-Patterson (Ford Fiesta) - 1'56"1
6 - Fourmaux-Jamoul (Ford Fiesta) - 2'19"1