10/09/2026
Direttore: Franco Liistro

MARC MARQUEZ….SETTE BELLEZZE, DOVIZIOSO SI ARRENDE ….NELLA GHIAIA

 

Motegi.  Sono sette i titoli mondiali, di cui cinque in MotoGP, che portano la firma di Marc Marquez e non è finita dal momento che il campione, anzi il fenomeno, spagnolo ha solo 25 anni. Quest’anno il suo unico avversario è stato Andrea Dovizioso in sella a una Ducati che non ha nulla a che vedere con il brutto anatroccolo che girava in pista nelle passate stagioni.

Probabilmente oggi la Ducati è la migliore moto del Circus a due ruote, una superiorità che però non trova gloria e riconoscimenti dal momento che sulla Honda c’è un certo Marc Marquez. E’ lui a fare la differenze e ad annullare il gap esistente tra la moto italiana e quella made in Japan.

Dovizioso, e tutto il team in rosso di Borgo Panigale, per quindici giorni ha accarezzato il sogno di vincere a Motegi e di rovinare la festa a Marquez: sarebbe stata un ‘impresa, la piccola Casa italiana che si prende un tale lusso proprio sul circuito della potenza mondiale a due ruote.

Dopo le risultanze delle prove libere di venerdì e dopo l’iniezione di fiducia susseguente alla conquista della pole position che ha lasciato di stucco   gli uomini Honda   sembrava proprio che il sogno di Dovizioso potesse avverarsi.

Anche il via della gara era propizio con il pilota italiano veloce e bravo nel tenere la testa seguito come un ‘ombra da Marquez. Della sorte e della gara di tutti gli altri poco importava a nessuno, tutti hanno seguito giro dopo giro la coppia Ducati – Honda convinti di poter assistere nuovamente a un duello all’ultimo respiro.

Attesa delusa perché Dovizioso sembrava poter dettare lui il ritmo e avere velocità e pulizia di guida per tenere a bada Marquez. Sembrava di dover assistere a una gara a senso unico. Invece…

Come già ad Aragon Marquez studiava la guida dell’italiano, lo ha detto lui stesso, poi a quattro giri dal termine provava il primo attacco e per Dovizioso non c’era scampo. Per due giri il pilota della Ducati teneva il ritmo dello spagnolo, quasi incollato alla sua ruota posteriore pronto a sfruttarne la prima indecisione. Due tentativi andati a vuoto poi nel tentativo di forzare il patatrac con i sogni di Dovizioso si infrangevano nella ghiaia fuori dal nastro di asfalto e per Marquez era un liberazione…..poteva dare sfogo alla gioia e dare inizio alla grande festa proprio sotto gli occhi compiaciuti dei suoi datori di lavoro.

Sul podio anche Crutchlow, un’altra Honda, e la Suzuki di Alex Rins , A guardare da vicino il vincitore Rossì quarto con una Yamaha che non ha confermato le speranze fatte nascere ad Aragon e Bautista che sta disputando un bel finale di campionato.

Vinales è settimo, Pedrosa nono ma oramai ha la testa altrove da mezzo pensionato mentre Petrucci ha chiuso in nona posizione nell’anonimato più completo. Se è da lui che Dovizioso si attende un grosso aiuto per il 2019 qualcuno dovrebbe cominciare a preoccuparsi.

Hanno detto:

Andrea Dovizioso:“Ovviamente sono deluso perché volevamo vincere a tutti costi questa gara, ma tutto sommato è stato un weekend positivo perché siamo stati molto veloci e abbiamo confermato la nostra competitività. Anche se abbiamo fatto una bella gara non siamo riusciti a fare la differenza nei confronti di Marquez, e voglio fargli i miei complimenti perché anche quest’anno ha meritato di vincere il campionato. Peccato per la caduta: non ho esagerato ma ho semplicemente cercato di preparare al meglio l’uscita dalla curva per poi attaccarlo ed ho commesso un piccolo errore che però mi è costato molto caro.”


 Aleix Espargarò:"Quanto successo oggi è stato strano. Fin dall'inizio mi è comparso l'allarme a cruscotto per pressione e temperatura della gomma anteriore, che sono andate a livelli anomali. Era impossibile guidare, la ruota si bloccava in frenata anche da dritto e sono stato costretto al ritiro. Non è stato un weekend facile per noi, dobbiamo analizzare bene la situazione per comprendere cosa è successo".

Scott Redding:“Credo di aver fatto la migliore partenza della stagione. Ho recuperato molte posizioni e nei primi giri mi sentivo bene. Il grip era buono, ero nel gruppo e riuscivo a tenere il passo. A un certo punto la gomma anteriore ha iniziato a muoversi. Ho scelto la morbida perché la media non era utilizzabile, l’ho provata anche nel warm up senza risultati. Stavo gestendo la cosa abbastanza bene ma poi ho iniziato a perdere aderenza al posteriore e mi sono dovuto accontentare di finire la gara”.

Valentino Rossi: "In mattinata avevo fatto un buon passo nel warm up, poi in gara in realtà siamo andati come mi aspettavo. È stata la gara che mi immaginavo, con un buon passo, ma gli altri più veloci: credevo di lottare fra il 4° e 6° posto e abbiamo fatto il 4° anche perché davanti sono caduti Dovizioso e Iannone, ma il livello è quello. Sono stati buoni punti per il campionato, ma tutto qui. Il nostro potenziale è questo, inutile aspettarsi altro: tranne Phillip Island che è una pista molto bella e particolare, nelle altre gare mi aspetto che andremo nello stesso modo di qui. C'è poco che potremo inventare".

Marc Marquez:"Mi sento davvero bene già da Aragon assaporavo questo momento, era vicino, mi aspettavo che fosse così, ma quando cogli l'occasione, alla fine fa davvero una grande differenza. In gara ho seguito Dovizioso per tutto il tempo e ho deciso di usare le stessa strategia della Thailandia, quella di attaccare prima dell'ultimo giro perché sapevo di avere qualcosa in più. Mi spiace davvero che Dovizioso sia caduto, meritava di essere sul podio con noi, perché abbiamo fatto belle battaglie, ma credo che tutti i nostri vertici siano felici del nostro successo qui. Ho imparato tanto da lui in questi anni, soprattutto dai duelli dell'anno scorso e dalla sua tattica, Mi ha fatto crescere molto, è un grande rivale. Quest'anno ho cercato una motivazione extra dopo Aragon, quando mi sono posto come obiettivo di cercare di vincere il titolo in Giappone. Adesso festeggio poi vediamo di lottare per un altro mondiale l'anno prossimo e arrivare a otto". (John Sturm)

ORDINE DI ARRIVO DOPO 24 GIRI:

1.Marc Marquez (Honda) - Honda – in 42'36"438
2. Cal Crutchlow (Honda) - LCR - 1"573
3. Alex Rins (Suzuki) - Suzuki - 1"720
4. Valentino Rossi (Yamaha) - Yamaha - 6"413
5. Alvaro Bautista (Ducati) - Nieto - 6"919
6. Johann Zarco (Yamaha) - Tech 3 - 8"024
7. Maverick Viñales (Yamaha) - Yamaha - 13"330
8. Dani Pedrosa (Honda) - Honda - 15"582
9. Danilo Petrucci (Ducati) - Pramac - 20"584
10. Hafizh Syahrin (Yamaha) - Tech 3 - 24"985
11. Franco Morbidelli (Honda) - Marc VDS - 25"931
12. Bradley Smith (KTM) - KTM - 26"875
13. Pol Espargaro (KTM) - KTM - 27"069
14. Katsuyuki Nakasuga (Yamaha) - Yamaha - 32"550
15. Takaaki Nakagami (Honda) - LCR - 37"718
16. Xavier Simeon (Ducati) - Avintia - 39"583
17. Jordi Torres (Ducati) - Avintia - 39"839
18. Andrea Dovizioso (Ducati) - Ducati - 42"698
19. Scott Redding (Aprilia) - Gresini - 49"943
20. Thomas Luthi (Honda) - Marc VDS - 52"707
21. Sylvain Guintoli (Suzuki) - Suzuki - 1'01"848

Classifica campionato
1.Marquez 296 punti; 2.Dovizioso 194; 3.Rossi 185; 4.Vinales 155; 5.Crutchlow 148; 6.Zarco, Petrucci 133; 8.Lorenzo 130; 9.Rins 118; 10.Iannone 113