09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

LORENZO VINCE ED E' ALLA PARI CON ROSSI: ORA E' GUERRA !! MARQUEZ 2°, IANNONE 4°

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Brno. Nonostante qualche improvvido commentatore televisivo Valentino-Rossi-dipendente cerchi di spiegare al mondo che quando vince Lorenzo le gare sono di una noia mortale mentre quando vince il Dottore è come ascoltare l’inno alla gioia di Beethoven, a noi piace ricordare che chi vince ha sempre e comunque fatto una grande impresa. Chi arriva secondo è il primo dei perdenti mentre chi arriva 3° può soltanto rosicare perché non è riuscito ad avvicinare gli altri due.

 

Preambolo più che mai necessario per spiegare l’impresa di Jorge Lorenzo a Brno: è stato il più bravo nelle prove, nelle qualifiche e anche nel warm up della mattina. Non è stata assolutamente una gara noiosa, perché Lorenzo ha imposto il suo ritmo sin dall’inizio e non è certo colpa sua se dopo 6 giri Marquez che lo tallonava da vicino ha visto la sua scelta di gomme (hard al posteriore) deteriorarsi incredibilmente.

 

 Non è stata certo colpa sua se il suo compagno di squadra, Valentino Rossi ha fatto lo stesso errore di scelta di pneumatici con in più l’aggravante di non avere un passo di gara perlomeno decente, per trovarsi alla finedella gara a oltre 10 secondi (!) da lui.

 

Onore a lui, quindi, che con la quinta vittoria quest’anno (contro le 3 di Marquez e Rossi) ha raggiunto il pilota di Tavullia al comando della classifica mondiale a quota 211 punti mentre Marquez ha recuperato solo 4 punti a Valentino ed è fermo a -52 punti dalla coppia, un po’ troppi per recuperare.

 

La gara di Lorenzo è stata semplicemente perfetta: partenza magnifica, subito all’attacco, il solo Marquez a rincorrerlo, Rossi imbottigliato dietro che ci mette al solito troppo tempo per sbarazzarsi di Dovizioso e perde quei secondi preziosi che lo mettono nei guai per tutta la corsa.

 

 Dietro i soli a cercare di fare del loro meglio Iannone, buon 4° alla fine mentre la Ducati del Dovi ha dovuto alzare bandiera bianca all’ultimo giro contro la Honda di un malconcio Pedrosa che chiude 5° che è già un’impresa dopo i guai alla caviglia rimediati venerdì.

 

E adesso quando mancano 7 gare alla fine (Gran Bretagna, Misano, Aragon, Giappone, Malesia, Australia e Valencia) tutto può accadere: ci sono Gp favorevoli a Valentino, Misano e Australia su tutti, altri a Lorenzo (Valencia e Aragon), qualcuno a Marquez (Silverstone), e non è facile capire come andrà a finire.

 

Volendo fare i cattivi, ci piacerebbe capire in proposito cosa ne pensa la Yamaha che ha due galli nel pollaio e probabilmente prima o poi dovrà fare una scelta, perché lasciare decantare le cose il rischio di una bagarre è altissimo oltre che pericoloso. Lorenzo è raggiante:

 

“Il meteo ha riscaldato l’asfalto rispetto al warm up, ero preoccupato per la scelta tra medie o non medie, ma alla fine ho usato le gomme con cui mi sentivo meglio. Ho avuto un certo divario dopo 6 giri, poi l'ho aumentato, ma alla fine è stato difficile stare in sella anche se avevo più passo rispetto a Marc. Ora sono in testa con Valentino e per Marc è più difficile recuperare", ha spiegato durante la festa per la vittoria.

 

Valentino a fine gara non aveva certo il sorriso dei giorni migliori: "E' vero sono partito male - ammette Rossi - ma in ogni caso oggi non avevo il ritmo per stare dietro ai primi due. Jorge e Marc erano più veloci di me. Mi mancava qualcosa per stare con loro". L'analisi della gara è perfetta, ma poi Valentino entra anche nel tecnico:

 

"Non credo c'entrino niente le gomme - spiega - io ho scelto semplicemente quelle migliori per me durante le prove, non per andare veloce nella seconda parte di gara. La mia - conclude - è stata una partenza negativa, ho perso tanto nei primi giri e Jorge e Marc erano più veloci di me. Ho avuto qualche problema, non avevo la forza per stare con loro".

 

Si vedeva chiaramente che il 3° posto era il risultato peggiore che si potesse aspettare. Ora che Lorenzo è arrivato, bisognerà vedere come metabolizzerà la situazione. Dietro ai 2 gongola poco anche Marquez: per cercare di entrare in gioco avrebbe dovuto vincere e non lo ha fatto. “Sapevo che sarebbe stato molto molto difficile vincere la gara, l'obiettivo era stare davanti a Valentino e l'ho raggiunto. Ho provato a stare dietro Lorenzo, ma quando la gomma è calata ho iniziato a faticare”. Se poi pensa ai punti gettati via in Argentina, al Mugello e in Catalunya (e non tutti per colpa sua) , allora per lui e la Honda il rammarico è ancora più grande. E adesso, aspettando Silverstone, tra due settimane, ecco come si è svolta la giornata.

 

Warm up. Visto che le notizie meteo dicono che durante la gara potranno verificarsi degli acquazzoni (Brno si è svegliata sotto le nuvole, con temperature abbassatesi di molti gradi) è divertente vedere alcuni piloti scendere in pista con le gomme rain mentre splende il sole. No, non sono impazziti, ma è il metodo migliore per rodare un po’ le coperture e trovarsi pronti per la gara in caso di bagnato.

 

Fatto un paio di giri, ecco finalmente i piloti scendere in pista con le gomme…giuste. E Lorenzo pare non aver staccato affatto la spina nella notte. Il mallorchino va come il fulmine sin dai primi giri, il suo passo gara è semplicemente devastante e già al 3° passaggio (gomme morbide dietro e davanti), alza l’asticella e si porta sull’1’56” alto.

 

Dietro di lui Valentino usa le stesse coperture ma è lontano quasi mezzo secondo mentre Marquez che fa “indossare” alla sua Honda pneumatici duri, è a 0,430 da Lorenzo. La Ducati intanto progredisce a vista d’occhio: si vede soprattutto che è Iannone a divertirsi. Infatti dal 10° posto sale al sesto e quindi, nel vorticoso finale fatto di caschi rossi e gialli ecco che Iannone si porta addirittura al 2° posto dietro all’irraggiungibile Lorenzo: 1’56”048 per lo spagnolo, 1’56”419 per l’italiano, 0,371 millesimi che fanno ben sperare per la gara.

 

Alle spalle dei due Marquez e Rossi, separati dai primi da 0,495 e 0,545.Non un gran warm up per i due, decisamente più lenti e con alcuni dubbi (soprattutto Valentino) ancora da risolvere.

 

Dietro ai quattro, Smith e Pedrosa (che ha deciso di non fare i test Michelin venerdì, per evitare ulteriori guai alla caviglia infortunata venerdì) mentre Dovizioso e Petrucci, 11° (a oltre 1” da Iannone…) e 13°, non hanno certo brillato.

 

La gara. Il tempo non promette nulla di buono anche se le nuvole di pioggia sono ancora lontane. Ma a scanso di equivoci, nei box sono già pronte le seconde MotoGP con l’assetto da bagnato. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

 

La partenza. Il più veloce a mettersi davanti alla prima curva Lorenzo che precede Mrquez Dovizioso Smith e un Rossi piuttosto lento francobollato da Iannone. Espargarò e Petrucci si toccano ma restano in piedi: settima curva e Rossi si libera di Smith e si avvicina a Dovizioso.

 

Il guaio è che dopo il primo giro Lorenzo e Marquez hanno già un vantaggio di 1”3 su tutti gli altri e la rincorsa di Rossi si fa difficile mentre alle sue spalle Iannone fa lo gnorri, guarda e aspetta. Ancora un giro e Rossi finalmente passa Dovizioso mentre la fuga di Lorenzo e Marquez è vera: i due sono gli unici che viaggiano a 1’56” basso, Rossi è lontano 2”3 e il suo tempo è di 1’57”2.

 

E’ ormai una lotta a due, quasi si fossero messi d’accordo nello scappare e mettere nei guai Rossi che al 4° giro finalmente scende 1’56”8 . Peccato che davanti stiano avvicinandosi all’1’55” e il distacco è ormai a 3”067.

 

 Le Ducati di Dovizioso e Iannone, quarte e quinte, seguono a mezzo secondo. Mentre cade De Angelis, Pedrosa, partito malissimo, risale all’8° posto, soffre a ogni curva ma si libera prima di Vinales e si porta a contatto con Smith, sceso 6°.

 

Quinto giro e Marquez ricuce un poco il divario da Lorenzo, tenendosi a 3 decimi ma portando a quasi 4” il divario da Rossi. Ancora un giro e Laverty rischia grosso: cade la sua moto resta a bordo pista, pericolosamente, mentre stava per arrivare Miller che lo evita per un pelo.

 

Davanti intanto Lorenzo e <Marquez, incollati, viaggiano sull’1’56”4, sempre mezzo secondo più veloci di Rossi che scende a oltre 4”8 mentre Iannone sembra essere più competitivo di Dovizioso e all’8° giro gli è incollato. Ancora un giro e il sorpasso è cosa fatta: Iannone 4° e il Dovi 5°. Qualcuno deve aver avvisato Lorenzo che Marquez si stava pericolosamente avvicinando e allora il mallorchino comincia a viaggiare sull’1’56” mentre Marquez è più lento di 8 decimi e Rossi ormai è lontano 5”5, un’eternità o poco meno.

 

Siamo all’11° giro, 13 alla fine e Lorenzo porta a oltre 1” il vantaggio su Marquez, segno di un decadimento dei pneumatici del campione del mondo, mentre Rossi che non è mai stato un fulmine per tutte le prove, ormai è lontano 6” dal compagno di squadra.

 

Prima considerazione: Marquez Rossi Iannone e Dovizioso vanno forte assai, girando tutti e 4 sul tempo di 1’57”0. E’ Lorenzo che continua a fare il fenomeno martellando tempi sull’1’56”6 al punto che al 13° giro il vantaggio su Marquez è di 1”8, di 5”936 su Rossi con Iannone lontano da Rossi 1”7 e Dovizioso 1”2 da Iannone.

 

Mancano 9 giri alla fine e le gomme hard di Marquez cominciano a dare segni di stanchezza mentre quelle di Lorenzo soffrono molto meno, al punto che riesce a inanellare altri giri sull’1’56”9 mentre tutti gli altri sono oltre l’1’57”2. Mentre Iannone viaggia abbastanza tranquillo, dietro di lui Dovizioso ha ripreso a spingere perché alle sue spalle, a 8 decimi, si appalesa Dani Pedrosa.

 

Sette giri alla fine e Crutchlow pensa bene di stendersi per terra, per la disperazione di Lucio Cecchinello che adesso può contare (!) sul solo Miller, 19°.

 

Mentre Crutchlow si rialza, tempo un giro e nello steso tempo anche la Suzuki di Vinales perde aderenza e fa volare il pilota nella ghiaia senza danni.

 

Mancano 5 giri alla fine, davanti non cambia nulla, con Marquez a 2”5 da Lorenzo e Rossi a 6”2 mentre Pedrosa ormai è sulla coda del Dovi e prova a superarlo.

 

Ma mentre gli ultimi 3 giri sono soltanto una passerella per Lorenzo, che va a conquistare la vittoria e il primo posto a pari merito con Rossi nella classifica mondiale, relegando Marquez addirittura a 4”374 da lui, e 5”935 a Rossi, è la sfida per il 5° posto tra Pedrosa e Dovizioso a infiammare gli spettatori: sorpassi, controsorpassi e poi a due curve dalla fine, la botta di Pedrosa che si piazza davanti al Dovi.

 

Ducati brave, non bravissime: e se dobbiamo interpretare le mezze urla di Iannone all’arrivo ai box pensiamo che il pilota di Vasto non sia proprio contento del 4° posto e si aspettava qualcosa di più.

 

E adesso due settimane di riposo e poi via a Silverstone per la battaglia d’Inghilterra: mancano ancora 7 gare alla fine e scoprire che ci sono due piloti al comando la dice lunga su quanto sarà dura la sfida per il titolo mondiale (Enrico Biondi)

 

Così all’arrivo:

 

 

 

 

 


 

 

 

 

1

Jorge LORENZO

SPA

Yamaha MotoGP

42'53.042

2

Marc MARQUEZ

SPA

Repsol Honda Team

+4.462

3

Valentino ROSSI

ITA

Yamaha MotoGP

+10.397

4

Andrea IANNONE

ITA

Ducati Team

+13.071

5

Dani PEDROSA

SPA

Repsol Honda Team

+15.650

6

Andrea DOVIZIOSO

ITA

Ducati Team

+15.725

7

Bradley SMITH

GBR

Yamaha Tech 3

+21.821

8

Pol ESPARGARO

SPA

Yamaha Tech 3

+23.240

9

Aleix ESPARGARO

SPA

Team SUZUKI ECSTAR

+43.784

10

Danilo PETRUCCI

ITA

Octo Pramac Racing

+45.261

11

Yonny HERNANDEZ

COL

Octo Pramac Racing

+49.973

12

Scott REDDING

GBR

EG 0,0 Marc VDS

+50.174

13

Alvaro BAUTISTA

SPA

Aprilia Team Gresini

+54.437

14

Stefan BRADL

GER

Aprilia Team Gresini

+54.624

15

Loris BAZ

FRA

Forward Racing

+1'00.316

16

Hector BARBERA

SPA

Avintia Racing

+1'01.595

17

Nicky HAYDEN

USA

Aspar MotoGP Team

+1'02.388

18

Mike DI MEGLIO

FRA

Avintia Racing

+1'05.944

19

Jack MILLER

AUS

CWM LCR Honda

+1'11.407

20

Claudio CORTI

ITA

Forward Racing

+1'50.033

21

Karel ABRAHAM

CZE

AB Motoracing

+2'02.655

NC

Maverick VIÑALES

SPA

Team SUZUKI ECSTAR

7 Giri

NC

Cal CRUTCHLOW

GBR

CWM LCR Honda

8 Giri

NC

Eugene LAVERTY

IRL

Aspar MotoGP Team

18 Giri

NC

Alex DE ANGELIS

RSM

E-Motion IodaRacing

19 Giri

 

Mondiale piloti

 

 

 

       

Jorge LORENZO

Yamaha

SPA

211

Valentino ROSSI

Yamaha

ITA

211

Marc MARQUEZ

Honda

SPA

159

Andrea IANNONE

Ducati

ITA

142

Bradley SMITH

Yamaha

GBR

106

Andrea DOVIZIOSO

Ducati

ITA

104

Dani PEDROSA

Honda

SPA

91

Pol ESPARGARO

Yamaha

SPA

81

Cal CRUTCHLOW

Honda

GBR

74

Danilo PETRUCCI

Ducati

ITA

63

Maverick VIÑALES

Suzuki

SPA

62

Aleix ESPARGARO

Suzuki

SPA

53

Yonny HERNANDEZ

Ducati

COL

41

Scott REDDING

Honda

GBR

37

Hector BARBERA

Ducati

SPA

20

Alvaro BAUTISTA

Aprilia

SPA

16

Loris BAZ

Yamaha Forward

FRA

15

Jack MILLER

Honda

AUS

12

Stefan BRADL

Aprilia

GER

11

Michele PIRRO

Ducati

ITA

8

Nicky HAYDEN

Honda

USA

8

Eugene LAVERTY

Honda

IRL

7

Hiroshi AOYAMA

Honda

JPN

5

Mike DI MEGLIO

Ducati

FRA

2

Alex DE ANGELIS

ART

RSM

1

 

Mondiale Costruttori

 

Yamaha 252

 

Honda 204

 

Ducati 167

 

Suzuki 82

 

Yamaha F 20

 

Aprilia 16

 

Art 1

 

 

 

 

 

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