CHI SBANCA INDIANAPOLIS? LORENZO ROSSI, MARQUEZ O LE DUCATI

Indianapolis. Motomondiale, atto secondo. Nel senso che siamo arrivati, con il Gp di Indianapolis, alla seconda parte della stagione e molti dicono che siamo già al rush finale, dove non si può più sbagliar e neppure una mossa, altrimenti finisce gambe all’aria tutta la stagione.
Si ricomincia su un circuito da leggenda, l’Indianapolis Motor Speedway, il catino più famoso del mondo. Peccato che le moto debbano correre per gran parte del tempo all’interno di questo impianto, come se si corresse, tanto per capirci, in un garage che non è esattamente la cosa più bella del mondo.
Ma che volete, le regole del business sono infinite e quindi gli Usa, che hanno già perso il pericolosissimo impianto di Laguna Seca (due piloti spagnoli di Sbk morti proprio nello scorso luglio) non potevano restare con il solo circuito di Austin in Texas ed ecco spiegato il perché si corre su un circuito che non piace alla maggior parte dei piloti, eccezion fatta per Marquez vincitore qui due volte, l’ultima lo corso anno.
Rossi ci prova
Terminate le bravi vacanze (tanti mare ma anche tanta moto, con sgroppate a Misano in sella alla sua Yamaha e in compagnia dei giovani ragazzini del suo team, Valentino Rossi inizierà la seconda metà di stagione al comando, con 179 punti in classifica ma con soli 13 punti di vantaggio sul compagno di squadra Jorge Lorenzo.
l Re di Tavullia rincorre il decimo titolo mondiale e, guardando al passato, si è sempre aggiudicato il titolo quando è riuscito ad essere il leader della classifica per gran parte della stagione. Ma Indy non è un terreno facile per lui: a parte la vittoria nella gara inaugurale del circuito nel 2008, è salito sul podio una sola volta, l’anno scorso con la terza piazza.
Lorenzo non molla
Di una cosa però siamo certi: mai dare per spacciato un ragazzo come Jorge Lorenzo. Il compagno di Valentino ad Assen e al Sachsenring non ha brillato (terzo e quarto posto), ma 13 punti sono così pochi che chiudere davanti a Rossi sarebbe già una grande iniezione di fiducia e terrebbe accesa la fiammella della speranza di fare uno sgambetto al Dottore. Non dimentichiamo poi che Jorge è stato l’ultimo vincitore non Honda nell’ormai lontano 2009 e lo scorso anno si è piazzato 2° alle spalle di Marquez e proprio davanti a Valentino. In più, a Indy Lorenzo ha concluso per sei volte tra i primi 3. E scusate se è poco.
Honda favorite
Si dice che Indianapolis favorisca le Honda. E forse è vero, visto che ci vince ininterrottamente negli ultimi 5 anni. In più, poi, c’è il fatto che Marc Marquez arriva in Usa con il morale a mille dopo la vittoria in Germania.
E poi gli Usa a Marc piacciono eccome, dal momento che ha vinto 6 volte (tre a Austin, de a Indy e una a Laguna Seca) ed ha tutte le intenzioni di continuare. Anche lui in lizza per il titolo?
Forse è un po’ tardi, gli errori di inizio anno (tre cadute) si pagano, però con un tipo come lui non ci sentiremmo di escludere nulla, sebbene per vincere il titolo dovrebbe avere anche una mano dagli avversari.
Marc si trova a 61 punti da Rossi, che di mollare l’osso non ha nessuna voglia. Quello che può dare problemi agli avversari, piuttosto, è la ritrovata vena del campione del mondo in carica, forte di essere tornato al telaio 2014, abbinato al forcellone e all'elettronica del 2015.
Ducati, serve una scossa
L’inizio di stagione è stato travolgente per le rosse di Borgo Panigale, Dovizioso tre volte secondo, Iannone sempre tra i primi. Poi qualcosa si è inceppato nel meccanismo Ducati, con il Dovi campione di sfortuna: tre volte ko e un 12° posto nelle ultime 4 gare.
Per fortuna c’è Iannone, con una spalla malconcia che non vuole operare, che tiene duro, porta a casa punti e vuole fare l’impossibile per restare con i primi. L’abruzzese è attualmente terzo, sente il fiato sul collo di Marquez, ma non è deciso certo a dargli strada, visto che tra i due c’è sempre stata una certa rivalità iniziata dalle categorie minori.
Serve quindi una scossa in casa Ducati: gli ultimi test a Misano (in compagnia della Honda), hanno dato sensazioni positive. Non resta che aspettare venerdì.
Bradl in Aprilia
Com’era facile intuire, Stefan Bradl non ci ha messo molto a trovare un team che lo faccia correre sino alla fine della stagione. Con la Scuderia Forward Yamaha ancora al palo (ma il rientro al gran completo dopo aver “sdoganato” un paio di conti correnti avverrà a Bno, con Baz e Corti in MotoGp, Corsi e Baldassarri in Moto2, parola di Marco Curioni, team manager della squadra con il patron del team Giovanni Cuzari ancora agli arresti in Scizzera) il tedesco ha trovato posto in Aprilia, che lo schiererà al posto di Laverty, il suo collaudatore, e al fianco di Alvaro Bautista.
Buon per lui, anche se il salto sulla moto del team Gresini non sarà dei più semplici e Stefan dovrà lottare con un mezzo chiaramente inferiore a tutti gli altri ma con la speranza di poter dire la sua sul progetto 2016, dove finalmente l’Aprilia dovrebbe schierare una moto all’altezza della sua fama.
Elias, chi si rivede
Perse le tracce dello sfortunato Karel Abraham, alle prese con una frattura all’alluce che non vuole guarire, il team Ab Motoracing Honda ha deciso di affidare la moto a Toni Elias.
Sì, proprio lo spagnolo vincitore nel 2006 in Portogallo del suo unico Gp nella classe regina, (che costò il mondiale a Valentino Rossi…) ma anche il primo campione del mondo della classe Moto2. Toni dopo una serie di alti e bassi incredibili nella sua carriera, ha ancora una chance per tornare nel giro. In bocca al lupo. (Enrico Biondi)
La tv a Indianapolis con Sky: attenti al fuso orario
Giovedì 6 Agosto
Ore 18 Conferenza Stampa Piloti MotoGP
Venerdì 7 Agosto
Ore 15 prove libere 1 Moto3
15.55 prove libere 1 MotoGP
16.55 prove libere 1 Moto2
19.10 prove libere 2 Moto3
20.05 prove libere 2 MotoGP
21.05 prove libere 2 Moto2
Sabato 8 Agosto
15 prove libere 3 Moto3
15.55 prove libere 3 MotoGP
16.55 prove libere 2 Moto2
18.35 qualifiche Moto3
19.30 prove libere 4 MotoGP
20.10 qualifiche MotoGP
21.05 qualifiche Moto2
Domenica 9 Agosto
16.40 warm up Moto3, Moto2 e MotoGP
17 gara Moto3
18.20 gara Moto2
20 gara MotoGP