09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

TERREMOTO IN MOTOGP: IL TEAM FORWARD IN PEZZI, BRADL SALUTA E SE NE VA

Mentone. Come i nostri lettori avranno certamente notato, in questi giorni ci siamo astenuti dallo scrivere anche una sola riga sulle vicissitudini che hanno portato al quasi dissolvimento di un team iscritto alla MotoGp e alla Moto2 del Motomondiale, il Forward Yamaha, in seguito all’arresto del suo proprietario, Giovanni Cuzari, 48 anni, imprenditore residente in Ticino (soprannominato "penna bianca" per il colore dei capelli) e nei confronti del quale le autorità svizzere prefigurano le ipotesi di reato di corruzione e riciclaggio di denaro.

Ci eravamo astenuti non perché non ci piace mischiare lo sport con vicende giudiziarie. Se così fosse stato, i giornali sportivi dovrebbero tenere una rubrica tutti i giorni sulle malefatte dello sport più amato e seguito in Italia, il calcio, dove tra scommesse, maneggi di denaro, compravendita di giocatori, spostamenti di fondi e quant’altro si potrebbero ogni giorno scrivere addirittura dei libri.

Il non scrivere di certe cose era dovuto principalmente al fatto che i problemi amministrativi di alcuni team cosiddetti “minori” e “non ufficiali”, anche se importanti, da quando è nato il motociclismo ci sono sempre stati e, temiamo, sempre ci saranno.

Quindi avevamo lasciato volutamente decantare la cosa, sperando di vedere la fine di una storia che, purtroppo, coinvolge anche una quarantina di famiglie che adesso si ritrovano sul lastrico con scarsissime possibilità di uscire bene dalla vicenda

. Già, perché mentre i responsabili sono agli arresti, (e fa per le meno sorridere la tesi difensiva di Cuzari che ha ammesso ai giudici svizzeri di non sapere che stava riciclando denaro e di ritenersi quindi in buona fede) il team Forward si è trovato con le casse vuote, senza un soldo in banca, con gli sponsor che sono fuggiti a gambe levate, non onorando più gli impegni presi all’inizio di stagione.

Cuzari è accusato di avere occultato capitali non solo al fisco ticinese ma anche a quello italiano, attraverso la sponsorizzazione di eventi sportivi. Secondo quanto riportato dal Corriere del Ticino, la Procura sospetta che nel team Forward siano confluite dall’Italia sponsorizzazioni fittizie e denaro proveniente da frodi sull’Iva.

Ma lasciamo questi problemi ad affermati fiscalisti e avvocati di grido, capaci di districarsi meglio di noi tra le varie interpretazioni di leggi che differiscono moltissimo da Stato e Stato.

Ciò che ci preme di capire è perché TUTTO il potere economico di un Team sia nelle mani di una sola persona: possibile che non esista la straccio di una delega per portare avanti la gestione ordinaria?

Esiste, nel caso Forward, la figura del team manager Marco Curioni il quale in questi giorni ha provato a salvare il salvabile, con qualche apprezzabile risultato (ha ricucito lo strappo con qualche sponsor, mica tutti) ma non è riuscito a fare di più: né a trovare i soldi per affrontare la trasferta a Indianapolis per la gara del 9 agosto, né ad assicurare la sopravvivenza del team almeno sino alla fine della stagione, a meno che la Dorna, l’organizzatrice del Motomondiale, non provveda lei stessa accollandosi magari i problemi finanziario del team sulle orme di quanto fa spesso Bernie Ecclestone in F.1. Cosa che ci appare quantomeno improbabile.

E qui arriva il secondo quesito. Possibile che i responsabili del grande Circus delle due ruote PERMETTANO a questi Team di iscriversi alla MotoGp senza alcun fondo di garanzia per prevenire casi simili? Possibile che vada tutto a catafascio se il capo di un team ha il raffreddore, si è preso l’itterizia è caduto dalle scale e non può materialmente firmare assegni?

Forse da parte di Dorna un maggior controllo non sarebbe male. Per non parlare del ruolo che nella vicenda dovrebbe avere la FIM , la Federazione Internazionale capeggiata dal venezuelano Vito Ippolito, che brilla soprattutto per la sua assenza ai tavoli dove si prendono decisioni importanti, (mandare un suo rappresentante che fa generalmente scena muta non lo esime da colpe) , salvo poi presenziare alle premiazioni in giro per il mondo. C’è da chiedersi, in tempi così grami, a cosa serva un’Istituzione del genere.

E adesso che succederà? La situazione è precipitata ancor di più nelle ultime ore: niente Indy per il team Forward, grossi punti interrogativi per il prosieguo della stagione, appiedati Baz (MotoGp), Simone Corsi e Lorenzo Baldassarri in Moto2.

Il tedesco Stefan Bradl, figlio d’arte, ha fatto prima: se ne è andato via ieri mattina, con una lettera inviata a Dorna e Irta e al team. Ha piantato tutti in asso, forte di una clausola che gli permette, in caso di inadempienze del team, di liberarsi da ogni vincolo contrattuale ma di continuare a far valere gli eventuali arretrati economici di cui dovesse godere. Per lui si prospetta una finale di stagione in Aprilia, magari come sostituto di Laverty, oppure di un contratto con Pramac, anche se per un posto nel team satellite di Ducati, c’è una fila lunga così di aspiranti piloti.

Coraggio signori, speriamo che per quest’anno il Motomondiale abbia già dato abbastanza e si torni a parlare di moto e competizioni e non di aule giudiziarie. Speriamo, anche se non ne siamo completamente convinti (Enrico Biondi)