09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

MARQUEZ: POLE CON TEMPO MOSTRUOSO, PEDROSA,LORENZO E IANNONE INSEGUONO, ROSSI 6°

Sachsenring. La matematica è parte integrante del motociclismo. E’ la scienza esatta per antonomasia. A guardare i tempi si può capire come andrà a finire una gara. Ma come tutte le scienze non è sempre detto che quello che leggi sarà poi quello che vedi. Questo preambolo oggi è necessario per capire che razza di prove cronometrate sono state quelle del Gp di Germania.

Su tutti due moto e due piloti: Marc Marquez e Dani Pedrosa, entrambi squadra Honda ufficiale che praticamente hanno fatto un altro mestiere rispetto agli altri, concludendo con un ritmo e un passo gara semplicemente imbarazzante per tutti gli altri.

A guardare i tempi di quei due, il primo addirittura mezzo secondo sotto il suo record dello scorso anno, l’altro distante quasi tre decimi, ti verrebbe da dire: vabbè, visto che i primi due posti sono già assegnati, a noi (cioè tutti gli altri) non resta che provare a salire sull’ultimo gradino del podio, tanto quei due mica li riprendiamo.

Ma questo è il motomondiale, questa è la MotoGp è questo è il bello di una competizione che diventa ogni stagione sempre più bella e affascinante.

Non sta scritto da nessuna parte che domani Lorenzo, Iannone, Hernandez e Valentino Rossi non possano provare a inventarsi qualcosa di nuovo, di decisivo, per fare lo sgambetto alla premiata ditta Honda. Ragion per cui, anche se la matematica dice il contrario, i piloti (che non sempre hanno studiato a scuola come funzionano i sacri testi…) sono una razza a parte, che della scienza esatta se ne fanno un baffo e faranno di tutto per rivoluzionare quella classifica che, oggi, li danneggia assai.

Marquez, dicevamo, è tornato il martellatore folle, quello capace di fare la differenza quando la sua Honda la asseconda in tutto e per tutto. Veloce, rapidissimo in ogni settore della pista, guida praticamente a occhi chiusi e riesce sempre a grattare quei decimi che lo portano davanti a tutti.

Pedrosa da parte sua ha ritrovato la gioia di guidare una moto, abbiamo scoperto oggi che anche lui, come Marquez, non ha mai usato il telaio 2015 (e questa è una notizia), ragion per cui ci chiediamo a chi hanno dato questo benedetto telaio che funziona poco e male. Un’idea, viste le cadute di Crutchlow, Aoyama Laverty e Miller ce la siamo fatta, ma con i giapponesi non si può mai sapere la verità, visto che i tecnici hanno le bocche cucite e piuttosto che darti una notizia si farebbero trucidare.

Marquez è stato l’unico che ci ha provato con più convinzione, ma se sfogliate il gap suo, di Iannone di Hernandez e soprattutto di Rossi è davvero impressionante. Ma tutti i piloti, la domenica, sanno fare miracoli e allora vedrete che anche gli ultimi, come recita il Vangelo, potranno aspirare ad essere i primi.

Di nostro aggiungiamo che le vie del signore sono infinite, ma questa volta il Supremo dovrà lasciar perdere tutto ed occuparsi solo della gara in Germania… E adesso ecco la cronistoria di questa giornata incredibile. Per tutti appuntamento a domani alle 14.

FP3

Splende il sole sulla Sassonia, quando scendono in pista i big per la sessione di prove più importanti del weekend che deve decidere i top ten che si sfideranno in Q2. Splende il sole ma il caldo è un’altra cosa: anzi: il termometro dice che ci sono circa 10° e l’umidità è intorno all’85 per cento, il primo dato è ovviamente destinato ad alzarsi, il secondo si spera scenda drasticamente, altrimenti correre potrebbe essere un problema. Per fortuna il vento è quasi impercettibile.

Inizia Lorenzo

Come sempre, al primo giro utile, è Lorenzo a scendere subito su ritmi accettabili, anche se la prima notizia di giornata è il volo alla curva 1, subito dopo il traguardo di Aleix Espargarò che, a velocità abbastanza bassa, viene disarcionato dalla sua Suzuki dalla livrea vintage bellissima e finisce sconsolato nella terra: un brutto inizio di prove per lo spagnolo.

Terzo giro e Marquez comincia a scendere sull’1’22” ma è Valentino Rossi il primo a migliorarsi rispetto a ieri, issandosi al sesto posto con un perentorio 1’21”9 che la dice lunga su cosa ci dovremo aspettare oggi e domani in gara.

Ducati novità

Dopo 10’ mentre le Ducati stazionano con Iannone al 3° posto, da segnalare che Vinales e Hernandez hanno cacciato Dovizioso al 12° posto. Mancano comunque 34 minuti alla fine e quindi c’è tutto il tempo per migliorare le prestazioni della Desmo15 del Dovi. Da segnalare una novità nell’aerodinamica della Desmo15: la comparsa di una presa d’aria sulla carenatura al posto delle alette che abbiamo visto sinora e che dovrebbe evitare turbolenze eccessive e nel contempo raffreddare ulteriormente il potente motore Desmo.

Marquez intanto, fa il Fenomeno, come suo solito quando si sente in gran forma: si migliora ancora con un perentorio 1’21”619 e già che ci siamo ecco arrivare anche Pedrosa che gli si mette a 63 millesimi di secondo, tanto per far capire che aria tira oggi in Honda. Quanto a Lorenzo ancora non si migliora e come lui anche Smith, Iannone e Redding.

Crutchlow crash

A -25’ dalla fine terribile high side di Crutchlow che finisce nella ghiaia piuttosto malconcio, colpa della perdita dell’anteriore guarda caso in una delle sole tre curve a destra, le più pericolose su questo circuito che ne prevedono 10 a sinistra. Brutta botta ma nulla di grave, per fortuna.

La temperatura al suolo si alza, ora siamo quasi a 40°, la stessa di ieri pomeriggio durante la seconda sessione di prove. Temperatura ottima per usare le asimmetriche all’anteriore, ma se aumenteranno intorno ai 50° molti piloti opteranno addirittura per una mescola dura, molto più performante.

Marquez nel frattempo continua a martellare tempi impossibili mentre Dovizioso dà segni di risveglio e si porta in 11ma posizione superando Vinales. Curiosa la prova di Rossi: stampa caschi rossi a ripetizione al via, poi perde sistematicamente dai 2 ai 3 decimi nel resto del tracciato e come lui anche Jorge Lorenzo che proprio felice non deve essere visto che lo spagnolo ancora non si è migliorato rispetto a ieri.

Mancano 12’ alla fine del turno più importante e tutti i piloti tornano ai box per l’ultimo step importante, prima di provare il time attack con le ultime gomme disponibili. Rientra Marquez: per lui asimmetrica all’anteriore e una soft al posteriore, per vedere se il tempo scende ancora. Chi sorprende è Smith che al suo 21° giro stampa un 1’21”568, si piazza primo davanti a Marquez di 51 millesimi. L’inglese replica al giro successivo ma rischia l’high side e abortisce il giro.

Marquez show

Si lanciano tutti ed è un fiorire di caschi rossi per Lorenzo, Marquez, Dovizioso. E succede l’incredibile: Lorenzo 1° Dovizioso 2°, poi Smith e Marquez e Pedrosa. Iannone è l’ultimo a cambiare le gomme mentre Rossi a 2’ dalla fine scivola al 9° posto, in zona pericolosissima.

Marquez è una furia: 1’21”125 ed è di nuovo primo, il Dovi non molla, così come Lorenzo e Rossi che risale in terza posizione mentre Marquez è incredibile: altro giro folle in 1’21”083, non abbatte il muro dell’1’21” ma chiude davanti a Lorenzo e Rossi. Seguono, tranquilli, Dovizioso, Smith, Pedrosa, Aleix Espargarò, Crutchlow, Iannone (9° e l’unico a non migliorarsi rispetto a ieri) e Pol Espargarò.

“Rimandati” alla Q1 tutti gli altri, con Vinales, Redding, Hernandez, Barbera e Petrucci a combattere per gli ultimi due posti che decideranno la griglia. L’impressione è che Marquez abbia un ritmo insostenibile per tutti gli altri che, grazie alle gomme soft sono riusciti a limitare i danni. Ma sul ritmo gara, per il momento, non c’è match: Marquez è incredibile. La riprova: Marc su 22 giri all’attivo è sceso sull’1’21” per 10 giri, Lorenzo (anche lui 22 giri) solo 2 tornate e Rossi (24) soltanto in 3. Poi tutti giri sull’1’22” medio basso.

FP4

Ultimo turno di prove libere: è arrivato il momento di provare long run e vedere sul passo come si comporteranno le moto. La premiata ditta Honda M&P (cioè Marquez e Pedrosa) girano di comune accordo su tempi inavvicinabili, sull’1’21”4, mentre Redding, Rossi e Lorenzo per ora viaggiano 1’21” alto assai mentre Jorge addirittura e sull’1’22” ed Hernandez lo passa scendendo a 1’21”9. I piloti inanellano giri su giri ma a parte Hernandez non ci sono grosse sorprese, comprese le Ducati che con Dovizioso e Iannone ristagnano intorno al 10° 11° posto. Colpa del circuito sicuramente, ma è innegabile che da Borgo Panigale stanno preparando qualche novità di motore in vista di Indianapolis. Staremo a vedere. Tanti per smentirci, ecco che a 7’ dalla fine Iannone stampa il 9° tempo e subito dopo l’8° tempo superando Crutchlow. Davanti intanto, Marquez umilia tutti: 1’21”3 e 3 decimi di vantaggio su Pedrosa, il che è tutto dire. E quando va … piano, Marc viaggi a 1’21”5 che vuol dire sempre più veloci di Rossi, Lorenzo e compagnia cantando. Incredibile. Tempo scaduto e nessuna novità: Marquez e Pedrosa fulmini, poi Redding, Rossi e Lorenzo, Hernandez, Pol Espargarò, Iannone. Gli altri italiani? Dovizioso11°, Petrucci 13°, il sammarinese De Angelis 18° e Claudio Corti ultimo ma sempre più vicino a Michael Laverty, il sostituto di Melandri, finito per terra per la seconda volta in due giorni.

Q1

E mentre i primi 10 se ne stanno tranquillamente seduti ai box a godersi il fresco, in pista entrano 15 piloti a dannarsi l’anima per due soli posti rimasti per disputarsi la griglia. La temperatura non è altissima, siamo sui 20°, e la bagarre inizia subito tra Hernandez che stampa un 1’21”8 davanti a Redding e Petrucci a una manciata di decimi di distacco. Ai tre si aggiunge Barbera che si piazza 3° perché nel frattempo Redding ha superato Hernandez e si è messo al comando con un ottimo 1’21”6. Mica male l’inglese che anche al giro successivo viaggi a tempi incredibili ma sbaglia l’ultima curva e rovina il tempo.

A -8’ tutti ai box per cambiare gli pneumatici e tentare l’ultimo assalto utile. E comincia i fuochi d’artificio: Petrucci, Barbera e Hernandez vanno da matti. Morale? Hernandez va a 1’21”3, un tempone grandissimo, poi Barbera 2°, Redding 3° e Petrux 4°. Tutti a guardarsi ed ecco che Vinales con la Suzuki si piazza 2°. Mancano 2’ alla fine ma la sfida non è finita: ci prova Redding, sbaglia un paio di inserimenti in curva e deve accontentarsi del 3° posto, fuori dalla Q2 dove approdano invece la Ducati di un fantastico Hernandez e la Suzuki di Vinales che festeggia nel migliore dei modi il 30° anniversario della nascita delle mitica superstradale GSX-R.

Q2

Comincia la festa e al primo giro utile sono tutti sotto l’1’21”5 con Espargarò e Iannone davanti a Lorenzo e Pol Espargarò. Ma è Marquez che ha mezzo secondo netta al secondo giro utile, e chiude in 1’20”838. Un altro mestiere, anche per il bravissimo Iannone che è 2° ma a 431 millesimi. Sfortunato Pedrosa che nel suo giro migliore è stato danneggiato sul giro da Crutchlow. Rossi intanto è 3° a mezzo secondo, poi Pedrosa, e Aleix Espargarò, quinto. Lorenzo? Per il momento è 6° un po’ anonimo come Dovizioso, 10°. Mancano 5’ e tutti tornano in pista. Lorenzo stanco di aspettare, scende sotto l’1’21” a 80 millesimi da Marquez che intanto prova a fare un giro meraviglioso come il suo compagno Pedrosa. Dani vola, è fortissimo, si mette primo ma intanto Marquez non ci sta: Sua Maestà toglie la bellezza di mezzo secondo dal suo record dello scorso anno e scende all’incredibile 1’20”336. Lorenzo si piazza al 3° posto davanti a un ottimo Iannone che precede Hernandez e Rossi solo 6°, in seconda fila e non molto contento, anche perché su una pista così piccola e tortuosa i punti per superare non sono molti e per Valentino, che ha comunque un passo migliore di Lorenzo, sarà molto dura. Terza fila per i fratelli Espargarò e per Smith, quarta per Crutchlow, uno sconsolato Dovizioso, 10° posto, e Vinales. (Enrico Biondi)

LA PAROLA AI PILOTI

Marc Marquez

“Sì, mi sono trovato subito bene sulla moto e per questo ho fatto un giro praticamente perfetto. Ma mi ha stupito che sono, che siamo forti io e Dani anche sul passo di gara. Lo sapevamo che questa era una pista buona per la Honda, ma con gli avversari che abbiamo non è mai semplice. Vediamo domani come andrà: purtroppo la pole non c i dà punti, solo la gara ci farà capire a che punto sono Jorge e Valentino. Tentare la fuga? Ci sono 30 giri da fare, il passo c’è. Non so come andrà, ma io ci proverò. Ritornare a combattere per il mondiale? Non ci penso affatto, prendo le gare una ad una, voglio divertirmi e conquistare punti. Fino ad Assen non mi divertivo affatto, adesso che ho trovato il feeling non voglio smettere. Vincere le prossime dieci gare come lo scorso anno? Magari! Dove devo firmare?”

Dani Pedrosa

“Sono felice perché dopo tanto tempo mi ritrovo di nuovo in prima fila e partire domani dalla seconda posizione è importante, perché qui è difficilissimo superare. Sogno una bella partenza, abbiamo lavorato tanto sul ritmo. Marc forse è ancora un po’ più veloce di me ma speriamo di recuperare il gap magari con una buona scelta del pneumatico per la gara. Ripeto, spero proprio di partire bene, perché nelle ultime gare ho sempre pasticciato un po’ con la frizione e questa volta il mio obiettivo è restare davanti alle Yamaha”.

Jorge Lorenzo

“Sono contento, molto contento. Con il primo pneumatico non avevo potuto esprimermi al massimo, ma con il secondo ho dato veramente tutto ed ho spremuto al massimo il potenziale della mia Yamaha. Onestamente pensavo di essere andato molto vicino alla pole position, poi quando ho visto il tempo di Marquez, davvero impressionante, ho pensato che oggi non era il giorno giusto per tentare di buttarlo giù dal trono. La gara però è domani e non è detto che magari scopriamo qualche sorpresa strada facendo. La sfida è contro Valentino? Sì, d’accordo, ma io devo guardare anche a Marquez che sta tornando su forte e non è assolutamente scritto da nessuna parte che è fuori dal campionato. Se continua così può vincere tante gare e può tornare in lotta per il titolo. Adesso ci vuole tanta concentrazione”

Andrea Iannone

“La fortuna per noi è che siamo riusciti a sfruttare il nostro pacchetto al meglio delle nostre possibilità perché secondo me in questo momento e in queste condizioni era davvero difficile ottenere qualcosa di più. Quindi, signori, sono contento per questo ma non certo per la nostra performance in generale. Mi aspetto di migliorare ancora qualcosa in configurazione gara. Stiamo già lavorando per questo per trovare soluzioni migliori. Cosa mi serve per andare meglio in gara? Una cosa molto importante che non è facile trovare: riuscire cioè a gestire un pochino meglio la scivolata della moto perché quando siamo nel massimo angolo scivoliamo tanto e quindi fatichiamo. In gara, con la gomma dura che stranamente dura molto fino alla fine, sarà decisivo avere la moto un po’ più stabile quando sei in curva. Il tempo è venuto perché abbiamo fatto una modifica di elettronica che mi ha fatto guadagnare decimi preziosi. Speriamo bene per domani”.

Valentino Rossi

“Sul T2 faccio ancora troppa fatica, sia io che le Yamaha tutte. Non riusciamo a far curvare la moto come vorremmo. Il risultato? Mi dispiace un po’ perché avevo il potenziale per fare meglio, speravo di fare un 20” alto da solo, ma non sono riuscito a fare il giro perfetto. Ho fatto qualche piccolo errore, ho lasciato qualche decimo qua e là e ho perso posizioni importanti. Ma sono comunque sesto che vuol dire seconda fila e quindi non lontanissimo. E poi il passo non è male, perché riesco a essere veloce anche con le gomme usate quando negli ultimi giri dovrai fare il massimo per non farle degradare ulteriormente, magari tenendoti qualcosa di scorta. Marquez è veloce, Pedrosa sembra avere un passo più vicino a Jorge e a me. Sarà una gara interessante”

Andrea Dovizioso

“Sono deluso dalla posizione in griglia perché partire davanti era quello che mi interessava in funzione gara. Era davvero importante qui al Sachsenring, che è una pista corta e stretta, ma non sono riuscito a fare una bella qualifica perché mi si chiudeva troppo facilmente l'anteriore della moto in percorrenza, e quindi non ho potuto spingere come volevo. Però il mio passo non è male e quindi domani proverò a recuperare in gara”(Enrico Biondi)

La griglia di domani

1

Marc MARQUEZ

Repsol Honda Team

Honda

293.0

1'20.336

 

2

Dani PEDROSA

Repsol Honda Team

Honda

294.2

1'20.628

0.292

3

Jorge LORENZO

Movistar Yamaha

Yamaha

289.9

1'20.921

0.585

4

Andrea IANNONE

Ducati Team

Ducati

294.5

1'21.029

0.693

5

Yonny HERNANDEZ

Octo Pramac Racing

Ducati

292.2

1'21.115

0.779

6

Valentino ROSSI

Movistar Yamaha

Yamaha

290.7

1'21.220

0.884

7

Aleix ESPARGARO

Team SUZUKI

Suzuki

282.7

1'21.239

0.903

8

Pol ESPARGARO

Yamaha Tech 3

Yamaha

293.4

1'21.274

0.938

9

Bradley SMITH

Yamaha Tech 3

Yamaha

293.0

1'21.329

0.993

10

Cal CRUTCHLOW

CWM LCR Honda

Honda

288.3

1'21.409

1.073

11

Andrea DOVIZIOSO

Ducati Team

Ducati

297.1

1'21.503

1.167

12

Maverick VIÑALES

Team SUZUKI

Suzuki

289.1

1'21.796

1.460

13

Hector BARBERA

Avintia Racing

Ducati

290.0

1'21.628

0.295

14

Scott REDDING

EG 0,0 Marc VDS

Honda

287.1

1'21.632

0.299

15

Danilo PETRUCCI

Octo Pramac Racing

Ducati

290.4

1'21.760

0.427

16

Alvaro BAUTISTA

Aprilia Racing Team

Aprilia

287.8

1'22.049

0.716

17

Alex DE ANGELIS

IodaRacing

ART

280.1

1'22.195

0.862

18

Jack MILLER

CWM LCR Honda

Honda

286.7

1'22.225

0.892

19

Nicky HAYDEN

Aspar MotoGP Team

Honda

283.3

1'22.362

1.029

20

Loris BAZ

Athinà Forward

YamahaF

283.8

1'22.394

1.061

21

Mike DI MEGLIO

Avintia Racing

Ducati

289.6

1'22.441

1.108

22

Hiroshi AOYAMA

AB Motoracing

Honda

287.5

1'22.543

1.210

23

Eugene LAVERTY

Aspar MotoGP Team

Honda

282.5

1'22.693

1.360

24

Michael LAVERTY

Aprilia Racing Team

Aprilia

283.5

1'22.947

1.614

25

Claudio CORTI

Athinà Forward

YamahaF

281.0

1'23.374

2.041