MARQUEZ POLVERIZZA IL RECORD, PEDROSA 2°, IANNONE E’ DAVANTI A ROSSI, 4° A MEZZO SECONDO

Sepang. Gli occhi al cielo, ancora un po’ assonnati, a scrutare le nuvole che si addensano sul circuito malese. Buon segno, ormai da anni da queste parti si sa che, prima che spunti il sole, vengono fuori i tempi migliori. Lo sanno i giornalisti, presenti da subito al circuito, lo sanno i tecnici e lo sanno soprattutto i piloti, che hanno una voglia matta di fare tre cose: la prima è scendere in pista subito per vedere se le regolazioni e i dati raccolti in due giorni hanno portato miglioramenti alla moto, gomme supersoft e via più veloci della luce.
La seconda è quella di mettere insieme un sacco di chilometri per inanellare long run e vedere di che pasta è fatta la moto, se “tiene”, se si rompe qualcosa o se tutto regge alla perfezione. E la terza è quella di correre in albergo, prendere le valigie e catapultarsi sul primo aereo per tornare a casa.
Il primo a capire che le cose si sarebbero messe subito bene è stato come al solito Marc Marquez. Appena il tempo di accendere i monitor in sala stampa ed ecco che Marquez scende in pista e sfodera alla prima uscita utile due tempi quasi identici sull’1’59”.
“Andiamo bene” è il commento della sala stampa. Marc sembra ascoltarli e all’ottavo giro ecco la sorpresa, il regalo, il colpo di genio: 1’58”867! La prima reazione è di incredulità: “Vabbè, si è rotto il computer dei tempi, il trasponder non funziona. Poi qualcuno si affaccia dai finestroni e vede i tecnici Honda che si “danno il 5”, grosse pacche sulle spalle e abbracci convinti.
Ma allora è tutto vero! Il campione del mondo è riuscito nell’impresa, incredibile, di scendere addirittura di limare di un secondo il record della pista! Tempo incredibile che attesta come la Honda sia anni luce davanti a tutti gli altri.
Una prova? Il secondo posto è di Dani Pedrosa, fido scudiero di Marquez, che per soli 6 millesimi non scende pure lui sotto l’1’”59. Se a questo aggiungete il fatto che in totale sono stati 7 i piloti a scendere sotto i 2’ (di seguito Iannone, Rossi, Lorenzo, Pol Espargarò e Dovizioso), si capisce meglio il senso dell’impreso del campione di Cervera.
A quel punto la prima reazione, di gente come noi che in pista ci va per guardare gli altri e non per correre come invece fanno loro, sarebbe copiare la scenetta di Ezio Greggio quando su Scherzi a parte “prende su” le sue cose, si alza e se ne va…
Ma i piloti sono qui per lavorare sodo e non per fare simpatiche scenette. Ragion per cui ecco che, facendo buon viso a cattiva sorte, richiudono il casco, si mettono in carena e cercano almeno di limitare i danni.
Dopo Pedrosa, la cosa riesce benissimo ad Andrea Iannone. Il pilota di Vasto, compare di Dovizioso, stampa un magnifico 1’59”388 all’11° giro utile e di lì non lo smuove più nessuno, felice di aver portato la Ducati così in alto, ma soprattutto contento di sapere che a Borgo Panigale gli stanno preparando un missile di quelli che, si spera, potranno davvero mettere paura ai giganti della Honda e alla Yamaha di Lorenzo e Valentino.
Già, la Yamaha. Aveva iniziato così bene e così forte giovedì e venerdì, da illudere prima con il Dottore e poi con Jorge che forse i distacchi dalla Honda si sarebbero livellati in fretta. Oggi invece una specie di doccia fredda: se già ieri Rossi era troppo distante da Lorenzo (713 millesimi), oggi il fatto di ritrovarsi 4°, ma a oltre mezzo secondo da Marquez, non gli farà fare salti di gioia, così come essersi messo alle spalle Lorenzo (5° a 757 millesimi) non lo entusiasmerà più di tanto. I problemi ci sono, inutile negarli, e forse solo l’arrivo del nuovo cambio seamless porterà una ventata di novità
Il guaio grosso, messo in evidenza dalle prove di long run che i piloti hanno fatto nel pomeriggio, è che la Honda è stata di gran lunga la migliore anche in questa configurazione, anche se a leggere i cronologici questa volta Pedrosa è stato più bravo di Marquez. Di poco, ma è sempre qualcosa.
La Yamaha, nel long run, occupa la terza posizione con Lorenzo davanti a Rossi (che alla fine dei test non aveva proprio il sorriso dei giorni migliori soddisfatto sì “ma non troppo”, come ha tenuto a precisare. Insomma, c’è sempre quel maledetto mezzo secondo che divide Valentino dalla vetta del mondiale: è lo stesso mezzo secondo dello scorso anno ed è sempre la differenza tra Honda e Yamaha ormai da anni.
Guardando al resto delle prove Pol Espargarò si è dimostrato ancora il più veloce con le moto satellite,. Mentre tra le Open bravo Bradl, oggi 8° davanti a Barberà (15° su Ducati), e Hayden (19° su Honda).
Sull’Aprilia abbiamo già detto ieri e non vorremmo dire cose cattive pure oggi. Bautista ha chiuso con il 21° tempo, a poco più di 3” da Marquez, Melandri invece non si è schiodato dall’ultimo posto a 4”774 da Marc. “Mi sembra di guidare come un principiante”, aveva detto ieri Melandri. Lo scoramento nel team Aprilia è totale, si brancola nel buio. Speriamo che i tecnici (e i piloti) trovino in fretta una soluzione. Altrimenti non si capisce proprio perché Noale abbia voluto tornare nella MotoGp con un anno di anticipo rispetto ai programmi e visto anche l’impegno in Sbk. (Enrico Biondi)
|
Pos |
Pilota |
Team |
Giro veloce |
Gap |
Giri |
|
1 |
MARQUEZ, Marc |
Repsol Honda Team |
1:58.867 |
8 / 52 |
|
|
2 |
PEDROSA, Dani |
Repsol Honda Team |
1:59.006 |
0.139 |
11 / 41 |
|
3 |
IANNONE, Andrea |
Ducati Team |
1:59.388 |
0.521 |
11 / 47 |
|
4 |
ROSSI, Valentino |
Movistar Yamaha MotoGP |
1:59.401 |
0.534 |
11 / 49 |
|
5 |
LORENZO, Jorge |
Movistar Yamaha MotoGP |
1:59.624 |
0.757 |
12 / 55 |
|
6 |
ESPARGARO, Pol |
Monster Yamaha Tech 3 |
1:59.851 |
0.984 |
8 / 50 |
|
7 |
DOVIZIOSO, Andrea |
Ducati Team |
1:59.874 |
1.007 |
5 / 33 |
|
8 |
BRADL, Stefan |
Forward Racing Team |
2:00.294 |
1.427 |
10 / 49 |
|
9 |
SMITH, Bradley |
Monster Yamaha Tech 3 |
2:00.384 |
1.517 |
26 / 50 |
|
10 |
ESPARGARO, Aleix |
Team Suzuki MotoGP |
2:00.486 |
1.619 |
13 / 36 |
|
11 |
CRUTCHLOW, Cal |
CWM LCR Honda |
2:00.536 |
1.669 |
19 / 67 |
|
12 |
VIÑALES, Maverick |
Team Suzuki MotoGP |
2:00.964 |
2.097 |
12 / 51 |
|
13 |
PETRUCCI, Danilo |
Pramac Racing |
2:00.970 |
2.103 |
11 / 48 |
|
14 |
AOYAMA, Hiroshi |
HRC |
2:01.029 |
2.162 |
6 / 46 |
|
15 |
BARBERA, Hector |
Avintia Racing |
2:01.183 |
2.316 |
27 / 57 |
|
16 |
PIRRO, Michele |
Pramac Racing |
2:01.232 |
2.365 |
10 / 56 |
|
17 |
REDDING, Scott |
Estrella Galicia 0.0 Marc VDS |
2:01.263 |
2.396 |
65 / 67 |
|
18 |
HAYDEN, Nicky |
Drive M7 Aspar |
2:01.508 |
2.641 |
13 / 52 |
|
19 |
BAZ, Loris |
Forward Racing Team |
2:01.624 |
2.757 |
6 / 46 |
|
20 |
MILLER, Jack |
CWM LCR Honda |
2:01.895 |
3.028 |
3 / 50 |
|
21 |
BAUTISTA, Alvaro |
Aprilia Racing Team Gresini |
2:01.924 |
3.057 |
60 / 63 |
|
22 |
DI MEGLIO, Mike |
Avintia Racing |
2:02.128 |
3.261 |
48 / 49 |
|
23 |
ABRAHAM, Karel |
AB Motoracing |
2:02.297 |
3.430 |
18 / 43 |
|
24 |
LAVERTY, Eugene |
Drive M7 Aspar |
2:02.334 |
3.467 |
55 / 57 |
|
25 |
NAKASUGA, Katsuyuki |
Yamaha Factory Test Team |
2:02.363 |
3.496 |
3 / 22 |
|
26 |
TAKAHASHI, Takumi |
HRC |
2:03.113 |
4.246 |
11 / 64 |
|
27 |
DE ANGELIS, Alex |
Octo Ioda Racing Team |
2:03.471 |
4.604 |
22 / 32 |
|
28 |
MELANDRI, Marco |
Aprilia Racing Team Gresini |
2:03.641 |
4.774 |
61 / 61 |