09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

MARQUEZ POLVERIZZA IL RECORD, PEDROSA 2°, IANNONE E’ DAVANTI A ROSSI, 4° A MEZZO SECONDO

 

Sepang. Gli occhi al cielo, ancora un po’ assonnati, a scrutare le nuvole che si addensano sul circuito malese. Buon segno, ormai da anni da queste parti si sa che, prima che spunti il sole, vengono fuori i tempi migliori. Lo sanno i giornalisti, presenti da subito al circuito, lo sanno i tecnici e lo sanno soprattutto i piloti, che hanno una voglia matta di fare tre cose: la prima è scendere in pista subito per vedere se le regolazioni e i dati raccolti in due giorni hanno portato miglioramenti alla moto, gomme supersoft e via più veloci della luce.

La seconda è quella di mettere insieme un sacco di chilometri per inanellare long run e vedere di che pasta è fatta la moto, se “tiene”, se si rompe qualcosa o se tutto regge alla perfezione. E la terza è quella di correre in albergo, prendere le valigie e catapultarsi sul primo aereo per tornare a casa.

Il primo a capire che le cose si sarebbero messe subito bene è stato come al solito Marc Marquez. Appena il tempo di accendere i monitor in sala stampa ed ecco che Marquez scende in pista e sfodera alla prima uscita utile due tempi quasi identici sull’1’59”.

Andiamo bene” è il commento della sala stampa. Marc sembra ascoltarli e all’ottavo giro ecco la sorpresa, il regalo, il colpo di genio: 1’58”867! La prima reazione è di incredulità: “Vabbè, si è rotto il computer dei tempi, il trasponder non funziona. Poi qualcuno si affaccia dai finestroni e vede i tecnici Honda che si “danno il 5”, grosse pacche sulle spalle e abbracci convinti.

Ma allora è tutto vero! Il campione del mondo è riuscito nell’impresa, incredibile, di scendere addirittura di limare di un secondo il record della pista! Tempo incredibile che attesta come la Honda sia anni luce davanti a tutti gli altri.

Una prova? Il secondo posto è di Dani Pedrosa, fido scudiero di Marquez, che per soli 6 millesimi non scende pure lui sotto l’1’”59. Se a questo aggiungete il fatto che in totale sono stati 7 i piloti a scendere sotto i 2’ (di seguito Iannone, Rossi, Lorenzo, Pol Espargarò e Dovizioso), si capisce meglio il senso dell’impreso del campione di Cervera.

A quel punto la prima reazione, di gente come noi che in pista ci va per guardare gli altri e non per correre come invece fanno loro, sarebbe copiare la scenetta di Ezio Greggio quando su Scherzi a parte “prende su” le sue cose, si alza e se ne va…

Ma i piloti sono qui per lavorare sodo e non per fare simpatiche scenette. Ragion per cui ecco che, facendo buon viso a cattiva sorte, richiudono il casco, si mettono in carena e cercano almeno di limitare i danni.

Dopo Pedrosa, la cosa riesce benissimo ad Andrea Iannone. Il pilota di Vasto, compare di Dovizioso, stampa un magnifico 1’59”388 all’11° giro utile e di lì non lo smuove più nessuno, felice di aver portato la Ducati così in alto, ma soprattutto contento di sapere che a Borgo Panigale gli stanno preparando un missile di quelli che, si spera, potranno davvero mettere paura ai giganti della Honda e alla Yamaha di Lorenzo e Valentino.

Già, la Yamaha. Aveva iniziato così bene e così forte giovedì e venerdì, da illudere prima con il Dottore e poi con Jorge che forse i distacchi dalla Honda si sarebbero livellati in fretta. Oggi invece una specie di doccia fredda: se già ieri Rossi era troppo distante da Lorenzo (713 millesimi), oggi il fatto di ritrovarsi 4°, ma a oltre mezzo secondo da Marquez, non gli farà fare salti di gioia, così come essersi messo alle spalle Lorenzo (5° a 757 millesimi) non lo entusiasmerà più di tanto. I problemi ci sono, inutile negarli, e forse solo l’arrivo del nuovo cambio seamless porterà una ventata di novità

Il guaio grosso, messo in evidenza dalle prove di long run che i piloti hanno fatto nel pomeriggio, è che la Honda è stata di gran lunga la migliore anche in questa configurazione, anche se a leggere i cronologici questa volta Pedrosa è stato più bravo di Marquez. Di poco, ma è sempre qualcosa.

La Yamaha, nel long run, occupa la terza posizione con Lorenzo davanti a Rossi (che alla fine dei test non aveva proprio il sorriso dei giorni migliori soddisfatto sì “ma non troppo”, come ha tenuto a precisare. Insomma, c’è sempre quel maledetto mezzo secondo che divide Valentino dalla vetta del mondiale: è lo stesso mezzo secondo dello scorso anno ed è sempre la differenza tra Honda e Yamaha ormai da anni.

Guardando al resto delle prove Pol Espargarò si è dimostrato ancora il più veloce con le moto satellite,. Mentre tra le Open bravo Bradl, oggi 8° davanti a Barberà (15° su Ducati), e Hayden (19° su Honda).

Sull’Aprilia abbiamo già detto ieri e non vorremmo dire cose cattive pure oggi. Bautista ha chiuso con il 21° tempo, a poco più di 3” da Marquez, Melandri invece non si è schiodato dall’ultimo posto a 4”774 da Marc. “Mi sembra di guidare come un principiante”, aveva detto ieri Melandri. Lo scoramento nel team Aprilia è totale, si brancola nel buio. Speriamo che i tecnici (e i piloti) trovino in fretta una soluzione. Altrimenti non si capisce proprio perché Noale abbia voluto tornare nella MotoGp con un anno di anticipo rispetto ai programmi e visto anche l’impegno in Sbk. (Enrico Biondi)

Pos

Pilota

Team

Giro veloce

Gap

Giri

1

MARQUEZ, Marc

Repsol Honda Team

1:58.867

 

8 / 52

2

PEDROSA, Dani

Repsol Honda Team

1:59.006

0.139

11 / 41

3

IANNONE, Andrea

Ducati Team

1:59.388

0.521

11 / 47

4

ROSSI, Valentino

Movistar Yamaha MotoGP

1:59.401

0.534

11 / 49

5

LORENZO, Jorge

Movistar Yamaha MotoGP

1:59.624

0.757

12 / 55

6

ESPARGARO, Pol

Monster Yamaha Tech 3

1:59.851

0.984

8 / 50

7

DOVIZIOSO, Andrea

Ducati Team

1:59.874

1.007

5 / 33

8

BRADL, Stefan

Forward Racing Team

2:00.294

1.427

10 / 49

9

SMITH, Bradley

Monster Yamaha Tech 3

2:00.384

1.517

26 / 50

10

ESPARGARO, Aleix

Team Suzuki MotoGP

2:00.486

1.619

13 / 36

11

CRUTCHLOW, Cal

CWM LCR Honda

2:00.536

1.669

19 / 67

12

VIÑALES, Maverick

Team Suzuki MotoGP

2:00.964

2.097

12 / 51

13

PETRUCCI, Danilo

Pramac Racing

2:00.970

2.103

11 / 48

14

AOYAMA, Hiroshi

HRC

2:01.029

2.162

6 / 46

15

BARBERA, Hector

Avintia Racing

2:01.183

2.316

27 / 57

16

PIRRO, Michele

Pramac Racing

2:01.232

2.365

10 / 56

17

REDDING, Scott

Estrella Galicia 0.0 Marc VDS

2:01.263

2.396

65 / 67

18

HAYDEN, Nicky

Drive M7 Aspar

2:01.508

2.641

13 / 52

19

BAZ, Loris

Forward Racing Team

2:01.624

2.757

6 / 46

20

MILLER, Jack

CWM LCR Honda

2:01.895

3.028

3 / 50

21

BAUTISTA, Alvaro

Aprilia Racing Team Gresini

2:01.924

3.057

60 / 63

22

DI MEGLIO, Mike

Avintia Racing

2:02.128

3.261

48 / 49

23

ABRAHAM, Karel

AB Motoracing

2:02.297

3.430

18 / 43

24

LAVERTY, Eugene

Drive M7 Aspar

2:02.334

3.467

55 / 57

25

NAKASUGA, Katsuyuki

Yamaha Factory Test Team

2:02.363

3.496

3 / 22

26

TAKAHASHI, Takumi

HRC

2:03.113

4.246

11 / 64

27

DE ANGELIS, Alex

Octo Ioda Racing Team

2:03.471

4.604

22 / 32

28

MELANDRI, Marco

Aprilia Racing Team Gresini

2:03.641

4.774

61 / 61