09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

6 Ore di Spa: la BMW con una doppietta mette k.o. Ferrari e Toyota, promosse Aston Martin e Genesis, delude la Peugeot

Spa. L'incognita delle Ardenne non delude mai. La 6 Ore di Spa-Francorchamps 2026 ha regalato un weekend di puro spettacolo, confermandosi come uno degli appuntamenti più imprevedibili e affascinanti del calendario WEC. Tra i saliscendi delle Ardenne, sotto un meteo variabile e con una griglia iper-competitiva, si è scritta una pagina inedita di storia dell'Endurance: la BMW ha conquistato la sua prima, clamorosa vittoria nella classe regina Hypercar, siglando persino una splendida doppietta nel giardino di casa del team WRT. È stata una gara condizionata da frequenti neutralizzazioni, strategie portate al limite e colpi di scena fino all'ultimo respiro, che hanno ribaltato i pronostici della vigilia e mostrato nuovi rapporti di forza in pista, in vista del grande appuntamento di Le Mans.

Il fine settimana belga era iniziato con un verdetto inatteso. Nelle prove ufficiali del venerdì, la Peugeot ha finalmente raccolto i frutti del lungo e travagliato sviluppo della sua 9X8, conquistando la prima pole position della sua storia nel WEC grazie a un giro magistrale del giovane Malthe Jakobsen sulla vettura #93.

 Un risultato esaltante per la casa francese, arrivato in una sessione che ha visto le grandi corazzate del mondiale annaspare nelle retrovie. Il rimescolamento dei valori imposto dal Balance of Performance (BoP) ha infatti penalizzato fortemente i pesi massimi: la Ferrari #50 di Antonio Fuoco è riuscita a strappare un'ottava piazza, beffata per una manciata di millesimi dalle sorprendenti Aston Martin Valkyrie e Cadillac. Ancora peggio è andata alla Rossa gemella #51 e alle due Toyota GR010, rimaste addirittura escluse dalla top ten e costrette a preparare una gara tutta all'attacco.

La Gara:

Al via del sabato, i 7 chilometri del tracciato belga sono diventati subito il teatro di battaglie. Le fasi iniziali hanno visto protagoniste assolute le Cadillac e le Alpine, capaci di imporre un ritmo martellante e di scavalcare agilmente la Peugeot #93, progressivamente scivolata indietro sulla lunga distanza. La corsa, tuttavia, è stata pesantemente frammentata da ben tre regimi di Safety Car, che hanno costantemente azzerato i distacchi e trasformato la competizione in una complessa partita a scacchi sul muretto box. In questo scenario caotico, è emersa la perfezione strategica del team belga WRT. Le due BMW M Hybrid V8, pur non risultando le assolute dominatrici sul giro secco, hanno sfruttato con intelligenza chirurgica le finestre di pit stop e la gestione del carburante, ritrovandosi meritatamente al comando nella seconda metà dell'evento.

René Rast: “È da tanto tempo che ci lavoriamo – aspettavamo questo momento da due o tre anni. Tutti hanno lavorato duramente e festeggiare la nostra prima vittoria in Belgio, dove il WRT gioca in casa, è qualcosa di davvero speciale. Il team ha fatto un miracolo a livello strategico. Mi hanno messo in testa e poi la macchina volava, in pista libera avevamo un passo fantastico. Abbiamo fatto pit-stop perfetti, non abbiamo commesso errori e non ci sono stati contatti. È stata una giornata incredibile!”

La Ferrari, dal canto suo, ha saputo massimizzare un weekend partito in salita. La 499P #50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, pur priva della velocità di punta necessaria per sverniciare i rivali sul lungo rettilineo del Kemmel, ha condotto una gara intelligente, di nervi e priva di sbavature. Risalendo pazientemente il gruppo, il trio ha agguantato un preziosissimo e sudato terzo gradino del podio, che vale oro in ottica iridata.

Alle spalle del terzetto di testa, Spa ha certificato la bontà dell'affascinante progetto Aston Martin: la Valkyrie #009 spinta dal suo iconico V12 aspirato ha chiuso in una fantastica quarta posizione, accarezzando a lungo il podio. Gara sfortunata, invece, per la gemella #007, incolpevolmente estromessa da un contatto con l'Alpine. Ha fatto sorridere anche l'esordiente Genesis, capace di centrare un doppio arrivo a punti con la GMR-001. Giornata nera e da archiviare, di contro, per la pole-sitter Peugeot (crollata decima con la superstite #93 e ritirata per un incidente con la #94) e per l'irriconoscibile Toyota, dispersa nel traffico e mai realmente in lotta per le posizioni che contano.

Non meno spettacolare e controversa si è rivelata la battaglia nella classe LMGT3. La pista aveva inizialmente incoronato vincitrice la Ferrari 296 GT3 #21, passata per prima sotto il traguardo. La gioia del muretto è stata però strozzata da una penalità di 5 secondi inflitta nel post-gara, che ha inesorabilmente declassato la Rossa al quinto posto. La sanzione ha consegnato il gradino più alto del podio sul piatto d'argento alla McLaren 720S LMGT3 Evo del team Garage 59, abilissima a tenersi fuori dalla mischia per tutta la durata della corsa. Da segnalare la prova maiuscola del riminese Mattia Drudi, eccellente terzo con l'Aston Martin Vantage #27, mentre le Lexus, dominatrici assolute di Libere e Qualifiche, sono clamorosamente implose sulla distanza, chiudendo l'evento belga con un pugno di mosche.

La 6 Ore di Spa 2026 lascia in eredità un mondiale WEC mai così incerto ed equilibrato. Il prossimo banco di prova sarà però quello inappellabile: la leggendaria 24 Ore di Le Mans.

Hanno detto:

Antonello Coletta, Global Head of Endurance and Corse Clienti: "Siamo contenti per aver raggiunto il podio dopo una qualifica non soddisfacente, ma allo stesso tempo c'è delusione per aver perso la vettura numero 51 coinvolta in un incidente nel quale non ha avuto alcuna colpa. La strategia della squadra è stata impeccabile, come dimostrato anche dalla risalita della numero 83 di AF Corse, non abbiamo nulla da recriminare verso noi stessi e speriamo ora di tornare a combattere per il vertice fin dalle qualifiche e dal primo giro della prossima gara".

Antonio Fuoco: “Abbiamo fatto del nostro meglio dopo la sfortuna del pit stop, possiamo essere comunque soddisfatti del risultato e ora dobbiamo lavorare per preparare al meglio la gara regina dell'anno, la 24 Ore di Le Mans".

Miguel Molina: "Sono molto soddisfatto di come sono andati i miei stint, da ottavo a secondo penso sia stata una delle migliori prestazioni della mia carriera. Dopo il problema al pit stop non ci siamo persi d'animo e siamo riusciti a risalire e ottenere un podio che è importante per il campionato e per arrivare a Le Mans più motivati".

Nicklas Nielsen: "Siamo molto contenti, considerando dove ci trovavamo dopo la seconda sosta. La vettura in ogni caso era molto piacevole da guidare. Abbiamo provato a diversificare la strategia per appprofittare delle neutralizzazioni e questo ci ha permesso di risalire. Oggi non eravamo i più forti, perciò un podio è positivo per il campionato anche se sappiamo che avremmo potuto ottenere anche qualcosa in più".

Alessandro Pier Guidi: "È un peccato che sia finita con un ritiro perché anche in un weekend complicato avremmo potuto portare a casa punti importanti per il campionato, forse anche una posizione tra i primi cinque. Purtroppo questi incidenti possono capitare nell'arco di una stagione".

James Calado: "È un peccato non aver tagliato il traguardo, avremmo potuto finire almeno sesti e questi sono punti importanti che non abbiamo portato a casa. Non c'è nulla che avremmo potuto fare di diverso, Alessandro  si è trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato ed è stato colpito in curva-1, con la vettura che è rimasta molto danneggiata. Fino a quel momento la gara non era stata semplice, ma ce lo aspettavamo dovendo risalire da molto indietro. Alla fine i punti persi non sono troppi, perciò ora andiamo a Le Mans con la testa libera e puntando, come sempre, alla vittoria".

Antonio Giovinazzi: "Fino al momento del contatto eravamo riusciti a risalire in zona punti. Purtroppo la gara è andata così, ora dobbiamo lavorare per ritrovare il bilanciamento giusto in vista di Le Mans che è la gara più importante dell'anno".

Yifei Ye: "All’inizio del weekend sapevamo che sarebbe stata dura. Credo che abbiamo disputato una buona gara e saputo approfittare degli errori dei nostri avversari. Il sesto posto è stato sicuramente un risultato superiore alle nostre aspettative, vista la posizione di partenza arretrata. Ora non vediamo l’ora di correre a Le Mans, dove puntiamo a difendere la vittoria conquistata lo scorso anno".

Phil Hanson:  "Partendo dal tredicesimo posto e arrivando sesti, penso che abbiamo fatto un buon lavoro. È stata una classica gara del WEC, ricca di azione, incidenti e grandi duelli in pista. A livello personale, però, non sono soddisfatto di come è andato il secondo stint. È stato fortemente influenzato dall’aria sporca delle vetture davanti. Tutti i progressi che avevo fatto nel primo giro, li ho persi durante il secondo stint. Poi abbiamo giocato un po’ di strategia, una scelta che è sembrata azzeccata. Ma ancora una volta la posizione in pista ci ha penalizzato molto nella parte centrale della gara, e qualcosa di simile è successo anche ai miei compagni di squadra. Alla fine siamo riusciti a trarre vantaggio dal caos che si è creato in pista e a quel punto la strategia ha avuto meno peso; ci siamo trovati in aria pulita e abbiamo potuto semplicemente correre la nostra gara. Il sesto posto era praticamente il massimo che potessimo ottenere oggi"

Emmanuel Esnault (Team Principal Peugeot): “Ce ne andiamo con sentimenti contrastanti dopo questo fine settimana, con la pole position di sabato e una solida fase iniziale con diversi giri veloci da parte della #94, ma anche con una grande delusione poiché eravamo in lizza per un ottimo risultato. Abbiamo concluso con il 7° posto per la #93, che ha anche fatto registrare il giro più veloce della gara. L'attenzione si sposta ora su Le Mans, con ancora del lavoro da fare prima dell'evento.”

Paul di Resta (Peugeot 9X8): “È stato difficile lottare per i punti nel traffico con tutte le Safety Car e il caos, ma abbiamo comunque raggiunto il nostro obiettivo con la P7 (settima posizione). Siamo già concentrati su Le Mans.”

Nick Cassidy (Peugeot 9X8): “Dopo un'Imola difficile per me, sono felice di aver completato un solido doppio stint. Mi sono sentito bene in macchina, ed è stata un'esperienza preziosa in vista di Le Mans.”

Stoffel Vandoorne (Peugeot 9X8 ): “Abbiamo conquistato i nostri primi punti della stagione, quindi non è male. Nel complesso è stata una gara dura, eravamo bloccati nel traffico ed è stato difficile mostrare il nostro passo. Nella parte finale, con temperature più fresche, la macchina ha preso vita ed è sembrata molto più forte, il che mi ha permesso di fare segnare il giro più veloce nella mia gara di casa.”

Robert Kubica: “Abbiamo appena concluso la seconda gara della stagione a Spa con un sesto posto. Credo che fosse il massimo che potessimo ottenere, considerando la nostra posizione di partenza e l’andamento della gara. Ovviamente non siamo dove avremmo voluto, ma abbiamo sfruttato al meglio le opportunità che si sono presentate e gli errori degli altri, compiendo anche alcuni sorpassi nelle ultime due ore. Sono contento degli otto punti conquistati, ma ovviamente dobbiamo continuare a lavorare in vista di Le Mans, che è la gara più importante della nostra stagione. Non vediamo l’ora di essere lì”. (Philippe Dubois)

La 6 Ore di Spa:

1 - Frijns-Rast-Van Der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 151 giri

2 - Magnussen-Marciello-Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1"969

3 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 2"622

4 - Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 5"004

5 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 6"015

6 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 11"552

7 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 12"861

8 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001 Hypercar) - Genesis - 29"882

9 - Stevens-Nato-Delétraz (Cadillac V-Series.R) - Jota - 31"837

10 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 32"165

11 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 32"376

12 - Felix Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 2 giri

13 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001 Hypercar) - Genesis - 8 giri

14 - Au-Fleming-Kirchhofer (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 12 giri

15 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 12 giri

16 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 12 giri

17 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 12 giri

18 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 12 giri

19 - Umbrarescu-Schmid-Lopez (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 12 giri

20 - Cottingham-Boguslavskiy-Guven (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 12 giri

21 - McDonald-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 12 giri

22 - Dempsey-Yoluc-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 12 giri

23 - Berry-Andrade-Martin (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 12 giri

24 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3) - WRT - 12 giri

25 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 12 giri

26 - Newell-Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 12 giri

27 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3) - WRT - 12 giri

28 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 13 giri

29 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 23 giri