09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

La 6 Ore di Spa si chiude nel segno di una doppietta Porsche, Ferrari sul podio, flop della Toyota

Spa. Will Stevens/Callum Ilott hanno vinto con la Jota Porsche #12  la 6 Ore  di Spa, terzo atto del World Endurance Championship. Il team britannico legato al costruttore tedesco ha vinto sul circuito delle Ardenne, una volta tanto non bagnato dalla pioggia,  precedendo Estre/ Vanthoor/ Lotterer (Porsche Penske Motorsports #6) ed a Fuoco/Nicklas / Molina  (Ferrari  #50).

 La superiorità della Porsche, manifestatasi sin dalla prima gara in Qatar,  è stata netta  e nulla hanno potuto  soprattutto Toyota ancora in difficoltà dopo anni di totale superiorità e la Ferrari anche se   Pier Guidi e compagni hanno molto da recriminare  per una decisione dei commissari di  prolungare la gara per il tempo che è durato  il regime di bandiera rossa. In quel momento la Ferrari 50 era al comando  con un buon margine di vantaggio, quanto probabilmente sarebbe bastato per difendersi nper qualche giro ovvero per una decina di minuti.

 Il primo colpo di scena della giornata è arrivata è arrivato dopo 90 minuti di gara con un contatto tra la BMW Hypercar #20 di Rast, la Porsche 963 #38 JOTA di Hanson e la BMW M4 GT3  #46 in curva 8. La BMW   colpiva  la Porsche #38 che  finiva contro le barriere insieme alla BMW di Valentino Rossi/ Al Harthy/ Martin.

 La Proton Competition #99, autrice di un ottimo avvio, continuato  a tenere il comando  grazie a Jani   che vantava un piccolo margine di vantaggio  sulla  Ferrari #51 e sulla  Porsche ufficiale #5. Porsche perdeva  intanto una delle sue pedine più importanti:  alla terza ora  la 963 #5 di Christensen è infatti finiva contro le barriere di Blanchimont quando era  provvisoriamente in terza piazza. Questo ha permesso alla Ferrari #51 di diventare sempre  minacciosa alle spalle della Porsche #99 Proton Competition, Alessandro Pier Guidi non ha mancato l’occasione di scavalcare la 963 #99 di Jani.

A quel punto le Ferrari prendevano la corsa in mano  allungando nei confronti della Porsche con Pier Guidi e Fuoco in grande evidenza  poco prima di uno spettacolare incidente provocato della Cadillac #2 di Earl Bamber. Il pilota neozelandese finiva contro le barriere sul rettilineo del ‘Kemmel dopo aver commesso  un errore clamoroso  nell’affrontare il doppiaggio della BMW M4 GT3 #31 del Team WRT. Non ci sono state fortunatamente conseguenze per l’ex vincitore della 24h Le Mans, in lotta nella Top10 con Proton Competition Porsche #99.

Bandiera rossa e gara sospesa con tutte le vetture incolonnate sul rettilineo di fronte ai box in attesa che gli addetti provvedessero alla riparazione delle barriere   La direzione gara con una decisione, unica sino ad ora,   a quel punto, mancavano 1 h e 44 ‘ minuti allo scadere delle 6 ore  interpretava  la sosta come una neutralizzazione della gara  e decideva  di protrarre  la gara  dello stesso  tempo (1 h.44).  Per le Ferrari era la fine dei sogni dal momento che entrambe avrebbero dovuto  fermarsi al box per il rifornimento  mentre gli altri, Porsche innanzitutto, avevano appena  fatto “il pieno” e quindi erano in condizioni  di arrivare a fine gara                                                                                                                                                                    

 Le due Ferrari hanno quindi controllato la ripartenza ma classifica è ben presto cambiata e le due Porsche hanno controllato con margine ogni ipotetico ritorno da parte dei rivali. Per la Porsche  è la prima vittoria sul circuito di Spa là dove la Toyota ha vinto ben sette volte. La classifica al termine delle 6 Ore dice: due Porsche, due Ferrari   che hanno fatto meglio delle Toyota che  ha chiuso solo  sesta  con Buemi , Hartley e Hirakawa.

Se questa doveva essere la gara di collaudo per la 24 Ore di Le Mans che si corre esattamente tra un mese allora la Porsche  pone la sua candidatura toccherà alla Ferrari e al team giapponese  recuperare lo svantaggio e spostare l’ago della bilancia anche se una 6 Ore è cosa ben diversa da una 24 Ore.

Difficilmente altri potranno inserirsi nella lotta per i tre gradini del podio.

A Spa la  Alpine ha vinto il derby con la Peugeot   ma il nono e decimo posto di certo non è  motivo di gran gloria e non induce a speranze di un piazzamento onorevole.  In entrambi i team si sottolineano i grandi progressi compiuti  ma sino ad grandi frutti non se ne sono visti.

Ma mentre in casa Alpine si pensa a lungo termine dal momento che De Meo, il CEO del brand, ha già confermato la presenza a lungo termine in casa Peugeot  l’orizzonte è tutt’altro che chiaro e Carlos Tavares non si è ancora espresso in proposito.  Girano voci, solo voci?,  di un passo indietro di Peugeot già pesantemente impegnata in Formula E che è un cavallo di battaglia del manager portoghese a favore della partecipazione nel campionato Endurance dell’Alfa Romeo  che forzatamente ha bisogno  di un rafforzamento di immagine, soprattutto sportiva.

Anche a Spa Isotta Fraschini, quindicesima all’arrivo, e Lamborghini  hanno recitato il ruolo di comparse.  Indubbiamente il debutto in questo campionato è sempre pieno di incognite ma soprattutto dalle vetture  realizzate nella Motor Valley  era lecito aspettarsi molto di più dopo tre gare. Per l’Isotta Fraschini  questo è sicuramente un anno di apprendistato, già si parla  di una sterzata a livello piloti, giovani, inesperti e paganti   che poco riescono a dare allo sviluppo e anche il ruolo del team Duqueine che gestisce le auto in pista  sembra a essere a rischio. (Phil. Demeunieur)

Così all’arrivo:

1 - Stevens-Ilott (Porsche 963) - Jota - 141 giri

2 - Estre-Lotterer-L. Vanthoor (Porsche 963) - Penske - 12"363

3 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari - 1'14"020

4 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari - 1'17"710

5 - Jani-Andlauer (Porsche 963) - Proton - 1'26"326

6 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010) - Toyota - 1'34"955

7 - Conway-Kobayashi-de Vries (Toyota GR010) - Toyota - 1'38"331

8 - Kubica-Shwartzman-Ye (Ferrari 499P) - AF Corse - 1'49"162

9 - Chatin-Gounon-Milesi (Alpine A424) - Alpine - 2'07"089

10 - Jensen-Müller (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1 giro

11 - Marciello-Wittmann-D.Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1 giro

12 - Lapierre-Schumacher-Vaxiviere (Alpine A424) - Alpine - 1 giro

13 - Frijns-Rast-S. Van Der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1 giro

14 - Di Resta-Duval (Peugeot 9X8) - Peugeot - 2 giri

15 - Serravalle-Bennett-Vernay (Isotta Fraschini Tipo6) - Isotta F. - 3 giri

16 - Shahin-Schuring-Lietz (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 11 giri

17 - Malykhin-Sturm-Bachler (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 11 giri

18 - Schiavoni-Cressoni-Perera (Lamborghini Huracan) - Iron Lynx - 11 giri

19 - Bovy-Frey-Gatting (Lamborghini Huracan) - Iron Dames - 11 giri

20 - Cottingham-Costa-Saucy (McLaren 720S) - United AS - 11 giri

21 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296) - AF Corse - 11 giri

22 - Mateu-Bastard-Sorensen (Aston Martin Vantage) - D'Station - 11 giri

23 - Roda-Pedersen-Olsen (Ford Mustang) - Proton - 11 giri

24 - Hardwick-Robichon-Barker (Ford Mustang) - Proton - 11 giri

25 - Robin-Schmid-Miyata (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 12 giri

26 - James-Mancinelli-Riberas (Aston Martin Vantage) - Heart - 12 giri

27 - Koizumi-Baud-Juncadella (Corvette Z06) - TF Sport - 12 giri

28 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296) - AF Corse - 12 giri

29 - Kimura-Masson-Lopez (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 13 giri