09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

F.1: un super Norris vince a Zandvoort, Antonelli secondo, Russell terzo. Podio tutto Mercedes, la Ferrari insegue

Zandvoort. L’ultimo Gran Premio d’Olanda a Zandvoort non poteva avere un copione più movimentato. Lando Norris conquista una vittoria pesantissima al termine di una gara caratterizzata dall’incidente di Max Verstappen al primo giro, dalla bandiera rossa, da una ripartenza che ha cambiato immediatamente gli equilibri e da una lunga battaglia strategica con Kimi Antonelli. Il britannico della McLaren, partito dalla pole position, ha dovuto inseguire dopo la ripartenza, ma con pazienza e un ritmo superiore è riuscito a tornare davanti e a mettere in cassaforte il secondo successo consecutivo dopo quello ottenuto in Ungheria. Alle sue spalle Antonelli porta a casa un secondo posto prezioso per il Mondiale, mentre George Russell completa il podio al termine di un weekend da protagonista per la Mercedes.

La gara sembrava poter offrire subito una sfida spettacolare tra Norris, Russell e Antonelli, ma il primo giro ha cambiato completamente la storia della domenica. Il pilota McLaren era riuscito a difendere la prima posizione allo spegnimento dei semafori, mentre Antonelli aveva avuto la meglio su Russell portandosi alle sue spalle. Dietro, invece, Verstappen cercava di recuperare dalla settima posizione, consapevole che partire così indietro nella sua ultima gara davanti al pubblico di casa avrebbe reso tutto più complicato. Nel tratto più veloce del circuito, però, la Red Bull ha perso improvvisamente aderenza: la vettura è scivolata verso l’esterno e Verstappen non è riuscito a evitare il contatto con le barriere. L’impatto ha provocato danni importanti alla monoposto e, soprattutto, ha messo immediatamente fine alla gara del padrone di casa. Fortunatamente il pilota è uscito senza conseguenze fisiche, ma per il pubblico olandese è stato un colpo durissimo. Proprio nel giorno dell’addio di Zandvoort al calendario di Formula 1, Verstappen si è ritrovato fuori dopo appena un giro.

La bandiera rossa ha quindi congelato la gara e costretto tutti a ricominciare praticamente da zero. Dopo la pausa necessaria per ripulire la pista e sistemare le barriere, le monoposto sono tornate sulla griglia per una nuova partenza. Ed è stato proprio in quel momento che Antonelli ha trovato l’occasione per cambiare il destino del Gran Premio. Kimi  è scattato meglio di Norris e si è infilato davanti alla McLaren, prendendo il comando della corsa. Per diversi giri la Mercedes ha imposto il proprio ritmo e Antonelli ha provato ad allungare, mentre Norris è rimasto nella sua scia senza però forzare un attacco immediato. La sensazione era che la McLaren stesse giocando una partita diversa, più ragionata, aspettando che la gestione degli pneumatici e la strategia potessero trasformarsi nell’arma decisiva.

È stata infatti una gara giocata soprattutto sulla pazienza. Antonelli aveva il vantaggio di essere davanti e poteva controllare il ritmo, ma Norris riusciva progressivamente a mantenere le gomme in una finestra migliore e a ridurre il distacco. La McLaren ha scelto di allungare lo stint e di aspettare il momento giusto per cambiare passo, mentre Mercedes doveva difendere la posizione e cercare di mantenere il proprio pilota fuori dalla zona di pressione. Giro dopo giro la distanza si è assottigliata e la sensazione che Norris potesse tornare in testa è diventata sempre più concreta. Quando il britannico ha avuto finalmente l’opportunità di attaccare, non l’ha sprecata: la McLaren ha sfruttato il ritmo e le gomme più fresche per riportarsi davanti, trasformando una gara che sembrava nelle mani della Mercedes in un’altra vittoria.

Da quel momento Norris ha costruito il proprio successo con grande maturità. Una volta riconquistata la leadership, il britannico ha iniziato ad aumentare il margine su Antonelli, evitando qualsiasi rischio inutile e gestendo la parte finale della corsa con l’obiettivo principale di arrivare al traguardo. Per Antonelli, invece, è arrivato il momento di pensare al campionato: il secondo posto vale punti fondamentali e soprattutto permette al giovane italiano di consolidare la propria posizione in testa alla classifica. Non è la vittoria che probabilmente aveva immaginato quando si era ritrovato al comando dopo la ripartenza, ma è un risultato che conferma una delle caratteristiche più importanti della sua stagione, cioè la capacità di trasformare anche una domenica non perfetta in un risultato pesante.

Alle loro spalle Russell ha dovuto difendere il terzo posto dagli attacchi della Ferrari di Lewis Hamilton. Il britannico della Mercedes, già vincitore della Sprint del sabato, ha completato così un fine settimana estremamente positivo, mentre Hamilton ha dovuto accontentarsi della quarta posizione davanti al compagno di squadra Charles Leclerc. Per la Ferrari resta il rammarico di non essere riuscita a trasformare un ritmo abbastanza competitivo in un piazzamento sul podio ma ancora una volta le strategie hanno mostrato qualche…lacuna né le novità portate in pista hanno dato qualcosa in più ma quando si parte in griglia in terza o quarta fila tutto diventa difficile. Leclerc ha comunque chiuso quinto, mentre Oscar Piastri ha portato l’altra McLaren al sesto posto, davanti a Liam Lawson, chiamato a sostituire Isack Hadjar sulla Red Bull. Nico Hülkenberg ha conquistato l’ottava posizione con Audi, mentre Fernando Alonso e Pierre Gasly hanno completato la top ten.

Dietro la top ten, la gara di Zandvoort racconta comunque storie interessanti. L’undicesimo posto va a Yuki Tsunoda, che con la Racing Bulls sfiora la zona punti senza però riuscire a rientrarci, mentre Franco Colapinto porta l’Alpine in dodicesima posizione. Per entrambi resta il rammarico di essere arrivati a pochi passi da un risultato utile, soprattutto in una gara nella quale diversi episodi avrebbero potuto rimescolare completamente l’ordine del gruppo.

E poi ci sono i ritiri, che in questa gara hanno un peso enorme. Il nome che spicca inevitabilmente è quello di Max Verstappen, fermato dopo appena un giro dall’incidente che ha mandato in frantumi la sua ultima gara di casa a Zandvoort. Una scena quasi irreale per il quattro volte campione del mondo, abituato a trasformare questo circuito in una delle sue fortezze e costretto invece a salutare il pubblico olandese praticamente senza aver avuto la possibilità di combattere. La Red Bull perde così punti preziosi e, soprattutto, un protagonista che avrebbe potuto incidere pesantemente sulla gara. Per la squadra austriaca la giornata diventa ancora più complicata perché Liam Lawson, chiamato a sostituire l’infortunato Isack Hadjar, riesce sì a conquistare il settimo posto, ma non può colmare da solo il vuoto lasciato dal compagno di squadra. Il neozelandese porta comunque a casa sei punti pesanti e limita i danni in un weekend nel quale Red Bull era arrivata a Zandvoort con aspettative decisamente più alte.

Ma la classifica finale racconta soltanto una parte di questa domenica. Il vero significato del Gran Premio è anche nel saluto di Zandvoort alla Formula 1. Il circuito olandese era tornato nel calendario nel 2021 e in pochi anni era diventato uno degli appuntamenti più riconoscibili del campionato, grazie soprattutto all’atmosfera creata dalle migliaia di tifosi di Verstappen. Le tribune arancioni, le curve sopraelevate e il legame quasi totale tra il pubblico e il pilota di casa avevano trasformato il Gran Premio in un evento unico. Verstappen aveva dominato le prime edizioni dopo il ritorno della Formula 1, diventando il simbolo stesso di queste gare davanti al proprio pubblico. Vederlo fermo dopo un solo giro proprio nell’ultima edizione lascia quindi un’immagine difficile da dimenticare.

Norris, invece, lascia l’Olanda con una vittoria che potrebbe avere un peso enorme nella stagione. Dopo il successo in Ungheria, la McLaren ha centrato il secondo trionfo consecutivo e ha dimostrato di essere tornata competitiva nel momento in cui il campionato entra nella sua fase più delicata. Il britannico ha ora bisogno di continuare su questa strada se vuole trasformare una stagione fin qui complicata in una vera rincorsa al titolo, ma la prestazione di Zandvoort dimostra che la McLaren può ancora essere protagonista. Antonelli, dal canto suo, può guardare alla classifica con maggiore tranquillità: il secondo posto gli permette di aumentare il proprio vantaggio e di lasciare il circuito olandese con una posizione ancora più solida al comando del Mondiale. !!

Quando Norris taglia il traguardo, Zandvoort può finalmente salutare la Formula 1. Il pubblico applaude, le bandiere arancioni continuano a sventolare e il circuito si prepara a chiudere un capitolo iniziato cinque anni fa. È una domenica che ha avuto praticamente tutto ciò che si può chiedere a un Gran Premio: il colpo di scena al primo giro, la bandiera rossa, una seconda partenza, il duello tra il leader del campionato e uno dei suoi principali inseguitori, una strategia decisiva e un finale senza più sorprese. Norris festeggia sul gradino più alto, Antonelli consolida il primo posto nel Mondiale e Russell completa un podio tutto Mercedes-McLaren. Verstappen, invece, può soltanto guardare gli altri festeggiare.

E forse è proprio questa l’immagine con cui Zandvoort saluta definitivamente la Formula 1: da una parte Norris che celebra una vittoria costruita con calma e intelligenza, dall’altra Antonelli che continua a mettere mattoni nella sua corsa al titolo e, sullo sfondo, il pubblico olandese che saluta il proprio campione dopo una gara durata appena un giro. Il circuito esce dal calendario lasciando una traccia importante nella storia recente della Formula 1, mentre il Mondiale 2026 riparte dall’Olanda con una certezza: Antonelli è ancora davanti, ma Norris ha appena dimostrato di non avere alcuna intenzione di arrendersi. La Ferrari sarà protagonista a Monza anche per la penalità della Mercedes che sostituirà il propulsore per il finale di stagione. Se l’obiettivo di Monza non sarà centrato allora la stagione sarebbe un vero disastro!!

Le pagelle dei team

Mercedes — 9: Weekend da squadra di vertice. Russell domina la Sprint, Antonelli chiude secondo il GP e Russell completa il podio: soprattutto, il muretto gestisce bene la situazione quando nel finale decide di favorire il leader del Mondiale. La W17 è competitiva sul giro secco, efficace sul passo e permette ad Antonelli di uscire da Zandvoort con un vantaggio iridato ancora più consistente. Unica nota: Norris, alla fine, aveva qualcosa in più.

McLaren — 9: La vittoria di Norris è soprattutto una vittoria di strategia. Dopo aver perso la testa alla ripartenza, il team non va nel panico, allunga lo stint del britannico e aspetta il momento giusto per giocarsi la gara con gomme più fresche. Norris torna davanti e poi gestisce perfettamente il vantaggio. Piastri sesto non è il risultato che la squadra avrebbe voluto, ma il segnale più importante è un altro: McLaren sembra aver ritrovato il passo delle giornate migliori.

Aston Martin — 8: Il nono posto di Fernando Alonso vale molto più di quanto dica la classifica. La macchina non sembra da top ten, eppure lo spagnolo riesce a entrarci grazie a una gara intelligente, una gestione eccellente delle gomme e qualche sorpasso ben costruito. Per Aston Martin è un risultato che certifica i progressi della vettura: finalmente arrivano punti dopo una stagione complicata.

Ferrari — 6,5: Quarto Hamilton, quinto Leclerc: bottino dignitoso, ma senza il podio che sembrava possibile. La Ferrari è stata spesso molto vicina alla Mercedes e Leclerc ha anche segnato il giro più veloce della gara, ma nei momenti decisivi è mancato qualcosa. Hamilton ha inoltre mostrato qualche perplessità sulla strategia. Insomma, punti importanti ma sensazione di occasione persa.

Red Bull — 6: Il settimo posto di Lawson salva parzialmente la giornata, ma per una squadra abituata a lottare per la vittoria è troppo poco. Soprattutto pesa l'incidente di Verstappen, che elimina la vettura di punta al primo giro proprio nella gara di casa. Lawson raccoglie punti preziosi, ma la Red Bull lascia Zandvoort con la sensazione di aver perso un'occasione importante.

Audi — 6: Hülkenberg ottavo porta a casa punti pesanti e conferma una certa solidità della squadra. Non è una macchina da podio, ma nei weekend complicati Audi riesce a sfruttare le opportunità e a portare almeno una vettura nella zona punti. Il risultato di Zandvoort è quindi positivo, anche se manca ancora il salto di qualità per stare stabilmente davanti.

Alpine — 5,5: Gasly chiude decimo e porta a casa un punto, risultato che permette alla squadra di limitare i danni. Nel complesso, però, Alpine non riesce a essere protagonista della gara e rimane nella battaglia di centro gruppo. Il punto iridato è comunque utile, soprattutto considerando quanto sia stata movimentata la gara.

Racing Bulls —5: Una gara concreta ma senza acuti. La squadra rimane fuori dalla top ten e non riesce a trasformare il caos di Zandvoort in un risultato a punti. È mancato quel guizzo che, in una gara con incidenti, strategie e condizioni variabili, avrebbe potuto fare la differenza.

Williams — 4: Weekend difficile. La Williams non riesce a trovare il ritmo necessario per inserirsi nella lotta per i punti e Carlos Sainz finisce lontano dalle posizioni che contano. Una domenica da archiviare rapidamente e dalla quale ripartire cercando una vettura più competitiva.

Haas — 4: Nessun punto e una gara nella quale la squadra americana non riesce a sfruttare fino in fondo le occasioni offerte dal caos iniziale. Mancano velocità e continuità e il risultato finale conferma le difficoltà del weekend.

Cadillac 4:  La nuova squadra americana continua il proprio percorso di crescita, però Zandvoort conferma quanto sia ancora distante dalle squadre capaci di lottare regolarmente per i punti. La buona volontà non basta!! (John Sturm)

Così all’arrivo:

1 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 72 giri

2 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 11"536

3 - George Russell (Mercedes) - 15"906

4 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 16"755

5 - Charles Leclerc (Ferrari) - 17"258

6 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 32"332

7 - Liam Lawson (Red Bull-Ford) - 1'19"915

8 - Nico Hulkenberg (Audi) - 1 giro

9 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1 giro

10 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1 giro

11 - Yuki Tsunoda (Racing Bulls-Ford) - 1 giro

12 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1 giro

13 - Gabriel Bortoleto (Audi) - 1 giro

14 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 2 giri

15 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 2 giri

16 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 2 giri                  

Classifica campionato piloti:

1.Antonelli 242; 2.Hamilton, Russell 183; 4.Norris 159; 5.Leclerc 155; 6.Verstappen 112; 7.Piastri 104; 8.Hadjar 68; 9.Lawson 49; 10.Gasly 44; 11.Lindblad 23; 12.Colapinto 19; 13.Bearman 18; 14.Bortoleto 10; 15.Sainz, Hulkenberg 6; 17.Albon 5; 18.Ocon, Alonso 3.

Classifica campionato costruttori:

1.Mercedes 425; 2.Ferrari 338; 3.McLaren-Mercedes 263; 4.Red Bull-Ford 186; 5.Racing Bulls-Ford 66; 6.Alpine-Mercedes 63; 7.Haas-Ferrari 21; 8.Audi 16; 9.Williams-Mercedes 11; 10.Aston Martin-Honda 3.