G.P. d’Olanda: Russell domina la Sprint, Leclerc secondo, Antonelli quarto allunga in classifica

Zandvoort. George Russell riparte con il piede giusto dopo la pausa estiva e si prende la Sprint del Gran Premio d’Olanda. A Zandvoort la Mercedes detta il ritmo dall’inizio alla fine e il britannico, partito dalla pole position, costruisce una vittoria solida, senza concedere agli avversari una vera occasione per metterlo in difficoltà. Alle sue spalle è Charles Leclerc a conquistare il secondo posto con una Ferrari capace di crescere nel corso della gara, mentre Lando Norris completa il podio dopo aver accarezzato, almeno nelle prime fasi, la possibilità di giocarsi il successo.
La partenza non regala sorprese particolari. Russell scatta bene e riesce a mantenere la prima posizione, mentre Norris prova a seguirne il ritmo. Leclerc rimane in agguato, consapevole che la gestione degli pneumatici potrebbe diventare decisiva sui 24 giri della Sprint. E proprio la strategia delle gomme finisce per rappresentare uno degli elementi chiave della gara. Il ferrarista, con le soft, riesce infatti a trovare un rendimento sempre più efficace con il passare dei giri, mentre la McLaren di Norris perde progressivamente terreno rispetto alla Mercedes.
Russell, al contrario, gestisce la situazione con grande freddezza. Il pilota della Mercedes non ha bisogno di forzare e può amministrare il vantaggio costruito nei primi giri. La sua vettura sembra particolarmente efficace sul tortuoso tracciato olandese e permette al britannico di controllare la gara senza dover ricorrere a manovre rischiose. Dietro di lui, invece, la lotta per il secondo posto diventa sempre più interessante.
Leclerc comincia a ridurre il distacco da Norris e, nella seconda parte della Sprint, arriva a portata della McLaren. Il sorpasso arriva al 17° giro e cambia definitivamente l'ordine del podio. La Ferrari passa così al secondo posto e prova anche a mettere nel mirino Russell, ma il margine accumulato dalla Mercedes è ormai sufficiente. Al traguardo Leclerc chiude a poco più di un secondo dal vincitore, mentre Norris deve accontentarsi della terza posizione.
Per il britannico della McLaren è un risultato che lascia qualche rimpianto. La prima fila conquistata in qualifica lasciava infatti pensare a una sfida molto più serrata con Russell, ma durante la Sprint la McLaren non riesce a mantenere lo stesso livello di prestazione. Norris deve quindi difendersi anche dalla pressione di Kimi Antonelli, che conclude quarto e porta a casa punti importanti per il campionato.
L’italiano della Mercedes continua così a mantenere la leadership iridata. La Sprint non modifica gli equilibri al vertice, ma offre a Russell l'opportunità di accorciare ulteriormente le distanze dal compagno di squadra. Il britannico conquista infatti un'altra vittoria nella stagione e conferma di essere uno dei principali protagonisti della lotta mondiale.
Più complicata, invece, la giornata di Max Verstappen. Davanti al proprio pubblico, il quattro volte campione del mondo deve accontentarsi del sesto posto. La Red Bull non sembra avere il passo necessario per inserirsi nella battaglia per il podio e Verstappen è costretto a disputare una gara di attesa, senza riuscire a trasformare il sostegno delle tribune di Zandvoort in un risultato di prestigio.
Alle sue spalle chiude un opaco Lewis Hamilton, settimo, mentre Pierre Gasly completa la zona punti con l'Alpine. Oscar Piastri, quinto, precede dunque Verstappen e Hamilton, in una Sprint nella quale i distacchi tra i protagonisti non sono stati sufficienti a produrre una lunga serie di sorpassi. Zandvoort, del resto, è un circuito che non facilita particolarmente le manovre d'attacco e, una volta stabilite le posizioni, la gara si trasforma soprattutto in una sfida sul ritmo e sulla gestione delle gomme.
Anche il meteo prova a movimentare il finale. Le prime gocce di pioggia fanno la loro comparsa negli ultimi giri, ma arrivano quando ormai il risultato è praticamente deciso. Russell può quindi tagliare il traguardo senza correre rischi e festeggiare una vittoria che rappresenta un'importante iniezione di fiducia per la Mercedes. Leclerc può invece sorridere per il secondo posto e per una Ferrari apparsa competitiva, soprattutto nella parte conclusiva della gara.
Alle spalle dei protagonisti del podio, la Sprint di Zandvoort racconta un'altra gara, fatta di duelli nel gruppo, occasioni mancate e qualche prestazione da sottolineare. Il nono posto di Gabriel Bortoleto è probabilmente il risultato più interessante tra quelli rimasti fuori dalla zona punti. Il brasiliano dell'Audi ha chiuso a poco più di un secondo da Pierre Gasly, ottavo e ultimo pilota a conquistare punti, e per buona parte della gara è rimasto a contatto con il gruppo che si giocava la parte bassa della top ten. Per Bortoleto resta quindi il rimpianto di aver visto sfumare un punto per un margine davvero ridotto.
Subito dietro di lui ha concluso Arvid Lindblad. Il giovane della Racing Bulls ha terminato decimo, praticamente incollato alla Audi di Bortoleto, con meno di mezzo secondo di ritardo. Una prestazione interessante per il rookie, che ha avuto il merito di rimanere dentro il gruppo per tutta la Sprint senza commettere errori. Per lui, però, il risultato non porta punti: in una gara così corta, arrivare appena fuori dalla top eight significa essere rimasti a un passo dal bottino.
Undicesimo Liam Lawson, che con la Red Bull non è riuscito a inserirsi nella lotta per le posizioni che contano. Il neozelandese ha chiuso a circa 47 secondi da Russell e davanti alle due Alpine. La prima delle monoposto francesi è stata quella di Franco Colapinto, dodicesimo, mentre Yuki Tsunoda ha portato la seconda Racing Bulls al tredicesimo posto. Per entrambi una gara senza acuti, ma anche senza episodi particolarmente negativi: semplicemente troppo lontani dal ritmo necessario per puntare alla zona punti.
Più indietro arriva Esteban Ocon, quattordicesimo con la Haas, seguito dal compagno di squadra Oliver Bearman. Il britannico ha terminato quindicesimo e ha chiuso a meno di mezzo secondo da Ocon, in una lotta interna che non ha però prodotto nessun punto. La Haas ha quindi vissuto una Sprint difficile, incapace di avvicinarsi alle posizioni che assegnavano il bottino iridato.
Ancora più complicata la situazione per Alexander Albon e Lance Stroll. Il pilota della Williams ha concluso sedicesimo, appena davanti all'Aston Martin del canadese. I due sono arrivati praticamente insieme, separati da appena 18 millesimi, dopo una gara nella quale nessuno dei due è riuscito a trovare il ritmo per risalire il gruppo. Per Albon è un risultato che conferma le difficoltà della Williams sul circuito olandese, mentre Stroll deve accontentarsi di una diciassettesima posizione che non lascia particolari soddisfazioni.
Ancora peggio è andata a Fernando Alonso. Lo spagnolo ha chiuso diciottesimo, a oltre un minuto dal vincitore. L'Aston Martin non è riuscita a trovare la competitività necessaria per avvicinare la zona punti e Alonso ha dovuto soprattutto cercare di portare a termine la Sprint raccogliendo informazioni utili in vista della gara lunga. Il distacco dalla vetta racconta però una giornata decisamente complicata per il due volte campione del mondo.
In fondo alla classifica troviamo invece una serie di ritiri e problemi: Valtteri Bottas ha completato 23 dei 24 giri ed è stato classificato diciannovesimo, mentre Carlos Sainz ha chiuso ventesimo, anche lui con un giro di ritardo. Per il pilota Williams è un altro weekend nel quale manca ancora il risultato che possa rilanciare una stagione complicata.
Perez ha completato soltanto 21 giri. Il messicano, al volante della Cadillac, non è riuscito a rimanere in gara fino alla bandiera a scacchi, mentre per Nico Hülkenberg la sua Audi si è fermata dopo 13 giri, ponendo fine anzitempo alla sua Sprint.
E proprio la parte bassa della classifica spiega quanto sia stata selettiva la Sprint di Zandvoort. Non ci sono stati grandi colpi di scena davanti, ma dietro i primi otto ogni posizione è stata una lotta contro il cronometro. Bortoleto e Lindblad hanno sfiorato i punti, Lawson ha chiuso appena fuori dalla top ten, mentre per Aston Martin, Williams e Cadillac è arrivata una giornata decisamente più difficile.
Alla fine, mentre Russell festeggiava la vittoria e Leclerc si prendeva il secondo posto, il resto del gruppo ha combattuto per obiettivi molto diversi: un punto, una posizione, qualche dato utile o semplicemente la bandiera a scacchi. È anche questa la fotografia della Sprint olandese: davanti i grandi nomi si giocano il campionato, dietro ogni decimo può fare la differenza tra entrare nella zona punti e chiudere una gara senza ricompensa.
Il risultato lascia però aperti diversi interrogativi in vista del Gran Premio vero e proprio. La McLaren dovrà capire perché Norris abbia perso competitività nella seconda metà della Sprint, mentre Verstappen cercherà di cambiare passo davanti ai suoi tifosi. La Ferrari, al contrario, può guardare alla domenica con maggiore ottimismo dopo la prestazione di Leclerc.
Ma soprattutto sarà interessante capire se Russell riuscirà a trasformare il dominio della Sprint in una candidatura concreta per la vittoria del Gran Premio. La Mercedes ha mostrato velocità e costanza, mentre la Ferrari ha dimostrato di poter risalire nel corso della gara. Con Antonelli ancora leader del campionato e Russell sempre più vicino, anche la lotta interna alla squadra tedesca promette di diventare uno degli elementi più interessanti del finale di stagione.
La Sprint di Zandvoort, insomma, ha già dato il suo primo verdetto: Russell è stato il più veloce, Leclerc il miglior inseguitore e Norris ha dovuto accontentarsi del gradino più basso del podio. Ma il premio più importante arriverà domenica. E questa volta, con 72 giri davanti, la storia potrebbe essere completamente diversa. (John Sturm)
Gara Sprint:
1 - George Russell (Mercedes) - 24 giri
2 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1"360
3 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 5"196
4 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 5"581
5 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 10"185
6 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 10"529
7 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 12"188
8 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 42"510
9 - Gabriel Bortoleto (Audi) - 44"437
10 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 44"971
11 - Liam Lawson (Red Bull-Ford) - 47"471
12 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 54"466
13 - Yuki Tsunoda (Racing Bulls-Ford) - 56"483
14 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1'06"098
15 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1'06"588
16 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'14"632
17 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1'14"650
18 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1'15"284
19 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1 giro
20 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1 giro
Classifica campionato piloti:
1.Antonelli 224; 2.Hamilton 171; 3.Russell 168; 4.Leclerc 145; 5.Norris 134; 6.Verstappen 112; 7.Piastri 96; 8.Hadjar 68; 9.Lawson, Gasly 43; 11.Lindblad 23; 12.Colapinto 19; 13.Bearman 18; 14.Bortoleto 10; 15.Sainz 6; 16.Albon 5; 17.Ocon 3; 18.Hulkenberg 2; 19.Alonso 1.
Classifica campionato costruttori:
1.Mercedes 392; 2.Ferrari 316; 3.McLaren-Mercedes 230; 4.Red Bull-Ford 180; 5.Racing Bulls-Ford 66; 6.Alpine-Mercedes 62; 7.Haas-Ferrari 21; 8.Audi 12; 9.Williams-Mercedes 11; 10.Aston Martin-Honda 1.