09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Norris e la McLaren tornano al successo in Ungheria, Antonelli allunga nel Mondiale. Ferrari, un'altra domenica da rimpianti: “veni, vidi…non vici”

Budapest. La Formula 1 va in vacanza con un campionato più aperto di quanto raccontino le classifiche e con alcune certezze che si rafforzano gara dopo gara. La prima arriva da Budapest, dove Lando Norris ritrova finalmente la vittoria, la dodicesima, e restituisce alla McLaren quel ruolo da protagonista che sembrava essersi affievolito nel corso della stagione. La seconda riguarda Andrea Kimi Antonelli, che sale ancora sul podio e consolida la leadership del Mondiale con una prestazione di grande maturità. La terza, purtroppo per i tifosi italiani, continua a riguardare la Ferrari, capace di essere competitiva ma ancora incapace di concretizzare nei momenti decisivi.

L'Hungaroring, che quest'anno festeggiava il quarantesimo Gran Premio della sua storia in Formula 1, ha confermato tutte le sue caratteristiche. È un circuito che premia la precisione, la gestione della gara e soprattutto la posizione conquistata in qualifica. Superare resta complicato e ogni dettaglio, dalla partenza alla strategia, assume un peso determinante.

Norris aveva costruito il proprio weekend già al sabato conquistando una pole position di grande valore, la prima da campione del mondo in carica, davanti a Charles Leclerc. Le penalità inflitte a Lewis Hamilton e ad Andrea Kimi Antonelli avevano modificato la griglia di partenza, spianando ulteriormente la strada al pilota britannico, chiamato però a non sbagliare nulla al via.

Lo spegnimento dei semafori, tuttavia, non è stato così lineare come molti si aspettavano. Oscar Piastri è riuscito a prendere momentaneamente il comando della corsa, dimostrando ancora una volta l'ottimo spunto della McLaren. L'australiano sembrava avere tutte le carte in regola per interrompere il lungo digiuno di vittorie della squadra di Woking, ma il suo Gran Premio ha preso una piega completamente diversa più tardi. Prima un contatto con Carlos Sainz ha complicato la sua gara, poi un problema al cambio lo ha costretto al ritiro quando mancavano appena quattordici giri al traguardo. Un epilogo amaro che ha spalancato definitivamente la strada a Norris.

Il britannico non si è fatto pregare. Una volta ritrovata la leadership, ha imposto un ritmo che nessuno è stato in grado di sostenere. La McLaren è apparsa estremamente efficace nella gestione degli pneumatici, riuscendo a mantenere costanza di rendimento anche negli stint più lunghi, proprio l'aspetto che nelle ultime gare aveva creato maggiori difficoltà alla squadra inglese.

Norris ha guidato con la sicurezza dei giorni migliori. Mai una sbavatura. Mai una correzione oltre il necessario. Ogni fase della gara è stata affrontata con grande lucidità, dimostrando che il talento dell'inglese non è mai stato realmente in discussione. Quello che mancava era una monoposto in grado di permettergli di esprimersi al massimo, e Budapest sembra aver restituito alla McLaren proprio quella competitività che aveva caratterizzato l'inizio del campionato.

Alle sue spalle Max Verstappen ha disputato una delle gare che meglio rappresentano il suo modo di interpretare la Formula 1. L'olandese ha capito fin dai primi giri che il passo della McLaren era superiore e ha scelto di non inseguire una vittoria praticamente impossibile. Ha amministrato il ritmo, ha evitato rischi inutili e ha sfruttato ogni opportunità offerta dalla gara, conquistando un secondo posto di enorme valore. La Red Bull non è più dominante come nelle ultime stagioni, ma Verstappen continua a fare la differenza. Quando la macchina non consente di vincere, lui riesce comunque a raccogliere il massimo risultato disponibile. È una qualità che continua a distinguerlo e che permette al team di Milton Keynes di rimanere stabilmente nelle posizioni di vertice.

Se Norris ha conquistato la vittoria, uno dei protagonisti assoluti del pomeriggio è stato ancora una volta Kimi Antonelli. Il giovane pilota della Mercedes partiva soltanto dalla settima posizione a causa della penalità ricevuta dopo le qualifiche, ma ha costruito una rimonta intelligente, senza mai esporsi a rischi inutili. La strategia della Mercedes, favorita anche dalla Virtual Safety Car provocata dal ritiro di Piastri, si è rivelata perfetta.

Antonelli è riuscito a sfruttare il momento giusto per effettuare il pit stop e negli ultimi giri ha difeso con autorevolezza il terzo posto dagli attacchi delle Ferrari. Il podio ottenuto a Budapest ha un peso enorme anche in ottica mondiale. Il pilota italiano allunga infatti il proprio vantaggio in classifica e arriva alla pausa estiva con cinquanta punti di margine sul primo inseguitore. Un tesoretto importante, costruito non soltanto con le vittorie, ma soprattutto con una continuità di rendimento impressionante per un pilota così giovane.

La Ferrari, invece, lascia l'Ungheria con la sensazione di avere nuovamente raccolto meno di quanto avrebbe potuto. Charles Leclerc chiude quarto, Lewis Hamilton quinto dopo una penalità di cinque secondi per eccesso di velocità nella corsia dei box. Una sanzione che costa al britannico il podio e permette al compagno di squadra di precederlo in classifica. Il risultato finale, tuttavia, racconta solo in parte quanto accaduto.

La SF-26 si è dimostrata competitiva fin dal venerdì. Leclerc aveva conquistato la prima fila e Hamilton aveva addirittura sfiorato la pole prima della penalità che lo ha fatto arretrare in griglia. Le premesse per disputare una gara da protagonisti c'erano tutte. La domenica, però, ha evidenziato ancora una volta i limiti che stanno accompagnando la stagione della Scuderia senza sottovalutare gli errori e le sbavature  del box e di Frederic Vasseur.

La Ferrari ha avuto un buon passo, ma non abbastanza per mettere realmente in difficoltà McLaren e Red Bull. La gestione degli pneumatici è apparsa meno efficace rispetto a quella della vettura di Norris e la strategia, pur corretta nelle sue linee generali, non ha mai offerto una reale occasione per ribaltare l'inerzia della corsa. Più che una questione di errori, è sembrato un problema di esecuzione complessiva. La Ferrari continua a essere molto competitiva sul giro secco, ma nel corso della gara perde quella brillantezza che permette ai migliori di fare la differenza.

È un aspetto che ormai si ripete con una certa frequenza. La monoposto c'è. Il potenziale anche. Quello che continua a mancare è la capacità di mettere insieme un weekend perfetto.

Hamilton, dal canto suo, può recriminare soprattutto per la penalità rimediata durante il rientro ai box. Fino a quel momento era pienamente in lotta per il podio e aveva dimostrato un passo molto competitivo. I cinque secondi aggiunti al tempo finale hanno però cambiato completamente il risultato della sua domenica, trasformando una gara positiva in un piazzamento che lascia inevitabilmente l'amaro in bocca.

Anche Leclerc ha disputato una corsa solida, ma mai realmente incisiva. Il monegasco è rimasto costantemente nelle posizioni di vertice senza però trovare il ritmo necessario per attaccare Antonelli o Verstappen. Sul circuito ungherese recuperare terreno è sempre complicato e la Ferrari non ha mai avuto quella superiorità prestazionale necessaria per ribaltare la situazione.

Tra gli altri protagonisti della giornata merita una menzione Isack Hadjar, autore di un convincente sesto posto con la seconda Red Bull, davanti alla Mercedes di George Russell, protagonista di una gara di rimonta dopo un avvio complicato. A punti anche Nico Hülkenberg e Liam Lawson, mentre il weekend si è concluso nel peggiore dei modi per Carlos Sainz, coinvolto nell'episodio che ha condizionato la gara di Piastri.

La pausa estiva arriva quindi in un momento particolare della stagione. McLaren ritrova fiducia grazie a un successo che mancava dall'inizio del campionato e dimostra di poter tornare protagonista nella seconda parte dell'anno. Mercedes continua invece a raccogliere risultati pesanti grazie a un Antonelli sempre più convincente, capace di gestire ogni situazione con una freddezza sorprendente. La Red Bull può contare sul consueto rendimento di Verstappen, che continua a trasformare ogni occasione in punti importanti. La Ferrari, invece, è chiamata a una riflessione più profonda.

Il bilancio di Budapest non può essere considerato disastroso, ma neppure soddisfacente. Su un circuito che sembrava adattarsi alle caratteristiche della SF-26, la Scuderia non è riuscita a conquistare nemmeno un podio. È un dato che pesa, soprattutto perché arriva dopo un fine settimana nel quale il potenziale della vettura era apparso evidente fin dalle prove libere. A Maranello servirà analizzare con attenzione ogni dettaglio. La velocità resta una base importante sulla quale costruire il resto della stagione, ma ormai non basta più. Per tornare a vincere occorre ritrovare quella continuità operativa che distingue le squadre campioni del mondo da quelle costrette a inseguire.

La Formula 1 si ferma adesso per la tradizionale pausa estiva. Quando il Mondiale riprenderà a Zandvoort, Norris proverà a dare continuità al successo ungherese, Verstappen cercherà di restare agganciato alla lotta iridata, mentre Antonelli ripartirà da leader del campionato con un vantaggio sempre più consistente. La Ferrari, invece, dovrà dimostrare di aver imparato la lezione di Budapest, perché il tempo per trasformare il potenziale in risultati inizia davvero a diminuire.

Le pagelle del GP d'Ungheria:

Lando Norris (McLaren) – 10: Vince come fanno i campioni. Gestisce la pressione della pole position, non sbaglia la partenza e, quando la gara gli consegna il comando, non concede più nulla agli avversari. La McLaren ritrova competitività, ma è lui a trasformarla in una vittoria netta. Ritmo, gestione delle gomme e lucidità: una gara praticamente perfetta.

Max Verstappen (Red Bull) – 9: Capisce subito che oggi la McLaren è irraggiungibile e interpreta la gara con grande intelligenza. Non spreca energie in attacchi impossibili, massimizza il risultato e porta a casa un secondo posto che vale punti pesanti per il Mondiale. Ancora una volta dimostra perché resta uno dei riferimenti della Formula 1.

Kimi Antonelli (Mercedes) – 9: Parte penalizzato, rimonta senza forzare e conquista un podio che pesa tantissimo nella corsa al titolo. Colpisce soprattutto la maturità con cui legge ogni fase della gara. Non commette errori, gestisce perfettamente gomme e strategia e, quando serve, difende con autorevolezza la terza posizione. Sempre più leader.

Isack Hadjar (Red Bull) – 7,5: Continua la sua crescita con una prestazione molto solida. Resta lontano dai riflettori, ma porta a casa punti importanti e conferma di essere uno dei giovani più interessanti della stagione. Costante e concreto.

Nico Hülkenberg (Audi) – 7: Esperienza e regolarità. Approfitta delle occasioni offerte dalla gara, evita errori e porta la Sauber nella zona punti. Una prestazione costruita con intelligenza.

Lewis Hamilton (Ferrari) – 6: La penalità per eccesso di velocità in pit lane pesa come un macigno sul suo pomeriggio. Fino a quel momento era pienamente in corsa per il podio e aveva mostrato un buon ritmo. L'errore cancella quanto di buono costruito fino a quel momento e trasforma una gara positiva in una domenica da rimpianti.

Oscar Piastri (McLaren) – 6,5: La sorte gli volta le spalle. Parte benissimo, si prende la testa della corsa e sembra avere il potenziale per giocarsi la vittoria. Il contatto nelle prime fasi e il successivo problema tecnico mettono fine alla sua gara quando era ancora protagonista. Rimane il rammarico per quello che avrebbe potuto essere.

George Russell (Mercedes) – 6.5: Weekend meno appariscente rispetto a quello del compagno di squadra, ma comunque positivo. Rimane in zona punti e contribuisce al buon bottino della Mercedes. Gara concreta, senza particolari acuti ma anche senza errori.

Charles Leclerc (Ferrari) – 5: Fa il massimo con una Ferrari che sul passo gara non riesce a tenere il ritmo della McLaren. Dopo una qualifica eccellente, sperava in qualcosa di più, ma la gara prende subito una piega complicata. Non commette errori, ma non riesce nemmeno a cambiare l'inerzia della corsa. Il quarto posto è il minimo indispensabile.

Carlos Sainz (Williams) – 5,5: Un episodio nelle prime fasi della gara condiziona il suo Gran Premio e quello di Piastri. Non riesce mai a trovare il ritmo giusto e chiude un fine settimana sotto tono rispetto alle aspettative della Williams.

I commenti nel dopo gara:

Charles Leclerc: “Abbiamo perso alcune posizioni al via e, su una pista come questa, dove sorpassare è così difficile, non siamo più riusciti a recuperare. La sfida principale della mia gara è stata con il grip. Queste nuove vetture sono estremamente sensibili anche ai più piccoli cambiamenti e la stessa mescola può comportarsi in modo diverso da uno stint all'altro. Tutta la squadra, sia a Maranello che qui in pista, ha svolto un lavoro straordinario nello sviluppo e nell'introduzione degli aggiornamenti sulla vettura. Questo ci ha permesso di compiere progressi concreti, di essere competitivi e di conquistare anche due vittorie. Ora ci prenderemo un po' di tempo per ricaricare le batterie e tornare più forti, analizzando quanto fatto finora nel corso della stagione e continuando a spingere anche dopo la pausa estiva.”

Lewis Hamilton: Sono grato a tutta la squadra per il lavoro svolto nella prima metà della stagione. Abbiamo fatto progressi concreti e anche questo fine settimana la vettura si è dimostrata competitiva, e questo è un aspetto sicuramente molto positivo. È ovviamente frustrante raccogliere così poco quando c’era il potenziale per fare molto meglio. Tutti, sia a Maranello sia qui in pista, hanno lavorato duramente per continuare a farci crescere, ed è un peccato non essere riusciti a trasformare tutto ciò nel risultato che era alla nostra portata.

Per quel che mi riguarda, le ultime gare mi sono costate parecchio perché ho lasciato troppi punti per strada. Ma sono ancora secondo in campionato, la stagione è ancora lunga e ci saranno altre opportunità.”

Liam Lawson: "Per noi è stata una buona gara. La prima curva e il primo giro erano ovviamente fondamentali, soprattutto dopo una qualifica difficile ieri. Grazie a un'ottima partenza, sapevamo di avere davanti una gara lunga, ma la vettura si è dimostrata molto competitiva dall'inizio alla fine. Un enorme grazie al team, che ha preso la decisione giusta optando per la strategia su due soste. Portare entrambe le vetture a punti è il modo migliore per chiudere la prima metà della stagione. Arrivare alla pausa estiva al quinto posto nel Campionato Costruttori è il giusto riconoscimento per tutto il duro lavoro svolto dalla squadra dall'inizio dell'anno. Ora non vedo l'ora di ricaricare le batterie nelle prossime settimane, ma sono anche impaziente di ripartire da questo slancio a Zandvoort."

Arvid Lindblad: "È un grande risultato per la squadra tornare a casa con un'altra doppia zona punti e salire al quinto posto nel Campionato Costruttori: ci sono davvero tanti motivi per essere soddisfatti. Il team ha svolto un lavoro incredibile nello sviluppo della vettura ed è bello vedere tutti questi sforzi finalmente premiati dai risultati. Non è stata una gara facile per nessuno nel gruppo di centro classifica: è stata impegnativa sia dal punto di vista mentale sia da quello fisico e abbiamo dovuto lottare duramente con le Audi. Non sono riuscito a sfruttare la partenza come avrei voluto, ma sono esperienze che mi porterò dietro nella seconda parte della stagione."

Nico Hülkenberg: "È una bellissima sensazione conquistare finalmente i primi punti della stagione. Ci sono state diverse gare quest'anno in cui avevamo il passo per andare a punti, ma per motivi diversi le cose non sono andate come speravamo. Abbiamo sempre saputo di avere il potenziale, quindi è davvero gratificante essere riusciti, finalmente, a mettere tutto insieme nell'arco dell'intero weekend e raccogliere il risultato che meritavamo. Ieri abbiamo sfruttato al massimo il potenziale a disposizione in qualifica e oggi abbiamo completato il lavoro con una gara solida. Tutti hanno eseguito il proprio compito nel migliore dei modi per tutto il fine settimana ed è bello arrivare alla pausa estiva con dei punti in classifica. Ora sfrutteremo queste settimane per ricaricare le energie, analizzare tutto quello che abbiamo imparato."

Gabriel Bortoleto: "Ho dato tutto quello che avevo e non è stata affatto una gara facile. Abbiamo provato a far funzionare una strategia a una sola sosta e, con la gomma Hard che si è rivelata una mescola piuttosto difficile rispetto alla Soft, ho dovuto gestire molto nel corso della gara. Alla fine ho tagliato il traguardo a meno di un secondo da Arvid Lindblad, quindi essere arrivato così vicino alla zona punti è comunque un risultato positivo, considerando come si è sviluppata la nostra corsa. Sono segnali molto incoraggianti in vista della pausa estiva. Il team sta facendo un lavoro straordinario e sono davvero soddisfatto di quanto siamo riusciti a ottenere finora in questa stagione. Spero che riusciremo a mantenere questo slancio anche nella seconda metà dell'anno."

Pierre Gasly: "Guardando al risultato finale, come squadra non siamo stati abbastanza competitivi per lottare per i punti e ci è mancato il passo per poter competere con le Racing Bulls e con entrambe le Audi. Abbiamo provato qualcosa di diverso, avendo a disposizione alcuni set di pneumatici nuovi, ma nemmeno questa scelta ha cambiato in modo significativo l'andamento della nostra gara. Abbiamo spinto e dato il massimo, ma questa è la realtà della nostra situazione attuale: non serve nasconderlo e possiamo risolverla soltanto portando più prestazione sulla vettura. Sappiamo che sono in arrivo nuovi aggiornamenti e speriamo che ci permettano di ottenere il salto di qualità che ci aspettiamo. Altre squadre hanno dimostrato che è possibile riuscirci e dobbiamo fare lo stesso. È fondamentale migliorare, e farlo rapidamente, altrimenti sarà molto difficile riconquistare il quinto posto nel Campionato Costruttori."

Franco Colapinto: "È stato un pomeriggio davvero molto difficile e, in generale, ci è mancato parecchio passo. Dopo i primi tre giri ho iniziato ad avere problemi con la vettura e, purtroppo, non sono più riuscito a recuperare. Anche con pneumatici nuovi continuavamo a essere molto lontani dal ritmo dei nostri avversari, quindi dobbiamo capire il motivo. Forse abbiamo riportato qualche danno, perché sia il bilanciamento sia il livello di aderenza non erano quelli che ci aspettavamo. Analizzeremo tutto insieme alla squadra. Aston Martin ha dimostrato che è possibile compiere un grande salto di qualità e speriamo di riuscirci anche noi quando porteremo i prossimi aggiornamenti. Rimarrò ancora qualche giorno in Ungheria per partecipare ai test Pirelli, poi inizierò la pausa estiva per ricaricare le energie e arrivare a Zandvoort pronto a ripartire." (John Sturm)

 Così all’arrivo:

1 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 70 giri

2 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 15"080

3 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 18"728

4 - Charles Leclerc (Ferrari) - 23"840

5 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 24"540

6 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 55"488

7 - George Russell (Mercedes) - 57"503

8 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 1 giro

9 - Nico Hulkenberg (Audi) - 1 giro

10 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1 giro

11 - Gabriel Bortoleto (Audi) - 1 giro

12 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1 giro

13 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1 giro

14 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1 giro

15 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 2 giri

16 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 2 giri

17 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 2 giri

18 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 2 giri

19 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 2 giri

Classifica campionato piloti:

1.Antonelli 219; 2.Hamilton 169; 3.Russell 160; 4.Leclerc 138; 5.Norris 128; 6.Verstappen 109; 7.Piastri 92; 8.Hadjar 68; 9.Lawson 43; 10.Gasly 42; 11.Lindblad 23; 12.Colapinto 19; 13.Bearman 18; 14.Bortoleto 10; 15.Sainz 6; 16.Albon 5; 17.Ocon 3; 18.Hulkenberg 2; 19.Alonso 1.

Classifica campionato costruttori:

1.Mercedes 379; 2.Ferrari 307; 3.McLaren-Mercedes 220; 4.Red Bull-Ford 177; 5.Racing Bulls-Ford 66; 6.Alpine-Mercedes 61; 7.Haas-Ferrari 21; 8.Audi 12; 9.Williams-Mercedes 11; 10.Aston Martin-Honda 1.