In Formula E De Vries da leggenda sotto la pioggia, Tokyo incorona la Mahindra, Dennis diventa leader del Mondiale

Tokyo. La pioggia, la tensione, la strategia e infine l'esplosione di gioia. La seconda gara del Tokyo E-Prix 2026 entra di diritto tra le più emozionanti della storia recente della Formula E. Sul circuito cittadino della capitale giapponese, reso insidioso dall'acqua caduta poco prima del via, Nyck de Vries firma una vittoria di straordinaria maturità riportando la Mahindra sul gradino più alto del podio al termine di una corsa intensa, interrotta da una bandiera rossa e decisa soltanto negli ultimi chilometri. Alle sue spalle chiudono Nick Cassidy e Jake Dennis, che con il terzo posto conquista comunque la leadership del Campionato del Mondo.
L'atmosfera è quella delle grandi occasioni. Le tribune del circuito di Tokyo sono gremite e il pubblico giapponese accompagna con entusiasmo ogni istante del weekend. La pioggia, caduta copiosa nelle ore precedenti, ha completamente cambiato il volto della pista, trasformando l'E-Prix in una sfida di intelligenza, sensibilità e gestione dell'energia.
Al via nessuno vuole commettere errori. Le monoposto elettriche scattano in perfetto ordine mentre i piloti affrontano con estrema prudenza le prime curve, ancora bagnate e scivolose. Jake Dennis mantiene la prima posizione senza forzare, consapevole che la gara sarà lunga e che la gestione dell'energia sarà determinante.
Alle sue spalle Oliver Rowland resta incollato alla Andretti, mentre Nick Cassidy sceglie una strategia conservativa, preferendo risparmiare batteria piuttosto che rischiare nelle prime fasi. Nyck de Vries osserva tutto da vicino. L'olandese della Mahindra evita inutili duelli e costruisce con pazienza la propria gara, aspettando il momento giusto per colpire.
Con il passare dei giri la traiettoria ideale comincia lentamente ad asciugarsi, ma numerosi tratti del circuito rimangono estremamente insidiosi. Ogni frenata richiede precisione assoluta e basta una minima sbavatura per perdere metri preziosi. Le strategie iniziano così a differenziarsi. L'attivazione dell'Attack Mode diventa il primo grande tema tattico della corsa. Alcuni anticipano la scelta, altri preferiscono conservarla per la fase finale. È una partita a scacchi giocata a oltre duecento chilometri orari.
Dennis continua a controllare il gruppo con apparente tranquillità, ma dietro di lui la pressione aumenta. Cassidy recupera terreno giro dopo giro, Rowland resta sempre in zona podio e Jean-Éric Vergne sfrutta tutta la propria esperienza per rimanere agganciato ai primi. Anche De Vries incrementa progressivamente il ritmo, dimostrando come la Mahindra sia una delle vetture più efficaci nelle condizioni miste.
A metà gara il gruppo di testa è racchiuso in pochi secondi. Nessuno riesce a costruire un margine di sicurezza. Ogni sorpasso viene preparato con attenzione, sfruttando le differenze di energia residua più ancora della velocità pura. La corsa entra nella sua fase decisiva negli ultimi dieci giri. Dennis prova ad allungare, ma Cassidy risponde immediatamente. De Vries rimane sempre nella scia dei due leader senza mostrare tutte le proprie carte. È una gestione magistrale, costruita giro dopo giro.
Quando tutto sembra pronto per uno sprint finale, arriva il colpo di scena. Un incidente nelle retrovie costringe la Direzione Gara a esporre la bandiera rossa. La gara viene sospesa a pochissimi giri dalla conclusione mentre squadre e piloti attendono con tensione la decisione dei commissari. Dopo alcuni minuti arriva il via libera. La corsa riparte per il rush conclusivo e la tensione sale alle stelle. Le gomme sono ormai fredde, l'aderenza è nuovamente precaria e ogni errore può compromettere un intero weekend.
È proprio in questo momento che emerge tutta la classe di Nyck de Vries. L'olandese sfrutta perfettamente la ripartenza, trova immediatamente il giusto ritmo e attacca con decisione Jake Dennis. La Mahindra appare impeccabile in uscita dalle curve lente, mentre Cassidy si inserisce nella lotta approfittando della bagarre.
L'ultimo giro è semplicemente spettacolare. I primi tre sono racchiusi in pochi decimi. Le frenate sono al limite, le traiettorie si incrociano e il margine d'errore è praticamente nullo. Dennis difende con determinazione, ma De Vries ha più energia e soprattutto una trazione superiore. Nell'ultima sequenza di curve il sorpasso decisivo prende forma. L'olandese esce con maggiore velocità e lancia la Mahindra verso il traguardo. Il pubblico esplode mentre la bandiera a scacchi sancisce una delle vittorie più belle della stagione.
Per De Vries è un successo che vale molto più dei venticinque punti. È la conferma del ritorno ai massimi livelli di un campione del mondo capace di interpretare alla perfezione una gara complicatissima, senza mai perdere lucidità. Alle sue spalle Nick Cassidy completa una splendida rimonta conquistando una preziosa seconda posizione dopo una gara gestita con intelligenza. Jake Dennis, terzo, limita i danni e grazie ai punti conquistati sale comunque in testa alla classifica mondiale, mettendo una seria ipoteca sulla lotta per il titolo.
Ai piedi del podio conclude Oliver Rowland, autore di una prestazione regolare e concreta, davanti a Jean-Éric Vergne, sempre competitivo nelle fasi decisive. Completano la zona punti Norman Nato, Sébastien Buemi, Nico Müller, Taylor Barnard e Maximilian Günther.
Per Mahindra il successo di Tokyo rappresenta una svolta tecnica e morale. Dopo stagioni difficili, il costruttore indiano ritrova finalmente il gusto della vittoria grazie a una monoposto competitiva e a una strategia perfetta.
Tokyo consegna così agli appassionati una gara destinata a restare nella memoria: pioggia, bandiera rossa, strategie, sorpassi e un finale da brividi. Tutti gli ingredienti che rendono la Formula E uno dei campionati più imprevedibili e spettacolari del motorsport moderno.
Ora il Mondiale si sposta verso il decisivo appuntamento di Londra con Jake Dennis leader della classifica, ma con un Nyck de Vries ritrovato e più determinato che mai. Se Tokyo doveva essere il crocevia della stagione, il suo verdetto è chiarissimo: la corsa al titolo è più aperta che mai.
Le pagelle
Nyck De Vries (Mahindra) – 10: Una gara da campione vero. Non forza nelle prime fasi, gestisce energia e gomme, aspetta il momento giusto e colpisce quando conta. La ripartenza dopo la bandiera rossa è magistrale. Vittoria costruita con freddezza, esperienza e velocità.
Nick Cassidy (Citroen) – 9: Corre in maniera impeccabile. Rimonta con pazienza, sfrutta ogni occasione e nel finale mette pressione a tutti. Manca soltanto lo spunto decisivo per la vittoria.
Jake Dennis (Porsche Andretti) – 8,5: Comanda buona parte della corsa e prova a resistere fino all'ultimo agli attacchi degli avversari. Il terzo posto vale la leadership del Mondiale. Gara di grande maturità.
Oliver Rowland (Nissan) – 8: Sempre nel gruppo dei migliori. Non commette errori e resta in lotta per il podio fino agli ultimi giri. Solido e costante.
Jean-Éric Vergne (DS Penske) – 7,5: L'esperienza fa la differenza. Gestisce bene una gara complicata e porta a casa punti importanti senza mai uscire dai radar. Il viale del tramonto però arriva per tutti.
Norman Nato (Nissan) – 7: Prestazione concreta. Non brilla particolarmente ma sfrutta bene le occasioni e conclude nella top ten.
Sébastien Buemi (Envision Racing) – 7: Il veterano svizzero dimostra ancora una volta tutta la sua esperienza. Gara intelligente, senza sbavature.
Edoardo Mortara (Mahindra) – 6: Lavora soprattutto per la squadra e porta la vettura al traguardo senza particolari acuti.
Nico Müller (Andretti) – 6,5: Buona gestione dell'energia e qualche bel sorpasso. Gli manca però il ritmo per inserirsi nella lotta dei primi.
Taylor Barnard (DS Penske) – 6,5: Il giovane britannico continua a crescere. Porta a casa altri punti preziosi mostrando maturità non comune.
Maximilian Günther (DS Penske) – 6,5: Weekend complicato ma salva il risultato entrando in zona punti. Rimane la sensazione di un pilota incompiuto in un team che, purtroppo, non ha più nulla da dire
Pascal Wehrlein (Porsche) – 5,5: Mai realmente competitivo. Fatica sul bagnato e perde contatto dal gruppo di testa troppo presto.
Mitch Evans (Jaguar) – 5: Ci si aspettava molto di più. Tra difficoltà di ritmo e strategia sfavorevole non riesce mai a entrare nella corsa.
Sam Bird (McLaren) – 5: Weekend anonimo. Rimane lontano dalle posizioni che contano.
Dan Ticktum (Cupra Kiro) – 5,5: Qualche spunto aggressivo ma troppi errori di valutazione nelle fasi decisive.
Hanno detto:
Nick Cassidy: "Sono davvero felice di essere tornato sul podio qui a Tokyo. Il Giappone è sempre stato un posto molto speciale per me, quindi ottenere questo risultato davanti a questi tifosi significa tantissimo. È stata una settimana incredibilmente difficile per tutti all'interno del team, ma il modo in cui siamo riusciti a fare squadra e a sostenerci a vicenda è stato straordinario. Sono orgoglioso del fatto che siamo riusciti a ripagare tutto quel duro lavoro con una doppia presenza sul podio per la squadra e spero che riusciremo a mantenere questo slancio anche nelle prossime gare."
Dan Ticktum: "È stata una gara deludente. Nel complesso, il nostro passo in qualifica era buono, ma in gara abbiamo preso la direzione sbagliata. Siamo partiti con pressioni degli pneumatici da bagnato, il che ha fatto sì che, una volta asciugatasi la pista, le gomme si surriscaldassero e perdessero aderenza. Partendo dalla terza posizione, scegliere pressioni da asciutto con la pista ancora bagnata sarebbe stato un grande azzardo, ma avevamo visto la pista asciugarsi molto rapidamente già in precedenza nel corso del weekend e non siamo stati gli unici a sbagliare valutazione. Ora ci aspetta Londra e, sulla carta, la nostra vettura si adatta bene ai tracciati cittadini e tortuosi come l'ExCeL. Vedremo se riusciremo a chiudere la stagione con una nota positiva."
Pepe Martì: "Nel complesso, è un modo deludente di concludere questo weekend. Oggi siamo andati vicinissimi ad accedere ai duelli e, nella fase iniziale della gara, abbiamo gestito bene la strategia, riuscendo a costruire un vantaggio in termini di energia. Poi Sébastien Buemi mi ha spinto contro il muro, mettendo fine alla mia gara, ma fino a quel momento credo che avessimo un buon potenziale. Dal momento che siamo partiti con pressioni degli pneumatici da bagnato, è difficile dire come si sarebbe sviluppata esattamente la nostra corsa, ma continueremo a guardare avanti. Ora ci aspetta Londra e spero di chiudere la stagione con una serie di buoni risultati."
Maximilian Günther: "Abbiamo scommesso su un assetto da asciutto. Penso che sia stata la scelta giusta e l'abbiamo gestita bene, anche se la prima metà della gara è stata ovviamente più complicata. Una Safety Car ci avrebbe sicuramente aiutato, ma siamo comunque riusciti a rimontare con forza negli ultimi giri grazie ad alcuni bei sorpassi. La bandiera rossa è arrivata davvero nel momento peggiore possibile, perché ha interrotto il mio slancio proprio quando avrei potuto guadagnare ancora qualche posizione. Abbiamo comunque dato il massimo e non mi pento delle nostre scelte. È bello concludere il weekend con un altro piazzamento a punti."
Taylor Barnard: "Abbiamo disputato due ottime sessioni di qualifica questo weekend. Ieri un problema alla vettura ha compromesso il nostro risultato. Oggi, senza commettere errori, avremmo dovuto concludere molto più avanti. Non ci aspettavamo che la pista si asciugasse così rapidamente. I piloti partiti più indietro in griglia, con pressioni degli pneumatici più adatte alle condizioni di asciutto, sono riusciti a superarci negli ultimi giri. L'unica consolazione è che siamo stati i migliori tra coloro che avevano scelto un assetto da bagnato, ma ovviamente sono un po' deluso e frustrato. Vorrei ringraziare tutta la squadra per il grande lavoro svolto: a ogni evento ci mette a disposizione il miglior pacchetto possibile. Per questo è davvero difficile non vedere quegli sforzi premiati dai risultati. Ora concentriamo la nostra attenzione su Londra, con l'obiettivo di trasformare finalmente il nostro potenziale nei risultati che merita." (Dan Wolf)
Così all’arrivo della gara 2:
1 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 34 giri
2 - Nick Cassidy (Citroën) - Citroën - 0"683
3 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 0"958
4 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 2"662
5 - Jean-Eric Vergne (Citroën) - Citroën - 2"960
6 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 3"430
7 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 3"799
8 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 4"194
9 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 4"702
10 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 5"140
11 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 5"604
12 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 6"049
13 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 6"349
14 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 6"826
15 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 8"375
16 - António Félix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 8"535
Classifica campionato piloti
1.Dennis 146 punti; 2.Evans 144; 3.Wehrlein 141; 4.Rowland 132; 5.Mortara 116; 6.Da Costa 113; 7.Cassidy 104; 8.Müller 100; 9.De Vries 94; 10.Buemi 81