Kimi Antonelli conquista anche Spa, è la sesta vittoria, la Formula 1 ha trovato il suo nuovo padrone

Spa. Ci sono circuiti che non assegnano soltanto venticinque punti. Ci sono piste che consacrano un pilota. Spa appartiene a questa categoria. Qui hanno costruito la loro leggenda Senna, Schumacher, Räikkönen, Hamilton e Verstappen. Da oggi, anche Kimi Antonelli può dire di aver lasciato il proprio segno su uno dei templi della Formula 1.
La vittoria conquistata dal diciannovenne italiano nel Gran Premio del Belgio vale molto più di un semplice successo. Vale perché arriva su un circuito dove il coraggio deve convivere con la precisione. Vale perché arriva nel pieno della lotta mondiale. Vale soprattutto perché dimostra che il giovane talento della Mercedes non è più soltanto la grande promessa del Circus: è il punto di riferimento della stagione.
Antonelli ha fatto tutto quello che un campione deve fare. È partito dalla pole, ha gestito con autorità la fase più delicata del via, ha mantenuto sangue freddo quando la corsa è entrata nel vivo e non ha mai dato ai suoi avversari la sensazione di poter mettere in discussione la leadership.
La prima svolta della gara è arrivata quasi immediatamente. Alle spalle del leader si è accesa la battaglia tra George Russell, Charles Leclerc, Max Verstappen e Lewis Hamilton. Pochi istanti dopo è arrivato il contatto tra le due Mercedes di Russell e Hamilton, un episodio destinato a cambiare completamente il volto della corsa. Russell è stato costretto al ritiro, mentre Hamilton ha potuto proseguire. Il britannico ha poi ricevuto una penalità, perdendo definitivamente ogni possibilità di lottare per il podio.
Per Antonelli la situazione sembrava improvvisamente semplificarsi. In realtà non è stato così. Charles Leclerc ha disputato probabilmente una delle sue migliori gare della stagione. Il monegasco ha spremuto ogni millesimo dalla Ferrari, sfruttando una strategia molto aggressiva per provare a mettere pressione alla Mercedes. Per alcuni giri il pilota della Rossa è riuscito perfino a portarsi virtualmente davanti grazie al gioco delle soste. È stato proprio in quel momento che Mercedes ha dimostrato tutta la propria forza.
Il muretto di Brackley ha letto perfettamente l'evoluzione della gara, richiamando Antonelli nel momento ideale. Una sosta pulita, senza esitazioni, che ha permesso all'italiano di ritornare davanti a Leclerc una volta completato il ciclo dei pit-stop e soprattutto dal box gli è stato suggerito un diverso sfruttamento della carica elettrica. Mossa vincente!!
Da lì in avanti è iniziata una partita a scacchi. Leclerc ha cercato di ridurre il distacco giro dopo giro, ma Antonelli ha risposto con una guida impeccabile. Non ha mai forzato inutilmente. Non ha consumato più gomme del necessario. Ha amministrato il margine con una naturalezza che colpisce ancora di più se si pensa alla sua età. È forse questa la qualità che più impressiona.
La velocità di Antonelli era conosciuta. Lo avevano dimostrato Formula Regional, Formula 2 e le prime gare in Formula 1. Quello che continua a sorprendere è la sua capacità di leggere le corse. A Spa non ha guidato come un debuttante in cerca della gloria. Ha guidato come fanno i campioni che sanno perfettamente quando è il momento di rischiare e quando invece bisogna semplicemente controllare.
Alle sue spalle Leclerc non ha mai smesso di provarci. Il secondo posto della Ferrari racconta una squadra che continua a crescere. La SF-26 si è dimostrata competitiva quasi in ogni settore del circuito belga, soprattutto nelle curve veloci, dove nelle ultime stagioni aveva spesso sofferto. Il distacco finale è contenuto e rappresenta un segnale incoraggiante in vista della seconda parte del campionato.
Anche Max Verstappen ha tirato fuori il massimo dalla Red Bull. L'olandese ha conquistato il podio senza però avere mai il ritmo per impensierire realmente Antonelli. È forse questa la fotografia più significativa della Formula 1 attuale. La Red Bull non è più quella macchina imbattibile che aveva dominato gli ultimi campionati. Verstappen continua a fare la differenza, ma oggi è costretto a lottare con mezzi meno superiori rispetto al passato.
Chi esce con le ossa rotte è invece George Russell. Il ritiro nelle primissime fasi della corsa pesa enormemente nella classifica mondiale. Più che i punti persi, preoccupa la sensazione di una stagione nella quale ogni volta che il britannico sembra poter rilanciare la propria candidatura al titolo arriva un episodio negativo a interromperne la rincorsa. Così Mercedes, paradossalmente, lascia Spa con sentimenti opposti. Da una parte festeggia una vittoria che rafforza la leadership iridata di Antonelli. Dall'altra perde punti preziosi con Russell e vede riaccendersi inevitabilmente il dibattito interno dopo il contatto tra i due piloti.
Lewis Hamilton, nonostante una gara compromessa fin dal primo giro, ha comunque dimostrato di avere ancora un passo estremamente competitivo. La rimonta fino ai piedi del podio conferma che il britannico resta uno dei piloti più efficaci nella gestione della gara, anche se gli episodi gli hanno impedito di raccogliere un risultato migliore. Nasceranno presto dubbi all’interno: meglio puntare su Leclerc o meglio fidarsi della classe ed esperienza di Sir Lewis Hamilton?
Tra le note positive della domenica ci sono anche le prestazioni di Isack Hadjar, Gabriel Bortoleto, Arvid Lindblad e Franco Colapinto, tutti capaci di conquistare punti importanti e di confermare quanto la nuova generazione stia ormai occupando stabilmente il centro della scena.
Dal punto di vista tecnico, Spa ha ribadito una tendenza evidente da diverse gare. La Mercedes dispone oggi della monoposto più equilibrata del campionato. Non è necessariamente la più veloce in ogni singolo settore, ma è quella che funziona meglio in qualsiasi condizione. Degrada poco gli pneumatici, è stabile in frenata e mantiene un'efficienza aerodinamica che permette ai piloti di attaccare con continuità. Ferrari è sempre più vicina. Red Bull resta pericolosa. McLaren, invece, ha vissuto una delle domeniche più complicate della stagione, senza mai riuscire a inserirsi realmente nella lotta per la vittoria.
Ma la copertina è tutta per Antonelli. Ogni vittoria racconta qualcosa di un pilota. Quella di Spa racconta che il talento non basta più a spiegare ciò che sta facendo il ragazzo di Bologna. A impressionare è la completezza. La capacità di gestire la pressione. La lucidità nelle decisioni. L'assenza quasi totale di errori. Sono qualità che normalmente appartengono ai campioni affermati, non a un ragazzo alla sua prima stagione completa ai vertici della Formula 1. Spa, storicamente, è il circuito che separa i grandi piloti dai futuri campioni. Domenica pomeriggio Andrea Kimi Antonelli ha compiuto un altro passo. Forse il più importante. Da promessa del futuro è diventato il presente della Formula 1.
Ecco le pagelle dei Team:
Mercedes – 9,5: vince con Andrea Kimi Antonelli e consolida la leadership nel Mondiale Piloti. La strategia è impeccabile e la W17 conferma di essere la monoposto più completa del momento. L'unica macchia è il ritiro di George Russell dopo il contatto al via, che priva la squadra di una probabile doppietta o comunque di un pesante bottino di punti.
Ferrari – 8,5: Charles Leclerc disputa una gara di livello e tiene viva la lotta per la vittoria fino alla bandiera a scacchi. La SF-26 continua a crescere e dimostra di poter mettere pressione alla Mercedes. Il secondo posto lascia un pizzico di rammarico, ma rappresenta un risultato importante.
Racing Bulls – 8: ottima prestazione complessiva. Hadjar conferma il proprio talento con un piazzamento di prestigio e anche il lavoro strategico del team è stato efficace. Continua la crescita della squadra satellite Red Bull.
Red Bull – 7,5: Max Verstappen porta ancora una volta la monoposto oltre i suoi limiti e conquista il podio. La RB, però, non è più dominante come nelle stagioni precedenti e fatica a tenere il passo della Mercedes. Il terzo posto è il massimo ottenibile.
Audi – 7,5: Bortoleto porta a casa punti preziosi con una gara intelligente e priva di errori. Il progetto Audi continua a fare passi avanti e il giovane brasiliano conferma di meritare pienamente la Formula 1.
Alpine – 7: Franco Colapinto conquista un punto che vale morale e fiducia. La vettura resta lontana dai migliori, ma il team sfrutta bene le opportunità offerte dalla gara.
Williams – 6,5: prestazione concreta, anche se non brillante. La squadra continua a mostrare competitività sui circuiti veloci, ma questa volta manca lo spunto per entrare nelle posizioni di vertice.
McLaren – 5,5: weekend sottotono. Dopo essere stata spesso protagonista nella prima parte del campionato, a Spa non riesce mai a inserirsi nella lotta per il podio. Piastri limita i danni, Norris vive una gara anonima. La sensazione è che il pacchetto tecnico abbia sofferto le caratteristiche del circuito.
Cadillac –5: la squadra americana continua il suo percorso di crescita in quella che è la stagione d'esordio in Formula 1. A Spa ha mostrato una competitività discreta, riuscendo a inserirsi nella lotta del centro gruppo e confermando i progressi visti nelle ultime gare. Non è ancora al livello dei team di vertice, ma la gestione della gara è or5dinata. Se il progetto continuerà con questo ritmo di sviluppo, Cadillac potrebbe togliersi soddisfazioni nella seconda parte della stagione.
Aston Martin – 5: weekend ancora una volta difficile. La vettura non trova mai il giusto bilanciamento e il team resta ai margini della zona punti. Serve un deciso passo avanti per tornare competitivo. In Ungheria dovrebbe arrivare la nuova monoposto. Difficilmente Adrian Newey commetterà il secondo errore. E’ l’ultima speranza per Alonso.
Haas – 5: poca velocità e nessun acuto. La squadra americana vive un altro fine settimana complicato, senza riuscire a sfruttare le occasioni offerte dalla gara. (John Sturm)
Così all’arrivo:
1 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 44 giri
2 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1"952
3 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 11"586
4 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 17"245
5 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 18"988
6 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 23"307
7 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 24"014
8 - Gabriel Bortoleto (Audi) - 49"140
9 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 50"406
10 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 1'16"037
11 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1'16"991
12 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 1'17"523
13 - Nico Hulkenberg (Audi) - 1'18"348
14 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1'34"465
15 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'44"684
16 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1'45"856
17 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1'50"925
18 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1 giro
19 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 2 giri
Classifica campionato piloti:
1.Antonelli 204; 2.Hamilton 159; 3.Russell 154; 4.Leclerc 126; 5.Norris 103; 6.Piastri 92; 7.Verstappen 91; 8.Hadjar 60; 9.Gasly 42; 10.Lawson 39; 11.Lindblad 22; 12.Colapinto 19; 13.Bearman 18; 14.Bortoleto 10; 15.Sainz 6; 16.Albon 5; 17.Ocon 3; 18.Alonso 1.
Classifica campionato costruttori:
1.Mercedes 358; 2.Ferrari 285; 3.McLaren 195; 4.Red Bull 151; 5.Alpine, Racing Bulls 61; 7.Haas 21; 8.Williams 11; 9.Audi 10; 11.Aston Martin 1.