10/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Ayrton Senna alla Ferrari? Dopo 30 anni ne parla Piero Fusaro ma la verità è quella di Cesare Fiorio

Torino. Sono trascorsi oramai trenta anni  dal possibile  addio di Ayrton Senna alla McLren  e dal suo diventare pilota della Ferrari. Cesare Fiorio conserva ancora gelosamente  una copia del contratto firmato sempre pronto a mostrare ai curiosi o ai diffidenti il prezioso documento che oramai ha un valore storico.

Ogni tanto la vicenda di quei giorni che probabilmente avrebbe la storia della Scuderia e la vita dei personaggi coinvolti   torna agli onori della cronaca. Questa volta a parlare, per la prima volta dopo tanti anni, è nientemeno che Piero Fusaro.

L’allora presidente della Ferrari  improvvisamente è riemerso dal suo torpore e dal girone dei “dimenticati” perdendo anche di vista  la sua invidiabile collezione di orologi per cui ha, o aveva, una cura maniacale per raccontare  a Quattroruote la sua versione dei fatti: a  stoppare Senna fu Prost che si rivolse direttamente all’avvocato Agnelli facendosi prolungare il contratto…..

I vari momenti della trattativa li ricorda  Umberto Zapelloni sul suo blog “Top Speed” ( lettura consigliata a chi ne vuol sapere di più sulla F.1 e sul mondo dei motori)

Già il 26 marzo del 1990, infatti, Cesare Fiorio era andato all’assalto di Senna, subito dopo la vittoria ottenuta da Alain Prost con la Rossa nel Gran Premio del Brasile. La trattativa fu lunga e difficile, perché il contratto doveva essere curato nei minimi dettagli con Ayrton, persona estremamente meticolosa. Alla vigilia del Gran Premio di Silverstone  finalmente si arrivò alla firma di un agreement, in parole povere un precontratto in attesa della firma ufficiale  a Maranello.

Senna avrebbe guidato la monoposto del Cavallino e come si legge nella prima pagina oltre all’ingaggio avrebbe ricevuto  subito una F40, poi altre 2 vetture da scegliere F30, Testarossa e Mondial.  Ma la firma su quel contratto da parte della Ferrari non arrivò mai. Che cosa successe?

A spiegarlo è oggi Fusaro: “Il contratto era nelle mie mani ma Alain Prost, scavalcando le gerarchie, chiese un colloquio privato con Gianni Agnelli, che glielo concesse. All’uscita dal colloquio, Prost dichiarò ufficialmente di essere stato riconfermato in Ferrari per la stagione 1991. In quel momento io venni preso in contropiede e, nel rispetto delle gerarchie aziendali, mi consultai con Romiti riguardo alla firma da apporre sul contratto di Ayrton Senna, anche perché la conferma di Alain Prost in squadra escludeva automaticamente la presenza del campione brasiliano”.

Fusaro racconta di aver tenuto duro, di fronte all’iniziale tergiversare della capogruppo, consapevole com’era del fatto che ingaggiare Senna, amatissimo in patria, avrebbe portato ritorni molto positivi per la Fiat in Brasile, mercato importante per la Casa torinese. “Le ripetute insistenze (con relative considerazioni a sostegno della ratifica del contratto a cui mancavano solo le firme), si protrassero per diverso tempo”, prosegue Fusaro, “per concludersi, alla fine, con un no! e la conferma di Prost, non potendo essere messa in discussione una scelta che, a ragione o a torto, era attribuita, ormai ufficialmente, a Gianni Agnelli”.

Alla fine, la decisione di non sottoscrivere l’accordo con Senna, destinato a restare alla McLaren prima di passare alla Williams e andare incontro al tragico destino di Imola, venne presa dal comitato esecutivo della Ferrari, composto dallo stesso Fusaro e da Piero Ferrari, Cesare Romiti e Luca Cordero di Montezemolo. Ma è ovvio che nessun comitato avrebbe potuto decidere contro l’Avvocato che aveva rinnovato il contratto di Prost.

 Queste in sintesi le parole di Piero Fusaro . Io  ha vissuto  quelle giornate… e posso tranquillamente affermare  che la verità di Fusaro non è una verità. Ricordo benissimo  le urla al telefono dell’ing. Fusaro  quando Fiorio gli comunicò da Silverstone  la firma dell’agreement.  “ Io sono il presidente e non ne sapevo nulla. Non è accettabile  che io sia tenuto all’oscuro e che non mi si chieda se sono d’accordo”

Nei giorni seguenti Fusaro chiamo’ Cesare Romiti …” e poi Senna costa molto di più di Prost”. Romiti era talmente interessato che rispose…” I casi sono due: o la Ferrari ha i soldi o non li ha. Se li ha non vedo il problema, se non li ha  non c’è chance di avere Senna”.

Fusaro  allora adottò  la tattica di mettere  Prost contro Fiorio e poi  il Comitato  Esecutivo si riunì solo a dicembre…da mesi il contratto  con Senna era stato annullato come poi  a Monza  confermò ad alcuni giornalisti  il pilota brasiliano.(F.L.)

  La verità di Cesare Fiorio  raccolta da Umberto Zapelloni  sul blog “Top Speed”

 La scorsa settimana un’intervista di Carlo Cavicchi a Piero Fusaro pubblicata su Quattroruote ha rialzato il sipario sull’operazione Senna in Ferrari condotta a suo tempo da Cesare Fiorio. Fusaro (leggi qui) si spoglia di ogni responsabilità su quella scelta, ma ecco la versione decisamente diversa di Cesare Fiorio.

Il comandante, responsabile della gestione sportiva Ferrari dal 10 marzo 1989 al 16 maggio 1991, ha ancora copia di quel contratto (pubblicato sulla sua biografia edita da Giorgio Nada). Un contratto in cui in alto a sinistra si legge Ayrton Senna MC a testimonianza del fatto che il rapporto Fiorio-Senna era diretto.

 Siamo ancora ai tempi del fax, quando alle 17.30 del 9 luglio 1990, dall’appartamento al nono piano dello Houston Palace di Montecarlo di Ayrton parte il contratto firmato con la Ferrari.

 “Fusaro era completamente tagliato fuori”, racconta Fiorio dalla sua masseria pugliese. “Io e Ayrton eravamo d’accordo su tutto, ma Fusaro si mise a farmi una serie di dispetti clamorosi, togliendomi delle deleghe, mettendomi dei paletti. Prima di tutto ha preso Prost e lo ha portato da Romiti, poi è andato dallo sponsor Marlboro che era nostro, ma anche della McLaren”.

 “Ha cominciato a dire pensate che casino se venisse Senna… ha insomma alzato un gran polverone mettendomi contro una serie di barriere che hanno reso impossibile proseguire il discorso con Ayrton… Ho dovuto rinunciare e ho capito che la mia stagione alla Ferrari stava per finire”.

 “La mia trattativa con Senna era completamente segreta. Io andavo a casa sua a Montecarlo o a San Paolo, non ci facevamo mai vedere parlare in pista. E’ una trattativa che ho condotto personalmente in grande segreto”.

 “Fusaro che è rimasto zitto per vent’anni, tira in ballo l’Avvocato, ma io con Agnelli avevo un ottimo rapporto. Andavamo in barca e a sciare assieme. Agnelli non c’entrava nulla nella vicenda. Figuriamoci se Agnelli poteva intervenire sulla Formula 1 senza coinvolgermi visto il rapporto che c’era tra noi”.

 “Senna poi non è mai arrivato in Ferrari. Avremmo avuto il miglior pilota del mondo e soprattutto lo avremmo tolto ai nostri avversari”. E probabilmente oggi sarebbe ancora tra noi.

 La versione di Fiorio appare più credibile i quella dell’ex presidente. L’intervento di Agnelli per allungare il contratto di Prost, magari ci fu anche, ma a innescare gli sbarramenti anti Senna fu probabilmente proprio lo stesso Fusaro. E ancora ci chiediamo il perchè…