Rivoluzione Ferrari? Solo una modifica ai biglietti da visita……….e non stanno meglio In Sauber-Alfa Romeo

Milano. Dopo la débacle di Budapest tutti si aspettavano una mezza rivoluzione all’interno della Scuderia magari con qualche taglio di teste e finalmente anche un deciso intervento del vertice di chi è al vertice dell’azienda del Cavallino ovvero di John Elkann e Louis Camilleri che però sono in tutte altre faccende affacendati visto la loro costante e permanente assenza e silenzio. In compenso da destra e manca sono fioccati consigli e suggerimenti di illustri personaggi quali Luca Montezemolo che non sbaglia mai un colpo nel cogliere al volo le situazioni per dire la sua ai taccuini amici ed anche alcuni giornalisti della carta stampata e della tv si sono sentiti in dovere di esternare il loro pensiero, o di riesumare persino sospetti di spionaggio, più che altro per garantirsi una maggiore simpatia o amicizia…….del domani non sa mai.
A sole settantadue ore da una delle gare più disastrose della storia delle rosse monoposto la montagna ha partorito il classico topolino: da un organigramma orizzontale si passa a ad uno verticale, tutti racchiusi sotto l’ombrello della sola novità, una area denominata “Performance Development” affidata a Enrico Cardile (ma non era il maggior indiziato del fallimento tecnico della monoposto?).
Le altre aree di competenza rimangono inalterate: Enrico Gualtieri è responsabile della Power Unit, Laurent Mekies è Direttore Sportivo e responsabile delle attività di pista mentre Simone Resta rimane a capo dell’area Ingegneria Telaio. Come dire che si è cambiato per non cambiare visto che gli uomini, nonostante il pensiero di Binotto quì sotto, sono sempre gli stessi. Evidentemente di meglio o di alternativo non c’è o è l’ufficializzazione di una resa nella consapevolezza che sarà una stagione non in “rosso Ferrari” ma tutta in “nero Mercedes” salvo qualche exploit dei piloti o qualche colpo di fortuna come successo nella prima gara in Austria.
Mattia Binotto: “Come avevamo anticipato nei giorni scorsi, abbiamo voluto intervenire sulla struttura organizzativa dell’area tecnica in modo da rendere sempre più veloce ed efficiente il processo di ideazione e sviluppo della prestazione della vettura. C’era bisogno di dare una sterzata, identificando in maniera più netta responsabilità e processi e, al tempo stesso, ribadendo la fiducia dell’Azienda in questo gruppo tecnico.
L’area affidata ad Enrico Cardile, che si avvarrà del contributo di esperienza di Rory Byrne e continuerà a contare su un tecnico preparato come David Sanchez, sarà il fulcro dello sviluppo della prestazione della monoposto.
Siamo convinti che il valore delle persone Ferrari sia di assoluto livello e non abbia nulla da invidiare a quello dei nostri maggiori concorrenti, però dovevamo intervenire per dare un segnale forte di discontinuità, alzando l’asticella delle responsabilità dei leader di ciascuna area. L’abbiamo detto più volte ma vale la pena ripeterlo: abbiamo iniziato a gettare le fondamenta di un processo che ci deve portare a costruire un nuovo ciclo vincente, duraturo nel tempo.
È un percorso lungo, che può subire delle battute d’arresto come quella che stiamo vivendo attualmente in termini di risultati e di prestazione, ma che ci deve veder reagire con forza e determinazione per ritornare il prima possibile ad essere protagonisti assoluti in questo sport. Questo è ciò che vogliamo tutti noi e quello che si aspettano i nostri tifosi in tutto il mondo. “
Se ne parla meno ma di certo il malessere Ferrari ha si ripercuote anche sui due team satelliti per la fornitura dei propulsori. Chi sta peggio è il team svizzero che ha sede a Hinwil. La Sauber-Alfa Romeo sta sprofondando di gara in gara, la monoposto denota molti, troppi, limiti e mentre gli altri migliorano, persino la Williams ha dato segni di risveglio, il team svizzero su cui l’Alfa Romeo ha investito ogni possibilità per il rilancio internazionale del brand è praticamente destinato alle posizioni di retrovia non avendo nemmeno più risorse tecniche dopo che anche un tecnico di buon livello come Simone Resta è stato richiamato a Maranello.
I piloti oramai vanno per conto loro senza una guida; Raikkonen ha oramai il pensiero a cosa fare da grande visto che sta meditando di appendere il casco al chiodo a fine stagione tuttavia il finlandese non perde occasione per fare notare gli errori che vengono commessi al box; Giovinazzi si batte come un leone per salvare la carriera ma ha contro mezza squadra, con in testa il responsabile delle strategie Beat Zehnder, che si crede un "Napoleone" dei box, che sogna ben altro: Kubica, Hulkenberg, ora commentatore televisivo.
Negli ultimi giorni pare che siano cambiati gli obiettivi: fari puntati su Perez che ha in dotazione due mugnifici sponsor ed è in cerca di "lavoro" dal momento che le porte dell'Aston Martin si sarebbero chiuse a favore di Stroll jr. dopo la brillante prestazione in Ungheria e poi si punterebbe sul giovane tedesco Robert Shwartzman che sta dominando,con la Prema, nel campionato di F.2 senza dimenticare Mick Schumacher che sarebbe un gran colpo a livello immagine. Entrambi sono piloti della Ferrari Academy.
Vasseur, il team principal ha oramai posto nel cassetto sogni di gloria alla Renault ove le porte si sono chiuse per sempre con l’arrivo di Alonso e magari di Briatore o quelli di una promozione alla Ferrari ma sino a che c’è Binotto non se ne parla così pensa e bada a tenere buoni rapporti con l’Alfa Romeo da cui ha avuto anche alcune commesse per la fornitura di parti in carbonio (per la Giulia?) e intanto di persone targate Alfa Romeo ai box neppure l’ombra. A rimetterci è solo il pilota italiano, che a differenza di Raikkonen tace e subisce, cui non viene perdonata neppure una sbavatura . L’ottavo posto tra i Costruttori del 2019, ora come ora, sembra una chimera eppure fu accolto come un successo e sbandierato come un punto di partenza.. (Fra.Lii.)