10/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Rivoluzione Ferrari? Solo una modifica ai biglietti da visita……….e non stanno meglio In Sauber-Alfa Romeo

Milano.  Dopo la débacle di Budapest tutti si aspettavano   una mezza rivoluzione  all’interno della Scuderia magari con qualche  taglio di teste e finalmente anche un deciso intervento del vertice di chi è al vertice dell’azienda del Cavallino  ovvero di John Elkann e Louis Camilleri  che però  sono  in tutte altre faccende affacendati visto la loro costante e permanente assenza e silenzio.  In compenso da destra e manca sono fioccati  consigli e suggerimenti   di illustri personaggi quali  Luca Montezemolo  che non sbaglia mai un colpo nel cogliere al volo le situazioni per dire la sua   ai taccuini amici  ed anche alcuni  giornalisti della carta stampata e della tv   si sono sentiti in dovere   di esternare il loro pensiero, o di riesumare  persino sospetti di spionaggio,  più che altro per garantirsi una maggiore  simpatia o amicizia…….del domani non sa mai.

 A sole settantadue ore da una delle  gare più disastrose  della storia delle rosse monoposto  la montagna ha partorito il classico topolino: da un organigramma orizzontale si passa a  ad uno verticale, tutti racchiusi sotto l’ombrello della  sola novità, una area denominata  “Performance Development” affidata a Enrico Cardile (ma non era il maggior indiziato del fallimento tecnico della monoposto?). 

 Le altre aree di competenza rimangono inalterate: Enrico Gualtieri è responsabile della Power Unit, Laurent Mekies è Direttore Sportivo e responsabile delle attività di pista mentre Simone Resta rimane a capo dell’area Ingegneria Telaio.  Come dire  che si è cambiato per non cambiare visto che gli uomini, nonostante il pensiero di Binotto quì sotto,   sono sempre gli stessi.     Evidentemente  di meglio o di alternativo  non c’è o è l’ufficializzazione di una resa   nella consapevolezza    che sarà una stagione non in “rosso Ferrari” ma tutta in “nero Mercedes”   salvo qualche exploit  dei piloti  o qualche colpo di fortuna  come successo nella prima gara in Austria.                                                                                                                                                               

 Mattia Binotto: “Come avevamo anticipato nei giorni scorsi, abbiamo voluto intervenire sulla struttura organizzativa dell’area tecnica in modo da rendere sempre più veloce ed efficiente il processo di ideazione e sviluppo della prestazione della vettura. C’era bisogno di dare una sterzata, identificando in maniera più netta responsabilità e processi e, al tempo stesso, ribadendo la fiducia dell’Azienda in questo gruppo tecnico.

L’area affidata ad Enrico Cardile, che si avvarrà del contributo di esperienza di Rory Byrne e continuerà a contare su un tecnico preparato come David Sanchez, sarà il fulcro dello sviluppo della prestazione  della monoposto.

 Siamo convinti che il valore delle persone Ferrari sia di assoluto livello e non abbia nulla da invidiare a quello dei nostri maggiori concorrenti, però dovevamo intervenire per dare un segnale forte di discontinuità, alzando l’asticella delle responsabilità dei leader di ciascuna area. L’abbiamo detto più volte ma vale la pena ripeterlo: abbiamo iniziato a gettare le fondamenta di un processo che ci deve portare a costruire un nuovo ciclo vincente, duraturo nel tempo.

È un percorso lungo, che può subire delle battute d’arresto come quella che stiamo vivendo attualmente in termini di risultati e di prestazione, ma che ci deve veder reagire con forza e determinazione per ritornare il prima possibile ad essere protagonisti assoluti in questo sport. Questo è ciò che vogliamo tutti noi e quello che si aspettano i nostri tifosi in tutto il mondo. “

Se ne parla meno ma di certo il malessere Ferrari ha  si ripercuote anche sui due team satelliti  per la fornitura dei propulsori. Chi sta peggio è il team svizzero che ha sede a Hinwil.  La Sauber-Alfa Romeo sta sprofondando di gara in gara, la monoposto denota molti, troppi, limiti e mentre gli altri migliorano, persino la Williams ha dato segni di risveglio,  il team svizzero  su cui l’Alfa Romeo  ha investito   ogni possibilità per il rilancio internazionale del brand è praticamente  destinato alle posizioni di retrovia non avendo nemmeno più risorse tecniche dopo che anche un tecnico di buon livello  come Simone Resta è stato richiamato a Maranello.

 I piloti oramai vanno per conto loro senza una guida; Raikkonen ha oramai il pensiero a cosa fare da grande visto che sta meditando di appendere il casco al chiodo a fine stagione tuttavia il finlandese non perde occasione per fare notare gli errori che vengono commessi al box;  Giovinazzi si batte come un leone per salvare la carriera  ma ha contro mezza squadra, con in testa il responsabile delle strategie Beat Zehnder, che si crede un  "Napoleone" dei box,   che sogna ben altro: Kubica, Hulkenberg, ora commentatore televisivo.

Negli ultimi giorni pare che siano cambiati gli obiettivi: fari puntati su Perez  che ha in dotazione due mugnifici sponsor ed è in cerca di "lavoro" dal momento che le porte dell'Aston Martin  si sarebbero chiuse  a favore di Stroll jr. dopo la brillante prestazione in Ungheria  e poi si punterebbe sul giovane tedesco Robert Shwartzman che sta dominando,con la Prema, nel campionato di F.2  senza dimenticare Mick Schumacher che sarebbe un gran colpo  a livello immagine. Entrambi sono piloti della Ferrari Academy.

Vasseur, il team principal  ha oramai posto nel cassetto sogni di gloria  alla Renault ove le porte si sono chiuse per sempre con l’arrivo di Alonso e magari di Briatore o quelli di una promozione alla Ferrari ma  sino a che c’è Binotto non se ne parla così pensa  e bada  a tenere buoni rapporti con  l’Alfa Romeo da cui ha avuto anche alcune commesse per la fornitura di parti in carbonio (per la Giulia?) e intanto di persone targate Alfa Romeo  ai box  neppure l’ombra.   A rimetterci è solo il pilota italiano, che a differenza di Raikkonen tace e subisce,   cui non viene perdonata neppure una sbavatura . L’ottavo posto tra i Costruttori  del 2019,  ora come ora, sembra una chimera eppure   fu accolto come un successo e sbandierato come un punto di partenza.. (Fra.Lii.)