LA F.1 al lavoro per il nuovo calendario, pace fatta tra Mercedes e Ferrari almeno per ora

Melbourne. Piloti e componenti dei team hanno già lasciato tutti l’Australia ed ora è il momento dei vari confronti tra FIA, Media Liberty e Team Principal per trovare un comune accordo, seppure di massima, sulla ripresa del campionato e su come arrivare a un nuovo calendario, coronavirus permettendo. Già a Melbourne si sono svolti i primi pour parler volti più che altro a sondare le intenzioni e le differenti situazioni dei circuiti che ovviamente sono alle prese con le proprie esigenze di ricalendizzare lo svolgimento dei vari campionati.
L’intenzione di massima è quella di ripartire con l’Azerbaijan ai primi di giugno, di sfruttare al massimo il mese di agosto che normalmente contemplava tre settimane di pausa e di valutare la chiusura del campionato verso la metà di dicembre. Una soluzione che permetterebbe la disputa almeno di 18 Gran Premi. A pagare il taglio sarebbero alla resa dei conti il Gran Premio d’Olanda e quello di Spagna che peraltro è in scadenza di contratto e quindi sarebbe per Media Liberty una perdita quasi indolore…. Rimarrebbe però la “patata bollente” della gara di Montecarlo .
Non è immaginabile di chiudere per una settimana le strade del Principato proprio nel periodo estivo però quella di Montecarlo è una delle gare con il maggiore appeal in tutto il mondo e quindi l’incasso dal coverage tv non ha eguali, difficilmente Media Liberty rinuncerà anche se è l’unico Gran Premio dal cui Automobile Club non riceve neppure un Euro a differenza delle altre sedi. E allora anziché da Baku si potrebbe partire da Monaco.
Linee tutte di principio generale su cui si è soffermato anche Ross Brawn, direttore tecnico della Formula 1:
“Penso che sfruttando il break di agosto potremmo trovare anche più di un fine settimana in cui fare una gara. E credo che alla fine riusciremo a riformulare un buon calendario. Si può ragionare su fine settimana con due soli giorni in pista. In questa stagione ai team sarà richiesta flessibilità”.
Brawn la chiama flessibilità sarebbe meglio parlare di tour de force dal momento che piloti, tecnici e meccanici non avranno il tempo di rifiatare mentre chi lavora nelle factories dovrà lavorare senza sosta per garantire la disponibilità dei pezzi e e gli aggiornamenti delle monoposto che dovranno, per forza, susseguirsi in tempi molto più stretti.
Il problema del ritorno in pista ha inevitabilmente fatto passare in secondo piano l’affaire “FIA – Ferrari” che è tutt’altro che risolto, il fuoco cova sotto le ceneri: i sette team firmatari della protesta non demordono dall’aver un chiarimento e dal principio che sia fatta piena luce su quanto tra Federazione e Maranello sia stato concesso e concordato. A buttare benzina sul fuoco ci ha pensato lo stesso Jean Todt:
"Costruire un’inaccurata ricostruzione dei fatti, basata su pregiudizi, vuol dire sfidare la decisione della Fia e mettere in dubbio l’integrità e l’autorità della Federazione e dei suoi rappresentanti, suggerendo una collusione fraudolenta tra la Fia e la Ferrari . La presa di posizione dei team va molto oltre una richiesta legittima per ulteriori chiarimenti, che sarebbe stata ben accetta dalla Fia: è una fonte di danno per l’intero campionato del mondo. La Fia rigetta con forza le accuse, lesive e diffamatorie, portate senza riflettere, contro la Fia e i suoi membri chiave, compreso il presidente".
I team non aspettavano altro dichiarandosi pronti a schierare il fior fiore di avvocati per fare valere le proprie tesi e sembravano molto compatti con nessuna intenzione di sedersi al tavolo della…pace.
Proprio dopo il week end australiano il fronte si è improvvisamente spaccato. E’ infatti trapelata la notizia di una telefonata di John Elkann, presidente della Ferrari, preoccupato di come si stavano mettendo le cose, a Ola Kallenius, n°1 di di Mercedes, volta a trovare un modus vivendi che non recasse danni all’immagine della F.1 e soprattutto ai Costruttori.
Kallenius avrebbe aderito alla richiesta e così Toto Wolff lascia il gruppo dei protestatari. La mossa Mercedes sarà seguita dai team nell’orbita delle Stelle d’Argento ovvero Racing Point e Williams? Che cosa avrebbero concordato nel concreto Elkann e Kallenius?
Il ruolo di capo della rivolta ora passa nelle mani di Chris Horner che si ritrova con un “esercito” che ha perso il suo pezzo da novanta. Il futuro è tutto da scrivere. (Dick Wolf)