“Attilio Bettega .. una mano sul cuore e …. una sul volante”, 40 anni dopo………

Molveno. Per l’occasione è uscito un libro, opera di Gianni Tomazzoni, ….”Attilio Bettega, una mano sul cuore …una sul volante”; sono passati quaranta anni da quel tragico incidente in Corsica. la famiglia, Isabella con Angela e Alessandro lo ha voluto ricordare circondata dall’affetto non solo degli amici ma soprattutto dei protagonisti con Attilio dei rally di allora…dal trofeo A112 , alle gare con la Lancia Stratos, le Fiat Ritmo e con la 037.

In tanti, tantissim,i hanno risposto all’invito, è stata una grande manifestazione di affetto e di amicizia, l’occasione per molti di ritrovarsi e di rivivere giorni oramai lontani ma che la passione ha mantenuto vivi.
Auto che passione !! Compagne di questo “memorial” sono state le auto al cui volante è stato Attilio. Una carovana che ha sfilato per le vie di Molveno e poi si è “concessa” a un pubblico più che mai curioso e interessato su una piazza gremita all’inverosimile: la prima A112 con cui corse, e vinse, Attilio in Sicilia con navigatrice “neo” moglie Isabella, l’auto con cui Attilio mise la firma sul suo primo importante Trofeo e che fu il trampolino di lancio per correre con i “grandi”; la Fiat Ritmo con cui Attilio strabiliò il mondo sul Colle del Turini a Rally di Montecarlo e poi la Lancia Stratos con cui fu secondo dietro Munari a un Rally della Valle d’Aosta, e la Lancia 037…….
Il clou dell’evento è stato la serata al Palazzo dei Congressi che si è aperta con una serie di brevi filmati dedicati alla carriera di Attilio, sul palco si sono alternati tanti dei presenti, ognuno con un ricordo non solo di gare ma anche di momenti di vita: i giornalisti Carlo Cavicchi, Guido Rancati, Andrea Cordovani, Leo Todisco, i cantori dei rally di quegli anni, magari anche confidenti dei piloti, soprattutto testimonial di gare fantastiche in un’epoca in cui non c’erano grandi casse di risonanza come televisione e i social dei tempi attuali.

E’ stata poi la volta di piloti e navigatori: Vudafieri , Cerrato, Vaschetto, Pirollo, Gasole, Liatti, Frisiero, Cornelli, Gatti, Corredig, e degli amici più vicini come Michela e Serena Perissinot, Ludovica e Alberto Pianta, Ninni, Carmo e Nicoletta Russo e i meccanici Buschiazzo e Vittone, che la sorte ha voluto siano stati i soli presenti all’ assistenza prima del via dell’ultima prova speciale… Chiediamo scusa se abbiamo dimenticato qualcuno.
Non poteva mancare il saluto di Cesare Fiorio che in Attilio ha creduto sin dall’inizio tanto da promuoverlo a pilota ufficiale del team Martini Racing …….” Dopo l’epoca gloriosa della Stratos, ero convinto Attilio fosse l’unico in grado di poter contrastare i successi dei piloti stranieri e del nord Europa, il destino gli ha impedito di portare a termine quella missione”.
La serata si è conclusa col filmato che Piero Comanducci , prima di essere vittima di un male incurabile, dedicò ad Attili: , una ventina di minuti sui rally con protagonista Attilio, pilota, campione, amico di tutti noi. (Franco Liistro)