09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Con la North Sails prende il largo la Hyper Ferrari a vela per volare sugli oceani

Genova. Ancora non si può vederla ma con la firma ufficiale della partnership tecnica pluriennale tra la Ferrari e North Sails, leader mondiale nella produzione di vele e di abbigliamento tecnico per la nautica, il progetto “Ferrari Hypersail”, annunciato lo scorso giugno a Maranello  si sta concretizzando a gran velocità proprio, com’è tradizione,  per qualsiasi novità del “Cavallino rampante”, ovvero con una serie di innovazioni che promettono competizioni oceaniche ad altissime prestazioni e in totale sicurezza.

La barca Ferrari pensata per le grandi sfide sugli oceani, secondo programma, sarà varata il prossimo anno. Attualmente è in costruzione in Italia, ma già in partenza, si avvale delle superbe competenze del team Ferrari – direttamente impegnato nell’intero ciclo di ideazione, ingegnerizzazione e testing  - con la speciale collaborazione di esperti del settore. A partire da team principal Giovanni Soldini che vanta una lunghissima esperienza ricca di successi nelle competizioni ad alte prestazioni su tutte le rotte oceaniche.

Altra super competenza è quella del progettista francese Guillaume Verdier. Avvalendosi anche delle ricerche del team Ferrari per la Rossa hypercar tre volte vittoriosa alla 24 Ore di Le Mans, il celebre designer  ha presentato un originale prototipo monoscafo oceanico “volante” da competizione lunga ben 30 metri (100 piedi), la prima al mondo di queste dimensioni, per di più completamente autosufficiente sul piano energetico.

 A farla “volare” ci penseranno gli ormai immancabili  foils ma per stabilizzarne il volo, ecco la prima novità assoluta, uno dei tre punti di appoggio avrà come supporto la chiglia basculante!!!. Gli altri punti d’appoggio saranno un foil sul timone e, a turno, i due foil laterali.

In aggiunta, anche il trasferimento tecnologico dalle vetture sportive Ferrari è centrale: la barca navigherà con un sistema di controllo di volo sviluppato a partire dalle esperienze maturate nell'automotive, seguendo processi di calcoli aerodinamici e strutturali tesi a garantire le prestazioni e la sicurezza di un monoscafo che volerà sull’oceano per lunghi periodi, senza scali e senza pit stop o supporto esterno di alcun tipo.

Non è certo l’unica innovazione. Basti dire che all’inizio dell’estate la ricerca di soluzioni del tutto originali applicate alla nautica aveva portato al deposito di nove brevetti e alla scrittura di altri sei. Passa poco tempo e già il coinvolgimento della North Sail porta ad ulteriori soluzioni innovative per non dire “rivoluzionarie”. 

La squadra Ferrari formata e coordinata dall’ingegnere aerodinamico Panayiotis Agathangelou operando in stretta collaborazione con i designer della North Sails, che, a sua volta, ha coinvolto il pluricampione australiano Glenn Ashby, che oltre a portare  a bordo la sua esperienza di skipper e progettista di livello mondiale nonché la sua visione avveniristica, è approdato  ad ulteriori innovazioni che riguardano in primo luogo le attrezzature e le vele.

Dell’australiano è particolarmente originale la scelta di realizzare un albero a sezione D abbinato a una randa a doppia pelle (Double Skin Mainsail), o “doppia randa”, simile a quella sviluppata per gli AC 75, ma applicata per la prima volta alla navigazione sportiva in oceano. Per una gestione più efficace, la doppia randa sarà montata su carrelli e rotaie, soluzione preferita alla tradizionale relinga che non avrebbe permesso una riduzione efficiente della superficie velica.

“Questa scelta coraggiosa ci permetterà di avere una randa capace di modulare il suo profilo in base alle condizioni di vento: il cosiddetto ‘camber’ della vela potrà variare a seconda dell’angolo e dell'intensità del vento, come se la randa avesse 5 o 6 marce invece di 2. Grazie a questo sistema, i cambi di vela, che possono essere problematici, saranno molto limitati, con effetti positivi sull’efficienza e le prestazioni della barca,” dichiara Giovanni Soldini, Team Principal di Ferrari Hypersail. “Per realizzare questa idea ci siamo avvalsi dei migliori consulenti possibili: da una parte chi ha alle spalle esperienza nel design e l’utilizzo di vele e alberi da America’s Cup, dall’altra chi ha esperienze maturate su barche oceaniche. Ancora una volta, mettendo in comune culture diverse si riesce a innovare e a affrontare grandi sfide”.

Poiché l’albero partecipa al controllo della forma delle vele, albero e vele sono stati progettati insieme come parte di un unico pacchetto aerodinamico. Per supportare la doppia randa, l’albero con profilo a D poggia su una sfera e ha una capacità di rotazione oltre i 45 gradi per parte.

L'integrazione degli strumenti di sviluppo aerodinamico di Ferrari con le metodologie adottate nell'industria delle auto sportive ha portato a calcoli ad alte prestazioni, riducendo i tempi di progettazione. Allo stesso tempo, ha fornito simulazioni ad alta fedeltà che hanno influenzato direttamente le soluzioni aerodinamiche adottate e, tramite i software di North Sails, ha garantito un’innovazione senza compromessi.

Non ci resta che aspettare il varo e i collaudi in mare e chissà che ne frattempo – oltre alle novità che già arrivano dalla sezione abbigliamento della North Sail (ne parleremo a parte, nda) – non arrivino altre eccellenti innovazioni tecniche… (Ros. Dal.)