09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Quasi due secoli di successo, un grande futuro sulle ali del Gabbiano

La Spezia. Ben pochi cantieri, e anche industrie, possono vantare la longevità fi Baglietto. Che ha appena festeggiato a Muggiano lo scorso fine settimana  i suoi primi 170 anni di attività, Per di più, quasi due secoli di grande e cosante successo. Tanto che, a buona ragione, Baglietto è passato alla storia come il sogno “navigante” di re (quelli, per citarne alcuni, di Egitto, Spagna e  Vittorio Emanuele III d’Italia),di  grandi imprenditori fra i quali Giovanni Agnelli  e di celebri artisti quali Piccini e D’Annunzio o attori come Peter Sellers. Per non parlare del famoso “Cristina” di Aristotele Onassis o dell’ ”Elettra”  trasformata per Guglielmo Marconi.

Varcati i cancelli del cantiere, nella giornata dedicata alle famiglie delle maestranze, la vista spazia sui numerosi  yacht in banchina e in acqua, di varie dimensioni che danno un’immediata idea del “potente” presente del celebre marchio del Gabbiano, oggi guidata da Beniamino Gavio. Dopo la visita ad un prestigioso T52 in fase avanzata di allestimento, che ci mostrano l’incredibile ampiezza degli ambienti interni, entriamo in uno dei giganteschi padiglioni dove si sono svolti i festeggiamenti.

Qui tra meravigliosi modellini in scala si trova un container che invita a un’esperienza “immersiva” di immagini e sensazioni sulla vita e i “gioielli” che hanno punteggiato la Storia di Bagletto. La scelta del container ha una ragione precisa: “Tales of the Blue” è infatti una mostra itinerante destinata a fare facilmente il giro del mondo.  Chi non potesse vederla può recarsi in libreria dal 29 ottobre e prendere il bellissimo libro “Baglietto: dal 1854 l’arte di navigare” edito da Rizzoli e firmato da Antonio Macaluso.

Un altro occhio al passato ma con lo sguardo rivolto al futuro rinnova la collaborazione di oltre 32 anni con l celebre designer Francesco Pazkowski autore di tutti i Baglietto degli ultimi due decenni. Giusto lui ha  immaginato una rivisitazione del “Chato” che revoca la barca del 1986 capace di raggiungere i 60 nodi, la più veloce mai costruita dal cantiere, Ovviamente “Chato 2” sarà un’imbarcazione all’avanguardia, declinata anche come  open, tender e possibile impiego militare (una branca specialistica sposata da tempo con successo e di cui Gavio sta discutendo con la Marina nuovi sviluppi).

Un futuro è garantito anche a “Officina Baglietto”: da progetto pilota riservato a giovani talenti, si ripropone con la stessa formula (concorso internazionale per designer “under 35” con buone idee e per i selezionati percorso formativo in cantiere). Questa seconda edizione del Concorso andrà però oltre il tema barca. Nelle intenzioni del cantiere c’è infatti la voglia di dedicare una linea esclusiva anche a tutto ciò che può entrare in barca, come, ad esempio, mobilio e oggetti di arredo.

Guarda al futuro ma è già in funzione anche la ricerca di soluzioni “green” per l’industria nautica. Baglietto ha ufficializzato l’avvio del proprio impianto per la produzione di idrogeno. Con il nome di progetto “BZero” il marchio del Gabbiano si è già dotato di idrogeno verde ricavato da acqua di mare prelevata e trattata tramite energia in eccesso da impianto fotovoltaico, poi immagazzinata e infine nelle ore notturne impiegata per la produzione dell’idrogeno. Oltre ad avere utilizzato idrogeno per tutti i festeggiamenti dell’anniversario, fra gli sviluppi previsti “nel brevissimo futuro - assicura il top management- questo impianto potrà essere installato sulle nostre imbarcazioni di 60 metri”.

Insomma, nuova energia per far volare sempre più lontano le ali del Gabbiano. (Rossella Dallò)