09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Si è aperto il 62° Salone Nautico Internazionale di Genova

Genova. La giornata inaugurale è stata aperta dai saluti delle autorità presenti: il Sindaco di Genova Marco Bucci, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure occidentale, Paolo Emilio Signorini, il Comandante generale delle Capitanerie di porto, Nicola Carlone, il Comandante Generale della Guardia di Finanza Giuseppe Zafarana, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Enrico Credendino, il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia.

 Marco Bucci, Sindaco di Genova: “Genova vuole essere la capitale mondiale della nautica, in grado di ospitare eventi internazionali grazie a investimenti crescenti nel waterfront di Levante. A giugno 2023 ospiteremo la finale dell’Ocean race e il Palasport e le aree a mare saranno completamente rifatte. Il prossimo Salone sarà in grado di ospitare 200 posti barca in più, offrendo un’area, quella della Foce, interessata da un importante progetto di rigenerazione urbana. L’idea, insieme a Confindustria Nautica è firmare nel 2024, alla consegna delle aree un nuovo accordo decennale in queste aree uniche in Europa.”

 Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili: “Oggi il Pil italiano è tornato ai livelli 2011 recuperando in 6 trimestri 10 anni di storia di stagnazione e difficoltà, siamo al massimo storico dell’occupazione e la produttività è aumentata. In questo anno e mezzo di governo si sono fatti moltissimi passi in termini di infrastrutture, riforme e pianificazione lavorando al documento di Confindustria sull’economia del mare. Dopo un lavoro tutt’altro che banale il Regolamento di attuazione del Codice della Nautica è pronto e sta per essere inviato in questi giorni alle amministrazioni competenti. L’economia del mare è una condizione necessaria, ma va coniugata con quella di terra, il trasporto ferroviario e la logistica. Genova ne è un esempio con il Terzo valico. Per questo non credo all'istituzione di un Ministero del Mare perché occorre semplificazione. Oggi conta la capacità di leggere i segnali che vengono dal mondo reale, dal mondo dell’imprenditoria e delle società. In questo senso anche la transizione ecologica va considerata come una straordinaria opportunità di business per le imprese e il Paese.”

 Massimo Garavaglia, Ministro del Turismo: “Il settore della nautica è una componente molto importante per la complessa industria del turismo: abbiamo superato i numeri del 2019, anno record. Tutto questo nonostante i primi 4 mesi di chiusure. La nuova grande sfida è quella dell’energia, ma siamo riusciti a fare un decreto importante grazie anche ai numeri realizzati dai servizi e dal turismo, che ci hanno consentito un buono spazio di manovra fino a fine novembre. È nota la nostra posizione sulle concessioni da trattare con prudenza ma possiamo guardare con serenità al futuro grazie anche all’importanza di un settore come quello dell’industria della nautica che ha il suo punto di forza nella qualità e nell’eccellenza”.

 Carlo Bonomi Presidente di Confindustria: “il Paese e le imprese hanno vissuto una “tempesta perfetta” dopo una pandemia costata 9 punti percentuali di pil, una risalita dei prezzi energetici e delle materie prime iniziata un anno fa, aggravata poi dall’invasione dell’Ucraina. L’industria ha fatto la sua parte realizzando nel 2021 un record nell'export, 551 miliardi, quasi tutti dal settore manufatturiero e anche nei primi trimestri dell'anno abbiamo realizzato buone performance. Le imprese sono il punto di riferimento a livello occupazionale. Fin dall’inizio mi sono battuto perché l’economia del mare fosse una priorità di sviluppo, servono investimenti a supporto dell’internazionalizzazione e della transizione energetica.”

 Saverio Cecchi, Presidente di Confindustria Nautica e I Saloni Nautici: “Il bello e ben fatto è italiano, ma l’economia del mare è ancora assente dal dibattito pubblico: al nostro Paese serve una politica industriale che valorizzi le eccellenze che producono ricchezza e posti di lavoro. La produzione è cresciuta del 31%, toccando i 6 miliardi e 110 milioni di valore della produzione con 27mila addetti diretti. Gli addetti alla produzione nel 2021 sono aumentati del 10%, e con la filiera raggiungono i 190 mila occupati: siamo il settore che in prospettiva è cresciuto più di tutti. É da record l’export della cantieristica con 3 miliardi e 370 milioni di euro.”

 Giovanni Toti, Presidente Regione Liguria: “La Liguria è la nautica, così come la nautica è la Liguria: se esiste un modello Genova questo è anche il modello del Salone, che ha saputo crescere dal 2015, anno del mio arrivo, a oggi superando divisioni associative interne e candidandosi a diventare il primo Salone al mondo aggredendo il mercato. La rotta è segnata ed è quella che riguarda innanzi la collaborazione fra istituzioni e imprese e la fiducia reciproca. Non solo: se tre indizi fanno una prova, e parlo del boom dei turisti in Liguria, dei numeri dell’export e dell’anno record della nautica, sono tutti legati al mare e ci dicono che siamo sulla strada giusta”.

 Lorenzo Tavazzi, Area Scenari e Intelligence Ambrosetti: “Nell’ambito dell’iniziativa Liguria 2030, un angolo di riflessione sulla competitività della Regione insieme alle istituzioni ci si è focalizzati sul PNRR, il grande percorso di riforma per parlare di futuro. Abbiamo cercato di guardare in primo luogo le risorse potenzialmente disponibili già stanziate, ovvero 7,13 miliardi di euro per il territorio una cifra significativa da qui al 2026 e da qui abbiamo guardato alla potenziale attivazione di ulteriori investimenti. Nella correlazione tra investimenti pubblici e privati, mediamente 1 euro investito ne genera 8 e se questo moltiplicatore venisse mantenuto i 7 miliardi ne innescherebbero 60 di investimenti privati. Secondariamente siamo andati a censire le tipologie suddividendoli in investimenti che intervengono sulla domanda, sulle criticità e sulla trasformazione strutturale con impatto di medio e lungo termine. Il numero risultato sono ulteriori 11 miliardi di euro di investimento, valore che dà il senso di un sistema nella regione che mediamente investe di più nella trasformazione strutturale”.

 PRESENTATI I DATI AGGIORNATI DELL’INDUSTRIA NAUTICA DA DIPORTO ITALIANA

Presentata quest’oggi al 62°Salone Nautico Internazionale di Genova, nell’ambito della conferenza Boating Economic Forecast, la nuova edizione di Nautica in Cifre- Dalla presentazione emerge come il 2021 per l’industria italiana della nautica si sia rivelato l’anno con il migliore incremento di fatturato di sempre e come l’anno nautico appena concluso abbia assicurato solide prospettive anche per il 2022, consolidando una crescita strutturale.

Considerando gli scenari economico-politici che stiamo attraversando si tratta di un risultato eccezionale per le nostre imprese.  I numeri sono chiari: il fatturato globale del settore è passato da 4,6 miliardi del 2020 a ben 6,1 miliardi del 2021. L’incremento registrato rispetto all’anno precedente è stato del +31,1%: un dato straordinario che consente non solo di compensare il lieve calo registrato nel 2020, ma di portare il fatturato del settore a livelli pressoché analoghi a quelli del biennio record del 2007-2008.

 Fra i fattori determinanti che hanno alimentato la crescita si deve annoverare l’exploit delle esportazioni della produzione cantieristica nautica, che nell’anno scorrevole terminato a marzo 2022 hanno toccato il massimo storico di 3,37 miliardi di euro, con gli USA primo mercato in assoluto per i nostri cantieri (485 milioni di euro, pari a una quota del 16,4%). Altri fattori determinanti sono i portafogli ordini dei cantieri italiani di yacht e superyacht, che per molti operatori coprono addirittura il prossimo triennio, e l’ottima performance dei comparti dell’accessoristica nautica e dei motori marini.

 Gli addetti complessivi sono saliti a 26.350 rafforzando ulteriormente il trend occupazionale positivo (+9,7% rispetto al precedente anno) che ha caratterizzato trasversalmente tutti i comparti del settore, con una particolare incidenza nella costruzione di nuove unità (+14,7%) in cui sono impiegati quasi la metà degli addetti complessivi del settore (14.710).Il contributo del settore della nautica al PIL nazionale è stato superiore ai 5,1 miliardi di euro nel 2021, in forte aumento (+31,4%) rispetto al dato 2020. Anche il peso del contributo della nautica al PIL in rapporto al PIL nazionale è cresciuto, passando dal 2,37‰ del 2020 al 2,89‰ nel 2021, a testimonianza della fase espansiva del settore.

Come evidenziato dal prof. Marco Fortis, Direttore e Vicepresidente di Fondazione Edison, le “Imbarcazioni da diporto e sportive” rientrano inoltre tra i settori che dall’inizio del nuovo millennio hanno registrato le maggiori crescite dell’export: considerando unicamente i settori manifatturieri più rilevanti per la bilancia commerciale italiana, vale a dire quelli che presentano nel 2021 un surplus commerciale superiore a 2 miliardi di euro, il comparto delle “Imbarcazioni da diporto e sportive” si posiziona infatti al decimo posto per crescita dell’export; in particolare, le esportazioni del settore sono passate dagli 850 milioni di euro nel 2000 ai 3 miliardi del 2021, registrando una crescita pari a 2,1 miliardi in valore assoluto e al 247,6% in termini percentuali.

Le esportazioni complessive di “Imbarcazioni da diporto e sportive” nel 2021 hanno evidenziato una notevole resilienza del settore rispetto agli effetti economici negativi innescati dalla pandemia globale di Covid-19 e sono risultate pari a oltre 2,9 miliardi di euro, in aumento del 40,4% rispetto al dato 2020. I Paesi extra europei si confermano la principale destinazione delle vendite italiane oltreconfine: l’export diretto sui mercati extra UE è stato infatti pari a 2,2 miliardi di euro, corrispondente al 74,6% dell’export italiano nel settore (a fronte del 64,3% nel 2020), mentre quello diretto verso i 27 Paesi UE ammonta a 750,4 milioni di euro, pari al 25,4% (35,7% nel 2020).

 Infine, la nuova edizione di LOG riporta i dati relativi ai principali poli produttivi territoriali della nautica italiana: al primo posto della classifica, stilata per valore del fatturato, troviamo il “polo produttivo dell’Alto Mediterraneo” (province di Genova, La Spezia, Massa-Carrara, Lucca, Pisa e Livorno), che eccelle sugli altri 4 poli territoriali per tutte le grandezze considerate. In questo distretto si trova il 36,7% degli addetti del settore e ben il 54,4% del fatturato. Segue il “polo produttivo adriatico” (province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro-Urbino e Ancona), con il 12,3% delle imprese totali del settore e un fatturato pari al 23,3% del fatturato complessivo del settore. La Lombardia rappresenta l’11,8% degli addetti nazionali del settore e il 9,6% del fatturato totale.

 Nell’ambito della conferenza è stata presentata l’anteprima dei dati di filiera “Geografie della filiera nautica italiana”, la pubblicazione commissionata a Fondazione Symbola dalla rete d’imprese Mare Nostrum Network (composta da Confindustria Nautica e dalle società di servizi di Confindustria Genova, Confindustria Toscana e Confindustria Ancona) che sarà presentata a fine anno in un evento dedicato.

 “Il sistema nautico rappresenta uno dei segmenti più dinamici dell’economia – ha dichiarato Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola – oltre che un riferimento mondiale nella produzione di yacht e imbarcazioni da diporto. Una leadership costruita anche grazie ad una rete produttiva di prim’ordine, distribuita sul territorio nazionale che opera a monte e a valle della filiera.

 Nel biennio 2019-2021, come emerge nel Rapporto realizzato da Fondazione Symbola, le imprese del sistema nautico hanno incrementato il valore aggiunto a prezzi correnti del +7,8% (con segmenti come la cantieristica che hanno visto un incremento del +27,9%) contro un -1,3% del totale dell’economia e -0,2% del made in Italy, le cosiddette “4A” dell’Alimentare, dell’Abbigliamento, dell’Arredo e dell’Automazione.

 Anche l’occupazione ha fatto registrare risultati positivi, testimoniati da una crescita per il complesso della filiera del +3,2% (+10,3% per la produzione cantieristica). Dietro questi risultati la capacità di fare sistema sia a livello nazionale e che territoriale e il forte investimento in qualità, competenza, innovazione e sostenibilità”.

 Molto interessanti, inoltre, i dati relativi ai moltiplicatori della filiera della nautica da diporto – 9,2 per l’occupazione e 7, 5 per quanto riguarda il valore aggiunto – che sono i più elevati tra le economie del mare.

 In occasione della conferenza, Andrea Benveduti, Assessore allo Sviluppo economico di Regione Liguria ha ricordato come “Questa 62^ edizione mostra numeri in crescita, che ci riportano al periodo pre-Covid e che sono di buon auspicio in vista dei prossimi anni, quando, a Waterfront di Levante concluso, potremmo ancor più toccare con mano le opportunità di sviluppo che saprà offrire questo settore”.  (R.C.)