10/09/2026
Direttore: Franco Liistro

XCAT DUBAI G.P.: GARA AL CARDIOPALMA E VITTORIA ITALIANA CON AMATO SU VIDEX

Dubai. Una trama da film thriller, con colpi di scena a ripetizione e finale inaspettato: il gran premio di Dubai, quinta tappa del mondiale XCAT, non si poteva girare meglio, neanche scrivendo la sceneggiatura a tavolino.

Il risultato è un trionfo per i colori italiani: vince Videx di Alfredo Amato, in abitacolo con Joakim Kumlin, seguita da T-Bone Station di Luca Fendi e Giovanni Carpitella. Al terzo posto, 26 punti importanti per il mondiale, Abu Dhabi 5 con Rashed Al Tayer e Faleh Al Mansoori.

La gioia di vedere tre piloti italiani (e due barche) sul podio lascia però spazio anche a un po’di rammarico per l’incidente occorso a Matteo Nicolini e Tomaso Polli su Six ,letteralmente finiti sott’acqua (ma per fortuna subito riemersi) a metà gara quando erano primi in gara e virtualmente primi in classifica mondiale.

Già al quinto giro, il ritiro di XDubai -a sua volta in testa -aveva segnato il primo colpo di scena, portando in testa Abu Dhabi 5 e riaprendo completamente il mondiale.

Ma un errore sul mosso diquesti ultimi li faceva scalare al quartoposto dando la leadership temporanea proprio ad Amato e Kumlin su Videx, partiti sesti. Nel frattempo, uno start impeccabile e una gara d’attacco sul mare mosso avevano spinto Nicolini e Polli da undicesimi a secondi, fino al sorpasso strappato su Videx e al primo posto.

Qui il momento più emozionante della gara: un salto eccessivo su un’onda per Six, il conseguente atterraggio di prua e il temporaneo affondamento della barca, letteralmente scomparsa dagli schermi per un lunghissimo secondo.

Passato lo spavento, i due sono emersi in superficie, con un motore spento come unica conseguenza. Decisi a terminare comunque la gara per conquistare qualche punto, i due hanno fatto due giri a velocità ridotta quando improvvisamente il fuoribordo è ripartito. Un altro attacco disperato, dalla sesta posizione, sperando di recuperare su Abu Dhabi 5 che i due vedevano poco più avanti, senza sapere tuttavia che era avanti di un giro. Sorpasso dunque su Abu Dhabi 5 , o meglio “sdoppiaggio”, ma il tuffo aveva lasciato danni, emersi pochi giri dopo nel disperato recupero: il motore destro si fermava ancora,e la barca iniziava a riempirsi d’acqua. Ritiro anche per loro, classificati poi settimi.

Ma non è finita qui. Il duo svedese -Erik Stark e Joakim Kumlin -di Swecat, partito ottavo, aveva recuperato grazie ad una partenza cattiva e ai ritiri dei concorrenti. Si trovava in seconda posizione all’ultimo giro quando i motori si sono spenti. Guasto da chiarire, forse un problema di benzina, ma una immensa delusione per i due piloti che avevano il traguardo (e il podio) a 800 metri.

In questa ecatombe, passa quasi inosservata la gara di Giovanni Carpitella e Luca Fendi: quarti in partenza, scesi al settimo posto dopo pochi giri, poi costanti e impeccabili sul mosso e finalmente non sfortunati come nelle gare precedenti: il loro secondo posto è messo in ombra solo dalla grande vittoria di Alfredo Amato e Joakim Kumlin Videx, che riporta l’Italia sul gradino più alto del podioin una gara XCAT,dopo il successo di Nicolini e Polli oltre du eanni fa sul lago Maggiore.

La parola ai protagonisti dello spettacolo di oggi.

Alfredo Amato, Videx: “Fantastico. La barca era perfetta, e per questo devo ringraziare anche l’amico Marco Pennesi che l’ha preparata e bilanciata al meglio nei mesi scorsi. Questa vittoria è anche sua. Sul mosso andavamo benissimo, mi sentivo più veloce di tutti. Il momento più difficile a metà gara, quando mi si è danneggiato un trim e ho dovuto tenere i motori in assetto più basso per il resto dei giri. Quando ho pensato che avrei potuto vincere? Dalla bandiera verde, alla partenza. O ragioni così o non vincerai mai. Sono appena andato da Matteo Nicolini a dirgli che mi dispiace per il suo ritiro. Se avesse vinto lui, ora sarebbe in testa al mondiale, mentre io non sto combattendo per il titolo. Avrei preferito vedere a fine anno il campionato vinto da un team italiano, anche se per me avesse significato non vincere oggi”.

Luca Fendi, T-Bone Station:“Una gara entusiasmante. Anzi, a tratti addirittura ho avuto un po’di paura…erano le condizioni peggiori mai viste, e la nostra barca è la più corta quindi soffre di più sulle onde. Ma Giovanni [Carpitella, all’acceleratore]è bravissimo e non abbiamo rotto. Arrivare in fondo era il punto principale oggi. Abbiamo deciso volontariamente di rallentare un po’il ritmo, non si potevano fare 15 giri al massimo su questo mare. Vedendo quanti ritiri ci sono stati, la nostra scelta ha decisamente pagato”.

Tomaso Polli, Six: “Abbiamo rischiato da subito. Non puoi partire undicesimo e trovarti primo senza prendere rischi. L’incidente? C’è poco da dire, racing is racing. Quanto alle conseguenze, nessuno shock, siamo stati sott’acqua forse un secondo. Però l’umidità ci ha fatto appannare i vetri e vedevamo male. Dopo due giri più lenti,il secondo motore è ripartito, ma pensavamo di essere in lotta diretta con Abu Dhabi 5 quindi abbiamo dato ancora il 110% per passarli. Invece erano un giro avanti. Verso la fine, il motore si è fermato ancora e abbiamo iniziato a imbarcare acqua, si vede che la botta di prima ci aveva creato una piccola falla nello scafo. Peccato,senza quel tuffo ora saremmo in testa alla classifica. Adesso però pensiamo all’ultima gara”. (E.F.)

A titolo di cronaca, le cause di tutti i ritiri:

n.11 Gold Coast –non partita per un incidente nelle libere della mattina

n. 7 Dubai –guasto elettrico

n. 96 Yachts –rottura pompa servosterzo per contatto con avversario

n.46 Lady Spain –guasto elettrico

n. 3 XDubai –rottura trasmissione

n. 20 Marine Investimenti Sud –guasto acceleratore

n. 28 Global Marine –rottura barra trasversale dei motori

n. 6 Six –incidente. Classificata settima

n. 2 Swecat –problema di alimentazione. Classificata quinta