PARTE CON L’MCY 105 LA SCALATA AI SUPERYACHT DI MONTE CARLO YACHTS

Venezia. Trentadue metri di design e qualità ineccepibile. E’ il nuovo Monte Carlo Yachts 105 presentato a Venezia con un evento esclusivo all’Arsenale. Trecento ospiti provenienti da tutto il mondo, in primis gli orgogliosi proprietari provenienti da Hong Kong della prima e seconda unità.
Il 105, che fa fare un “salto” al cantiere di Monfalcone, sarà protagonista dei prossimi saloni autunnali di Cannes, Monaco e infine Genova. Soprattutto, però, è il preludio dell’ulteriore sviluppo di gamma che, come ha dichiarato Carla Demaria, presidente e fondatrice di MCY in accordo con Madame Roux del Gruppo Beneteau, farà entrare il brand italiano nel mondo dei superyacht.
Un ambizioso programma per i prossimi cinque anni che promette un ancora più marcato rafforzamento di Monte Carlo Yachts nel mercato mondiale di quanto abbia fatto nel suo primo quinquennio di attività iniziato proprio a Venezia nel 2010 con la presentazione del MCY 76 primo dei suoi attuali cinque modelli.
In questo frattempo il cantiere guidato da Carla Demaria è passata da 20 a oltre 300 addetti, il fatturato è cresciuto esponenzialmente, e presto si appresta ad aprire nuovi capannoni con accesso diretto al mare dove costruire nuovi yacht di “taglia” superiore.
Ma torniamo all’ultimo “gioiello” di famiglia, ancora una volta curato dai due maghi del design Carlo Nuvolari e Dan Lenard.
Inconfondibile la loro firma già sulle linee esterne del MCY 105: prua alta e ben angolata, fiancate alleggerite da grandi finestrature, un fly di dimensioni imponenti con enorme soft-top completamente apribile, una spiaggetta di tutto rispetto.
Equilibrio e armonia di linee si riflettono anche negli interni che, come tradizione del cantiere, sono curati fin nel minimo dettaglio. Interessanti due nuove soluzioni. La prima riguarda la suite armatoriale a prua del lower deck: a parte la splendida vista mare panoramica, Nuvolari e Lenard sono riusciti a sfruttare ogni centimetro utile della prua andando a “scavare” di qualche gradino l’area dedicata al dressing e ai bagni en-suite lui e lei.
In questo modo, non solo, appunto, non ci sono ostacoli all’ingresso della luce naturale, ma non si “ruba” lo spazio né alla owner suite né alla Vip e alle altre due twin.
Altra soluzione che facilita la navigazione e la sicurezza nelle manovre è l’aver messo in comunicazione diretta con mini-scaletta interna la postazione di pilotaggio sul flying bridge con la plancia di comando sul ponte principale. (Rossella Dallò)