54° SALONE NAUTICO DI GENOVA: PROTAGONISTA LO SPORT DELLA VELA

Genova. Lo skipper di Luna Rossa Max Sirena ha aperto la giornata con un’interessante botta e risposta con pubblico e giornalisti e sono iniziate le regate delle Audi Sailing Series che animeranno da oggi fino a domenica le acque antistanti la fiera. Tutti i giorni gli istruttori della Federazione Vela fanno provare agli scolari di Genova e ai visitatori del Salone l’ebrezza della prima navigazione a vela.
“Questa può essere la volta buona. Stiamo lavorando per vincerla questa Coppa America”, Max Sirena, skipper di Luna Rossa, ha ostentato una bella sicurezza rispondendo alle domande della stampa nel confronto che, al Teatro del Mare, ha aperto l’intenso programma di eventi e convegni del terzo giorno del 54esimo Salone Nautico.
Lui, Max Sirena, la Coppa l’ha già vinta, ma a bordo della barca svizzera Alinghi nel 2010, “Ma il sogno sarebbe vincerla con la bandiera italiana. Nel mondo della vela noi negli ultimi anni siamo stati un po’ come la “Nazionale”.
Ci sono ovviamente anche gli atleti olimpici della FIV, ma nell’immaginario della gente, degli appassionati così come chi di vela sa poco, è Luna Rossa a rappresentare questo sport. E’ ovviamente una grande responsabilità e lavoriamo intensamente tutti giorni per dare a tutti i “tifosi” una bella soddisfazione nel 2017”.
Dalle parole di Max Sirena ai fatti delle regate dell’Audi Tron Sailing Series che da oggi fino a domenica 5 ottobre saranno protagoniste di un doppio evento agonistico nell'ambito della 54esima edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova: nella capitale ligure si disputeranno, infatti, contemporaneamente la tappa conclusiva delle Audi tron Melges 32 Sailing Series 2014 è la prima edizione del Melges Team Race, regata a squadre riservata ai migliori interpreti dei monotipo Audi Melges 20, Melges 24 e Melges 32.
Tra i Melges 32 la pole position alla vigilia è occupata dal team russo di Synergy GT della coppia di armatori Valentin Zavadnikov e Leonid Lebedev affiancati alla tattica dal fuoriclasse azzurro Michele Ivaldi.
La flotta in acqua è densa di grandi Campioni come Diego Negri, Pietro D’Ali, Tommaso Chieffi, i fratelli Ivaldi, Gabrio Zandonà e Nicola Celon.
Domenica alle 16.00 ci sarà la premiazione finale con la proclamazione del vincitore delle Audi Sailing Series Melges 32 2014 e della squadra che avrà avuto successo nella prima edizione del Melges Team Race.
Ad animare le banchine del Salone ci hanno poi pensato i ragazzi delle scuole genovesi a cui gli istruttori della FIV, la Federazione Italiana Vela, fanno fare i primi bordi a vela della loro vita. Nel complesso sono già quasi mille i ragazzini che in questi giorni hanno navigato sulle barche
scuola della Federazione.
Allo stand della Federazione Italiana Vela si è anche tenuto un incontro con il Direttore Tecnico della FIV Michele Marchesini e con Francesco Marrai, azzurro della classe Laser Standard.
Si è parlato, anche con il Presidente FIV Carlo Croce, di vela olimpica e dei programmi della squadra azzurra per il prossimo anno.
A seguire la presentazione del Manuale della Vela Agonistica (Giunti Editore), eredità del grande Valentin Mankin, campione olimpico e direttore tecnico della squadra olimpica italiana, recentemente scomparso.
Ingegneria e Design al centro dell'attenzione
Nascita e ascesa della nautica sono inscindibilmente legati alle aziende e ai progetti che hanno contribuito a creare il sistema dello stile italiano dal dopoguerra a oggi. Il design può essere un valore aggiunto per il settore nautico in un scenario economico sempre più competitivo e internazionale. Da qui, l'appello affinché le aziende facciano squadra per non disperdere il valore culturale del design come veicolo del Made in Italy nel mondo e di innovazione anche per la nautica.
Questo lo spunto di riflessione emerso dalla conferenza di apertura della terza giornata del 54° Salone Nautico di Genova: “Il design motore di sviluppo”, che ha visto fronteggiarsi, nell'appassionante tavola rotonda organizzata in mattinata da UCINA, illustri esponenti del Made in Italy e firme della progettazione.
A fianco del Presidente di UCINA Massimo Perotti, presente nel duplice ruolo di Presidente di Confindustria Nautica e di Sanlorenzo, Simona Finessi, tesoriere ADI, Marco Sabetta, Direttore Generale del Salone del Mobile, Giovanni Lanzone di Domus Academy, l'architetto Giovanni Zuccon fondatore di Zuccon International Project, l'architetto Mario Pedol fondatore di Nauta Yachts ed Michele Gismondi, Artemide.
Sul tema, sono intervenuti anche Massimo Paperini, fondatore dello studio di progettazione DuckDesign e il Professor Massimo Musio-Sale dell'Università di Genova e l'ing. Giovanni Ceccarelli, designer di Coppa America e uno degli ideatori del piano di raddrizzamento della Concordia.
E proprio della nave naufragata al Giglio, di parbuckling (letteralmente, ribaltamento del relitto) e della costante attività di monitoraggio e di intervento per mantenere l’assetto della nave durante le operazioni di svuotamento e di smantellamento, si è parlato, nel pomeriggio, presso lo Spazio Ingegneria allestito al Salone, con l'Ing. Paolo Cremonini, uno dei protagonisti del “raddrizzamento” della Concordia, direttore delle operazioni per il Gruppo Fagioli.
Durante la conferenza, all'ing. Cremonini è stato anche consegnato il Premio per l'Ingegneria dell'Ordine degli Ingegneri di Genova per il ruolo rivestito nella vicenda che ha dato lustro all'Italia nel mondo. Sempre a proposito di design, sono state ufficializzate le menzioni per la selezione “Migliore Accessorio 2014”, il premio con cui UCINA e ADI - Associazione per il Disegno Industriale - promuovono la valorizzazione dei migliori accessori della nautica.
Le menzioni della giuria presieduta da Luisa Bocchietto, Past President ADI e composta da Enrico Leonardo Fagone, Responsabile Osservatorio ADI Liguria, Paolo Martano, giornalista, Stefano Pagani Isnardi, Responsabile Ufficio Studi/Supporto tecnico progetti Ucina, sono andate a: Razeto e Casareto, FC 0, Foresti e Suardi, Yacht Controller, Parà, Nemo, Besenzoni, CMD- Costruzioni Motori Diesel- Lega Navale Italiana, Stan Azienda Guidi.
IL PREMIO BARCA DELL’ANNO
Nella categoria barche a motore, sul gradino più alto del podio sale Austin Parker 64 Fly, un progetto di Fulvio de Simoni che ha lasciato pochi dubbi alla Giuria: “Impeccabile sul piano distributivo, raffinata a livello stilistico, perfetta dal punto di vista tecnologico e realizzativo, è anche caratterizzata da un grande equilibrio tra esterni e interni. Una volta a bordo si è rapiti dalla grande luminosità degli spazi ottenuta grazie alla combinazione di superfici vetrate con l’accostamento di gradazioni chiare di allestimento e arredi”.
Prima tra le barche a vela si è classificata l’Italia Yacht 15.98: “Scafo dalla linea morbida e aggressiva, con una poppa rovesciata e una prua quasi verticale, che creano un disegno fuori dalle mode. La larghezza dello scafo non esasperata sino a poppa, senza spigoli, come nelle barche più collaudate appaga la vista. Più la si guarda più piace. L’esperienza velica del team si riflette in una coperta razionale, comoda e versatile per la crociera in famiglia o l’uscita sportiva”.
Fra i natanti, le imbarcazioni sotto i dieci metri di lunghezza, i vincitori sono stati rispettivamente il Dufour 310 Grand Large e il Bénéteau Flyer 7 Space Deck. Il primo è un progetto dell’italiano Umberto Felci, una perfetta barca da crociera per la famiglia, che ha entusiasmato la giuria: “Il Dufour 310 mette in mostra un eccellente rapporto fra qualità e prezzo, è un prodotto completo, ragionato ed estremamente equilibrato nei contenuti, sia estetici, sia tecnici, con finiture e assemblaggi ben fatti”. Il Flyer 7 della francese Bénéteau invece: “E’ un esempio di design francese. Barca pratica, piena di astuzie e di dettagli che faranno certamente scuola. A partire dalla carena, con interessanti soluzioni idrodinamiche, alla prua a portaerei, molto larga, con un family feeling molto marcato che permette di identificare al primo colpo d’occhio la barca e tutta la serie”.
Il Tempest 570 è il vincitore nella categoria gommoni che, nelle parole della giuria: ”Rappresenta un ritorno alle origini, al gommone essenziale, pratico, ma con un tocco di originalità, di fantasia legato alla ricerca di nuovi cromatismi. Ovvero come attirare l’attenzione dell’utenza in questi momenti difficili della nautica, contenendo i costi, ma offrendo un prodotto affidabile, sicuro e con un buon standard di finitura”.
Non è esposta lungo le banchine del Salone, ma la barca vincitrice nella categoria Superyacht è infine il Mangusta 165, un riconoscimento che, secondo la giuria: “Premia il raggiungimento dell’equilibrio più avanzato in fatto di grandi prestazioni e comodità di vita a bordo. Un progetto che ha raggiunto la completa maturazione, proponendo volumi sorprendenti, vista la tipologia di yacht, con un livello di comfort un tempo precluso ai maxi open. La portata delle ottimizzazioni si è tradotta, di fatto, in un prodotto praticamente nuovo, tanto che la E accanto a 165 identifica proprio l’evoluzione di un modello che incarna l’icona stessa del marchio Mangusta”. (Rossella Dallò)