MOTONAUTICA: IN FRANCIA LA PRIMA PROVA DEL MONDIALE ENDURANCE

Rouen. Strano. Nel Mondiale della F1, da un po’ di stagioni in qua, sono inseparabili. Amici, fratelli, confidenti, gemelli siamesi, soprattutto quando c’è discutere (anche in maniera «cattiva», lontani però da occhi e orecchie indiscreti) tra di loro.
Poi è diventato un must (si dice così adesso, vero?) quel loro abbraccio sul pontone al termine di una gara iridata vinta. Con Ale che solleva Alex di peso verso il cielo. Già, Ale & Alex. Canzi e Carella. O Carella e Canzi, fate voi, se volete dare la precedenza al tre volte iridato che però, ve lo assicuriamo, si sentirebbe sminuito se toglieste una sola briciola di merito al suo radioman. Che solo radioman, di sicuro non è.
Strano cercarli anche qui, alla 24 Ore di Rouen, prima prova del Mondiale Endurance 2014 (la seconda sarà la Otto Ore di Augustow, in Polonia, il 12 e 13 luglio) e trovarli solo sotto tende diverse. Alex Carella sotto la tenda russa del Team New Star, Ale Canzi sotto quella francese del Team Nollet, campione uscente, con lo scafo n. 1 sulla livrea, quello sul quale, lo scorso anno, aveva gareggiato anche Alex.
«Proprio una bella esperienza quella del 2013 - ricorda il brianzolo Canzi -, al termine della quale Chiappe mi aveva strappato una promessa: tornerai qui a collaborare con noi anche l’anno prossimo! E come facevo a dirgli no? Poi la situazione si è evoluta in maniera diversa e Alex, supportato dai mezzi e dagli uomini della Dac (Guido Cappellini, Attilio Donzelli e Giacomino Curti su tutti) ha intrapreso una nuova avventura. Personalmente, però, non me la sono sentita di ritirare la parola data a quello che è comunque un altro amico (rivali solo durante le gare della F1, ma mai “nemici”) e a una persona seria qual è Philippe. Tra me e Alex? Diciamo che si è (temporaneamente) rotto un fidanzamento (professionale), ma la stima e l’amicizia reciproca è la stessa di prima. Non diciamolo in giro, resti (quasi!) un segreto tra di noi, ma mentre lavoro sotto la tenda del Team Nollet o mentre sono sugli argini della Senna con il cronometro in mano, sto quasi più attento ai tempi dello scafo numero 20 che a quelli con l’1 e il 2 sulla livrea. Chissà mai perché…»
.DIVISI MA VINCENTI
Uno da una parte e l’altro dall’altra, in attesa che, purtroppo solo a ottobre in Cina, riparta il Mondiale di F1, ma Alex Carella e Ale Canzi, ognuno per quel che riguarda le rispettive competenze, continuano ad essere personaggi vincenti.
E per adesso, per la prima, lunghissima giornata di questa 24 Ore di Rouen edizione numero 51, sta… vincendo Ale. Meglio: diciamo che, almeno per buona parte della prima giornata di gara, Carella sta ancora giocando in difesa, visto che lo scafo del Team Nollet con il n. 1 (Larigot, i fratelli Morin e Chiappe) è alla guida della competizione, apparentemente senza troppi problemi, giocando a rimpiattino con la barca gemella (Talent, Loutz, Fouquet e Jousseame) e sul Pegase Racing Team (Boyard, Savin, Jarnigon e Avenel), lo scafo battuto nel 2013 solo per due giri, 787 contro 785, con una rimonta a dir poco fantastica nell’ultima ora di gara.
«Per adesso - sottolinea Chiappe - tutto procede secondo quanto abbiamo programmato a tavolino, anche se la partenza show di Team Autovision-Tullio Abbate ci ha costretti ad aumentare il ritmo su un piano d’acqua non facile. Subito dopo, visti anche i guai dello scafo n. 6, abbiamo però potuto di nuovo attaccare secondo ritmi e strategia a noi congeniali, che non sono quelli di attaccare a tutti i costi, ma di girare su ritmi sostenuti, senza portare mai il motore al limite. In questo momento, di sicuro, non serve correre rischi inutili».
Rischi che non aveva preso neppure l’Autovision di Tullio Abbate (con lui Stefano Novi, Jean-Vital e Cedric Deguisne, padre e figlio) che si era tolto la soddisfazione di concludere in testa il primo giro della gara, scattata alle 10 con 32 imbarcazioni in acqua: otto di Classe 1 (quella di Chiappe), 9 di Classe 2 (quella di Carella e del Team New Star) e le altre di Classe 3.
L’unica soddisfazione del weekend per il pilota e costruttore di Tremezzo, vincitore assoluto dell’edizione del 2010 quando era in acqua affiancato da Pablo Galilea, Denis Jarnigon e Owen Jelf, che dopo qualche guaio già patito durante le libere di mercoledì, ha dovuto arrendersi dopo 199 giri per la rottura dell’albero motore.
«E’ inspiegabile - ha sottolineato un amareggiato Tullio Abbate - il motivo per cui succedano queste cose. A volte si partecipa per due, anche tre volte, alla 24 Ore con lo stesso propulsore e non succede niente; poi devi arrenderti al primo imprevisto. Pensare che avevamo preparato e controllato tutto con la massima professionalità, su una barca dove tutto era praticamente nuovo! Una grande delusione per me e per tutta la squadra. Ma non ci arrendiamo: saremo comunque in gara ad Augustow e, speriamolo, torneremo qui anche nel 2015!».
CARELLA SHOW
Intanto, anche l’avventura russa del Team New Star pare cominciata bene visto che, per quel che riguarda ovviamente la Classe 2, è stato da subito un duello con i due scafi del Team Navikart, con una corsa abbastanza lineare del New Star 2 (Andrey Paniushkin, Roman e Dmitriy Vandishev) e una prestazione a singhiozzo del New Star 1 (Alex Carella, Mikhail Kitashev, Konstantin Ustinov e Nikita Lijcs).
Facile capire perché. Sullo scafo numero 20, la gioventù di Lijcs e l’esperienza internazionale limitata di Kitashev e Ustinov, non possono più di tanto, per cui a tutto, o a quasi tutto, mette rimedio il piacentino che, nelle sue tornate, che sin qui durano in media 45 minuti, riporta il Team New Star 1 dalla quarta-quinta posizione alla seconda, come ad esempio stava avvenendo alle 20 quando, tra i due Navikart (al comando il numero 32, quarto assoluto) e i due New Star c’era solo un buco di cinque giri.
E il New Star 1 sembra volare quando alla guida c’è Carella che, rispetto ai compagni di avventura, gira con quasi otto secondi di meno sul giro. Ma l’avventura della 24 Ore, si sa, è appena cominciata, soprattutto se si tiene conto che si stanno affrontando le ancora più difficili due ore in notturna.
Un’esperienza nuovissima anche per Alex, ovviamente, per il quale (ci faremmo una scommessa) c’è uno stimolo in più: agguantare quel Navikart al comando sul quale gareggia anche la norvegese Mette Brandt Bjerknaes. Come? Farsi battere da una donna? Battute a parte, alle spalle di Alex si lavora sodo, anche se si è passati dalla struttura del Team Qatar a quella del neonato Team New Star, con una base comune però: quella targata Dac di Guido Cappellini, Attilio Donzelli e Giacomino Curti.
Un’avventura che ha origine dalla volontà del magnate russo Andrey Kitashev che vuole portare nuovi talenti in alcune delle più difficili e prestigiose gare di motonautica.
Nato sulle rive del Volga, Kitashev ha sempre sognato le corse in acqua e, dalla prima barca costruita con le proprie mani all’età di 14 anni, il percorso è stato lungo e ricco di successi.
Dopo essere diventato un tecnico energetico nella nuova Russia, Andrey ha deciso di entrare nelle competizioni nel campionato Endurance Pneumatics, arrivando a conquistare il titolo iridato di Classe 5 nel 2007 (con Armen Yesayan, Dmitiy e Roman Vandyshev) e nel 2004, con un equipaggio di cui, assieme ai connazionali Bernitsyn e Nikitin, faceva parte anche lo statunitense Wartinger.
Poi le sfide che sono cronaca di questi giorni: la Nations Cup e il Mondiale Endurance in cui ha coinvolto piloti russi, bielorussi e lettoni. Per passare dai brividi dei gommoni alla velocità dei catamarani, tutti a scuola guida dal lariano Guido Cappellini e dal piacentino Alex Carella: tredici Mondiali di F1 in due (per adesso), mica paglia.(Massimo Ciuchi)
24 Ore di Rouen 2014: La situazione alle ore 22, dopo dodici ore di gara
1. Nollet 1 (Classe 3 - Chiappe, Larigot, P. Morin, N. Morin) 412 giri
2. Pegase (Classe 3 - Boyard, Savin, Jarnigon, Ravanel) 407 giri
3. Nollet 2 (Classe 3 - Talent, Louz, Fouquet, Jousseaume) 391
4. New Star 2 (Classe 2 - Paniushkin, R. Vandyshev, D. Vandyshev) 367 giri
5. Navikart 2 (Classe 2 - Betin, Doublet, Lambert, Loones) 362
6. Navikart 1 (Classe 2 - Sebastien Lemoine, Delambre, Stephane Lemoine, Brandt Bjerknaes) 355
7. New Star 1 (Classe 2 - Carella, Ustinov, Kitashev, Lijcs) 352 giri; (…)
10. Balt Yacht (Classe 2 - U. Slakteris, A. Slakteris, Marszalek, Kourtsenovky) 316 giri
27. Team Privilege (Classe 2 - Catelin, Bersoult, Fremondiere, Benavente) 125 giri.