MOTONAUTICA F.1: ALLA 24 ORE DI ROUEN IN ATTESA DEL MONDIALE. QUANDO E DOVE?

Rouen. Già non bastasse la recessione economica internazionale che ha falciato come grano maturo le sponsorizzazioni legate allo sport, in prima fila (ovviamente) quelle di carattere dilettantistico, il Mondiale della F1 motonautica, appena avviata l’edizione annuale numero trentuno, è di nuovo alle prese con i fermenti politici che agitano molte nazioni ai quattro angoli del mondo
. A Doha, tanto per cominciare, i venti della guerra (diplomatica) tra il Qatar e gli altri Paesi del Golfo, ad esempio, avevano impedito la trasferta al Team Abu Dhabi guidato da Scott Gillman (uno smacco per Thani Al Qamzi e Ahmed Al Hameli) e alla squadra dell’Arabia Saudita impegnata nella Nations Cup, ma adesso, se si può, la situazione sta diventando ancora più critica.
Nel calendario iridato, infatti, sono spariti gli appuntamenti di maggio (avrebbe potuto-dovuto essere il Venezuela) e quello doppio di luglio in Ucraina (F1 e President Cup di Kiev), dove, come ben sappiamo, sono affaccendati in problemi ben più seri di una gara di catamarani.
Buio fino ad autunno, insomma, con la prova cinese di Liuzhou (2 ottobre), cui faranno seguito le due previste negli Emirati: Abu Dhabi (5 dicembre) e Sharjah (12 dicembre). A meno che, magari attorno a novembre, si riesca davvero a recuperare una prova, sarà più che mai un Mondiale sprint, con solo quattro gare in carnet per assegnare il titolo iridato.
Peggio, per la cronaca, era andata solo nel 2005 (titolo a Cappellini), 2006 (Gillman), 2012 (Carella) e 2013 (Carella), quando le gare disputate furono comunque sei.
24 ORE DI CALMA
Una pausa troppo lunga per tutti, figuriamoci per uno come Carella che, su web, un po’ in tutte le maniere, grida e invoca ripetutamente la sua voglia e la sua «fame» di gare.
«No, non ce l’avrei proprio fatta a restare fermo per così tanto tempo. Mi sono guardato in giro e ho preso al volo gli assist di Guido Cappellini e Rhys Coles. Guido, da tempo, è impegnato con il gruppo russo del Team New Star che, in questo fine settimane, sarà in acqua con due catamarani (ovviamente Dac) alla 24 Ore di Rouen, quella che l’anno passato ho vinto in Classe 3 con il Team di Philippe Chiappe e dei fratelli Morin. Sono mesi che lavorano duro, senza tralasciare nulla al caso: in acqua e fuori, badando soprattutto a fare da… scuola guida ai piloti russi (Mikhail Kitashev, Konstantin Ustinov, Andrey Paniushkin), al giovane lettone Nikita Lijcs, uno dei protagonisti dell’Eurofin Trophy, la prova della F4-S promozionale che affianca il Mondiale di F1, e ai bielorussi Roman e Dmitriy Vandishev, due componenti della squadra che, a Doha, nella Nations Cup, hanno beffato per un punto l’Italia Motorglass di Francesco Cantando, alla quale non era bastata la tripletta di Stefano Paoletti. Sulla nuova Dac di Classe 2, abbiamo fatto diversi test, a secco e in acqua (sul lago di Lecco e, soprattutto, a San Nazzaro grazie alla collaborazione e alla passione di Alessandro Cremona e del suo clan), senza dimenticare quegli aspetti che, per una gara come la 24 Ore, sono insoliti. Quest’anno, con l’edizione numero 51, ad esempio, si tornerà per qualche ora a gareggiare di notte (e sugli scafi bisogna mettere i fari…); poi serve perfezionare al massimo i rifornimenti e il cambio del pilota (con me, sullo scafo n. 20, ci saranno Lijcs, Kitashev e Ustinov). Già, la 24 Ore è davvero unica, non tanto per l’atmosfera (i francesi l’adorano, non ci sono le contrade, ma la passione è la stessa che c’è a Siena: è un Palio sull’acqua!), quanto per le difficoltà di guidare su un mosso costante e perché, cosa insolita per una gara di motonautica, la parola Team, il lavoro di squadra insomma, è davvero al centro di tutto. Sto vivendo davvero una bella esperienza per il fatto che sto dando una mano a questi nuovissimi piloti, e sto insegnando loro tutto quello che posso, dalla guida a come affrontare Rouen che, bisogna ripetersi, non è una gara come tutte le altre. Chiaro che punteremo al successo di Classe 2 e non a quello assoluto (impossibile per tutti?), ma spiegherò loro un segreto forse piccolo piccolo, ma fondamentale per farcela: a Rouen, in una gara così lunga, la calma è quella che ti porta alla fine! Come dimenticare, del resto, che lo scorso anno (in un’edizione durata in realtà 22 ore e 35 minuti), dopo 787 giri, ci siamo imposti con due soli giri di vantaggio e dopo una rimonta proprio nell’ultima ora di gara?».
NELLA TERRA DEI CANGURI
Diverso l’approccio con l’Australia. «L’amicizia con Rhys Coles è alla base di tutto. E’ stato lui che mi ha invitato per le gare del 23-24-25 maggio sul fiume Manning, a Taree (nuovo Galles del Sud) dove, a fianco di alcune gare nazionali e mondiali (6 Litri e Illimitata) si disputerà anche il campionato Asia-Pacifico della Classe SST120 (in pratica una F2). E sarà in quella categoria che gareggerò anch’io, affiancando l’impegno agonistico a un po’ di turismo. Come al solito, però, su tutto prevarrà la gara. Sarò in zona già il 15 maggio, proprio per preparare al meglio l’imbarcazione (anche questa una Dac), visto che tornare di nuovo (da solo…) su una F2 sarà comunque emozionante. I problemi? Ah, tanti. A partire dal fatto che non avrò al fianco i due soliti compagni di viaggio delle ultime vincenti avventure con il Team Qatar (Attilio Donzelli e Giacomino Curti). Sarà insomma come tornare ai vecchi tempi quando ero io a fare la carburazione un minuto prima di scendere in acqua. Credetemi: è una cosa che mi manca, ne ho davvero bisogno, è una carica di adrenalina in più. Scontato anche il fatto che non voglio andare lì per fare la comparsa, soprattutto perché sto ricevendo decine di messaggi da parte di piloti australiani che sono felici di poter gareggiare assieme a me. Ma mi dicono che.. battermi sarà uno stimolo in più per tutti loro. Capito? Almeno in acqua non sarà solo una vacanza».
ROUEN ITALIANA
Ma torniamo per all’imminente 24 Ore di Rouen, per ricordare che, Carella a parte, saranno tre i piloti impegnati nel Mondiale di F1 che scenderanno in acqua attorno all’Ile Lacroix, nella città millenaria dalla storia infinita, famosa (ma non solo per quello!) per essere stata quella dove Giovanna d'Arco venne giudicata eretica e arsa al rogo sulla piazza del Mercato Vecchio il 30 maggio 1431.
In prima fila il padrone di casa, Philippe Chiappe, in gara sullo scafo Nollet con il n. 1 sulla livrea (affiancato da Larigot e dai fratelli Morin) in Classe 3; poi (in Classe 2 a sfidare Carella) ci saranno il polacco Bartek Marszalek, compagno di squadra di Cantando nel Team Motorglass (Team Balt Yacht con i fratelli Atis e Uvis Slakteris e Stanislav Kourtsenovski) e il portoghese Duarte Benavente, a sua volta impegnato nel Team Privilege con i francesi Catelin, Bersoult e Fremondiere.
Oltre ad Alex, ma in Classe 3, sono due gli altri italiani iscritti: l’inossidabile Tullio Abbate che, sullo scafo sponsorizzato Autovision, avrà come compagno di avventura Stefano Novi e i francesi Jean-Vitale e Cedric Deguisne, padre e figlio con un passato in F1.
Tullio è stato molto sfortunato lo scorso anno, ma è uno che non cede mai e ha tutte le intenzioni di puntare al bis, dopo il successo assoluto del 2010 quando si impose affiancato da Pablo Galilea, Denis Jarnigon e Owen Jelf.
Sempre in tema di successi tricolori, vale la pena di ricordare che, in precedenza, ci sono state altre sei vittorie italiane: 1972 e 1973 (Luigi Baggioli, Gian Rodolfo Riva e Alfredo Redaelli), 1976 (Renato Molinari, Augusto Panzeri e Sandro Zoppi), 1979 (Renato Molinari, Augusto Panzeri e Angelo Vassena), 1980 (Renato Molinari, Carlo Maria Colombo e Luigi Baggioli) e 1981 (Renato Molinari, Carlo Maria Colombo e Luigi Valdano). Renato Molinari, che anche in tempi recenti è stato visto spesso, da spettatore, nel paddock di Rouen, è letteralmente idolatrato dai francesi che lo hanno denominato, con grande rispetto, quasi con dolcezza, «Il discreto, piccolo italiano».
E quel «piccolo», ovviamente, non si riferiva e non si riferisce alla statura agonistica del pilota e costruttore lariano. A sorprendere, come sempre, erano le sue scelte tecniche estreme, rivoluzionarie, apportate agli scafi (anche solo per gareggiare alla 24 Ore di Rouen) che uscivano dal suo cantiere.
Come avvenne per la vittoria del 1979 quando, come raccontano letteralmente le cronache «gareggiò con un catamarano immenso, equipaggiato con un motore entrobordo Fiat-Abarth mostruoso come potenza per quegli anni».
E stupì anche nel 1984, nell’ultima apparizione personale attorno all’Isola Lacroix, quando il suo catamarano era spinto da un motore Mercedes diesel turbocompresso, mai visto all’epoca. Renato stava «oltraggiosamente» dominando la corsa quando venne speronato da un avversario, che lo costrinse al ritiro. Per la cronaca, l’ultima vittoria di uno scafo Molinari (motore Evinrude) risale al 2006 quando la gara, ma guarda un po’, andò ai fratelli Morin, affiancati da Larigot e Lebleu.
------ Il programma della 24 Ore di Rouen (edizione numero 51)
Martedì 29 aprile: paddock aperto al pubblico dalle ore 9 alle 18 e verifiche tecnico-amministrative (per il Team Autovision di Tullio Abbate alle 14.30, per il Team New Star 1 di Alex Carella alle 15)
Mercoledì 30 aprile, ore 10: briefing piloti; ore 14.30-18: prove libere
Giovedì 1 maggio, ore 10-23: gara
Venerdì 2 maggio, ore 7-18: gara
----- Chilometri Il record di km percorsi durante le 50 edizioni sin qui disputate della 24 Ore di Rouen è stato stabilito nel 1993 dall’equipaggio formato dallo statunitense John Castelli e dai francesi André Larue e Patrice Kabatski (scafo Jeanneau, motore Mercury): 3.182 chilometri.
----- Pluricampioni Con cinque vittorie, il francese Didier Jousseaume è il plurivincitore della 24 Ore di Rouen. Nell’albo d’oro, con quattro vittorie, figurano poi Renato Molinari (Ita), Christophe Boyard (Fra) e Jean-Vital Deguisne. (Massimo Ciuchi)