09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

MOTONAUTICA F1: CARELLA “SUONA” LA DECIMA……

 

Doha, Il Mondiale della F1 motonautica ricomincia proprio da lì, da dove era finito: Alex Carella, Philippe Chiappe e Shaun Torrente. Ops, scusate, il terzo è il portoghese Duarte Benavente. Perdonateci, la nostra non è cattiveria, ma quello che dovrebbe essere il (giusto) tributo al grintoso statunitense, seconda guida con licenza di andare a caccia senza vincoli, del Team Qatar che stava onorando nel migliore dei modi la gara di casa.

Dominandola sin dal semaforo verde, con una pole andata a sorpresa al finlandese Sami Selio, visto che lo svedese Jonas Andersson, l’autore della pole (virtuale) della vigilia, avendo cambiato motore dopo un (altro) guaio durante le libere mattutine, era stato retrocesso in undicesima posizione.

Peggio di lui, purtroppo, era capitato a sua volta a Francesco Cantando che, dopo un faticoso ottavo posto in griglia, ha dovuto riportare sotto la tenda la Blaze nuova di pacca che ha patito una delaminazione alla base dello scafo, andando al pontone con la Dac di Valerio Lagiannella che, per l’occasione, era stata affidata a Marco Gambi, finito in tribuna.

Il Franz, inarrestabile su più fronti come manager, come costruttore e come pilota, del resto, non è mai stato uno capace di fare le cose a metà, mettendo in mostra anche questa volta, su tutto, la sua professionalità e la sua maturità.

COME UN PENDOLINO

Bella, e potrebbe essere diversamente?, è anche la storia di Carella che, centrando la decima vittoria in carriera nel campionato iridato, ha raggiunto il mai dimenticato olandese Cees Van der Velden, pilota e costruttore tra i più apprezzati del Circo Blu.

Nel mirino, adesso, c’è un certo Jay Price (11 successi in F1) e, appena un altro passettino più avanti, ma guarda un po’ che combinazione, un bel tandem composto da Francesco Cantando e Sami Selio.

Il piacentino, da tre stagioni di fila in cima al mondo, non si ferma proprio più anche se, in questo Gran Premio del Qatar, si sarebbe accontentato di fare il valletto.

Al pronti, via!, è stata impressionante l’accelerazione degli scafi ora con una livrea argentea che, alla seconda boa, si era già «mangiati» Selio. Possibile? Possibile si, visto che il finlandese (un altro di quelli accreditati alla vigilia tra i possibili pretendenti al titolo) non ha di fatto completato il primo giro, ritirandosi mogio mogio al pontone.

E già al secondo giro ecco che toccava ad Andersson alzare bandiera bianca: sempre più ridotta la pattuglia dei possibili pretendenti alla corona di Alex. Da lì in poi gli sfidanti, si fa per dire, sono diventati Chiappe, Benavente e il sorprendente Cantando (mica facile dover tornare di nuovo alla guida di una barca poco frequentata), anche se solo il francese poteva avere chanches di aggancio ai due. Che viaggiavano diretti, come un treno.

Un Pendolino, probabilmente, gli avrebbe fatto un baffo. Alla guida del Team Qatar, si sa, il buon Khalid Al Kuwari non ha mai dato ordini di scuderia, ma oggi, ad un certo punto, pare che ai suoi in acqua, via radio, più o meno, abbia detto così: «Ragazzi, il più vicino a voi ha un distacco di 17 secondi; vedete di fare i bravi e di non dare adito a qualche probabilità di rischio».

Traduzione: ragazzi, niente guerriglia in casa, non cerchiamo rischi o contatti inutili, andiamo avanti così. Come l’ha presa Alex? Non lo sappiamo, ma se dovessimo puntare un dollaro bucato sul suo stato d’animo in quel momento, diremmo che non dovrebbe averla presa bene.

Lui, si ci scommettiamo, avrebbe comunque voluto andare all’attacco. Il fato, la sfortuna, la sfiga o quel che volete voi, ha deciso di dirimere la questione senza troppe chiacchiere quando, a nove giri dalla fine, la rottura del servosterzo ha fermato e messo paura a Torrente che, dopo una fiammata, ha visto il suo catamarano riempirsi di fumo.

Veloce tanto quanto in gara, se non di più, lo statunitense ha dovuto far rotta verso il pontone, dove gli uomini del soccorso erano già pronti ad ogni evenienza.

E per il piacentino, da lì alla bandiera a scacchi, è stata un passeggiata, senza neppure dover faticare troppo per guardare negli specchietti. Poi, anche se non sono mancati i sorrisi sul podio, sinceri come l’abbraccio tra Al Kuwari e Torrente, un po’ di amarezza nel commentare l’accaduto: il brutto di una (bella) vittoria:

«Ma vi ricordate cos’era successo a me, proprio qui a Doha, a dicembre? Dopo aver dominato la corsa (poi andata proprio a Torrente), in regime di bandiera gialla, non ero riuscito a compiere l’ultimo giro! Diciamo che la fortuna mi ha ridato quello che mi aveva tolto in quella occasione, ma è certo che non mi piace vincere così. Non mi piace vincere ai danni del compagno di squadra, anche se quello che accaduto non è imputabile a me. Rammaricato per Shaun e per la squadra: tutto era perfetto ed è stato bello bello vedere che avremmo potuto portare a termine i 40 giri stando davanti a tutti. Meglio, dominando tutti gli avversari. Una vittoria a metà, diciamolo, ma comunque una vittoria; un’affermazione qui è ancora più importante del solito, non solo per me ma per tutto il Team Qatar e per tutti gli uomini e i dirigenti che ci lavorano dietro. Per noi è solo l’inizio di quella che potrebbe essere di nuovo una stagione di successi».

SFIDANTI CERCANSI

Parole e propositi semplici, ma chiari. Alle spalle del duo targato Qatar, del resto, nella gara di oggi, anche Chiappe è stato in odore di doppiaggio, mentre qualche bel numero, costanza di rendimento a parte di Benavente, qualche lampo di tanto in tanto, sono arrivati solo dal giovane finlandese Filip Roms, il compagno di squadra di Selio nel Team Mad Croc BaBa e dalla norvegese Marit Stromoy, al cui fianco ha debuttato, ritirandosi dopo quattro giri, lo svedese Erik Stark, reduce da due titoli iridati consecutivi in F2. Tutta un’altra storia, si è detto tra le righe, quella di Cantando. Un quarto posto da incorniciare, all’esordio del marchio Motorglass sulla livrea, dopo tanta fatica nei giorni precedenti la gara, dietro il quale il Franz non si nasconde:

«Certo, un bel piazzamento d’esperienza, ma non facciamo voli di fantasia. Sono partito penultimo in griglia e, diciamolo sinceramente, ha fatto una grande partenza. Appena il gruppone si è sciolto ero lì a ridosso dei primi, ma lì è finita l’avventura. Il quarto posto, come si dice, resta una medaglia di legno, ma onestamente devo dire che non ho avuto altre possibilità di avvicinarmi al podio».

Un premio alla modestia e un trampolino di lancio per cercare di puntare ad un podio iridato che sfugge da troppo tempo. Il futuro è dalla sua parte perché, con il rientro in Europa, ci sarà modo di ricontrollare barche e ambizioni.

Il tempo è dalla sua parte e dalla parte di tutti, visto che, con i chiari di luna attuali (cosa succederà a Kiev?) si rischia di tornare in acqua a ottobre, quando saranno di nuovo nella bagarre anche il Team Abu Dhabi di Thani Al Qamzi e Ahmed Al Hameli e il Team Caudwell di Ivan Brigada.

Benvenuti (in anticipo): Re Carella ha solo voglia di trovare nuovi sfidanti. Gli piace così, senza battaglie e senza «nemici» non si divertirebbe nemmeno.(Massimo Ciuchi)

Gran Premio del Qatar (Doha):

1. Carella (Ita, Team Qatar)

2. Chiappe (Fra, Ctic China) a 34”61

3. Benavente (Por, Atlantic) a 1 giro

4. Cantando (Ita, Motorglass) a 2 giri

5. Roms (Mad Croc-BaBa); 6. Stromoy (Nor, Nautica) a 3 giri

7. Xiong Ziwei (Cina, Ctic China); 8. Marszalek (Po. Motorglass)

Ritirati: Torrente (Usa, Qatar), Al Rubayan (Kuw, Atlantic), Stark (Sve, Sweden), Andersson (Sve, Sweden) e Selio (Fin, Mad Croc-Baba).

Non partito: Gambi (Ita, Motorglass).

Mondiale (dopo 1 gara):

1. Carella (Ita, Team Qatar) punti 20; 2. Chiappe (Fra, Ctic China) 15; 3. Benavente (Por, Atlantic) 12; 4. Cantando (Ita, Motorglass) 9; 5. Roms (Mad Croc-BaBa) 7; 6. Stromoy (Nor, Nautica) 5i; 7. Xiong Ziwei (Cina, Ctic China) 4; 8. Marszalek (Pok, Motorglass) 3.

Le prossime gare

Maggio: sede da definire

19-20 luglio: GP dell’Ucraina (Kiev)

1-2 ottobre: GP di China (Liuzhou)

4-5 dicembre: GP degli Emirati-1 (Abu Dhabi

11-12 dicembre: GP degli Emirati-2 (Sharjah)