25/10/2026
Direttore: Franco Liistro

ERC Portogallo: Sesks (Skoda) al comando tra incidenti e ritiri, Korhonen (Toyota) resiste, sul podio virtuale la Lancia di Pablo Sarrazin

Guimarães.  La prima tappa del Rally 6 Cidades Norte de Portugal, prova conclusiva del Campionato Europeo Rally, si è trasformata in una giornata durissima, caratterizzata da continui cambiamenti di ritmo, problemi tecnici, forature, incidenti e ritiri eccellenti. Sulle insidiose strade sterrate portoghesi, il fondo sconnesso ha messo a dura prova piloti e vetture, rendendo la gestione del rischio importante quasi quanto la velocità pura.

A prendersi la scena è stato il lettone Mārtiņš Sesks, protagonista di una giornata solida e concreta al volante della Škoda Fabia RS Rally2 del Team MRF Tyres. Dopo aver chiuso al quarto posto la super speciale su asfalto disputata venerdì sera sulla salita del Monte Penha, a Guimarães, Sesks ha cambiato marcia già nella prima prova sterrata del sabato, conquistando la speciale e portandosi al comando con due secondi di vantaggio.

La sua leadership, però, non è stata il risultato di una fuga incontrastata. Il percorso richiedeva precisione, attenzione alle pietre affioranti e capacità di evitare errori nelle sezioni più sconnesse. Sesks ha saputo mantenere un ritmo elevato, alternando attacchi decisi a una gestione intelligente del vantaggio, fino a consolidare la propria posizione al termine della giornata.

Il lettone è tornato a segnare il miglior tempo nella quinta prova speciale e ha continuato a controllare la situazione, nonostante qualche segnale di preoccupazione per un possibile problema meccanico alla sua vettura. Al termine dell'ultima speciale, la SS9, ha infatti riferito di un inconveniente alla valvola pop-off. Un dettaglio tutt'altro che trascurabile alla vigilia della tappa decisiva, perché un guasto di questo tipo potrebbe compromettere una gara fin lì condotta con grande autorevolezza.

Alle sue spalle, Roope Korhonen ha costruito una prestazione altrettanto convincente, permettendo al Team MRF Tyres di sognare una doppietta. Il finlandese è stato il più veloce nelle SS4, SS6 e SS8, dimostrando di avere il passo per insidiare il compagno di squadra. La sua giornata, tuttavia, ha avuto un momento particolarmente delicato nella SS9, quando è finito largo in una curva, attraversando alcuni cespugli e perdendo tempo prezioso.

Il passaggio fuori traiettoria ha avuto conseguenze anche sulla vettura: Korhonen ha dovuto completare la prova con lo pneumatico anteriore sinistro sgonfio sulla Toyota GR Yaris Rally2. Nonostante il contrattempo, è riuscito a conservare la seconda posizione, confermandosi uno dei protagonisti assoluti della prima tappa.

La sorpresa più interessante è arrivata da Pablo Sarrazin, autore di una prestazione di grande maturità alla sua terza partecipazione al Campionato Europeo Rally. Il francese, inserito nella formazione Team France National Match Rally, ha conquistato il miglior tempo nella SS3 al volante della Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale equipaggiata con pneumatici Michelin. La sua prova gli ha consentito di inserirsi nelle posizioni di vertice e di puntare concretamente a un risultato da ricordare: il terzo posto assoluto.

La classifica, però, è stata rivoluzionata soprattutto dagli episodi che hanno coinvolto alcuni dei piloti più attesi. Il primo grande colpo di scena ha riguardato Kris Meeke, vincitore di cinque rally nel Mondiale WRC, che ha visto terminare anzitempo la propria gara nella SS4. Il britannico è uscito violentemente di strada dopo circa sei chilometri, danneggiando pesantemente la Toyota GR Yaris Rally2. Fortunatamente, sia lui sia il copilota Stuart Loudon sono rimasti illesi, ma il ritiro ha eliminato dalla lotta per le posizioni di vertice uno dei concorrenti più esperti.

Anche Patrick Enok ha vissuto una giornata complicata. L'estone è rimasto coinvolto in un cappottamento nella quarta prova speciale, dopo aver toccato un avvallamento. La sua Škoda ha riportato danni importanti nella parte anteriore e il pilota ha perso molto tempo, ritrovandosi in una situazione difficile per proseguire la gara.

La settima prova speciale, secondo passaggio sui 18,24 chilometri di Ribeira de Pena, si è trasformata nel momento più caotico dell'intera giornata. Il fondo si era deteriorato sensibilmente rispetto al primo passaggio: i solchi erano diventati profondi, le pietre affioravano sempre più frequentemente e le traiettorie risultavano difficili da interpretare. Proprio in queste condizioni sono arrivati altri due incidenti pesanti.

Tymek Abramowski è stato protagonista di un cappottamento dopo appena 2,1 chilometri, finendo con la vettura rovesciata in mezzo alla strada. Poco dopo, al chilometro 9,3, anche Sarah Rumeau ha perso il controllo della propria auto, ribaltandosi e danneggiando la parte anteriore della vettura. La francese, che stava disputando un debutto nell'ERC particolarmente promettente e occupava la nona posizione assoluta, ha dovuto dire addio alle proprie ambizioni di risultato. Entrambi gli equipaggi sono usciti illesi dagli incidenti.

La presenza della vettura di Abramowski in una posizione che bloccava il passaggio ha costretto gli organizzatori a interrompere la speciale, dopo che soltanto pochi concorrenti erano riusciti a completarla. Anche Andrea Mabellini è stato costretto a fermarsi durante la stessa prova: il pilota italiano ha accusato una perdita di potenza del motore sulla sua Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, ponendo fine alla propria giornata. Per lui, già protagonista di un cappottamento nelle fasi precedenti del fine settimana, è stato un altro episodio amaro. Ora per confermare il secondo posto in campionato il pilota della Lancia può solo sperare in qualche difficoltà di Marczyk che lo segue a una manciata di punti.

I problemi non hanno risparmiato neppure la Lancia Ypsilon di Léo Rossel, che dopo aver conquistato il quarto posto ha dovuto fermarsi nella SS8 a causa della rottura di un cerchio ruota. Il francese è precipitato fuori dalla top 10, perdendo in un solo episodio il risultato che aveva costruito con una prestazione competitiva. Nella stessa giornata, Nikolay Gryazin, pilota ufficiale del team franco-italiano, ha dovuto abbandonare la lotta per le posizioni di vertice quando un problema meccanico lo ha costretto a fermarsi nella SS9, a circa 6,5 chilometri dal traguardo. Giornata non certo di grandi soddisfazioni per le Rally4 della Lancia visti i problemi in cui sono incappati anche Davide Pesavento e Sebastian Dallapiccola oltre a quelli della Opel Corsa di Leda: l’affidabilità che era una carta vincente sembra improvvisamente essere venuta meno e di pari passo i piloti non hanno  saputo interpretare i tranelli di un tracciato che ha tratti era poco meno di un percorso di guerra  visti i solchi e le pietre, o rocce, affioranti.

La nona speciale ha riservato difficoltà anche a Pedro Almeida e Miko Marczyk. Il portoghese ha dovuto fare i conti con un problema agli pneumatici, mentre il campione europeo in carica ha perso tempo prezioso per un danno alla gomma anteriore sinistra. Korhonen, come detto, ha invece concluso la prova con lo pneumatico anteriore sinistro sgonfio dopo essere finito largo.

In mezzo a questa lunga sequenza di incidenti e inconvenienti, Jan Solans è riuscito a risalire fino al quarto posto, seguito da Simone Tempestini, autore del miglior tempo nella super speciale del venerdì, e Arthur Pelamourgues. Il portoghese Armindo Araújo ha conquistato la settima posizione superando Marczyk nella fase finale, mentre Rúben Rodrigues e Pedro Almeida hanno continuato a contendersi le posizioni di rilievo anche nella classifica nazionale.

Al termine della prima tappa, Sesks ha quindi mantenuto il comando con 10,5 secondi su Korhonen, mentre Sarrazin si è attestato al terzo posto, in piena corsa per il miglior risultato della sua carriera europea. Il lettone ha descritto una giornata positiva, ma ha anche sottolineato quanto le rocce affioranti e i salti improvvisi rendessero insidiose alcune sezioni del percorso.

Il bilancio della giornata è dunque quello di una gara estremamente selettiva, nella quale la velocità da sola non è bastata: resistenza meccanica, precisione e capacità di evitare gli errori hanno fatto la differenza. Domenica resta l'ultima tappa, con la prova di Montim da 8,73 chilometri ad aprire il programma, Sesks partirà con un vantaggio importante, ma i problemi tecnici già segnalati sulla sua Škoda e la durezza del percorso lasciano ancora aperta la sfida per la vittoria finale. (Marc Canone)

CLASSIFICA FINE PRIMA TAPPA  DOPO SS 9:

1.Mārtiņš Sesks Škoda Fabia RS Rally2   

2.Roope Korhonen Toyota GR Yaris Rally2 +10,5″

3.Pablo Sarrazin Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale +24,7″

4.Jan Solans Škoda Fabia RS Rally2 +1'20,0″

5.Simone Tempestini Škoda Fabia RS Rally2 +1'42,2″

6.Arthur Pelamourgues Hyundai i20 N Rally2 +2'01,6″

7.Armindo Araújo Škoda Fabia RS Rally2 +2'24,6″

8.Miko Marczyk Škoda Fabia RS Rally2 +2'28,0″

9.Pedro Almeida Toyota GR Yaris Rally2 +2'30,1″

10.Rúben Rodrigues Škoda Fabia RS Rally2 +2'43,7″

11.Jakub Matulka Škoda Fabia RS Rally2 +3'05,6″

12.Nicolas Otto Škoda Fabia RS Rally2 +3'16,7″

13.Sebastián Franco Škoda Fabia RS Rally2 +3'18,0″

14.Adam Grahn Škoda Fabia RS Rally2 +3'34,4″

15.Léo Rossel Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale +3'40,2″