04/10/2026
Direttore: Franco Liistro

Rally d'Italia: Oliver Solberg completa la rimonta, ancora quattro prove con tre Toyota sul podio

Alghero (nostro inviato). Il sabato del Rally Italia Sardegna 2026 è stato il giorno delle svolte, quello in cui una gara che sembrava avere già trovato i suoi equilibri ha improvvisamente cambiato faccia. La Sardegna ha messo sul piatto 123,69 chilometri di prove speciali, sei tratti cronometrati nei quali nessuno ha potuto permettersi di abbassare la guardia. A fine giornata, davanti a tutti, c’è Oliver Solberg, protagonista di una rimonta costruita chilometro dopo chilometro e diventata decisiva proprio quando la pressione era massima.

Il pilota Toyota aveva iniziato la giornata dalla terza posizione, ma fin dalle prime battute aveva fatto capire di avere il ritmo per puntare alla vetta.

 Sulla Lerno-Sa Conchedda-Monti di Alà ha cominciato a rosicchiare terreno, mentre davanti Thierry Neuville cercava di difendere il primo posto conquistato venerdì. La Hyundai del belga era stata una delle grandi protagoniste della prima giornata, ma il sabato si sarebbe trasformato rapidamente in un'altra storia. Adrien Fourmaux, intanto, era costretto a fare i conti con una foratura che gli faceva perdere secondi preziosi proprio nel momento in cui la lotta nelle prime posizioni diventava sempre più serrata.

Solberg, invece, continuava a spingere. Sulla Coiluna-Loelle il suo passo rimaneva altissimo e la Toyota numero 99 sembrava trovare sempre più confidenza con uno sterrato che, passaggio dopo passaggio, diventava più difficile e insidioso. Poi arrivava la Solorché, una delle novità di questa edizione, e lì la rimonta dello svedese prendeva definitivamente forma. Il margine sui rivali si assottigliava fino a trasformarsi in un sorpasso vero e proprio: Solberg diventava il nuovo leader del Rally Italia Sardegna.

Alle sue spalle la situazione restava apertissima. Ogier risaliva nelle posizioni di vertice, Fourmaux cercava di contenere il distacco e Sami Pajari continuava a correre una gara fondamentale anche pensando alla classifica mondiale. Ancora più indietro, Elfyn Evans viveva una giornata diversa, fatta soprattutto di gestione. Partendo davanti, il gallese doveva affrontare il problema sempre delicato di pulire la strada agli avversari, su un fondo che lasciava sempre più scoperti sassi e traiettorie sporche. Ogni secondo perso poteva pesare, ma ogni errore avrebbe avuto conseguenze ancora più pesanti.

Dopo l'assistenza di metà giornata, il rally ripartiva con la sensazione che il secondo giro avrebbe potuto cambiare ancora una volta tutto. E infatti bastava pochissimo. Sulla seconda Lerno-Sa Conchedda-Monti di Alà, Thierry Neuville usciva di strada dopo appena un chilometro. La sua gara finiva lì, in modo improvviso e doloroso, proprio quando la Hyundai sembrava ancora avere tutte le possibilità di giocarsi la vittoria. Il ritiro del belga consegnava a Solberg un margine ancora più importante e modificava anche gli equilibri della sfida per il titolo mondiale.

A quel punto Solberg doveva soprattutto evitare di commettere errori. Il vantaggio c'era, ma la Sardegna non concede mai nulla gratuitamente. Ogni curva poteva nascondere una pietra, ogni taglio poteva trasformarsi in una foratura, ogni eccesso di fiducia in un'uscita di strada. La Toyota numero 99 continuava però a viaggiare con regolarità e sulla seconda Coiluna-Loelle lo svedese riusciva ancora a mantenere un ritmo molto competitivo.

L'ultima Solorché del sabato metteva così il punto a una giornata completamente diversa da quella immaginata alla partenza. Solberg chiudeva davanti a tutti, con Sébastien Ogier secondo a 36,6 secondi e Adrien Fourmaux terzo a 55,7. Sami Pajari era quarto a 1'20,1, mentre Elfyn Evans chiudeva quinto a 2'12,6. Numeri che raccontano la classifica del rally, ma non bastano a raccontare la vera dimensione della giornata: dietro quei distacchi c'è infatti una lotta mondiale che arriva alla domenica ancora completamente aperta.

Solberg ha trasformato una rincorsa in una leadership e ora può guardare alle ultime quattro prove con una prospettiva completamente diversa. Evans, nonostante la posizione più arretrata nel rally, continua a difendere una situazione molto importante nella classifica iridata. Pajari resta a sua volta pienamente coinvolto nella partita. E con la Wolf Power Stage sulla Sassari-Argentiera ancora da affrontare, ogni punto può diventare pesantissimo.

In WRC2, intanto, il sabato ha regalato un'altra battaglia serratissima. Roope Korhonen, al volante della Toyota GR Yaris Rally2, ha preso il comando della categoria dopo essere partito appena 2,2 secondi dietro Gus Greensmith. Il finlandese ha costruito il suo vantaggio soprattutto nella prima parte della giornata, riuscendo poi a rispondere anche alla rimonta di Greensmith sulla nuova Solorché. A metà gara Korhonen aveva 8,9 secondi di margine, diventati 19,6 alla fine della giornata.

Alle spalle dei due leader è arrivata la rimonta di Teemu Suninen, protagonista di un sabato molto convincente dopo il problema alla gomma che lo aveva penalizzato venerdì. Il finlandese è risalito fino al terzo posto, precedendo Kajetan Kajetanowicz e il campione WRC2 Robert Virves. Proprio Virves ha mostrato un passo notevole, vincendo due prove del mattino, mentre Roberto Daprà, che sta disputando una gran gara dimostrando di aver raggiunto una grande maturità, ha perso terreno a causa di una foratura e di una successiva uscita di strada. La categoria resta comunque apertissima e domenica ci saranno ancora 61,62 chilometri per cambiare nuovamente la classifica.

È questo il senso del sabato sardo: nessuna posizione può essere considerata definitiva. Solberg ha il comando, ma davanti a lui domenica ci sono ancora quattro prove. Evans deve difendere il suo patrimonio mondiale, Pajari può ancora inserirsi nella lotta e dietro di loro tutti aspettano un'altra occasione. La Sardegna ha già cambiato la storia del rally più di una volta in questo fine settimana. E con l'ultima giornata ancora tutta da correre, il capitolo decisivo è ancora da scrivere. (Marc Canone)

Sabato, classifica dopo la SS13 (top 15)

1 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 2h. 42'33"2

2 - Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 33"6

3 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'39"9

4 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 2'32"0

5 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 2'38"4

6 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 5'43"9

7 - Armstrong-Byrne (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 6'01"2

8 - Korhonen-Viinikka (Toyota GR Yaris Rally2) - Rautio - 8'23"0

9 - Greensmith-Andersson (Toyota GR Yaris Rally2) - Greensmith - 8'42"6

10 - Suninen-Hussi (Toyota GR Yaris Rally2) - Suninen - 9'46"6

11 - Kajetanowicz-Szczepaniak (Toyota GR Yaris Rally2) - Kajetanowicz - 10'16"4

12 - Virves-Viilo (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 10'19"5

13 - Daprà-Guglielmetti (Škoda Fabia RS Rally2) - Škoda - 11'10"8

14 - Zaldivar-Der Ohannesian (Škoda Fabia RS Rally2) - Škoda - 12'45"0

15 - McErlean-Treacy (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 16'22"1

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40 – Avandero – Granai (Lancia Ypsilon Rally2) Lancia – 1h.02’05”8

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43 – Sarrazin – Roche (Lancia Ypsilon Rally2) Lancia – 1h.09’29”8

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47 – Leo Rossel – Mercoiret (Lancia Ypsilon Rally 2) Lancia – 1h.27’52”5