Rally d’Italia: due Hyundai al comando con Neuville e Fourmaux, Solberg non molla , tutti a rischio forature

Alghero. Il venerdì del Rally Italia Sardegna ha regalato una giornata di quelle che raccontano meglio di qualsiasi classifica quanto possa essere imprevedibile un rally. Sui duri e polverosi sterrati dell’isola, il penultimo appuntamento della stagione mondiale ha messo a dura prova uomini, vetture e soprattutto pneumatici, trasformando le sei prove speciali in una lunga sfida fatta di velocità, attenzione e capacità di sopravvivere agli imprevisti.
La seconda giornata di gara, dopo la breve apertura di giovedì a Ittiri, prevedeva due passaggi sulle tre prove di Tula-Erula, Su Filigosu-Lerno e Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno, per un totale di 119,66 chilometri cronometrati. Fin dalle prime battute è apparso evidente che la Sardegna non avrebbe fatto sconti. Il fondo, molto secco, polveroso e caratterizzato da pietre e buche, ha messo immediatamente sotto pressione le gomme. Una situazione particolarmente delicata per gli equipaggi che hanno dovuto affrontare le prove con pochissimo margine per gli errori.
A prendere il comando nella mattinata è stato Adrien Fourmaux. Il francese della Hyundai ha interpretato con grande attenzione le prime tre prove, riuscendo a costruire un vantaggio di 4,6 secondi sul compagno di squadra Thierry Neuville. Fourmaux ha trovato il ritmo giusto nella Tula-Erula, mentre Neuville ha risposto imponendosi nella Su Filigosu-Lerno.
Alle loro spalle la classifica raccontava già una storia completamente diversa. Oliver Solberg, uno dei tre piloti Toyota ancora in corsa per il titolo mondiale, era stato costretto a fare i conti con una foratura nella prima prova del mattino. Lo svedese, però, non si è lasciato condizionare dal problema e nella terza speciale, la Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno, ha reagito con grande determinazione, facendo segnare il miglior tempo.
Il successo di Solberg nella quarta prova, più veloce di 0,8 secondi rispetto a Sébastien Ogier, gli ha permesso di risalire fino al terzo posto assoluto. Il pilota Toyota ha così recuperato terreno prezioso nella corsa al titolo, portandosi davanti al compagno di squadra Sami Pajari.
Per Elfyn Evans, invece, la mattinata è stata soprattutto una prova di gestione. Il leader del campionato è partito per primo sulle strade sarde, trovandosi quindi a dover pulire il fondo dalla ghiaia e lasciando agli avversari una superficie progressivamente più favorevole. Alla pausa di metà giornata il gallese era sesto, staccato di 24,9 secondi dal leader Fourmaux.
Ma il vero nemico della mattinata sono state le forature. Takamoto Katsuta, Jon Armstrong e Mārtiņš Sesks sono stati costretti a fermarsi nella quarta prova per sostituire una gomma, mentre Dani Sordo aveva già perso diversi minuti nella speciale precedente per un problema analogo. Anche Sébastien Ogier ha dovuto fare i conti con una foratura, pagando oltre 25 secondi e scivolando lontano dalla testa.
Il pomeriggio ha cambiato ancora una volta il volto della gara. Fourmaux è partito deciso e ha vinto la Tula-Erula 2, allungando provvisoriamente il proprio vantaggio su Neuville. Il belga, però, ha risposto nella prova successiva e ha cominciato a ridurre rapidamente il distacco. La lotta interna alla Hyundai è diventata così il filo conduttore della parte conclusiva della giornata. Fourmaux sembrava destinato a chiudere il venerdì al comando, ma Neuville aveva ancora un'ultima carta da giocare.
Nella Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno, la prova conclusiva della giornata, il belga ha infatti cambiato ritmo. Neuville ha conquistato il miglior tempo e ha ribaltato la situazione, portandosi davanti al compagno di squadra per appena quattro decimi di secondo. Una differenza minima, soprattutto dopo quasi 120 chilometri di gara, che fotografa perfettamente l'equilibrio raggiunto tra le due Hyundai. Dietro di loro Oliver Solberg ha chiuso la giornata al terzo posto, a 12,3 secondi dalla vetta, quarto è Sebastien Ogier mentre Sami Pajari occupa la quinta posizione e Evans è sesto, a 1 minuto e 8,9 secondi dal leader. La posizione di Evans rende ancora più interessante il prosieguo del rally. Il gallese è arrivato in Sardegna da leader del Mondiale, con 17 punti di margine su Pajari e 21 su Solberg. Con 35 punti ancora disponibili nel fine settimana, la sfida per il titolo rimane quindi apertissima.
Ma se il confronto tra le Rally1 ha tenuto con il fiato sospeso, anche il WRC2 ha offerto una giornata ricca di colpi di scena. Nella categoria delle Rally2, Teemu Suninen aveva iniziato il venerdì con grande autorità, portando la Toyota GR Yaris Rally2 al comando e riuscendo a costruire un margine importante sugli inseguitori. Per buona parte della giornata sembrava essere proprio il finlandese l'uomo da battere. Dopo la sesta prova Suninen aveva ancora 9,3 secondi di vantaggio su Emil Lindholm, mentre Roope Korhonen era riuscito a conquistare la vittoria nella seconda percorrenza della Su Filigosu-Lerno.
Poi è arrivato il colpo di scena nell'ultima speciale. Suninen ha danneggiato uno pneumatico e si è dovuto fermare a circa 4,8 chilometri dall'inizio della prova per effettuare la sostituzione. L'operazione gli è costata più di due minuti e ha completamente stravolto la classifica del WRC2. A quel punto la leadership è passata nelle mani di Gus Greensmith. Il britannico, fino a quel momento rimasto costantemente nelle posizioni di vertice senza esporsi troppo ai rischi, ha trasformato la regolarità in un risultato pesantissimo. Alla fine della giornata Greensmith guida il WRC2 con appena 2,2 secondi di vantaggio su Roope Korhonen. Alle loro spalle Emil Lindholm è terzo, ma con un distacco superiore al minuto dalla vetta.
Tra gli italiani, Roberto Daprà e Luca Guglielmetti hanno mantenuto un ritmo interessante con la Škoda Fabia RS Rally2 della Delta Rally, rimanendo in lotta per le posizioni di vertice della categoria.
Per Lancia, il venerdì del Rally Italia Sardegna è stato invece una giornata dai due volti. Il marchio italiano si è presentato in Sardegna con quattro Ypsilon Rally2 HF Integrale affidate a Léo Rossel, Conner Martell, Pablo Sarrazin e Stefano Avandero, quindi non con i piloti ufficiali, in quella che rappresenta l’ultima gara su terra della prima stagione del ritorno ufficiale di Lancia nel Mondiale. Il titolo WRC2 Teams era già stato conquistato, ma la gara di casa rappresentava comunque un appuntamento importante per misurare ancora una volta la crescita della vettura e soprattutto per riscuotere simpatia e incoraggiamento a fare di più sospinta dal pubblico amico che ancora oggi ha vissuto o sentito ricordare gli anni mitici firmati dai piloti agli ordini di Cesare Fiorio. Speravamo di poter fare il punto della situazione, anche in ottica futura, con qualcuno al top della squadra ma in Sardegna non c’è neppure il Team Principal, o direttore della squadra, chiamatelo come volete. Veramente strano!!
La giornata è iniziata nel modo peggiore per Léo Rossel. Il francese, al volante di una delle Ypsilon del 2C Junior Team, è stato protagonista di un duro atterraggio dopo un salto durante la seconda prova speciale, la Tula-Erula. L'impatto ha provocato un problema meccanico all'anteriore e ha costretto Rossel a fermarsi definitivamente nella terza speciale. Ben diverso è stato l'inizio di Pablo Sarrazin. Il francese, navigato da Yannick Roche, ha mantenuto un ritmo molto competitivo con la seconda Ypsilon del 2C Junior Team, entrando progressivamente nella lotta per le posizioni di vertice del WRC2. La vettura italiana è rimasta a lungo nel gruppo dei protagonisti della categoria e, nella fase centrale della giornata, Sarrazin sembrava avere tutte le carte per chiudere il venerdì con un risultato importante. La parte finale della giornata ha però cambiato nuovamente la situazione. Le condizioni estremamente dure delle prove sarde hanno continuato a mettere sotto pressione pneumatici e vetture e anche la Ypsilon di Sarrazin ha pagato dazio. Nel finale il francese ha perso terreno e ha chiuso la giornata al sedicesimo posto assoluto.
Alle spalle di Sarrazin, la situazione delle altre due Lancia è stata più complicata. Conner Martell, al volante della Ypsilon con Alessandro Gelsomino, ha pagato il ritmo elevato e le difficoltà delle speciali sarde, rimanendo lontano dalle posizioni di vertice del WRC2 ed ora è addirittura 53esimo mentre Stefano Avandero, affiancato da Lorenzo Granai, ha dovuto affrontare una giornata di grande difficoltà, in una categoria dove ogni passaggio sulle pietre e sulle buche poteva trasformarsi in secondi persi o in un problema per la vettura alla fine ha chiuso in quarantesima posizione. La fotografia del venerdì, quindi, racconta una Lancia ancora protagonista ma costretta a fare i conti con il lato più duro del rally. Quattro Ypsilon erano partite da Alghero, ma la giornata ha immediatamente cancellato le ambizioni di Rossel, mentre Sarrazin è rimasto l'uomo di punta della formazione italiana nel WRC2.
Dopo una stagione che ha portato il marchio nuovamente al vertice del WRC2, il confronto con gli sterrati sardi mostra quanto lavoro ci sia ancora da fare e quanto sia sottile, nel rally, la differenza tra una giornata da protagonista e una giornata segnata dagli imprevisti.
Il venerdì del Rally Italia Sardegna si chiude dunque con due classifiche che raccontano la stessa storia: in Sardegna non basta essere veloci, bisogna anche riuscire ad arrivare in fondo senza pagare il prezzo di una pietra, di una buca o di una gomma danneggiata. Neuville e Fourmaux hanno trasformato la giornata in un duello interno alla Hyundai, mentre Solberg, Pajari ed Evans continuano a giocarsi un titolo mondiale che rimane ancora senza padrone. Nel WRC2, invece, l'imprevisto ha premiato Greensmith e ha rimesso tutto in discussione proprio quando Suninen sembrava avere la situazione sotto controllo.
Sabato il rally ripartirà con altre sei prove speciali e quasi 124 chilometri cronometrati. La Sardegna ha già dimostrato di non concedere nulla: dopo il venerdì delle forature, la gara entra ora nella fase in cui ogni errore può trasformare una classifica e ogni secondo può assumere un peso enorme. (Marc Canone)
Venerdì, classifica dopo la SS7 (top 16):
1 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 1h.25'04"9
2 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 0"4
3 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 12"3
4 - Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 37"4
5 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 40"2
6 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'08"9
7 - McErlean-Treacy (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 1'21"1
8 - Armstrong-Byrne (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 3'26"5
9 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 3'27"2
10 - Sesks-Francis (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 3'39"9
11 - Greensmith-Andersson (Toyota GR Yaris Rally2) - Greensmith - 4'03"4
12 - Korhonen-Viinikka (Toyota GR Yaris Rally2) - Korhonen - 4'05"6
13 - Lindholm-Morales (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 5'21"3
14 - Daprà-Guglielmetti (Škoda Fabia RS Rally2) - Daprà - 5'53"3
15 - Kajetanowicz-Szczepaniak (Toyota GR Yaris Rally2) - Kajetanowicz - 6'08"5
16- Sarrazin – Roche (Lancia Ypsilon Rally2) – 6’10”6