Sui 311 km del Rally del Cile è sfida mondiale tra Evans e Pajari mentre il WRC2 Virves cerca l’allungo, Lancia outsider

Concepción. (nostro inviato) Il Mondiale Rally entra nella sua fase decisiva e lo fa tornando sulle spettacolari strade sterrate del Cile. Dal 10 al 13 settembre il Rally Chile Biobío sarà il dodicesimo appuntamento della stagione 2026, il primo di un trittico finale che porterà poi il campionato in Sardegna e in Arabia Saudita. Concepción è ancora una volta il cuore della manifestazione, in una regione affacciata sul Pacifico dove le prove speciali si sviluppano soprattutto attraverso immense piantagioni forestali. Il programma prevede 16 prove speciali per 311,18 chilometri cronometrati, tutti su sterrato.
l Rally Chile è una gara giovane nel calendario mondiale, ma in pochi anni ha saputo costruirsi una reputazione molto precisa. Le strade del Biobío sono veloci, fluide e spesso molto strette, con curve in appoggio, dossi e cambi di ritmo che obbligano gli equipaggi a fidarsi completamente delle note del navigatore. Il fondo generalmente compatto permette di mantenere velocità elevate, ma appena ci si allontana dalla traiettoria ideale la superficie può diventare più sporca e scivolosa. A rendere tutto ancora più complicato ci sono il clima e soprattutto la nebbia, capace di ridurre rapidamente la visibilità nelle zone boschive. E’ un rally nel quale il ritmo conta più della singola accelerazione. Bisogna riuscire a portare velocità dentro le curve senza perdere precisione, perché gli alberi arrivano spesso molto vicini alla carreggiata e un errore di valutazione può avere conseguenze pesanti. Il percorso 2026 è inoltre stato rinnovato in maniera significativa: quasi il 40 per cento dei chilometri propone infatti una sfida differente rispetto alle precedenti edizioni.
La gara comincia giovedì 10 settembre con lo shakedown di 5,76 chilometri e la cerimonia di partenza a Concepción. Sarà però soltanto il prologo di tre giornate molto impegnative, nelle quali la gestione delle gomme e della vettura avrà un'importanza fondamentale.
Il venerdì rappresenterà il primo vero banco di prova. La giornata inizierà alle 8.53 con la Turquía 1, 22,94 chilometri. È una speciale lunga abbastanza per fare subito selezione, ma soprattutto rappresenta un primo esame per capire quanto sarà possibile spingere sul nuovo percorso. Dopo meno di un'ora arriverà Nuevo Rere 1, 10,76 chilometri, quindi Hualqui 1, 16,69 chilometri. In poco più di due ore gli equipaggi avranno già affrontato tre caratteristiche diverse dello sterrato cileno.
Nel pomeriggio il copione si ripeterà, ma la strada non sarà più la stessa. Turquía 2, Nuevo Rere 2 e Hualqui 2 torneranno infatti nel programma. Il secondo passaggio sarà particolarmente importante perché il passaggio delle vetture avrà modificato il fondo, spostando pietre e terra e creando nuove traiettorie. I 100,78 chilometri competitivi del venerdì potranno quindi già produrre distacchi significativi. Non sarà necessariamente il giorno nel quale si vince il rally, ma potrebbe essere quello nel quale qualcuno compromette definitivamente la propria gara.
Sabato sarà ancora più duro. Con 139,20 chilometri cronometrati, sarà la giornata più lunga dell'intero rally e probabilmente quella destinata a mettere maggiormente alla prova la resistenza degli equipaggi. Il programma prevede tre prove al mattino e le stesse tre al pomeriggio.
Si partirà con Pelún 1, lunga 15,65 chilometri, poi sarà la volta di Lota 1, 25,64 chilometri, prima della prova più lunga dell'intero rally: María las Cruces, 28,31 chilometri. Tre speciali consecutive che richiederanno concentrazione assoluta, soprattutto perché il chilometraggio inizierà a pesare sulle gomme e sulle vetture.
Il secondo giro sarà ancora più interessante con Pelún 2, Lota 2e María las Cruces 2. Affrontare per la seconda volta una prova lunga quasi trenta chilometri quando la macchina ha già percorso gran parte della giornata sarà uno degli esami più severi del rally. María las Cruces potrebbe diventare dunque uno dei punti chiave della gara. I suoi 28,31 chilometri rappresentano una distanza nella quale è impossibile permettersi un momento di distrazione. La prova può premiare chi riesce a mantenere un ritmo costante e, soprattutto, chi ha saputo conservare le gomme durante le speciali precedenti.
Domenica il Rally Chile cambierà nuovamente carattere. La prima novità sarà Carampangue, 26,82 chilometri, una prova che verrà affrontata due volte. Tra i due passaggi ci sarà BioBío, 8,78 chilometri, che tornerà poi come ultima prova del rally. Alle 13.15 scatterà la Power Stage, secondo passaggio sulla BioBío.
Gli ultimi 8,78 chilometri saranno quindi molto più importanti di quanto suggerisca il loro chilometraggio. La Power Stage assegnerà punti supplementari e potrà modificare il risultato finale del campionato. Per chi sarà ancora in lotta per il titolo sarà necessario trovare il difficile equilibrio fra la necessità di attaccare e quella di non compromettere un risultato già acquisito.
Ed è proprio la classifica mondiale a dare ulteriore interesse alla gara.
Elfyn Evans arriva in Cile al comando del campionato con 216 punti, mentre Sami Pajari lo segue a quota 196. Il finlandese è reduce da tre vittorie consecutive, ottenute in Estonia, Finlandia e Paraguay, e ha quindi ridotto il distacco dal compagno di squadra a soli 20 punti. Alle loro spalle c'è Oliver Solberg, terzo nel Mondiale con 175 punti. Con loro Toyota schiererà anche Takamoto Katsuta e Sébastien Ogier. Per Ogier il Cile sarà inoltre una gara particolare, perché il francese è ormai a un passo da un importante record di presenze nel Mondiale.
Hyundai risponderà con Adrien Fourmaux, Thierry Neuville ed Esapekka Lappi. Fourmaux arriva in Cile dopo il terzo posto conquistato nella precedente edizione e punta nuovamente alle posizioni di vertice. Neuville conosce bene il rally e può vantare il secondo posto ottenuto nel 2023, mentre Lappi torna nel WRC proprio su un terreno che richiede grande sensibilità nella guida.
M-Sport Ford porterà invece in gara Joshua McErlean e Jon Armstrong. McErlean arriva dal sesto posto ottenuto in Paraguay, risultato che ha eguagliato il suo miglior piazzamento nel WRC. Armstrong sarà invece al debutto in Cile, aggiungendo un'altra variabile a una squadra che torna nel Paese dove Ott Tänak conquistò nel 2023 l'ultima vittoria mondiale di M-Sport.
Ma se la lotta per il successo assoluto sarà inevitabilmente sotto i riflettori, la WRC2 promette una battaglia altrettanto interessante. L'elenco ufficiale aggiornato comprende 18 equipaggi con vetture Rally2, e il livello è particolarmente alto. In prima fila ci saranno Robert Virves, Alejandro Cachón, Nikolay Gryazin e Yohan Rossel, ai quali si aggiungeranno Fabrizio Zaldívar, Diego Domínguez e Gus Greensmith.
Robert Virves arriva in Cile da leader della WRC2. L'estone guida la classifica con 100 punti e soprattutto è il riferimento della WRC2. La sua stagione è stata costruita sulla continuità e sulle vittorie ottenute in Kenya, Grecia, Estonia e Finlandia.In Paraguay, invece, un risultato molto più pesante non è arrivato, ma Virves conserva comunque un margine importante nella corsa al titolo.
La sua Škoda Fabia RS Rally2 sarà quindi una delle vetture da osservare con maggiore attenzione. mentre la concorrenza sarà guidata da Alejandro Cachón con la Toyota GR Yaris Rally2. Lo spagnolo ha già dimostrato quest'anno di poter essere velocissimo, tanto da conquistare la vittoria WRC2 alle Canarie, e arriva in Cile con una vettura particolarmente adatta allo sterrato veloce.
C'è poi Nikolay Gryazin, uno dei piloti più esperti e veloci del gruppo. Il russo sarà al volante della Lancia Ypsilon HF Rally2 e con lui Yohan Rossel. Gryazin occupa attualmente la quarta posizione nella classifica WRC2 con 66 punti, mentre Rossel è settimo a quota 60. Per Rossel il Cile può essere soprattutto l'occasione per rilanciare una stagione che lo ha visto protagonista a intermittenza.
I due arrivano quindi in Cile con obiettivi differenti, ma entrambi possono puntare al podio sempre che riescano a far segnare talvolta dei tempi da top driver e non da “vivere in attesa delle disgrazie altrui”. La Lancia Ypsilon HF Rally2 sarà quindi chiamata a confermarsi anche sulle strade del Biobío in attesa di conoscere il programma 2027 che al momento pare preveda ancora, la forse inutile, partecipazione al WRC2.
Grande attenzione anche a Fabrizio Zaldívar. Il paraguaiano, al volante della Škoda Fabia RS Rally2, conosce bene le condizioni sudamericane e può rappresentare una seria minaccia per i piloti europei. La sua presenza aggiunge anche un elemento interessante alla sfida fra piloti che conoscono direttamente questo tipo di fondo e specialisti provenienti dal Vecchio Continente.
Diego Domínguez arriva invece in Cile con un entusiasmo particolare dopo la vittoria WRC2 ottenuta in casa al Rally del Paraguay. Al volante della Toyota GR Yaris Rally2, Domínguez ha costruito il successo proprio attraverso una gara di grande regolarità e gestione. Il suo risultato in Paraguay lo rende uno dei piloti da tenere maggiormente d'occhio anche sulle strade del Biobío.
Gus Greensmith rappresenta invece il profilo dell'esperto. Il britannico sarà ancora una volta al volante della Toyota GR Yaris Rally2, con Jonas Andersson alle note. La sua capacità di gestire gare lunghe e difficili potrebbe diventare preziosa soprattutto nella seconda giornata, quando la classifica WRC2 potrebbe iniziare a essere condizionata dalla resistenza delle vetture. Alle loro spalle ci saranno Yuki Yamamoto e Taylor Gill con le Škoda Fabia RS Rally2, Romet Jürgenson con la Ford Fiesta Rally2 e Andrea Lafarja con la Toyota GR Yaris Rally2.
E poi ci sarà la componente locale, sempre importante in Cile. Jorge Martínez sarà al volante di una Škoda Fabia RS Rally2, mentre Alberto Heller e Pedro Heller porteranno in gara due Toyota GR Yaris Rally2. Per loro la conoscenza delle strade rappresenta un'arma che può compensare almeno in parte la minore esperienza internazionale rispetto ai protagonisti della WRC2. La pattuglia cilena sarà completata da Emilio e Tadeo Rosselot, entrambi con Citroën C3 Rally2. A loro si aggiungeranno Adrien Mosca con Toyota e Miguel Granados con Škoda. (Marc Canone)