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Rally Paraguay: Sami Pajari (Toyota) vuole il tris, Paddon (Hyundai) continua a sognare, braccio di ferro per il podio tra Evans e Fourmaux

Encarnación. Il sabato del Rally del Paraguay ha cambiato il ritmo della gara, ma non la sua sostanza. Dopo un venerdì dominato dagli incidenti, dalle forature e dai problemi tecnici, la seconda giornata ha chiesto soprattutto intelligenza, sangue freddo e capacità di gestione. Le nove prove speciali in programma hanno messo ancora una volta a dura prova uomini e macchine, su uno sterrato veloce, duro e insidioso che continua a rappresentare una delle grandi novità del Mondiale. E alla fine della giornata Sami Pajari è rimasto saldamente al comando.

Il finlandese della Toyota ha affrontato il sabato con un obiettivo molto chiaro: non regalare nulla agli avversari, ma nemmeno correre rischi superiori al necessario. Dopo il caos del venerdì, infatti, la posizione di Pajari era diventata improvvisamente preziosa. Alle sue spalle Hayden Paddon continuava a rappresentare una minaccia concreta, ma il pilota Toyota aveva costruito un margine sufficiente per poter controllare la situazione. Alla fine il vantaggio sul neozelandese è rimasto nell'ordine dei venti secondi.

Pajari, però, non ha avuto una giornata completamente tranquilla. Durante la mattinata è arrivato anche un episodio che avrebbe potuto cambiare la gara. Il finlandese è finito largo in una curva e ha danneggiato l'ala posteriore della sua Toyota. Da quel momento la vettura ha perso parte della sua efficacia aerodinamica, soprattutto nei tratti più veloci, costringendolo a modificare il proprio approccio. Nonostante questo, Pajari ha continuato a guidare con grande lucidità. Ed è proprio questa capacità di non farsi trascinare dalla situazione a rappresentare forse il segnale più importante della sua giornata.

Perché il Rally del Paraguay, più ancora di altri appuntamenti del calendario, sta dimostrando che la velocità pura non è sufficiente. Bisogna capire quando attaccare e quando, invece, lasciare che sia il cronometro a lavorare. Pajari sembra aver trovato questo equilibrio. E ora si presenta alla domenica con la possibilità concreta di conquistare la sua terza vittoria consecutiva nel campionato del mondo.

Alle sue spalle, Hayden Paddon continua a essere una delle storie più belle del rally. Il neozelandese, tornato nel WRC con un programma parziale, ha trasformato una gara che doveva essere soprattutto un'occasione di esperienza in una concreta possibilità di salire sul podio. Dopo essere stato addirittura leader nella prima parte del rally, Paddon ha scelto di non esagerare nel momento in cui la gara chiedeva prudenza. La sua Hyundai è arrivata alla fine del sabato senza i problemi che hanno fermato molti avversari, e questo, in Paraguay, vale quasi quanto un successo di speciale.

La lotta più interessante è però quella per il terzo posto. Elfyn Evans ha trascorso gran parte della giornata cercando di difendere la posizione, mentre alle sue spalle Adrien Fourmaux ha continuato a spingere con una determinazione impressionante. Il francese era partito dal sabato con oltre cinquanta secondi da recuperare, ma prova dopo prova ha ridotto il distacco in maniera spettacolare.

Alla fine della giornata il margine di Evans su Fourmaux si è ridotto a pochi secondi.  Fourmaux è stato probabilmente il pilota più aggressivo del sabato. Il suo ritmo è stato costantemente elevato e in diverse prove ha segnato tempi da riferimento. Dopo le difficoltà del venerdì, il pilota Hyundai ha ritrovato fiducia e velocità, trasformando una situazione che sembrava compromessa in una sfida concreta per il podio. Evans, al contrario, ha dovuto pensare soprattutto al campionato. Il britannico non aveva bisogno di vincere il rally: aveva bisogno di arrivare in fondo. E in una gara così selettiva, anche questa può essere considerata una forma di velocità.

Dietro ai primi quattro, Oliver Solberg ha vissuto un sabato di rimonta. Dopo i problemi del venerdì, lo svedese ha recuperato posizioni importanti, riportandosi a ridosso dei protagonisti e chiudendo la giornata davanti a Josh McErlean. Il suo distacco dalla vetta resta enorme, ma la prestazione ha restituito almeno una parte del potenziale che sembrava definitivamente perduto dopo la prima giornata.

E poi c'è il WRC2, che in Paraguay sta offrendo un'altra gara dentro la gara. Il protagonista assoluto resta Diego Domínguez. Il pilota paraguayano, davanti al proprio pubblico, ha continuato a comandare la categoria dopo essere uscito indenne dal durissimo venerdì. Aveva chiuso la prima giornata con 39,4 secondi di vantaggio su Gus Greensmith, e anche il sabato ha saputo gestire la pressione dell'avversario.

La sua leadership, però, non è stata priva di momenti curiosi. Durante la giornata Domínguez si è addirittura ritrovato senza gli occhiali da vista, dimenticati sul tetto della sua Toyota GR Yaris Rally2. Ha dovuto affrontare alcune prove senza, prima che la famiglia riuscisse a procurargli un paio sostitutivo. Un episodio quasi surreale, ma che racconta bene il clima di una gara fuori dagli schemi.

Greensmith, dal canto suo, ha provato a tenere aperta la partita. Il britannico ha però dovuto combattere con un problema ai freni, che ha reso ancora più difficile inseguire il pilota di casa. Nonostante tutto, è rimasto l'unico capace di mantenere una pressione costante su Domínguez. La domenica, quindi, non sarà una semplice passerella per il paraguayano. Il vantaggio è importante, ma in un rally come questo nulla può essere considerato definitivo.

E proprio qui entra in scena anche la sfida delle due Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale. Nikolay Gryazin e Yohan Rossel erano arrivati in Paraguay con ambizioni importanti. La Casa italiana è infatti seconda nella classifica del campionato WRC2 Teams, mentre i due piloti occupavano prima del rally rispettivamente il sesto e il settimo posto nel campionato.  Il Paraguay rappresentava inoltre una sorta di ritorno sul luogo del delitto, in senso sportivo. Nel 2025 Rossel aveva chiuso secondo in WRC2 e Gryazin terzo, dimostrando quanto la Ypsilon potesse essere competitiva sulle strade dell'Itapúa.

Questa volta, però, la storia è stata decisamente più complicata. Le due Lancia hanno pagato soprattutto una prima giornata difficile e sabato sono state costrette a inseguire, lontane dalla lotta per la vittoria di categoria. Nel corso della giornata Gryazin ha comunque mostrato sprazzi di grande velocità, arrivando anche a duellare per i migliori tempi di speciale con Robert Virves. Sulla Trinidad, per esempio, l'estone ha preceduto proprio Gryazin di appena 1,8 secondi.

Il problema, per le Ypsilon, è stato però il risultato complessivo. Dopo una gara partita male, Rossel e Gryazin si sono ritrovati a viaggiare attorno alla zona centrale della classifica WRC2, con l'obiettivo realistico di recuperare almeno fino alle posizioni immediatamente alle spalle del gruppo di testa.  Non è certamente il risultato che Lancia immaginava alla vigilia, ma è anche il tipo di gara che permette a una vettura giovane di accumulare esperienza preziosa. La Ypsilon Rally2 HF Integrale ha già dimostrato nel corso della stagione di avere il passo per vincere.

Il Paraguay sta però mettendo in evidenza un altro aspetto: sulla terra sudamericana non basta essere veloci, bisogna essere completi. Gomme, sospensioni, trazione, gestione dei tagli e capacità di leggere il fondo diventano elementi decisivi quanto il talento del pilota. E proprio per questo la trasferta paraguayana può diventare importante anche in prospettiva futura per Lancia.

Davanti, intanto, Domínguez continua a sognare. Per lui il significato di questa gara va oltre la semplice classifica WRC2. Vincere davanti al pubblico di casa significherebbe trasformare un ottimo rally in uno dei risultati più importanti della sua carriera. E il pubblico paraguayano, fin dalle prime prove, ha dimostrato di voler accompagnare il proprio pilota fino alla fine.

La domenica, dunque, promette ancora spettacolo. Cinque prove speciali e poco più di sessanta chilometri cronometrati separano gli equipaggi dal traguardo. Pajari parte con il vantaggio psicologico e cronometristico della leadership, ma Paddon è abbastanza vicino per approfittare di qualsiasi problema. Evans dovrà difendersi da un Fourmaux che non sembra avere intenzione di mollare. E nel WRC2 Domínguez dovrà completare l'opera senza lasciare spazio a Greensmith.

Il sabato ha raccontato soprattutto questo: il Rally del Paraguay non è una gara per chi ha fretta. È una gara per chi sa aspettare il momento giusto. Pajari lo ha capito meglio degli altri nella classe regina. Domínguez lo sta facendo nel WRC2. Fourmaux, invece, ha scelto la strada opposta e sta provando a conquistare il podio attaccando senza sosta.

Tre strategie diverse per una stessa sfida.  E mentre la notte cala sulle strade rosse dell'Itapúa, la sensazione è che il Paraguay non abbia ancora raccontato il suo ultimo colpo di scena. (Marc Canone)

 La classifica dopo SS15 (top 15):

1 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 2h.48'29"7

2 - Paddon-Kennard (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 24"1

3 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 56"3

4 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 59"6

5 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 3'25"7

6 - McErlean-Treacy (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 3'32"0

7 - Domínguez-Peñate (Toyota GR Yaris Rally2) - Domínguez - 6'20"4

8 - Armstrong-Byrne (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 6'40"0

9 - Greensmith-Andersson (Toyota GR Yaris Rally2) - Greensmith - 6'44"7

10 - Zaldívar-Der Ohannesian (Škoda Fabia RS Rally2) - Zaldívar - 7'33"6

11 - Galanti-Toyotoshi (Toyota GR Yaris Rally2) - Galanti - 9'19"7

12 - Gill-Brkic (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 9'21"6

13 - Gryazin-Aleksandrov (Lancia Ypsilon HF Rally2) - Lancia - 10'55"0

14 - Rossel-Dunand (Lancia Ypsilon HF Rally2) - Lancia - 10'59"8

15 - Zaldívar-Allende (Škoda Fabia RS Rally2) - Zaldívar - 11'47"5

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