Rally del Giappone: la Toyota fa subito il vuoto, Evans detta la legge del più forte, nel WRC2 è testa a testa tra Cachon (Toyota) e Gryazin (Lancia)

Nagoya. Un inizio d'estate a tinte bianche e rosse sulle strade asfaltate del Sol Levante. La prima vera giornata di sfide del Rally del Giappone, settimo appuntamento del Mondiale 2026, si è chiusa nel segno di un dominio totale, quasi imbarazzante, del team di casa. Al termine della durissima tappa di venerdì, la Toyota Gazoo Racing ha blindato le prime quattro posizioni della classifica generale, infliggendo un colpo durissimo alle ambizioni iridate degli avversari storici, Hyundai e Ford M-Sport.
A guidare la carica sul tormentato asfalto nipponico è Elfyn Evans. Il gallese, forte di una posizione di partenza ottimale e di un passo solido ed esente da errori, ha chiuso le sei prove speciali del venerdì con un vantaggio di 15,7 secondi sul primo degli inseguitori. Una leadership costruita soprattutto nel corso della mattinata: dopo un avvio prudente sulla speciale d'apertura di Asuke, resa insidiosa dalle chiazze di umido lasciate dalla pioggia notturna, Evans ha sferrato l'attacco decisivo nel leggendario e temuto "Isegami's Tunnel". Lì, su un fondo viscido e stretto, ha rifilato ben 7,5 secondi al resto del gruppo, prendendosi la vetta della corsa per poi gestirla con chirurgica precisione nel secondo passaggio pomeridiano.
Dietro al battistrada è bagarre tutta interna al team Toyota. In seconda posizione si è issato un ottimo Oliver Solberg, autore del miglior tempo nella prova d'apertura, ma rallentato nel corso della mattinata dallì incontro ravvicinato con un cervo che lo ha costretto a frenare bruscamente. Lo scandinavo ha lamentato qualche sbavatura di troppo nel finale, ma è riuscito a tenere dietro per appena 1,4 secondi Sébastien Ogier. Il campione francese, già vincitore dell'ultima edizione e reduce da ottime performance nei test prestazionali dello Shakedown, resta in piena scia per la vittoria, sornione e pronto ad approfittare di ogni minimo passo falso dei compagni di squadra.
A completare lo straordinario poker della scuderia giapponese ci ha pensato Sami Pajari. Il giovane talento finlandese, pur pagando lo svantaggio di non aver potuto effettuare test pre-evento fuori dall'Europa, ha firmato un colpo d'ala impressionante vincendo l'ultima prova speciale della giornata, la Inabu/Shitara 2, sigillando il quarto posto assoluto a 41,5 secondi dalla vetta.
Per gli avversari, la tappa del venerdì si è trasformata in un venerdì di rincorsa, di tormento e riflessione. La Hyundai, che schiera Thierry Neuville, Adrien Fourmaux e Hayden Paddon, ha faticato a trovare il ritmo giusto sulle tortuose e scivolose strade attorno a Toyota City, complice anche una gestione delle temperature dei pneumatici e dei freni resa complessa dal caldo improvviso. Non è andata meglio alle Ford Puma di M-Sport affidate a McErlean e Armstrong, apparse staccate dai tempi dei leader sin dalle prime battute della mattinata.
Con altre quattordici prove speciali ancora da disputare tra sabato e domenica, il Rally del Giappone 2026 è tutt'altro che chiuso, ma il verdetto di questo 29 maggio è chiaro: la foresta di Aichi parla la lingua della Toyota. Sabato si riparte per la seconda semitappa con le storiche insidie delle speciali di Obara ed Ena: la caccia a Evans è ufficialmente aperta, ma per scardinare il fortino giapponese servirà un'impresa memorabile.
Nel WRC2 Nikolay Gryazin è l'unico portacolori ufficiale del team Lancia Corse HF dato che il compagno di squadra Yohan Rossel non è presente in questa trasferta asiatica con una decisione del team principal, Clement, alquanto discutibile dato che il francese é leader della classifica. La prima vera giornata sulle difficili strade nipponiche ha vissuto un duello serratissimo in WRC2, che ha visto Gryazin e la sua Lancia Ypsilon protagonisti.
Gryazin (che corre con licenza bulgara pur essendo russo) ha iniziato la gara con il piede giusto, facendo segnare il miglior tempo assoluto della classe WRC2 nello Shakedown del giovedì. Durante le prove speciali del venerdì, Gryazin ha ingaggiato un testa a testa spettacolare per la leadership della categoria contro lo spagnolo Alejandro Cachón (su Toyota). Per quasi tutta la giornata i due si sono scambiati colpi ravvicinati: dopo 5 delle 6 prove speciali in programma, Gryazin era al comando della classe con appena 1 secondo di vantaggio sul rivale ma nell'ultima speciale della giornata (la SS6), Cachón ha piazzato una prestazione maiuscola, strappando la vetta del WRC2 e la decima posizione assoluta nella classifica generale.
Al termine della tappa del venerdì, Gryazin e la Lancia Ypsilon si trovano in seconda posizione nel WRC2, staccati di soli 8,3 secondi dal leader. La partita per la vittoria di classe è totalmente aperta in vista delle lunghissime e insidiose tappe di sabato e domenica. (John Sturm)
Classifica fine prima tappa dopo SS6 (top 15):
1 - Evans-Martin (Toyota Yaris Rally1) - Toyota - 1h. 13'07"0
2 - Solberg-Edmondson (Toyota Yaris Rally1) - Toyota - 15"7
3 - Ogier-Landais (Toyota Yaris Rally1) - Toyota - 17"1
4 - Pajari-Salminen (Toyota Yaris Rally1) - Toyota - 41"5
5 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 58"2
6 - Katsuta-Johnston (Toyota Yaris Rally1) - Toyota - 1'03"8
7 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 1'16"3
8 - Paddon-Kennard (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 2'17"0
9 - Armstrong-Byrne (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 2'40"9
10 - Cachón-Rozada (Toyota Yaris Rally2) - Toyota Espana - 3'26"6
11 - Gryazin-Aleksandrov (Lancia Ypsilon Rally2) - Lancia - 3'34"9
12 - Jürgenson-Oja (Ford Fiesta Rally2) - M-Sport - 4'25"2
13 - Yamamoto-Fulton (Toyota Yaris Rally2) - Printsport - 4'47"6
14 - Domínguez-Peñate (Toyota Yaris Rally2) - Domínguez - 4'57"4
15 - McErlean-Treacy (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 5'03"3