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Rally Safari: successo storico del giapponese Takamoto Katsuta (Toyota), Fourmeaux salva l’onore di una deludente Hyundai

Naivasha. Il Safari Rally Kenya 2026 si è concluso con una domenica storica, segnata dal primo trionfo in carriera nel WRC per Takamoto Katsuta. Il pilota della Toyota, primo giapponese a vincere una gara WRC, ha gestito con estrema maturità il vantaggio accumulato durante il sabato di "ordinaria follia" africana, che aveva visto il ritiro dei compagni di squadra Solberg, Ogier ed Evans per problemi tecnici causati dal fango.  La Hyundai ha portato a casa un inaspettato secondo posto dopo due tappe in cui la Toyota aveva occupato persino i primi cinque posti in classifica.

E’ stato un Safari durissimo, la pioggia torrenziale  ha fatto la selezione, macchine e piloti hanno spesso galleggiato sul fango obbligati a seguire le profonde rotaie conseguenza dei passaggi  di vetture precedenti, il fango di natura argillosa  che ostruiva radiatori ha mietuto vittime a non finire  e vittime illustri: Solberg, il dominatore delle prime due tappe, Ogier, autore di una rimonta stratosferica, Evans il leader del Mondiale, e il belga Neuville su una Hyundai che ha mostrato ancora una volta limiti non da WRC.

Poco da lamentarsi tutto il mondo è a conoscenza che il mese di marzo è il mese delle grandi piogge non per niente in passato il Safari si disputava ad aprile. Evidentemente ai compilatori dei calendari FIA il meteo è un affare di scarso interesse. Evans rimane leader del campionato ma Solberg e Katsuta incalzano mentre Ogier e Neuville rimangono ben distanti. Tra i Costruttori il solco a favore della Toyota supera già i 40 punti dopo solo tre gare, in ogni caso è sempre duello tra la Casa giapponese e quella coreana mentre Ford…sta a guardare.

Tra un mese va in scena il Rally di Croazia, si torna gareggiare sull’asfalto per Hyundai potrebbe essere l’ultima occasione per ribaltare l’esito del campionato, impresa non certo facile contro la corazzata giapponese guidata da Matti Latvala.

C’era una volta il Safari una delle gare più affascinanti ed esempio reale di cosa fossero una volta, e di come dovrebbero essere, i rally…….. il Safari: un mix di fango, fesh fesh incubo per ogni pilota di rally e curiosità geologica affascinante quanto insidiosa. guadi, terra secca dura come il marmo e centinaia di chilometri tra un controllo orario è l’altro.  Un mix che ha portato spesso tante sorprese.

Il Safari Rally, istituito nel 1953 e esattamente 73 anni fa, per celebrare l’incoronazione della Regina Elisabetta di Inghilterra, la regnante più longeva di sempre nella storia del trono britannico, è giunta alla sua 74^ edizione e non è più il Safari di una volta che si correva nel week end pasquale, data fissa affinchè del suo svolgimento tutta la popolazione ne fosse informata, ora si corre all’interno di alcune tenute e in perimetri territoriali molto ridotti. Il suo fascino tuttavia rimane intatto.

L’edizione 2026 del Safari Rally prevedeva 350 km cronometrati suddivisi in 20 prove speciali tutte ospitate interamente in tenute private. Partenza giovedì con il nuovo shakedown a Nawisa (5 km) poi nel pomeriggio due speciali per un totale di 32,77 km cronometrati: Camp Moran (24,50 km) e Mzabibu (8,27 km).

Venerdì la seconda tappa con 8 speciali per 136,55 km cronometrati. Si inizia con Camp Moran seguito poi dai crono ricavati intorno al Lago Naivasha ripetuti due volte di Loldia(25,60 km), Kengen Geothermal  (13,12 km) e Kedong (13,17 km) per terminare con la prova di Mzabibu. Sabato la terza tappa con altri 122,98 km cronometrati suddivisi in 6 prove speciali: Soysambu (25,20 km), Elementeita (17,80 km) e Sleeping Warrior (18,49 km) ripetuti due volte ed ospitati vicino al lago di Elementeita. Infine, domenica tappa finale con 4 prove per un totale di 57,72 km cronometrati, in pratica i crono ripetuti due volte di: Oserengoni (18,33 km) e Hells Gate (10,53 km), che ha ospitato la power stage finale, tutta ricavata all’interno di un grande parco naturale del Kenya.

Al via 46 gli equipaggi iscritti alla 74^edizione del Rally Safari in programma a Naivasha dal 12 al 15 marzo. 10 i piloti al via al volante di una Rally 1, tra i quali cinque Toyota Yaris Rally 1. La casa giapponese ha schierato il campione del mondo Ogier, Solberg, Evans, Katsuta e Pajari, 3 le Hyundai con Neuville, Fourmaux e Lappi ed infine la MSport con due Ford Puma affidate a Armstrong e McErlean. In gara anche 15 vetture nel Wrc 2 tra cui figura Gus Greensmith al suo esordio stagionale sulla Toyota Yaris Rally 2, così come Andreas Mikkelsen, Virves sulla Skoda Fabia, mentre nessun italiano.

Giovedi: Solberg guida il pokerissimo Toyota, Neuville è sesto a oltre due minuti

Il giovedì pomeriggio sulle rive del Lago Naivasha ha offerto uno spettacolo brutale e inaspettato. L’avvio cauto si è trasformato in un incubo di fango per metà del parco partenti, lasciando sul campo ambizioni e radiatori, mentre la Toyota ha piazzato un’ipoteca pesantissima sulla gara già dopo i primi 33 chilometri cronometrati. La pioggia, caduta con intensità tropicale pochi minuti prima dello start della SS1 "Camp Moran", ha stravolto i piani di ogni team. La polvere finissima (il fesh-fesh), si è mutata istantaneamente in una colla grigiastra capace di cementare le griglie delle auto e rendere il fondo più scivoloso del ghiaccio. In questo scenario, Oliver Solberg ha letteralmente "navigato" nel fango, infliggendo distacchi imbarazzanti. Con una guida aggressiva ma chirurgica, Solberg ha chiuso la speciale con 30 secondi di vantaggio sul compagno Evans, mentre, ad esempio, Neuville, arrancava con la sua Hyundai appesantita da chili di fango. Nella successiva SS2 "Mzabibu" è salito in cattedra Ogier. Il "Maestro" francese ha cercato di rispondere allo strappo di Solberg segnando il miglior tempo. Tuttavia, la notizia della speciale è stata la debacle totale in casa Hyundai. Per le tre i20 N di Neuville, Fourmaux e Lappi il fango accumulato nella prima prova si è rivelato un tappo fatale per i radiatori: i piloti sono stati costretti a procedere a velocità ridotta per evitare il ritiro immediato, accumulando distacchi dal sapore di condanna definitiva.

Venerdì: Solberg chiude in testa con 1 secondo su Ogier ancora quattro Toyota al comando

Solberg ha chiuso la tappa con un vantaggio di un secondo, al termine di un venerdì massacrante che ha messo alla prova gli equipaggi con ogni sorta di insidia: dal fango alle carreggiate profonde, dai guasti meccanici fino agli incontri ravvicinati con la fauna selvatica. Lo svedese aveva iniziato la giornata con un buon margine ma ha visto il distacco ridursi drasticamente a causa della rimonta pomeridiana del nove volte campione del mondo Ogier, arrivato a un solo secondo di distanza prima della sosta notturna.

Al via le condizioni estreme hanno costretto alla cancellazione della SS3 Camp Moran: i solchi profondi avevano reso alcuni tratti inaccessibili per i mezzi medici e tecnici. Gli equipaggi hanno così iniziato la giornata sulla prova di Loldia (18,95 km). La mattinata di Solberg non è stata priva di brividi. Il ventiquattrenne è andato lungo in una curva a destra finendo tra i cespugli durante la prima prova speciale, perdendo circa 10 secondi. Le condizioni sono cambiate nuovamente nel pomeriggio: la superficie asciutta ha portato alla luce rocce taglienti e solchi profondi durante il secondo passaggio sulle prove. Ogier non si è fatto pregare, ha approfittato del mutamento del terreno, segnando il miglior tempo nella SS7 e nella SS9 per erodere il vantaggio di Solberg. Il margine del leader ha subito un duro colpo nella SS8 a causa di una foratura alla posteriore destra, che gli è costata circa 30 secondi mentre portava al rallentatore la sua Toyota a fine prova. All'arrivo dell'ultimo passaggio di Mzabibu, il distacco tra i due era crollato a un solo secondo.

La Toyota è padrona della parte alta della classifica: dietro la coppia di testa. Evans è al terzo posto dopo una giornata passata a gestire problemi di bilanciamento della sua vettura. Sami Pajari ha chiuso al quarto posto assoluto, dopo essere uscito indenne da un quasi-capottamento nella prova mattutina di Loldia, vincendo poi la SS5 Geothermal che la SS6 Kedong e segnando un altro miglior tempo nella SS10 ma ha pagato una penalità di 20 secondi per un ritardo all'uscita dal service di metà giornata.

La sfortuna invece ha colpito Katsuta nella SS7. Una doppia foratura anteriore ha costretto il giapponese a proseguire le restanti prove senza ruote di scorta, scivolando al settimo posto dietro Neuville e Fourmaux. Neuville ha subito uno spegnimento del motore nella SS4 e ha dovuto riparare un radiatore danneggiato nel pomeriggio. Lappi occupa l'ottava posizione dopo una giornata movimentata: nella SS9 ha rallentato in coda a un gruppo di giraffe per circa 300 metri, prima di riprendere la corsa e finire successivamente contro un albero vicino al traguardo della prova. Il Safari ha presentato il conto anche a M-Sport Ford. Josh McErlean si è ritirato nella SS7 dopo un impatto che ha causato lo scoppio di uno pneumatico e la rottura della coppa dell’olio, Jon Armstrong ha rotto un braccio della sospensione posteriore nella SS9. L'irlandese ha effettuato una riparazione d'emergenza a bordo strada, portando la Puma al traguardo dell'ultima prova.

Sabato: Solberg, Ogier, Evans  e Neuville ko, Katsuta nuovo leader

Il sabato del Safari passerà alla storia come una delle giornate più caotiche del WRC moderno. Un violento nubifragio mattutino ha trasformato le piste intorno al lago Naivasha in paludi impraticabili, stravolgendo completamente la classifica. La Toyota, che dominava la gara, ha vissuto una giornata da incubo: il leader Solberg e il secondo Ogier sono stati costretti al ritiro lungo il trasferimento verso il service park a causa di guasti all'alternatore provocati dal fango. Anche Evans ha dovuto alzare bandiera bianca per la rottura della sospensione posteriore. Anche la Hyundai no ha trascorso una giornata felice: nonostante fosse riuscito a risalire fino alla seconda posizione assoluta a metà giornata (approfittando dei ritiri in serie delle Toyota di Solberg, Ogier ed Evans), anche Neuville ha subito un colpo d'arresto definitivo durante il loop pomeridiano. Nella PS14, il pilota belga è stato costretto al ritiro a causa di una tripla foratura. Dopo essersi fermato inizialmente per sostituire due pneumatici, una terza foratura ha reso impossibile proseguire la marcia, poiché l'equipaggio non disponeva di ulteriori ruote di scorta. Nel secondo passaggio sulla "Soysambu", dove il fango vischioso ha portato le temperature dei motori al limite critico molti equipaggi privati e del WRC2 sono rimasti intrappolati per ore nelle carreggiate scavate dalle Rally1, costringendo gli organizzatori a inviare i mezzi di soccorso per liberare il percorso. In questo scenario apocalittico, la Toyota di Takamoto Katsuta è emersa indenne, ereditando una leadership solidissima con oltre un minuto di vantaggio su Fourmaux (Hyundai). La durezza delle condizioni ha spinto i piloti a criticare l'eccessiva pericolosità del percorso, portando persino alla cancellazione dell'ultima prova speciale della giornata, la "Sleeping Warrior 2". Nonostante i danni ai pneumatici, Sami Pajari è riuscito a risalire fino al terzo posto assoluto, completando un podio provvisorio che premia la sopravvivenza più che la pura velocità. Dopo una giornata così infernale la domenica si prospetta come una passerella di sopravvivenza per chi è riuscito a mantenere intatta la meccanica.

Domenica: primo successo di Takamoto Katsuta, primo giapponese a vincere una gara WRC

Nell'ultima tappa domenicale, svoltasi tra i paesaggi mozzafiato del Hell’s Gate National Park, Katsuta non ha cercato il rischio inutile. Nonostante la pressione di Adrien Fourmaux, che ha regalato alla Hyundai un inaspettato secondo posto, il giapponese ha amministrato il distacco di circa un minuto, chiudendo con 27.4 secondi di margine. Sul terzo gradino del podio è salito il giovane Sami Pajari, autore di una prova convincente nonostante diverse forature subite nei giorni precedenti. Mentre Katsuta festeggiava il successo assoluto, la battaglia per i punti del "Super Sunday" e della Power Stage ha visto protagonista Oliver Solberg. Lo svedese, rientrato dopo il ritiro di sabato, ha dominato l'ultima giornata precedendo Sébastien Ogier ed Elfyn Evans. Proprio Evans, pur chiudendo lontano dal podio, mantiene la testa della classifica mondiale con un esiguo vantaggio su Solberg. Nel WRC2, vittoria per l'estone Robert Virves, in WRC2  che ha interrotto l'egemonia di Greensmith in Kenya.(Marc Canone)

Domenica 15 marzo, classifica Super Sunday:

1 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 33'28"9

2 - Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 3"6

3 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 17"5

4 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 26"8

5 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 38"4

6 - Armstrong-Byrne (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 55"9

7 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'16"8

8 - Lappi-Mälkönen (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 1'25"3

9 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'36"5

10 - Mikkelsen-Listerud (Skoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 2'42"8

Domenica 15 marzo, classifica finale:

1 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 3h.16'05"6

2 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 27"4

3 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 4'26"1

4 - Lappi-Mälkönen (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 6'07"3

5 - Virves-Viilo (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 11'38"7

6 - Greensmith-Andersson (Toyota GR Yaris Rally2) - Greensmith - 12'09"0

7 - Zaldivar-Der Ohannesian (Škoda Fabia RS Rally2) - Zaldivar - 12'20"0

8 - Mikkelsen-Listerud (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 12'30"7

9 - Domínguez-Peñate (Toyota GR Yaris Rally2) - Domínguez - 13'28"4

10 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 16'44"5

11 - Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 17'30"7

12 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 19'52"4

13 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 26'20"9

14 - Chwist-Heller (Škoda Fabia RS Rally2) - Chwist - 45'36"7

15 - Armstrong-Byrne (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 48'01"1

Campionato piloti

1.Evans 66 punti; 2.Solberg 58; 3.Katsuta 55; 4.Fourmaux 47; 5.Pajari 32; 6.Ogier 26; 7.Neuville 25; 8.Lappi 21; 9.Armstrong 4; 10.McErlean 2.

Campionato Costruttori

1.Toyota 157 punti; 2.Hyundai 114; 3.Ford 23.

 Sabato 14 marzo, classifica dopo la SS16:

1 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 2h.41'00"2

2 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 1'25"5

3 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 5'29"1

4 - Lappi-Mälkönen (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 6'18"5

5 - Virves-Viilo (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 9'42"1

6 - Greensmith-Andersson (Toyota GR Yaris Rally2) - Greensmith - 10'37"4

7 - Zaldivar-Der Ohannesian (Škoda Fabia RS Rally2) - Zaldivar - 10'43"8

8 - Mikkelsen-Listerud (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 11'24"4

9 - Domínguez-Peñate (Toyota GR Yaris Rally2) - Domínguez - 11'57"8

10 - Chwist-Heller (Škoda Fabia RS Rally2) - Chwist - 37'55"0

Venerdì 13 marzo, classifica dopo la SS10:

1 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1h.33'50"2

2 - Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1"0

3 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 20"5

4 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'10"5

5 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 1'46"1

6 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 1'47"3

7 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'53"3

8 - Lappi-Mälkönen (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 2'53"2

9 - Virves-Viilo (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 6'53"6

10 - Greensmith-Andersson (Toyota GR Yaris Rally2) - Greensmith - 7'08"1

Giovedì 12 marzo, classifica dopo la SS2:

1 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 30'18"6

2 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 33"3

3 - Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'05"1

4 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'15"3

5 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 2'06"4

6 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 2'21"9

7 - Armstrong-Byrne (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 2'32"2

8 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 2'38"1

9 - Lappi-Mälkönen (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 2'52"9

10 - Greensmith-Andersson (Toyota GR Yaris Rally2) - Greensmith - 3'42"5

 

 

 

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