Logo

Hyundai WRC 2025….la parola a Cyril Abiteboul

Offenbach. Il Presidente e Team Principal di Hyundai Motorsport, Cyril Abiteboul, ha tracciato un bilancio della stagione 2025 del World Rally Championship al termine di una stagione con  due vittorie, 15 podi e importanti progressi tecnici con la Hyundai i20 N Rally1. In una chiacchierata analizza la stagione appena conclusa e i prossimi passi della squadra in vista del 2026.

Quale è il bilancio della stagione 2025?

È stato un anno difficile e impegnativo. Venivamo da un 2024 di grande successo e sapevamo che difendere i nostri titoli sarebbe stato difficile specialmente per la reazione della Toyota che si è presentata con cinque auto e un pacchetto molto solido. Da parte nostra, all'inizio del 2023 avevamo scommesso su un’auto radicalmente nuova per il 2025 rispetto all'anno scorso. Quella decisione ha portato valore a lungo termine, ma ha anche comportato una curva di apprendimento ripida in questa stagione, è stata una sfida che abbiamo accettato nel momento in cui abbiamo scelto quella direzione.

Quali aspetti positivi trae da questa stagione?

Ci sono aspetti positivi evidenti e altri meno. Le due vittorie sono state pienamente meritate; in entrambi i rally abbiamo controllato il passo. L'atteggiamento della squadra è stato forte per tutto l'anno e non ci siamo mai arresi nonostante le difficoltà. Siamo progrediti anche nel modo in cui operiamo e reagiamo. Il ritmo della vettura è stato spesso ottimo, anche se i risultati finali non sempre lo hanno rispecchiato. E Adrien (Fourmaux) è stato una nota estremamente positiva. Inserire un giovane pilota è sempre un’incognita, ma lui ha mostrato maturità, professionalità e un vero potenziale. Ci ha anche aiutato a capire meglio la vettura, il che sarà fondamentale per il 2026.

Quanto è soddisfatto del percorso di sviluppo della Hyundai i20 N Rally1 in questa stagione?

Lo sviluppo della Hyundai i20 N Rally1 è stato un progetto vastissimo e, a posteriori, ci si chiede sempre se il tempismo sia stato corretto. Quando sono arrivato, il team era dominato da Toyota, quindi abbiamo deciso di osare. Il piano originale prevedeva un’auto completamente nuova; per vari motivi, abbiamo consegnato invece un’evoluzione profonda. Il successo dello scorso anno è stato quasi una sorpresa, dimostrando che nei rally anche una piccola evoluzione può fare molto. Ma la nostra versione 'Evo' era già a buon punto e abbiamo mantenuto l'impegno. L'auto 2025 ha portato miglioramenti prestazionali in alcune aree, ma anche incertezza, e la stagione è diventata una curva di apprendimento per capirne il comportamento, i limiti e come ottenere costanza. È stato faticoso, ma ora il vantaggio è chiaro: abbiamo una visione precisa dei punti deboli e un piano mirato per l'anno a venire.

Quest'anno Hyundai Motorsport ha gestito due programmi: WRC e corse di durata. Che impatto ha avuto questo e come avete continuato a investire nel team WRC?

Gestire due programmi è possibile con la struttura e le persone giuste. Ciò che ha reso tutto più difficile in questa stagione è stata l’incertezza sui nostri piani a lungo termine nel rally e sulla direzione dello sport. Una volta risolta la questione, ci siamo mossi rapidamente. Abbiamo messo in piedi una struttura di comando nuova ma esperta, con Andrew Wheatley e Demaison totalmente focalizzati sul successo del programma WRC. Il team è ancora impegnato e, con una maggiore visibilità sui regolamenti e un nuovo promoter, stiamo costruendo un'organizzazione in grado di sostenere obiettivi a lungo termine.

Quali sono state le sfide principali quest'anno, specialmente riguardo a piloti ed equipaggi?

Ogni pilota ha affrontato delle sfide. Adrien si è adattato bene e ha mostrato una grande velocità, ma come chiunque altro ha avuto momenti difficili – alcuni sotto il suo controllo, altri no. Ciò che conta è come ha imparato a gestirli; la capacità di mantenere la forza mentale e affrontare la situazione è ciò che distingue chi può vincere. Questa è probabilmente una delle grandi doti di qualcuno come Sébastien Ogier. Durante la stagione, Adrien ha mostrato una rapida curva di apprendimento nel dominare le proprie emozioni e uscire vincitore da circostanze avverse.

Per Thierry (Neuville) è stato diverso. L'anno scorso ha richiesto molto impegno e dedizione da parte sua. Le stagioni sono molto lunghe e molto può cambiare in breve tempo. Come abbiamo visto con Elfyn Evans quest'anno, si può avere una stagione fantastica, restare in testa per gran parte del tempo, ma con l'ordine di partenza e la pulizia delle strade, ogni vantaggio accumulato entro l'estate può sciogliersi come neve al sole. Thierry ha dovuto lottare fino alla fine dello scorso anno e, a questo, si è aggiunta l'assenza di pause. Quest'anno, l'insieme di nuovi pneumatici e di una nuova vettura ha fatto sì che il carico per Thierry fosse pesante fin dall'inizio. Eppure è rimasto professionale, ha recuperato le energie durante l'anno e non ha perso fiducia nella squadra. Ci ha stimolato in modo costruttivo, il che è importante. E vincendo l'ultimo rally della stagione, abbiamo la dinamica perfetta, a differenza dello scorso anno, per un 2026 forte.

Con Ott (Tanak) c'è stata molta frustrazione l'anno scorso. Penso che abbia affrontato questa stagione in modo molto diverso e per un buon periodo le cose stavano andando bene, fino a due momenti probabilmente decisivi. Il primo, i test in Finlandia dopo la sua vittoria in Grecia, dove l'auto non era al livello che ci aspettavamo. È stato un momento difficile per lui, ma anche per tutto il team che aveva già spinto tantissimo fino a quel punto. L'altro è stato il problema al motore in Cile. Fino ad allora, il campionato era assolutamente alla portata. Ci sono molte novità in arrivo che renderanno la squadra più forte e l'auto migliore nel 2026, e mi dispiace che lui non potrà vederne i benefici. Tuttavia, da un punto di vista personale, comprendo la sua decisione di passare più tempo con la sua famiglia.

Guardando al 2026: arriverete al Rallye di Monte-Carlo con un pacchetto più competitivo?

Credo che arriveremo a Monte-Carlo più forti. Rispetto allo scorso anno, saremo meglio preparati. L'organizzazione è più stabile, la struttura dirigenziale è consolidata e avere la nostra base a Fechenheim pienamente operativa elimina una grossa distrazione.  Naturalmente tutto è relativo a ciò che faranno i nostri concorrenti. Toyota e i loro piloti saranno forti, specialmente a Monte-Carlo. Ciò che mi dà fiducia è che abbiamo una conoscenza e una comprensione del pacchetto molto migliori, il piano è focalizzato e ci sono meno variabili rispetto a un anno fa. Quest'anno ci ha ricordato che la prestazione assoluta non è necessariamente il fattore determinante; è più importante avere un prodotto controllato e ben compreso, e un'organizzazione concentrata. Se continuiamo a lavorare in questo modo, saremo in una posizione più forte all'inizio della prossima stagione. (Ma.Can.)

Corsanews.it - Redazione: Corso Galileo Ferraris 103 - 10128 Torino Italy - Copyright © 2003-2025. All rights reserved.

Web Master: Laura Cerbara